12 Ott 2010 | Chiesa, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
L’accesso all’istruzione è oggi una delle grandi sfide dell’Africa Subsahariana. I “Volontari” del Movimento dei Focolari, in collaborazione con l’Associazione Azione per un Mondo Unito Onlus (AMU), promuovono un progetto che punta a creare rapporti di fraternità proprio attraverso un sistema di borse di studio. In occasione dei festeggiamenti per il 50° anniversario della loro nascita in seno ai Focolari, i “Volontari di Dio” avevano lanciato il Progetto “Fraternità con l’Africa” in collaborazione con AMU (ONG che si ispira alla spiritualità del Movimento dei Focolari). “Fraternità con l’Africa”, attraverso l’assegnazione di borse di studio a studenti privi dei mezzi economici necessari, mira a creare le condizioni affinché i professionisti africani possano esprimere al meglio le proprie potenzialità senza dover emigrare e possano mettere al servizio della propria gente le risorse e le capacità scientifiche e intellettuali acquisite. Il progetto si sviluppa grazie ad azioni di sensibilizzazione e raccolta fondi in tutto il mondo e si realizza attraverso esperienze di servizio concreto al proprio popolo da parte di chi usufruisce delle borse di studio, creando legami di fraternità che salvaguardano la comunità del posto: i giovani infatti si impegnano a lavorare nel proprio paese per almeno cinque anni dopo la conclusione degli studi, e a svolgere gratuitamente un servizio sociale sul posto durante gli studi. Ad oggi sono 107 in totale le borse di studio assegnate a giovani dei paesi dell’Africa Subsahariana, la maggior parte dei quali studia discipline scientifiche, quali economia o medicina. “Ho nuovamente fiducia in me stesso e nel futuro”- racconta un giovane studente di Nairobi- “Ringrazio Dio per “Fraternità con l’Africa”, per il sostegno a me e ad altri giovani, che ci aiuta a capire che anche noi dovremo prenderci cura degli altri quando avremo terminato gli studi”. Sulle pagine di “AMU Notizie”, che potete scaricare qui, c’è un ricco dossier interamente dedicato al progetto, alle sue finalità, con le indicazioni per poter contribuire, anche attraverso iniziative di sensibilizzazione e di informazione. (altro…)
6 Ott 2010 | Chiesa, Cultura, Famiglie, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Era lo scorso 12 gennaio, quando un violentissimo terremoto ha sconvolto Haiti, provocando quasi mezzo milione di morti. Sulle pagine di “Amu Notizie” che potete scaricare interamente qui, si tengono accesi i riflettori là dove si sono spenti, e si descrive come prosegue l’opera di ricostruzione in questo che è forse il paese più povero dell’emisfero nord. L’impegno di Amu, così come quello delle altre ONG, è prezioso perché interviene non più nel momento dell’emergenza, ma successivamente, quando l’attenzione dell’opinione pubblica si affievolisce, rischiando di vanificare i successi iniziali. Attraverso la locale associazione Action contre la Pauvreté du Nord Est (PACNE), Amu, insieme al Movimento Famiglie Nuove e Giovani per un Mondo Unito, sostiene il progetto per la costruzione di un centro di accoglienza per gli sfollati. I lavori sono ormai in stato avanzato e si sta procedendo all’installazione dei servizi, come quello dell’acqua corrente. La selezione dei beneficiari del progetto è a cura di un comitato che include i responsabili di PACNE e i rappresentanti della locale comunità, quali il sindaco e il parroco. La priorità verrà data alle persone più bisognose tra quelle che, avendo perso tutto, sono fuggite a Mont Organisé, la località dove si trova oggi il cantiere Quando le stesse persone potranno far rientro in città o in abitazioni più definitive, la struttura potrà essere usata anche per ospitare anziani, infermi, o comunque persone sole. Il tutto verrà gestito nella massima trasparenza attraverso una commissione appositamente eletta. Certo, i bisogni e le difficoltà di Haiti sono enormi e ci vorranno anni per far sì che le infrastrutture e il sistema economico diano una risposta completa ai bisogni della gente. Proprio per questo, Amu continuerà a valutare nuove proposte di progetti, di cui non mancheremo di darvi notizia. Leggi anche:
Emergenza Haiti
Haiti dopo il terremoto
Terremoto Haiti, l’impegno dei Focolari
“Con tutto il cuore vi diciamo”. Scambio di lettere tra i terremotati aquilani e la comunità di Haiti (altro…)
6 Ott 2010 | Chiara Lubich, Chiesa
