10 Feb 2016 | Cultura
La biografia di colei che ha fatto da apripista alla branca dei volontari e volontarie di Dio e protagonista con Chiara Lubich del famoso episodio del “paio di scarpe numero 42”,una delle prime esperienze in cui Chiara ha sperimentato la verità delle Parole del Vangelo. IL VOLUME edito da Città Nuova Ed. Duccia è una donna coraggiosa, bella e raffinata, erede di una ricca famiglia in equilibrio fra due mondi. Chiede tutto alla vita ed è disposta a dare tutto. Attraversa il Novecento e ne conosce le pagine più crude: guerra, totalitarismi, marginalità e migrazioni. Ne conosce pure i tratti di speranza e di luce: li coglie al volo, se ne fa paladina in un crescendo di generosità. È conquistata dall’ideale di fraternità che Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, le confida e la segue in una forma libera e radicale insieme. È anche accanto a Igino Giordani, scrittore e padre costituente, nelle battaglie per la pace e nella costruzione del dialogo ecumenico. Al crescere degli anni oppone una sorprendente giovinezza spirituale e la fedeltà a ciò che più vale. La sua testimonianza svela nel secolo breve il germogliare di una speranza più forte della notte, che attende la stagione della piena fioritura. L’AUTRICE Ilaria Pedrini (1958), trentina di origine ma cittadina del mondo per scelta. Sociologa, specializzata in pedagogia del territorio, appassionata di cittadinanza attiva e volontariato. Abilitata alla docenza in discipline giuridiche ed economiche, ha iniziato ad insegnare in Sicilia, quindi nel Lazio e ora in Trentino; fa parte del corpo docente della rete delle scuole di partecipazione del Movimento politico per l’unità. Fondatrice e attuale presidente di More, Associazione culturale che si occupa di apprendimento in ogni età della vita. Collabora con riviste di carattere culturale e sociale. Per Città Nuova Editrice ha pubblicato Marilen, semplicemente vivere (2000). LA COLLANA di Città Nuova ed. La collana VERSO L’UNITÀ raccoglie testi e scritti di Chiara Lubich e del Movimento dei Focolari, la cui spiritualità è incentrata sulla preghiera di Gesù: “Che tutti siano uno”.
10 Feb 2016 | Cultura
Explores the concept expressed by Chiara Lubich that the Lord doesn’t ask us for an individual holiness, but for a communitarian holiness in which each person must help their neighbour to become a saint. This collective way of sanctity is explored on the thematic elements of John 17:11b-19. Available from New City Press (NY)
9 Feb 2016 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
«Raggiungiamo la scuola, situata a pochi minuti dal mare, in autobus: negli spaziosi e moderni edifici della scuola nazionale di Sport, a Pembroke, ci accoglie sorridente Andy. Come ognuno degli insegnanti, conosce ogni studente per nome e lo segue in tutto quello che riguarda il suo soggiorno a Malta, insieme alla famiglia di accoglienza. Con lei lavorano Vivienne, che ha accompagnato la scuola sin dalla sua nascita, Maria, che per anni ha lavorato come dirigente al Ministero dell’Educazione ed ora offre la sua esperienza come “Head of School”, responsabile della Scuola, e Marilyn, che ha raggiunto l’equipe due anni fa come direttrice degli studi. The Voice nasce nel ‘92 da alcuni giovani che decidono di rispondere alla sfida lanciata da Chiara Lubich di far nascere una economia di comunione: a oltre 20 anni di distanza i giovani che la fecero nascere continuano a collaborare come famiglie di accoglienza per gli studenti. Vivienne, presente fin dagli inizi e per anni responsabile della scuola, ci racconta: «Avevo già creato un’azienda, ma di fronte alle difficoltà avevo abbandonato l’iniziativa e mi ero promessa di non ricominciare. Con The Voice, però, è stato diverso: ho fatto di tutto perché l’azienda non morisse perché era un progetto per cui valeva la pena di lottare». Chi gestisce le altre scuole di inglese di Malta (oggi ce ne sono 47 sull’isola, di cui alcune accolgono più di mille studenti nuovi ogni settimana) non riesce a capire come The Voice riesca ad essere ancora “viva”: economicamente, sembra impossibile. «Le altre scuole hanno gruppi grandi, mentre noi ci teniamo a mantenere gruppi di 5-8 studenti per classe, anche se questo significa moltiplicare i gruppi e gli insegnanti. Offriamo anche delle ore one to one per un insegnamento più personalizzato», spiega Marilyn.
