22 Nov 2013 | Chiesa, Ecumenismo, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
125 responsabili di 46 Movimenti e Comunità di diverse Chiese di 13 Paesi europei – dalla Russia al Portogallo, dalla Danimarca alla Slovenia: l’incontro ha costituito un’occasione di scambiare le esperienze fatte insieme e di tracciare prospettive per il futuro. Quest’anno è stato preso di mira uno dei punti programmatici del Messaggio finale di Stoccarda 2007, punti conosciuti come “I sette SÌ”, che, da allora, costituiscono linee guida per l’azione di Insieme per l’Europa: “Sì alla solidarietà con i poveri e gli emarginati vicini e lontani; sono i nostri fratelli e sorelle. Chiediamo ai nostri governi e all’Unione Europea, di impegnarsi con decisione per i poveri e per lo sviluppo dei paesi svantaggiati, in particolare dell’Africa”. Un punto di grande attualità anche per i recenti drammi avvenuti nel Mediterraneo, che hanno mostrato la solidarietà concreta di tanti cittadini e spinto le istituzioni nazionali ed europee a compiere dei passi avanti verso un mondo più fraterno. I vari contributi hanno mostrato quanto le Comunità e i Movimenti siano legati all’impegno verso e con i più bisognosi. Non si tratta solo di atti di solidarietà, ma di amicizia e di fraternità. Jean Vanier, fondatore della Comunità dell’Arche, facendo dono della sua esperienza, inizia con queste parole: «Gesù dice: “Il regno di Dio è come un pranzo di nozze” – ma tutti sono troppo occupati – e il re che ha invitato manda i suoi servi a cercare storpi e zoppi lungo le siepi e ai crocicchi delle strade – è questo che ho cercato di vivere nella mia vita». Jean Vanier si dedica in particolare ai disabili mentali «il popolo più oppresso». «Essi mi hanno cambiato, ho visto che il Regno di Dio è loro». Ora sono 140 le comunità, ecumeniche e interreligiose, in cui «fragili e forti» vivono insieme. Durante l’incontro parigino preghiere dei cattolici, degli evangelici, e dei russi ortodossi con il caratteristico coro, hanno sottolineato la varietà dell’espressione della fede. Gli “Amici” di Insieme per l’Europa ripercorrono il cammino fatto con i grandi eventi di Stoccarda 2004, 2007 e Bruxelles 2012. Eli Folonari del Movimento dei Focolari, afferma: «Ricordando l’espressione di Chiara Lubich “lo spartito è scritto in cielo”, si è colto nell’ascolto reciproco che l’esperienza più preziosa di questo cammino insieme è la comunione profonda che si è creata tra Movimenti di Chiese diverse. Ed è proprio questa testimonianza comune dei cristiani, che ha portato ad iniziative in campo politico e sociale, di cui l’Europa oggi ha bisogno affinché il mondo creda». P
rogetti per il futuro? «Si prevede di dare un proprio contributo nel 2016 – aggiunge Eli Folonari – in forma di un congresso, che si svolgerà probabilmente in una città della Germania, per rendere visibile il cammino di comunione percorso finora». A maggio 2014 il Comitato d’Orientamento si rivedrà in Germania a Dillingen per ritirare il Premio Europeo St. Ulrich edizione 2014, assegnato questa volta a “Insieme per l’Europa”. Variare il luogo degli incontri degli “Amici” di Insieme per l’Europa è anche un’occasione per approfondire la conoscenza reciproca: stavolta la Cappella della stazione metropolitana di Montparnasse, affidata alla Comunità di Sant’Egidio, per pregare insieme e conoscere la loro azione nel cuore di Parigi; la Comunità Emmanuël, e la sede di Acer-Mjo (Azione cristiana studenti russi – Movimento Gioventù Ortodossa), accolti dal giovane Presidente Cyrille Sollogoub. A cura di Gabri Fallacara (altro…)
15 Nov 2013 | Centro internazionale, Chiesa, Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
La notizia della visita di papa Francesco allo Stato italiano, il 14 novembre 2013, dove è stato accolto dal presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, ha riempito le testate dei giornali di tutto il mondo. Anche il clima dell’incontro nel palazzo del Quirinale avvenuto nella semplicità, cordiale amicizia e valori condivisi evidenziati nei loro due discorsi, è stato sottolineato in toni diversi dai Media internazionali. Da evidenziare la partecipazione della società civile. Che questa visita abbia destato l’interesse dei cittadini lo dicono le centinaia di persone che hanno salutato festanti l’ingresso nel palazzo presidenziale dell’auto papale. All’interno, ad accogliere papa Francesco c’era una delegazione del governo, esponenti del mondo imprenditoriale, accademico e alcune personalità rappresentative del mondo della solidarietà attivi in progetti verso i poveri, i sofferenti, gli ultimi.
