Movimento dei Focolari
“…venimmo a sapere che l’isola si chiamava Malta”

Gibì e DoppiaW: online i fumetti di Walter Kostner

Sono stati in televisione, in edicola, in libreria e, soprattutto, nelle agende e nelle tasche di tanti di noi, sui biglietti di auguri inviati e ricevuti da piccoli e… da grandi.  E ora sono sbarcati sul web. Gibì e DoppiaW hanno aperto un sito, dove tutti possono trovare uno spazio di serena riflessione grazie a scritti dell’autore, giochi e canti, lettere ed esperienze di educatori, di ragazzi di bambini. Ma sono le strisce del fumetto gli elementi più importanti: come finestre sulla loro vita, le brevi storie di Gibì e DoppiaW ci rendono partecipi di un cammino straordinario e alla portata di tutti; con gli ingredienti dell’umorismo, dello stupore e dell’innocenza. Gibì e DoppiaW sono nati infatti così, dall’idea di un educatore che cercava il modo di dare una mano ad un adolescente che passava un momento difficile. Come arrivare a lui senza essere paternalistico? Avendo dimestichezza col disegno, ecco l’idea: mettere su carta un dialogo e delle avventure tra due pagliacci come scusa per trasmettere una speranza che aveva sempre  ragione d’essere. Il resto è storia. Per la valenza pedagogica ed educativa delle loro avventure, Gibì e DoppiaW sono diventati protagonisti di alcuni progetti per le scuole in Italia e poi in molte nazioni nel mondo. Grazia Honegger Fresco da oltre cinquant’anni è una delle più autorevoli autrici di opere  in campo educativo: nel 2006 ha pubblicato Gibì e DoppiaW sui “Quaderni Montessori” dichiarando: “Sono personaggi molto efficaci (…) C’è dentro la spiritualità e c’è anche il divertimento, c’è la gioia di vivere, (…) Mi sono sembrati di una grande ricchezza per le persone”. Come le migliori pellicole cinematografiche, che in bianco e nero dichiarano la loro età ma non la dimostrano affatto, anche i due personaggi usciti dalla vita e dalla penna di Walter Kostner sono cresciuti in questi anni senza mai diventare grandi. Portano benissimo il peso degli anni e delle storie, grazie alla saggezza di cui fanno dono, ma anche grazie alle sane risate che la loro compagnia provoca solitamente a chi li legge e li incontra. In un dosato equilibrio tra silenzio e parola, questi due clown a volte possono anche diventare scomodi: con la loro sfacciata sincerità e la leggera ironia, Gibì e DoppiaW,  sconvolgono il nostro quieto vivere e ci spronano a farci vicini al prossimo in modo concreto e a trovare in ogni frangente della vita il lato positivo. (altro…)

“…venimmo a sapere che l’isola si chiamava Malta”

Verso la città divina

Nel 50° anniversario della sua scomparsa e nel 150° dell’unità d’Italia una lettura del pensiero di Einaudi. Il tema della libertà è un argomento chiave per illuminare le questioni poste con vigore da Einaudi e nel volume di Tomatis evidenziate:

  • l’individuazione di classi dirigenti moralmente elevate
  • la necessità di una federazione europea e del federalismo
  • rivolto all’unità nazionale, l’importanza del risparmio familiare e del lavoro indipendente
  • il rispetto della divisione dei poteri e della superiorità delle leggi condivise

L’autore propone una lettura del pensiero di Einaudi mettendo in luce il costante ed essenziale legame tra la riflessione sulla libertà e il riferimento alla tradizione religiosa cristiana.