Il rapporto personale diventa qui metodo pedagogico, chiave per il progresso linguistico, tanto legato alla fiducia, soprattutto quando si tratta di sviluppare capacità di comunicazione orale. Con la stessa disponibilità e delicatezza, le famiglie di accoglienza continuano la sera il dialogo con gli studenti, sfruttando ogni momento per aiutarli a progredire. Questa priorità al rapporto viene definita da Vivienne come il distintivo della scuola, la sua identità: «Qui gli studenti non sono numeri, sono amici con i quali abbiamo tanto da condividere ed anche loro scoprono di aver qualcosa da condividere con noi». Lo si tocca con mano nella piccola cerimonia della consegna dei titoli alla fine della settimana, per quelli che lasciano “la comunità”, come amano definirla gli studenti. La direttrice ha una parola di incoraggiamento per ciascuno. L’orgoglio e la gioia dei progressi fatti si legge sui volti. Si sente un clima di famiglia e questo emerge da tutti gli studenti, quando li si intervista. «Qui ho trovato amici e dei professori molto simpatici che ti vogliono bene», afferma Karina. Aggiunge Raffaella: «Il fatto di avere una insegnante più giovane di me mi ha dato tanto coraggio per cercare lavoro quando tornerò a casa, per poter dare anch’io il meglio di me, come lei».
È una scelta della scuola, conforme ai suoi valori ed al suo impegno nell’Economia di Comunione, quella di inserire regolarmente nuovi insegnanti giovani, perché ci siano sempre “forze fresche” ed un posto privilegiato per i giovani nella scuola. Così è stato anche per Claire, che è ora animatrice e guida turistica per le attività del pomeriggio, perché in questa scuola, non conta solo l’inglese ma tutta l’esperienza che si vive insieme. Le gite, come le ore di studio, sono altrettante occasioni per crescere insieme. E Malta è un gioiello a livello culturale e storico: tra una visita ai templi preistorici e alle splendide grotte azzurre, si fa un tuffo nell’acqua cristallina. Il giorno dopo, l’isoletta di Comino e il suo Blue Lagoon, e poi ancora l’isola di Gozo con la sua Cittadella, o la visita della capitale Valletta, approfittando dei show multimediali 5D per scoprire la storia e la cultura di questa affascinante isola. Ed, inaspettatamente, sulla spiaggia, si apre un dialogo profondo tra alcuni, che permette di spiegare qualcosa del progetto di Economia di Comunione che sta alle origini della scuola. Ultimamente The Voice ha coinvolto nel suo gruppo dirigenziale nuovi membri, che condividono l’adesione al progetto di EdC. Tra essi John, un consulente nelle risorse umane e management con particolare esperienza e interesse nel campo turistico. Auspicio di nuovi sviluppi!». di Anouk Grevin Fonte: www.edc-online.org Scarica brochure (altro…)
5 Feb 2016 | Cultura
My Life Across the Oceans will be launched on 20 February 2016 at Mariapolis Peace in Tagaytay, Philippines, during the 50th anniversary celebrations of the arrival of the Focolare Movement in Asia. NOW AVAILABLE through New City Press (Philippines) Tel: (+63) 2 714 2947 CP#: (+63) 9277927049 Email: newcitymanila@gmail.com
3 Feb 2016 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Sociale, Spiritualità
«Si può girare l’angolo quando incontri i problemi di un altro, o puoi affrontarli di petto facendoli tuoi. Per un movimento che ha scelto di abbracciare il volto sofferente di Gesù sulla croce, si comprende che i Focolari di Mumbai abbiano scelto di cogliere e sanare le sfide delle sue comunità con amore e dedizione», scrive Annabel, giornalista, una giovane dei Focolari a Mumbai. Il progetto Santacruz e quello di Udisha sono nati per concretizzare il forte impegno del Movimento per la giustizia sociale, la fraternità universale e, soprattutto, a testimoniare l’amore per Gesù nel prossimo anche in questa città. Il Progetto Santacruz è iniziato nel 1992 come risposta alle esigenze delle famiglie locali alle prese con la povertà, con tossicodipendenza e mancanza di lavoro. Esso provvede razioni alimentari alle famiglie e sostegno regolare in modo che i bambini possano continuare i loro studi. «Abbiamo faticato inizialmente per finanziare questo progetto, ma abbiamo messo insieme le nostre risorse e i contributi di tutta la famiglia dei Focolari qui in India. Sono contenta che siamo stati in grado di sostenere questo progetto per oltre 25 anni», afferma Joan Viegas, una delle prime volontarie di Mumbai coinvolte nel progetto. «Col tempo ci siamo resi conto che, per affrontare le varie sfide sociali di queste famiglie, era altrettanto necessario il nutrimento spirituale. Abbiamo cominciato ad organizzare incontri della Parola di Vita per le madri delle ragazze che avevano urgente bisogno di uno spazio per esprimersi, condividere i loro problemi e trovare forza spirituale. Una di noi, Josephine Passanha che ora non c’è più, ha iniziato a svolgere gli incontri in lingua Konkani per queste donne che non parlavano inglese, ed anche ad organizzare seminari utili per la gestione della famiglia, come la pianificazione delle nascite e la gestione dei risparmi e delle spese».