Per il Movimento dei Focolari erano presenti Maria Voce e Giancarlo Faletti. “Tutto si è svolto in maniera ufficiale e allo stesso tempo in un’atmosfera cordiale – ha detto a caldo Maria Voce -. Mi è piaciuto particolarmente il saluto del presidente Napolitano, sia per il suo esprimere gratitudine a papa Francesco per la sua particolare capacità di arrivare al cuore degli uomini, che per la dimensione personale dei rapporti che stabilisce. Ci ha tenuto a sottolineare anche il retaggio cristiano presente nei valori che hanno formato l’Europa, così come l’ammissione della tragica situazione che vive l’Italia nell’accentuarsi di una crisi che travolge la politica. Emergeva l’attesa fiduciosa che un messaggio del Papa avrebbe aiutato a oltrepassare i particolarismi in vista del bene comune. Da ambedue i discorsi, poi, era evidente che siamo dinanzi a domande che ci interpellano insieme e per le quali anche le risposte sono comuni, seppure in ambiti differenti e con metodi diversi”. Dal canto suo il copresidente Faletti ha sottolineato l’impressione di essersi trovato dentro “una pagina di storia dell’umanità, legata certamente alla storia italiana. Era evidente, come sottolineato dalle parole e dalla testimonianza di Napolitano e di papa Francesco, che a incidere nella storia è e sarà fondamentalmente la capacità di mettersi in dialogo”.
“Guardare le singole persone, una alla volta”, ha evidenziato il Capo di Stato nel riconoscere quale “carattere distintivo” della missione pastorale di papa Francesco una “forte considerazione per la persona”, il saper “comunicare con i semplici”, il trasmettere “a ciascuno e a tutti i valori del messaggio cristiano”, “innanzitutto quello dell’amore per gli altri”, per combattere “il dilagare dell’egoismo, dell’insensibilità sociale, del più spregiudicato culto del proprio tornaconto personale”. L’augurio, in conclusione, di papa Francesco per l’Italia: che il Paese “attingendo dal suo ricco patrimonio di valori civili e spirituali”, sappia trovare “la creatività e la concordia necessarie al suo armonioso sviluppo, a promuovere il bene comune e la dignità di ogni persona e ad offrire nel consesso internazionale il suo contributo per la pace e la giustizia”. Discorso di papa Francesco: leggi il testo integrale Discorso di Giorgio Napolitano: leggi il testo integrale (altro…)
13 Nov 2013 | Centro internazionale, Chiesa, Cultura, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Donna del carisma o donna dell’azione. Eppure dovrebbe esserci posto anche per la donna del pensiero, mentre non viene avvertito come essenziale il suo contributo al magistero. Poche donne sono coinvolte nella pastorale familiare, poche hanno cattedre di teologia e rarissima è la loro presenza nella formazione dei sacerdoti. «La fotografia della situazione attuale è abbastanza esatta. La donna è poco considerata nel suo contributo di pensiero, anche perché ha avuto scarse possibilità di svilupparlo. Solo di recente è stata ammessa nei collegi pontifici, dove si studia la teologia. Certo, è vero che ci sono state donne sapienti e donne che hanno dato un contributo di pensiero, ma qualche volta più per ispirazione diretta dello Spirito Santo – come le grandi donne che sono state fatte dottori della Chiesa –, che non per aver sviluppato il loro pensiero attraverso lo studio e il confronto con altri pensatori. La donna ha dovuto sempre ricoprire altri ruoli nella Chiesa e nell’umanità». Sul tema della donna, Francesco ha offerto solo degli accenni. Lui si affida più che a momenti speculativi alla fecondità degli incontri. Come valuteresti una sua iniziativa che desse vita a un comitato permanente, un F8, formato da donne con grandi responsabilità nella Chiesa? «Reputo che ci sia ancora da aspettare per vedere un corpus solo femminile a disposizione del magistero della Chiesa. Preferisco comunque che la donna stia insieme con gli uomini, non staccata a manifestare la propria differenza. Serve perciò entrare negli organismi di consultazione, di pensiero o di decisione, che piano piano si stanno sviluppando nella Chiesa e far ascoltare la sua voce femminile. Non penso perciò a un F8 ma a un 8 di qualche tipo dove siano rappresentati uomini e donne, perché ognuno ha la sua peculiarità, ed è quella peculiarità che serve alla Chiesa. Un organismo del genere mi entusiasmerebbe». Come vedresti