9 Nov 2011 | Cultura
L’agenda che accompagna da decenni la vita di tante famiglie nel mondo quest’anno si propone con un tema semplice ed importante, che da sempre sta alla base della vita cristiana: vivere la Parola. Sin dagli anni ’80, quando è nata l’idea di un’agenda, le famiglie nuove hanno desiderato offrire attraverso di essa lo stile di vita che nasce dal vangelo. Quest’ anno attraverso una nuova veste grafica studiata per valorizzare i pensieri di Chiara Lubich, flash di vita e brevi approfondimenti su tematiche famigliari è più maneggevole e versatile. Il formato quadrato offre maggiore spazio a disposizione per segnare note, ricorrenze, impegni e le spese del bilancio familiare. Oltre ad essere utile e pratica, aiuta a trovare tante energie positive per il quotidiano grazie anche a pensieri di celebri autori che accompagnano le famiglie giorno per giorno. Vivendo per un anno insieme anche attraverso un semplice strumento come l’agenda, le famiglie possono diventare più consapevoli e protagoniste nella costruzione di un futuro dove l’umanità sia più famiglia. http://www.cittanuova.it/eshop_scheda.php?idContenuto=35571
5 Nov 2011 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
L’alluvione che si è abbattuta più volte sull’Italia, in particolare nelle regioni di Liguria e Toscana, ha causato morti, feriti e danni ingenti. Interi paesi isolati per giorni e giorni: tuttora la situazione è critica. Il Consorzio Tassano, azienda di Economia di Comunione, è sceso in campo, imprenditori e lavoratori insieme, per unirsi all’ondata di solidarietà e agli ingenti sforzi per ridurre i danni. Ci racconta, dal vivo, Maurizio Cantamessa, presidente del Consorzio Tassano Inserimenti lavorativi, che ha varie strutture nelle zone colpite. «Tre strutture sono state colpite in varia maniera: due sono rimaste isolate completamente e quindi si può immaginare cosa questo abbia comportato per gli approvvigionamenti, i cambi turno del personale: solo per dire che il presidente del Gruppo Tassano, Giacomo Linaro, quando l’ho chiamato venerdì mattina stava sbucciando patate per il pranzo degli ospiti perché lui stesso era rimasto isolato nella struttura. A Brugnato invece, nella casa con 133 ospiti anziani è entrata l’acqua fino a un metro di altezza e quindi non appena è stato possibile siamo partiti in massa.
«Abbiamo trovato fango da tutte le parti, che abbiamo dovuto spalare: ci siamo trovati in una situazione quasi surreale, in un paese in cui c’era fango da tutte le parti e gente che ci camminava in mezzo. Da Sestri Levante siamo partiti in una ventina di persone e presso la struttura abbiamo trovato una cinquantina di persone della protezione civile che lavoravano. In giro per il paese c’era altrettanta forza lavoro che lavorava nei posti più diversi, con tutta la gente che interagiva e si assisteva con delle scene inconsuete. «Quando succedono questi cataclismi ci si ritrova in una società trasformata: la gente si muove con una predisposizione d’animo di aiuto e tutto è diverso. Ho visto una macchina in mezzo alla strada intralciare il passaggio e gente che scendeva in strada per aiutare il conducente a spostarla; o un piccolo incidente fra auto in cui ognuno dei guidatori si prendeva la colpa dell’accaduto. Sembra una società ribaltata. Certo, non ci auguriamo alluvioni, ma constatiamo che certe volte sciagure come queste fanno tirar fuori alle persone le cose più belle. «Abbiamo lavorato al massimo sabato e domenica per riuscire a riportare gli ospiti nelle stanze, perché temporaneamente erano stati trasferiti altrove, con vari disagi. Questo non vuol dire che le cose sono a posto però si va avanti.» A cura di Antonella Ferrucci Leggi tutto: http://www.edc-online.org/it/home/eventi-italia/2026-quando-i-disastri-tirano-fuori-il-meglio-che-ce-in-noi.html (altro…)
2 Nov 2011 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Un’impressione al termine di questi giorni ad Assisi e a Roma.