“Santo Padre, è un’immensa gioia per noi e un dono speciale del Suo amore di padre che La possiamo incontrare, a 25 anni da quando, nel febbraio del 1977, si tenne il primo Convegno di Vescovi amici del Movimento dei Focolari. In quell’anno i Vescovi, riuniti da Mons. Klaus Hemmerle, allora Vescovo di Aquisgrana, erano 12. Oggi sono varie centinaia a ritrovarsi nelle diverse parti del mondo per approfondire la spiritualità di comunione che è fiorita nel Movimento dei Focolari. E Lei, Santità, come fece anche il venerato Papa Paolo VI, ha sempre incoraggiato questo cammino, lo ha orientato con le Sue parole ed ha provveduto perché i Vescovi amici del Movimento dei Focolari fossero innestati nell’Opera di Maria, come una delle sue diramazioni. Per tutto ciò, Santo Padre, La ringraziamo dal più profondo del cuore! Alla luce dell’indimenticabile Messaggio che Lei ci ha rivolto l’anno scorso, nel Convegno attuale abbiamo fissato il nostro sguardo interiore sull’abbandono di Gesù in croce, “mistero di dolore e di amore, da cui nasce e si rinnova costantemente la Chiesa-comunione come icona vivente della Santissima Trinità” (cf. Messaggio 14.2.2001). Attingendo ai ricchi tesori contenuti nella spiritualità dell’unità, ci siamo immersi in questo mistero come via sicura all’unione con Dio e come sorgente di comunione che spalanca i nostri cuori all’intera umanità. Assieme a Chiara Lubich, in apertura del nostro Convegno, abbiamo chiamato alla nostra mente le luminose indicazioni che Lei, Santità, sin dal 1983 ha dato per la grande impresa della “nuova evangelizzazione”; indicazioni che abbiamo trovato ricchissime e che vorremmo attuare nelle nostre Chiese locali con ardore e decisione, consci che non si tratta qui di un’attività soltanto umana, ma di un’opera da svolgere nello Spirito Santo, forti della presenza di Cristo fra noi (cf. Mt 18, 20; 28, 20). Vorremmo portarLe tutta la gioia di questi giorni suscitata dall’unione fraterna e dalle testimonianze di vita, fra cui quella sull’Operazione “Roma-Amor” portata avanti dai Focolari per rinvigorire la presenza cristiana nella città eterna. Esse ci hanno convinti che dalla spiritualità di comunione vissuta può nascere e dilagare nel mondo una vera e propria cultura dell’unità, capace di irrorare dello Spirito di Cristo i vari ambiti della convivenza umana. E’ con questi sentimenti, Santo Padre, che siamo qui ad esprimerLe il nostro affetto e la nostra gratitudine per l’odierno incontro, e che ora ascoltiamo con cuore aperto la Sua preziosa parola.” (altro…)
29 Set 2010 | Chiesa, Famiglie
I genitori di Chiara Badano sono andati dal Papa a ringraziarlo per la beatificazione della figlia, avvenuta sabato a Roma. Ma è stato il Papa, al termine dell’udienza, a ringraziare loro per aver reso possibile la testimonianza di Chiara. “Stiamo contemplando e toccando con mano le meraviglie dell’amore di Dio – dicono Maria Teresa e Ruggero Badano – sorpresi che abbia scelto due povere persone come noi per partecipare alla contagiosa esperienza cristiana della nostra unica figlia”. Il 16 ottobre festeggeranno cinquant’anni di matrimonio. “Chiara – ricordano – l’abbiamo attesa a lungo quando non riuscivamo ad avere figli; con lei abbiamo sofferto per la malattia e la sua morte, ma ora siamo più che mai con lei nella gioia per la beatificazione”. Al Papa la famiglia Badano ha donato un biglietto autografo in cui Chiara si affida alla Madonna per avere “la forza necessaria a non mollare mai”. All’udienza erano presenti il vescovo emerito di Acqui, la postulazione e Maria Voce, presidente del movimento dei Focolari, con seicento giovani venuti da 42 Paesi per la beatificazione. Fonte: L’Osservatore Romano, 30 Settembre 2010 (altro…)
27 Set 2010 | Chiesa, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Spiritualità