il conclave con la presenza di superiori e superiore generali di ordini religiosi e di presidenti di aggregazioni ecclesiali internazionali? Sarebbe un riconoscimento per la donna? «Vorrei distinguere il conclave come assise in cui si prepara l’elezione del papa e il conclave come momento di votazione per l’elezione del papa. Mi sembrerebbe particolarmente utile se nella prima fase ci fosse la presenza anche di persone che svolgono un ruolo nella Chiesa e possono apportare il contributo della loro esperienza, sicuramente diverso ma non meno importante di quello dei cardinali. «Da quello che riferisce papa Bergoglio, le riunioni precedenti l’elezione si sono rivelate determinanti per le sue attuali prese di posizione e per il suo modo di condurre la Chiesa verso determinati traguardi. Allora, se quelle analisi fossero maturate in un contesto ecclesiale più vasto di quello limitato ai soli cardinali, sono sicura che sarebbero stati offerti all’attuale papa contributi più preziosi. Poi, che queste persone siano ammesse a votare per l’elezione del papa, è al momento secondario. Vedremo gli sviluppi, la storia della Chiesa è guidata dallo Spirito Santo». Domani squilla il tuo cellulare. È papa Francesco che ti invita a raggiungerlo per un dialogo su donna e Chiesa. A quali argomenti porresti la priorità nell’incontro con lui? «Proprio a lui che ci ha parlato della sua nonna e di sua mamma, chiederei se questa esperienza con le donne della sua famiglia non lo aiuti a ispirare anche un’apertura alle donne nel magistero della Chiesa. Insomma, mi piacerebbe se si rifacesse a quegli esempi domestici per mettere in luce che le donne possono avere un’influenza pure maggiore di quella di un direttore spirituale o di un professore. Inoltre, nel suo lungo servizio pastorale in Argentina avrà pure conosciuto tante donne, anche responsabili di ordini religiosi. Il suo tratto, infatti, il suo modo di relazionarsi e di comportarsi mi fanno ritenere che abbia avuto contatti profondi e autentici con le donne. Si affidi a quelli oggi per tirare fuori il meglio dalle donne nella Chiesa». Leggi l’intervista integrale Intervista a Maria Voce pubblicata su Città Nuova n.21/2013 (altro…)
1 Nov 2013 | Chiesa, Focolari nel Mondo, Spiritualità
«La vita è l’immagine del teatro. Nel teatro quel che più si vede sono i casi patologici: divorzi, adulteri, manie. Nella vita quel che più risalta sono le guerre, le sciagure, gli scempi con i loro protagonisti, demagoghi, ladri, pazzi… E uno crede di stare in un teatro, dove l’ispirazione sia sostituita dalla follia. Occorre una sensibilità e una visibilità dello spirito per avvertire di là dai problemi le virtù che fioriscono nell’ombra, l’eroismo che si consuma tra quattro mura, le resistenze di lavoratori e di madri, di studiosi e di maestri. Occorre ricreare in se il silenzio per sentire la corrente del bene, quella corrente in cui circola con la bontà degli uomini la grazia di Dio e di cui troppi hanno perduto la nozione e ignorano l’esperienza. Se attingiamo a questa fonte vediamo come diventa labile ombra l’immagine di uomini importanti, che fanno parlare di se i giornali e riempiono di frastuono le giornate. Altrimenti rischiamo di impoverirci, in solitudine, senza aiuto, ciascuno solo di fronte alla tragedia del mondo. Questa solitudine si annida dentro di noi, e l’anima richiede la solidarietà di altre anime, vuole la sua vita sociale. Le anime che amano, donando solidarietà, sono quelle dei santi, non solo di quelli cospicui, degli altari e del martirologio, ma anche le umili, le innumerevoli umili anime che in questo momento tribolano come noi per le azioni dannose degli uomini in ogni angolo del pianeta. Illusione?