Un’impressione molto positiva. Un pensiero innanzi tutto a Giovanni Paolo II e a Chiara Lubich per la loro lungimiranza nel campo dell’apertura al dialogo. Hanno capito che valeva la pena investire in persone e in strutture per portare avanti il discorso del dialogo. Mi riferisco, in particolare, ad organismi che lavorano per questo: i vari Pontifici Consigli (per l’Unità dei cristiani, il Dialogo Interreligioso, per la Cultura, Giustizia e Pace, all’interno della Chiesa) ed i Centri che si occupano dei vari dialoghi in seno al nostro Movimento. È venuto in evidenza quanti rapporti si sono costruiti in questi anni. Questa mi sembra sia stata una novità rispetto agli incontri tenuti in passato. In questi anni ognuno ha fatto molto, anche se lì per lì poteva sembrare poco, rispetto al risultato ottenuto. In sintesi, mi pare si sia arrivati ad un punto dove ci sono delle vere relazioni di amore reciproco. Alcuni piccoli fatti significativi che tutti abbiamo notato. Quando al Patriarca Bartolomeo è caduto il libretto, il Primate della Chiesa d’Inghilterra, il Dott. Rowan Williams, si è chinato a raccoglierlo; il papa spesso sorrideva e si volgeva ora all’uno ora all’altro. Sembrano cose piccole, ma sono atti che tutti notano e danno una testimonianza. Poi, la presenza di persone di altre convinzioni non religiose. Questa era davvero una novità di sostanziale importanza, soprattutto per come l’ha presentata il papa nel senso della ricerca della verità comune. Ha sottolineato che la verità ci trascende tutti e nessuno può dire di possederla completamente. Era molto bello come lui la presentava. Questa era chiaramente una novità. Assisi 2011 non è stato solo un venirsi incontro in uno spirito di fraternità e di pace, per costruire qualcosa di bello, è stato anche un elevarsi in una ricerca che andava al di là di questo. Con Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio e con Julian Carrón, attuale responsabile di Comunione e Liberazione, siete stati invitati a viaggiare sul treno del Papa con le delegazioni ufficiali. Un riconoscimento significativo per i Movimenti e le nuove Comunità ecclesiali. Come vedi il ruolo dei movimenti e, in particolare, dei laici nel dialogo? Tanti dei cardinali e dei vescovi sono venuti a ringraziarmi per i rapporti delicati e discreti che costruiamo con le persone delle diverse religioni. Era, quindi, un riconoscimento per quanto il nostro movimento ed i movimenti in genere fanno nel campo del dialogo. Ho trovato molto apprezzamento anche per come i laici conoscono le situazioni concrete e i diversi contesti e tradizioni delle religioni e dei credenti. I laici vivono più facilmente a contatto quotidiano con coloro che seguono altre fedi e, quindi, ne conoscono aspetti vitali e tradizioni. Questo può aiutare anche la Chiesa istituzionale a muoversi nei rapporti con fedeli di altre religioni. Non tutti possono conoscere tutti e tutto. Un esempio. Mi sono trovata a pranzo con un rappresentante della delegazione sikh, che non aveva timore di dire a tutti che conosce il focolare e partecipa agli incontri che esso promuove. E, come questo, molti altri. I rapporti che i movimenti hanno costruito con questi leaders religiosi venivano in evidenza in modo molto spontaneo. La gerarchia della Chiesa mi sembra ne sia molto contenta e grata. Dall’inviato Roberto Catalano (altro…)
28 Ott 2011 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Senza categoria
La bruma che avvolgeva Assisi in mattinata, è rimasta tutto il giorno ad accompagnare Benedetto XVI ed i “pellegrini della verità e della pace” che si erano dati appuntamento per la giornata di riflessione, dialogo e preghiera nella città di Francesco e Chiara. Dopo il pranzo frugale nel convento della Porziuncola, adiacente alla Basilica di Santa Maria degli Angeli, Benedetto XVI e i vari leaders hanno avuto modo di trascorrere più di un’ora in riflessione, meditazione e preghiera. Ad ognuno è stata offerta una stanza perché potesse farlo secondo la propria coscienza e gli insegnamenti della propria religione. Intanto gruppi di giovani camminavano in pellegrinaggio verso Piazza San Francesco, di fronte alla Basilica inferiore nella città alta. Qui, come già nel 1986 e nel 2002 si era allestito il palco per l’atto finale della giornata. L’arrivo di Benedetto XVI e delle varie delegazioni è stato salutato da grande entusiasmo. La piazza era gremita e presentava una varietà di colori dall’arancione degli indù al nero dei monaci giapponesi, il bianco di molti musulmani e del zoroastriano, al grigio e marrone di monaci e monache cattoliche: un colpo d’occhio davvero unico. E’ stato un momento solenne, d’impegno