http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/commenti/2010/222q01b1.html La luce di Chiara Prima focolarina a essere beatificata Nella stagione delle deboli passioni civili e delle incertezze esistenziali la Chiesa propone una giovane donna – Chiara Badano, morta ventenne logorata da una malattia che spaventa – quale esempio della possibilità di fuoriuscire dai torpori dell’anima e da vite scariche di gioia e di speranza. Oggi che la fede cristiana sta tornando a essere una via stretta che si sceglie, solo in apparenza la nuova beata è una questione di interesse puramente cattolico, conclusa entro i confini di un rituale religioso. Per come Chiara ha vissuto la sua vita, diventata d’improvviso troppo breve per non suscitare rimpianti, la sua beatificazione racchiude forti messaggi e interseca domande comuni a uomini e donne di ogni luogo e convinzione. Chiara Badano non è un esempio di cristianesimo percepito come residuo di leggende imbonitrici per semplici, quanto piuttosto esempio di libertà di spirito incarnata dentro le dinamiche quotidiane del nostro vivere nella contemporaneità, quando nelle società più secolarizzate ci si chiede se la fede religiosa non sia un’evasione superflua. Un cristianesimo che cambia la vita perché investe la mente e il cuore. Dei giovani anzitutto, ma di ogni cercatore di senso.
Beatificando una giovane la Chiesa si pone in serio ascolto della richiesta di autenticità che sale dai giovani verso ogni tipo di autorità. La giovane Chiara attinse la sapienza di vita non tanto da astratte teorie quanto piuttosto da una decisione tipica dell’adolescenza che, invece, gli adulti vivono con disincanto: giocarsi tutto e da subito sull’amore, con la voglia di renderlo eterno. Che poi è il denominatore comune nei santi a prescindere dall’età anagrafica: sono tutti innamorati di Gesù Cristo, scelto come il bene totale della propria vita. Da questa sequela fanno scaturire una vita dalle energie impensabili spese per la felicità degli altri. I santi raggiungono la propria felicità consumandosi nel servizio del prossimo, poveri e deboli in particolare, considerati immagini viventi di Dio. Si tratta di una felicità misteriosa e resistente al male e alle sofferenze di cui è intessuta la trama di vita di ognuno. Con la santità non si propone una vita di magie o di poteri paranormali, ma una via dove per tutti, senza distinzione, è possibile incamminarsi e che tutti sono in grado di percorrere vivendo il Vangelo e il comandamento più grande in esso contenuto: amerai Dio con tutte le forze e amerai gli altri come Gesù Cristo ha amato te. Chiara Badano è una giovane che, per tempo, si è con ardore innamorata di Gesù Cristo. Vissuta e morta in compagnia di questo grande amore, non ha avuto tempo per la sua sofferenza, ma occhi e cuore per gli altri. In dialogo costante con questo Vivente, senza predicare, è diventata una prova concreta che Dio non è un azzardo sul quale puntare al buio la nostra scommessa della vita, ma un interlocutore interessante che, se cercato e interrogato, può cambiare la qualità del vivere e del morire umani. Quando la Chiesa riconosce la santità di un ragazzo o di una giovane donna, accende una candela nel buio dei tempi anziché maledirne l’oscurità. Alla percezione della fatica di vivere sperimentata quotidianamente da ognuno, si aggiunge un aiuto alternativo: comprendere che la vita non è tutta qui, che il senso dell’esistenza non è racchiuso solo tra la nascita e la morte e che, se amiamo, si può vivere responsabilmente contenti perfino in ogni genere di sofferenza e di precarietà. I giovani sono per definizione portatori di vita e mal si conciliano con il dolore. La giovinezza si rimpiange, si invidia; è un bene desiderato ma passeggero. Si vagheggia di riconquistarlo. La santità cristiana ha molto da spartire con questo umano sentire, perché lo sperimenta e cerca di guarirlo con qualche garanzia diversa dalla scienza: l’amore, la capacità di amare è l’unico elisir che assicura la giovinezza del cuore e dello spirito pure nel declino fisico più ripugnante e inarrestabile. Prima che un ragionamento, i santi sono un percorso di vita vissuta. La Chiesa si giudica sui santi e non solo sui peccatori. Ogni volta che essa proclama beata o santa una persona, specialmente se giovane, rinnova la sua determinazione a cambiare se stessa in meglio. Sui santi del ventunesimo secolo Benedetto XVI scommette la riuscita di una vera riforma della Chiesa avviata dal concilio Vaticano II. Chiara Badano è la prima persona interna al movimento dei focolari che diventa beata. Un’altra grande Chiara, fondatrice di questo vasto movimento di uomini e donne che vorrebbero trasformare il mondo con l’amore, al nome della sua giovane discepola, ha voluto aggiungere quello di Luce, tanto che la nuova beata è identificata ormai come Chiara Luce Badano. E la luce interiore, si sa, apre la mente e sveglia il cuore. Carlo Di Cicco, su L’Osservatore Romano del 26 settembre 2010 (altro…)
27 Set 2010 | Chiesa, Focolari nel Mondo

Il Vescovo Mons. Meloni con Silvana Veronesi e membri della comunità locale.