… Non più di quella per cui il nostro pensiero d’un balzo oltrepassa i termini del mondo. Vediamo le forze cosmiche dai loro effetti, sperimentiamo la comunione dei santi dai frutti. E prima di tutto dalle energie che porta alla nostra vita interiore, e poi dagli stessi aiuti che da ogni parte adduce alla nostra stessa esistenza esteriore. Se oggi tante creature usano ciò che a loro non è necessario per aiutare le popolazioni in difficoltà, se migliaia di missionari, infermieri, servitori volontari dell’umanità accorrono ad assistere esseri umani mai visti e si prodigano per loro sino al sacrificio della propria vita, se tante persone soffrono della sofferenza altrui e spendono la vita nel produrre il bene a vantaggio di figli d’altri, lo fanno seguendo la voce dell’amore che è la voce di Dio. Coi doni spirituali che derivano da queste azioni si opera una convivenza di anime, che è superiore alle divisioni politiche e territoriali, linguistiche e castali: una comunione che agisce nella sostanza ed è fatta della sostanza stessa delle nostre anime, quali uscirono dalle mani di Dio, sostanza divina dunque. Noi pensiamo a tutte queste umili creature che visitano tuguri, medicano piaghe, portano pane a famelici e speranze a tribolati. E dietro loro e con loro i grandi fratelli e le luminose sorelle che le precedettero in quella donazione e in quella fatica: i santi degli altari e quelli che, non segnati nel martirologio, sono iscritti nel libro della Vita. E infaticabilmente partecipano alla nostra esperienza, sorreggono la nostra pazienza e alimentano la nostra forza. Noi oggi pensiamo più particolarmente a loro per meglio inserirci nel circuito del loro amore, il quale è lo spirito stesso di Dio che per esso a noi si comunica». Igino Giordani in: Le Feste, Società Editrice Internazionale, 1954. (altro…)
31 Ott 2013 | Chiesa, Ecumenismo, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Il 31 Ottobre 1517 a Wittenberg, città universitaria della Germania, il professore di teologia Martin Lutero espone 95 tesi sulle indulgenze “per amore alla verità e con la premura di esaminarla, di approfondirla”. Questa data segna l’inizio della “Riforma protestante”, e la conseguente divisione all’interno della chiesa d’occidente. Da allora sono passati quasi 500 anni, e quel momento della storia non è più considerato semplicemente come un momento buio. Anzi, si celebra l’anniversario con l’esperienza di 50 anni di dialogo teologico fra i cattolici e luterani. Lo scorso 21 ottobre una delegazione della Federazione Luterana Mondiale è stata ricevuta da Papa Francesco, al quale è stato consegnato l’ultimo frutto del dialogo teologico, dal significativo titolo: “Dal conflitto alla comunione. L’interpretazione luterano-cattolica della Riforma nel 2017”. Egli ha sottolineato soprattutto l’impegno a progredire nell’ecumenismo spirituale che costituisce “l’anima del nostro cammino verso la piena comunione”, e “ci permette di pregustarne già da ora qualche frutto, anche se imperfetto”. Come possiamo trasmettere quel qualcosa di necessario per una vita con Dio, per cui vale la pena lottare? Come trasmettere ai nostri contemporanei le tradizioni perché siano sostegno ad un’intensa vita cristiana senza scavare nuove trincee? Sono le domande poste dal documento “Dal conflitto alla comunione”. Ne parliamo con Heike Vesper, focolarina luterana tedesca, attualmente in Italia, dove collabora con il Centro Uno, segreteria del Movimento dei Focolari per l’ecumenismo.
«Da 35 anni vivo la spiritualità dell’unità insieme ai miei amici cattolici, ortodossi, anglicani e riformati. In questo modo ho conosciuto persone di altre Chiese e la loro vita con Dio. È un arricchimento straordinario. Mi sorprende la grandezza di Dio e l’agire dello Spirito Santo che la mia chiesa, da sola, non potrebbe esprimere. Avevo circa vent’anni, conoscevo da alcuni anni il Movimento dei Focolari, quando ho capito che Dio mi chiamava a dare una testimonianza di unità possibile, proprio con la diversità che portavo nella comunità. Nonostante le paure e le differenze che vedevo rispetto ai cattolici, ho sentito il coraggio di aderire alla chiamata di Dio e sono entrata in una comunità dei Focolari a Lipsia. L’esperienza di questi anni è stata proprio quello che il Papa ha sottolineato il 21 ottobre nell’incontro con i luterani: “Nella misura in cui ci avviciniamo con umiltà di spirito al Signore Nostro Gesù Cristo siamo sicuri di avvicinarci anche tra di noi e nella misura in cui invocheremo dal Signore il dono dell’unità, stiamo certi che Lui ci prenderà per mano e Lui sarà la nostra guida”. Non sono mancate le difficoltà, le perplessità per alcune forme di tradizione cattolica a me sconosciute. Nel ricominciare ho sempre sentito di dover guardare a quello che abbiamo in comune e spesso l’ho trovato lì dove non me l’aspettavo. Questo mi ha incoraggiata a lasciarmi guidare da Gesù, da Gesù in mezzo a noi. La prima delle 95 tesi di Lutero sulle indulgenze dice: “Il Signore e maestro nostro Gesù Cristo, dicendo «Fate penitenza», volle che tutta la vita dei fedeli fosse una penitenza”. Vuol dire essere capaci di perdonare. Dio mi dà continuamente una nuova chance, perché Gesù sulla croce prende anche tutti miei fallimenti, quelli di ogni uomo. Ecco la mia “penitenza”: essere capace di dimenticare, di riconciliarmi! Il documento “Dal conflitto alla comunione” termina con 5 imperativi ecumenici che invitano cattolici e luterani a riflettere su prospettive di unità, per dare visibilità al Corpo di Cristo. Ciò conferma la mia esperienza nel Movimento dei Focolari:
- “partire dalla prospettiva dell’unità e non dal punto di vista della divisione, al fine di rafforzare ciò che hanno in comune, anche se è più facile scorgere e sperimentare le differenze”
- “lasciarsi continuamente trasformare dall’incontro con l’altro e dalla reciproca testimonianza di fede”
- “impegnarsi a ricercare l’unità visibile, a elaborare e sviluppare insieme ciò che questo comporta”
- “riscoprire congiuntamente la potenza del Vangelo di Gesù Cristo per il nostro tempo”
- “rendere insieme testimonianza della misericordia di Dio nell’annuncio del Vangelo e nel servizio al mondo”
Avvicinandomi alla Parola di Dio vorrei poter sperimentare e affermare con Lutero: «Allora mi sentii letteralmente rinato e introdotto attraverso porte spalancate nel paradiso stesso. L’intera Scrittura acquistò per me all’improvviso un nuovo volto. Più tardi lessi Lo Spirito e la lettera, di Agostino, dove, contro ogni speranza, scoprii che anch’egli interpretava la giustizia di Dio in maniera simile, come la giustizia di cui Dio ci riveste quando ci giustifica». (altro…)
30 Ott 2013 | Chiesa, Ecumenismo, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità

Padre Kentenich
18 ottobre 1914. Padre Kentenich – sacerdote tedesco poi imprigionato nel campo di concentramento di Dachau – è protagonista, insieme a un gruppo di studenti, di una profonda esperienza spirituale: una “alleanza” d’amore con Maria, la madre di Gesù, a servizio di tutta l’umanità. Il fatto è accaduto a Schönstatt – da qui il nome del Movimento – vicino a Koblenz sul Reno (Germania), presso un santuario, definito “originario”, e poi ricostruito a somiglianza del primo in diverse nazioni. Lo scorso 18 ottobre, il Movimento di Schönstatt ha dato il via, nel luogo di fondazione, all’anno commemorativo dei 100 anni dalla nascita. Alla festa che si è protratta fino al 20 ottobre, hanno partecipato oltre 3000 appartenenti al Movimento dalla Germania. La commemorazione si è svolta contemporaneamente in altri santuari mariani: in Portogallo, in Paraguay e altri ancora.
“Schönstatt in dialogo” era il titolo di una delle sessioni, con lo scopo di indicare la strada da percorrere verso il futuro, ricordando altresì l’obiettivo primario: ravvivare la gioia missionaria per l’evangelizzazione e l’Alleanza a beneficio degli uomini nel Paese. Si è dato grande spazio alle testimonianze di vari Movimenti di diverse Chiese ed in particolare della rete “Insieme per l’Europa”, a cui Schönstatt partecipa fin dall’inizio.
In questo percorso si è ricordata la visita a Schönstatt nel 1999 di Chiara Lubich e di Andrea Riccardi con alcuni dirigenti dei Focolari e della Comunità di Sant’Egidio. In quell’occasione i due fondatori insieme a Padre Michael Marmann e Suor Doria da parte di Schönstatt, hanno stretto un patto a nome dei rispettivi Movimenti, con l’impegno a stimarsi e amarsi reciprocamente.
Quella tra i Focolari e Schönstatt è un’amicizia di lunga data. Uno dei momenti più intensi è stato quando nel2001, in Svizzera, a Mollens, un gruppo di sacerdoti insieme a P. Marmann, successore di P. Kentenich, pose una serie di domande a Chiara Lubich, sia su uno dei punti centrali della spiritualità di comunione, che è la figura di Gesù Abbandonato, sia sul ruolo dei sacerdoti, di fronte “alla crisi del ministero ordinato”. Come uscire dalla crisi? «Bisogna che il sacerdote migliori il suo essere cristiano – suggerisce Chiara – perché il suo essere cristiano significa vivere il Vangelo, perché questa è la via dello Spirito Santo…. Col Vangelo risveglia la Chiesa. E risveglia la Chiesa sia nei laici, sia nei sacerdoti, nei vescovi e nei Papi. Quindi, la linea dello Spirito Santo per uscire dalla crisi è quella di rimettere il Vangelo in moto perfettamente, autenticamente». (altro…)