Durante la sua prima visita in India nel 2001, Chiara Lubich ha incoraggiato i membri dei Focolari a Mumbai ad ad allargare la cerchia di aiuto anche verso altre persone ai margini della società. Questo ha dato una forte spinta al Progetto Udisha, iniziativa già avviata che si concentra sullo sviluppo integrale dei bambini provenienti da ambienti molto svantaggiati. Udisha – “raggio di luce” in sanscrito – oggi sta “illuminando” la vita di oltre 120 bambini con le sue varie attività: dopo scuola per studenti, consulenze familiari e mediche, terapia di riabilitazione e camps per giovani. Un ciclo di consulenze periodiche è diventato una delle specializzazioni principali di Udisha, aiutando molti bambini e i loro genitori a risolvere varie sfide, a volte anche salvando vite umane da tendenze suicide. Gruppi di auto-sostegno che aiutano le madri a gestire il reddito familiare e integrarlo avviando piccole imprese, come cucire borse con l’uncinetto, servizi di ristorazione e di cure estetiche.
«Udisha è diventata una organizzazione vera e propria con l’aiuto della comunità dei Focolari in tutta Mumbai, e anche con il Sostegno a Distanza che riceviamo dal Movimento Famiglie Nuove», dice Brian D’Silva, che è stato pioniere del progetto. «Cerchiamo di raggiungere più famiglie ogni giorno, sempre tenendo presente che è Gesù che serviamo in ogni individuo. È per me una grande soddisfazione vedere i nostri primi bambini di Udisha che oggi sono ben istruiti, hanno trovato un lavoro e danno un contributo positivo alla società attorno». (altro…)
30 Gen 2016 | Chiara Lubich, Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Sociale, Spiritualità
Asti, comune piemontese famoso nel mondo per i suoi vini, e antico insediamento pre-romano, vanta un altro primato: quello di essere il primo comune italiano ad aver inserito nello Statuto Comunale il principio di Fraternità tra i principi ispiratori: «Il Comune di Asti considera il valore della Fraternità quale condizione dell’agire politico, nella condivisa consapevolezza che la diversità è una ricchezza e che ogni persona eletta in questa istituzione è soggetto a cui riconoscere pari dignità e rispetto ed è quindi chiamata ad anteporre il bene della comunità agli interessi di parte, sia personali, che di gruppo e di partito». È il testo votato all’unanimità il 19 febbraio 2015 e che ha meritato al Comune il premio, ritirato a Roma dal sindaco Fabrizio Brignolo lo scorso 22 gennaio. Come si manifesta nella pratica cittadina l’ispirazione a questo principio? Al conferimento del Premio il sindaco di Asti ha ricordato come la comunità astigiana sia molto attiva in progetti che declinano in maniera concreta il valore della fraternità: il tema dell’accoglienza dei profughi con progetti individuali; un sistema di servizi sociali che mira a coinvolgere i destinatari in progetti di recupero dell’autonomia lavorativa e sociale, per fare alcuni esempi. Tutto semplice allora nella vita politica del Comune? Nient’affatto. «È pur vero che non verranno azzerate le nostre diversità politiche, ideali e culturali – afferma un consigliere comunale – è pur vero che non mancheranno ancora nel nostro dibattito politico-amministrativo, momenti di tensione e di conflittualità. Ma è altrettanto vero che, da oggi, abbiamo un richiamo e uno strumento prezioso in più, che ci stimola a ricercare un terreno di condivisione, su cui esercitare un sereno approccio di fraterna costruzione. È certamente una sfida difficile che, con fiducia, accogliamo e con coraggio intendiamo vincere». Il premio dell’associazione Città per la Fraternità è stato consegnato lo scorso 22 gennaio dalla presidente Milvia Monachesi, sindaco di Castelgandolfo, insieme ad Alba Sgariglia e João Manuel Motta del Centro Chiara Lubich del Movimento dei Focolari, nel corso del convegno “Si può normare la fraternità?”, moderato dal giornalista Gianni Bianco, nella Sala capitolare del Pio Sodalizio dei Piceni (rivedi la diretta). Importanti gli interventi del prof. Filippo Pizzolato (Università Bicocca, Milano) e di Tiziano Vecchiato (direttore scientifico della fondazione Zancan, Padova), e la tavola rotonda con esperienze a confronto dei Comuni che hanno inserito il Principio di fraternità nel loro statuto: Asti, Bra, Grottaferrata e Rocca di Papa. Ecco i destinatari del Premio:
- Menzione d’onore speciale alla Città di Rocca di Papa, da cui è partito il progetto di città unite per la Fraternità, per il progetto: «Dal buio alla luce: “i mercoledì al borgo”» con la missione di “illuminare le eccellenze e riunire i cuori e le menti” degli abitanti – italiani e di altre nazionalità – di Rocca di Papa.
- Menzione d’onore al Comune di Tolentino per il Progetto “Tolentino città per la fraternità” e la realizzazione della “Cena della fraternità”, tradizionale appuntamento con la collaborazione delle associazioni di volontariato e della cittadinanza, il cui ricavato è stato destinato per situazioni territoriali di povertà.
- Menzione d’onore al Comune di Grottaferrata per l’inserimento nello Statuto comunale del valore della Fraternità quale condizione dell’agire politico, approvato con voto unanime del Consiglio Comunale il 27 aprile 2015.
https://www.youtube.com/watch?v=cEtFoAdo6IE https://www.youtube.com/watch?v=P9bfpKF30Wk (altro…)