per la pace, scandito da interventi brevi in lingue diverse: francese, arabo, punjabi, russo, inglese, ancora in arabo parlato da un vescovo siro-ortodosso, e, poi, cinese, thai, giapponese, ebraico e, per finire, spagnolo. Dietro ogni lingua si celava un modo di credere ed un modo di parlare a Dio e agli uomini, soprattutto di pace. Chi prendeva l’impegno a vivere per la pace proveniva, spesso, da angoli di mondo ad alto potenziale di violenza. “Noi ci impegnamo” erano le tre parole che aprivano ogni dichiarazione, a mostrare un impegno comune al di là delle religioni, delle provenienze geografiche, culturali. Un impegno che ha toccato la decisione di sradicare le cause del terrorismo, di educare le persone a rispettarsi ed a stimarsi reciprocamente, a promuovere una cultura del dialogo, a difendere il diritto di ogni persona a vivere una degna esistenza, a riconoscere che il confronto con la diversità può diventare un’occasione per una migliore comprensione reciproca, a perdonarsi a vicenda per gli errori ed i pregiudizi, di stare dalla parte di chi soffre. E così via, fino a Guillermo Hurtado, professore messicano che, a nome degli umanisti laici, ha proclamato l’impegno con tutti gli uomini e le donne di buona volontà a costruire un mondo nuovo. Benedetto XVI ha sintetizzato l’appello corale riprendendo le invocazioni di Paolo VI e Giovanni Paolo II: “Mai più violenza! Mai più guerra! Mai più terrorismo, In nome di Dio ogni religione porti sulla terra Giustizia e Pace. Perdono e Vita, Amore!” Il simbolo della luce ha concluso la giornata come quella del 2002. Piccoli lumini sono passati fra i presenti, seguiti dallo scambio di un gesto di pace. Tutto nella più grande semplicità e sobrietà, come avevano insegnato Francesco e Chiara per le vie di pietra di questa cittadina simbolo, che da secoli dice al mondo che gli uomini e le donne possono essere fratelli e sorelle. Dall’inviato Roberto Catalano Leggi di più: L’articolo integrale: http://www.cittanuova.it/contenuto.php?TipoContenuto=web&idContenuto=331098 Intervista di Radio Vaticana a Michele Zanzucchi, direttore di Città Nuova: http://www.cittanuova.it/audio_dett.php?TipoContenuto=audio&idContenuto=331082 (altro…)
22 Ott 2011 | Cultura
Il volume – Perché un libretto sui nuovi media? Perché dal cellulare, a Facebook e i videogiochi, al web, ci siamo immersi tutti quanti, giovani e adulti, che ci piaccia o no. Perché ogni generazione ha bisogno dell’altra, per non rimanere indietro (gli adulti) e per non rischiare di essere travolti dalle nuove tecnologie senza la capacità di controllarle e indirizzarne lo sviluppo (i giovani). Dal cellulare, a Facebook e i videogiochi, al web. Un libretto intergenerazione che ci aiuta a guardare a questi mondi con simpatia, ma anche con intelligenza, migliorando la nostra capacità comunicativa in questo primo scorcio di terzo millennio. Dal cellulare, a Facebook e i videogiochi, al web. Un libretto intergenerazione che ci aiuta a guardare a questi mondi con simpatia, ma anche con intelligenza, migliorando la nostra capacità comunicativa in questo primo scorcio di terzo millennio. parole chiave Internet, mass-media, social network, relazioni, socialità. pubblico Giovani e adulti, famiglie Gli autori – Andrea Cruciani ha fondato l’azienda informatica TeamDev nella quale si occupa del settore “innovazione”. Matteo Girardi lavora nella redazione di Città Nuova editrice; per lo stesso Gruppo editoriale si occupa di editoria digitale e cura il blog “internet e dintorni” sul portale www.cittanuova.it. Patrizia Mazzola, docente di scuola secondaria di secondo grado, è referente per la formazione insegnanti nel settore Educazione allo sviluppo dell’associazione Azione per un Mondo Unito (AMU). Riccardo Poggi, ingegnere navale e meccanico. Per l’azienda nella quale lavora segue la comunicazione interna e la gestione della conoscenza e altri relativi alla business intelligence e alla gestione dei processi. La collana – Passaparola. Libretti per la famiglia. Brevi, agili, intensi. Approfondimenti, riflessioni, esperienze di vita dalla prospettiva di una cultura relazionale. Fonte: Editrice Citta Nuova
20 Ott 2011 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Due storie, quella del Focolare e quella degli Stati Uniti. A Trento in un rifugio antiaereo nel 1944, Chiara Lubich e altre giovani donne riscoprono come meta della loro vita quel passaggio del Vangelo: “Che tutti siano uno” (Gv. 17,21). 150 anni prima, i fondatori degli Stati Uniti scrivono sulla bandiera “E pluribus unum”, da molti, uno. Le due frasi indicano una tensione fondamentale: tener conto delle diversità, aspirando all’unità.