“…venimmo a sapere che l’isola si chiamava Malta”

Udisha, una nuova alba

Mumbai è il centro economico dell’India ed una delle più grandi e popolose città del Paese. Ma gran parte dei suo venti milioni di abitanti vive per strada o negli slums, le baraccopoli che costellano il panorama urbano. In alcuni di essi, situati a quaranta minuti di treno dal centro città nell’area nord ovest, abitano in condizioni di estrema povertà circa quattrocentomila persone. Proprio qui nel 1997 dal desiderio di aiutare alcune famiglie dello slum è nato un progetto sociale in collaborazione con il “Sostegno a distanza” di Azione per Famiglie Nuove (AFN). Nel 2001, durante la sua prima visita in India, Chiara Lubich incoraggiò a proseguire e sviluppare questa attività come “risposta concreta alla povertà che ci circonda”. Da allora il progetto è cresciuto: oggi i bambini ed i ragazzi che vi partecipano sono 115, dai 4 ai 22 anni. Le attività mirano a sostenere la formazione scolastica, curare la nutrizione e la salute, migliorare la qualità della vita dei ragazzi e delle famiglie. Nel 2004 il progetto ha preso il nome di “Udisha” che significa “Il raggio di sole che annuncia una nuova alba”. Oggi Udisha partecipa anche al progetto Schoolmates, ideato per promuovere una rete tra classi e gruppi di ragazzi di vari Paesi e sostenere micro-progetti di solidarietà.   Il team che coordina il progetto è formato da alcuni focolarini affiancati da insegnanti e collaboratori. Tra loro una psicologa e un medico che mette dispo sizione il suo ospedale pediatrico lavorando anche gratuitamente. Il Cardinale ed i vescovi della città più volte hanno espresso appre zzamento per la testimonianza data da Udisha dove si concretizza la linea di azione in favore dei poveri emersa nel sinodo diocesano. Anche a livello parrocchiale si è creata una intensa collaborazione con le diverse associazioni presenti. Grazie ad alcuni gen 2 Udisha è riconosciuta dall’università come centro nel quale poter svolgere le ore di “servizio sociale” richieste dal programma scolastico. Principali attività:   

  •  Formazione scolastica. In India le scuole hanno 70 – 80 alunni per classe. Questo rende difficile seguire i ragazzi individualmente e tu tti, per superare gli esami, sono costretti a frequentare costose ripetizioni private. I ragazzi più poveri, non potendo permetters i queste spese, sono costretti ad abbandonare gli studi. Per questo ad Udisha si  offrono gratuitamente ripetizioni delle diverse materie. Inoltre si provvede a coprire le spese per le tasse scolastiche, l’acquisto di materiale didattico e divise per i ragazzi. Periodicamente si organizzano attività extra/scolastiche a scopo culturale e ricreativo.
  • Formazione interculturale. A Udisha convivono diverse religioni, ci sono cristiani, indù e musulmani. Tra gli obiettivi del progetto: contribuire ad una costruttiva integrazione culturale, religiosa e linguistica fra ragazzi, ma anche fra generazioni diverse. Per questo si promuovono scambi di esperienze e attività, collaborando in particolare con lo Shanti Ashram di Coimbatore.
  • Assistenza medica. Molti ragazzi sono vittime di malnutrizione. Sono anche soggetti a rischio per epidemie stagionali legate a piogge o alluvioni. Per questo durante l’anno si effettuano visite mediche collettive coinvolgendo medici della zona e collaborando con altre organizzazioni. Si provvede anche ad integrare la dieta domestica con proteine e vitamine mediante la distribuzione di cibo adeguato e medicinali ricostituenti. Da qualche tempo è iniziata un’attività di counseling per ragazzi e genitori.
  • Formazione per i genitori. Incontri di approfondimento e confronto su tematiche familiari sono organizzati periodicamente per i genitori. Sono occasioni per un arricchente scambio di esperienze, consigli e punti di vista.
  • Microcredito. Da un anno è iniziata a Udisha una piccola esperienza di microcredito che coinvolge sessanta mamme dei ragazzi. Raccolte in tre gruppi attraverso incontri mensili sono state formate sul microcredito in un clima di fiducia reciproca indispensabile per il buon funzionamento dell’attività. Da quest’anno inizierà l’erogazione dei prestiti.

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