Martedì 21 settembre, nel contesto del Congresso Eucaristico diocesano di Nuoro, si è realizzata la giornata dedicata ai movimenti e gruppi ecclesiali preparata dalla consulta diocesana. Presenti più di 500 persone, appartenenti a 40 aggregazioni laicali, nella Cattedrale dedicata a Nostra Signora della Neve. Alla preghiera ed introduzione fatta dal Vescovo Mons. Meloni, è seguito l’intervento di Silvana Veronesi, che ha così esordito: “Su invito espressomi dal vostro amato Vescovo di parlare su: “l’Eucarestia fonte di unità nella missione”, offro – per quanto può essere utile – una mia testimonianza, su come il carisma dell’unità si è manifestato a noi prime focolarine e su come possiamo viverlo nella nostra realtà ecclesiale oggi”. “Amare e amarci, perché l’Eucaristia che riceviamo abbia il suo pieno effetto, e attiri la grazia dell’unità con la presenza di Gesù Risorto fra noi”, il nucleo centrale del suo messaggio. Questa testimonianza e forte invito a vivere l’unità, accolto calorosamente dai presenti è stato sottolineato in modo particolare dai responsabili dei movimenti nei successivi interventi, confermando l’impegno di un cammino comunitario.
Al suo arrivo, Silvana Veronesi aveva incontrato prima di tutto la comunità dei focolari presente sul posto. E’ stata accolta, domenica 19 settembre con tanta gioia, calore e commozione. Per due ore di conoscenza e comunione, Silvana ha fatto dono del suo rapporto personale con Chiara Lubich ed ha risposto alle loro domande. “Un pomeriggio di luce e di gioia – come hanno scritto in seguito nel loro messaggio – la tua venuta ci ha lasciato nell’anima una sola cosa: Dio ci ama immensamente. E con la sua grazia vogliamo rispondere con rinnovata generosità”. E’ stata presentata anche l’originale iniziativa “L’ora della pace”, a proposito del perdono. Presa coscienza della difficoltà per la gente di concedere il perdono, nasce un’idea. Così raccontano: “Dieci anni fa quando è stato ucciso un sacerdote, abbiamo capito che non bastava più piangere, condannare, pregare, dovevamo fare qualche cosa in più. E’ nata così l’Ora della pace. Tutta la comunità alle ore 20.00 prega per chiedere al Signore la pace per la nostra terra… s’impegna secondo l’insegnamento di San Paolo: “Non tramonti il sole sulla vostra ira”. Se per qualche motivo spezziamo l’unità con qualcuno facciamo pace in giornata, prima delle ore 20, prima cioè dell’Ora della pace. Con il permesso del vescovo parliamo di questa iniziativa a tutti. Dai sacerdoti ai bambini. Con il programma televisivo A sua Immagine, venuto a Orani per intervistarci, ne abbiamo parlato a tutta l’Italia. S’iniziano a perdonare anche le cose più gravi. Quest’anno grazie ad alcune insegnanti che lavorano ad un progetto di pace nella scuola, l’Ora della pace è arrivata all’ONU”. (altro…)