L’introduzione al volume “Focolare: living a Spirituality of Unity in the United States”, Thomas Masters, Amy Uelmen – New City Press (NY 2011), ci presenta da subito sei quadri di giovani che mettono la spiritualità in pratica. Come Rebecca, dell’Ohio, che dalla spiritualità dell’unità si è sentita aiutata a compiere la sua scelta di prestare servizio volontario per gli aiuti in Sierra Leone. O Nick, cresciuto a Baltimora, nel Maryland, che ha completato un master in affari internazionali, confrontando la sua scelta di dialogo e relazione con gli altri in un ambiente fortemente competitivo come quello della specializzazione universitaria. Elisabeth è un vero campione nel suo sport, il nuoto. È grazie a una giornata sportiva organizzata nella sua città dell’Indiana, che ha incontrato il Focolare: “Quando questi ragazzi che conoscevano il Focolare sono venuti nella mia scuola, mi ha colpito il tipo di interazione che c’era fra loro. Il mix di culture – per me che sono cresciuta nell’Indiana rurale – ha avuto un forte impatto. Ho sentito che tutto il mondo era nel mio giardino”. “Non era facile spiegare ai miei amici chi erano queste persone, per la maggior parte di origine europea, dove andavamo e cosa facevamo” – racconta Keith, cresciuta in un quartiere nero di New York. “Ma con loro era speciale, mi sentivo attirata. Facevo le stesse cose che a casa con i miei amici: sport, giochi, ma c’era un’atmosfera diversa, cercavamo di volerci bene”. La cittadella dei Focolari presso Hyde Park, New York – Mariapolis Luminosa – offre dei programmi estivi di formazione per teenagers. Naomi, una sedicenne di Chicago, racconta: “Prima di partire per la Luminosa ero la tipica teenager: scuola, amici, shopping, divertimento. Mi risultava difficile pensare agli altri. Bene, tutto questo è cambiato. Tornata a casa, ho cominciato a dare via le mie cose, rifaccio il letto ogni mattina, cerco di preparare almeno un pasto al giorno, ascolto il mio fratellino di 8 anni, a scuola cerco di essere socievole con tutti, non faccio più shopping nei negozi dove una maglietta costa 100 dollari. Cerco di fare tutto per Dio, di farlo felice. Mia mamma si chiede ancora cosa mi sia successo”. Infine David, di New York, che ha conosciuto il Focolare durante la GMG del 2002 a Toronto. Per lui ha significato smettere di assolutizzare le pratiche ‘devozionali’, e cercare di mettere al primo posto l’amore di Dio e del prossimo. “Riscoprendo così la mia fede, ho sentito la chiamata dello Spirito Santo a diventare sacerdote, e sono adesso in seminario”. Le sei esperienze riportate suggeriscono che la spiritualità dei Focolari possa essere compresa meglio attraverso l’esempio di coloro che cercano di metterla in pratica. A partire dalla vita di Chiara Lubich e di quelli che per primi si sono uniti alla sua strada, seguito dall’esempio di americani giovani, adulti, famiglie, questo libro racconta un’esperienza condivisa di vite trasformate – in modo unico, come è unica ogni persona, e al tempo stesso simile – dalla luce dell’Amore di Dio. (altro…)