23 Gen 2002 | Dialogo Interreligioso
Quando Giovanni Paolo II visitò l’India nel 1986, incontrò a Madras i rappresentanti delle varie religioni e disse loro queste parole:
“Il frutto del dialogo è l’unione fra gli uomini e l’unione degli uomini con Dio. Attraverso il dialogo facciamo in modo che Dio sia presente in mezzo a noi, perché mentre ci apriamo l’un l’altro nel dialogo, ci apriamo anche a Dio”.
Sono parole che esprimono esattamente ciò che Chiara sentì fin dal primo incontro con fratelli e sorelle di altre fedi religiose.
La prima forte esperienza fu quella vissuta da lei nel 1966 in una sperduta valle dell’Africa camerunense, a Fontem, a contatto con la tribù dei Bangwa fortemente radicata nella religione tradizionale. Per farle festa tutti si erano radunati in una grande radura della foresta per i loro canti e le loro danze e lì Chiara ebbe la forte impressione che l’Amore di Dio, come un immenso sole, abbracciasse tutti e ci facesse uno. Per la prima volta nella sua vita Chiara intuì che il carisma datole da Dio poteva essere una forza soprannaturale di coesione fra cristiani e fedeli di altre religioni.
Ma l’evento in qualche modo "fondante" del nostro dialogo interreligioso fu il Premio Templeton per il Progresso della Religione, che venne assegnato a Chiara nel 1977. A Londra, dopo il suo discorso alla cerimonia nella Guildhall davanti a rappresentanti qualificati delle grandi religioni mondiali, ebbe la profonda sensazione che tutti i presenti fossero una cosa sola, anche se di fedi diverse. Cercando una spiegazione a tutto questo, Chiara pensò che forse dipendeva dal fatto che la maggior parte dei presenti avesse una viva fede in Dio e che Egli, anche qui, ci avvolgesse col suo amore.
Quando uscì dalla sala, i primi a salutarla furono proprio gli appartenenti ad altre religioni: buddisti, musulmani, ebrei, sikhs, indù, ecc. Chiara intuì che questa circostanza dava al Movimento una nuova apertura: avremmo dovuto da allora in poi cercare di portare il nostro spirito, il nostro amore, la nostra vita, non solo nelle altre Chiese o comunità ecclesiali cristiane, ma anche a questi nostri fratelli di altre fedi.
Ciò che è accaduto in più di 20 anni di dialogo è difficile da riassumere. Sono stati scritti dei libri sui suoi incontri con i buddisti del Giappone e della Thailandia, con gli ebrei in Sud America, con i musulmani negli U.S.A.
Prima di affrontare il dialogo con l’Islam, nel breve tempo che abbiamo a disposizione, vorremmo chiederci quale sia la chiave del nostro dialogo e come mai abbia avuto una evoluzione così rapida e profonda. La risposta è tutta nella nostra spiritualità che è la spiritualità dell’unità e che ci porta a vivere il nostro dialogo con quell’arte di amare che Chiara ha riassunto in quattro punti e che sono perfettamente condivisibili da tutte le tradizioni religiose.
L’arte di amare di Chiara è attinta direttamente dal Vangelo. Ed è:
14 Dic 2001 | Dialogo Interreligioso
Una giovanissima donna di 81 anni, i capelli bianchi e gli occhi chiari che guardano lontano.
Chiara Lubich, classe 1920, è la fondatrice e leader di un movimento diffuso su scala planetaria, quello dei Focolari: un popolo di due milioni e duecentomila persone attorno a cui gravitano almeno cinque milioni di simpatizzanti, presenti in 182 paesi.
La Lubich, di casa in Vaticano e nei palazzi del potere civile di tutta Europa, da ieri è a Genova: riceverà oggi un premio in denaro della Regione Liguria, destinato a finalizzare la ricostruzione di un istituto scolastico in Pakistan.
Domani sarà a Palazzo Tursi per ricevere la cittadinanza onoraria della città di Genova.
Chiara Lubich, come comincia l’avventura dei Focolari?
“Era il 1943, iniziava la guerra. Ricordo un grande bombardamento durante il quale mi ritrovai in un bosco di Trento che viene chiamato ’Goccia d’oro’. Sentivo le bombe che cadevano da ogni parte e mi rendevo conto che tutti gli ideali che avevamo io e le mie amiche, lo studio, la famiglia, una bella casa, erano niente. Quella notte piansi e vidi scorrere sopra di me tutte le stelle, senza chiudere occhio. Quando il giorno dopo i miei genitori sfollarono sui monti, io rimasi in città con le mie compagne, con la benedizione di mio padre, un vecchio socialista”.
Da quella esperienza traumatica di guerra è nato un movimento che coinvolge milioni di persone. Parlate di valori difficili da accogliere nella società di oggi: fratellanza, castità, amore …
“Abbiamo fatto nostro il Vangelo preso alla lettera, come è proposto dalla Chiesa: non annacquato”.
Anche il Papa parla di valori che sembrano fuori dal tempo. Però domani, 14 dicembre, ha chiesto un digiuno per la pace.
“E’ una proposta molto bella. Il Papa non ha avuto paura di fare una cosa simile all’Islam, nel giorno della fine del Ramadan. E l’invito al digiuno è rivolto a tutti, anche agli anziani come”.
Perché questo Papa trova tanto seguito tra i giovani con le sue richieste così estreme?
“I giovani non sono come gli adulti, non hanno un passato come i vecchi, delusi e prevenuti per il crollo delle ideologie. Sono fisicamente rivolti verso il futuro e vanno avanti pronti per grandi ideali. Recentemente mi sono trovata a parlare nella cattedrale di Santo Stefano a Vienna. C’erano 6.000 giovani. Ho raccontato qualche fatterello di quando ero bambina, quando le suore mi portavano all’ adorazione del Santissimo Sacramento: ricordo che una volta svenni, tanto ero concentrata. Ebbene, durante quella Messa non c’erano più ostie per la Comunione e alla fine c’era la coda ai confessionali”.
Il Movimento dei Focolari nasce all’interno del cattolicesimo, ma comprende anche fedeli dell’Islam e di altre religioni. Come è possibile?
“E’ un movimento aperto al dialogo con tutti: il primo dialogo è quello tra i cattolici. Poi c’è quello ecumenico: in 58 anni di vita dei Focolari abbiamo raggiunto cristiani di 350 chiede diverse. Nemmeno sapevo che esistessero. E poi c’è il dialogo stupendo con le altre religioni. Perché c’è stato un solo popolo eletto, ma gli altri non sono stati dimenticati. I semi del Verbo sono sparsi in tutte le religioni”.
L’Islam oggi fa paura a molti, nel paesi islamici il proselitismo religioso è punito con la morte. Com’è possibile il dialogo?
“Noi abbiamo contatti con l’Islam in Asia, in Africa, nell’America del Nord; i musulmani possono far parte dei Focolari restando musulmani. Tempo fa un Imam a capo di 2 milioni di Afro-americani mi ha invitato a NewYork nel quartiere di Harlem, dove aveva vissuto Malcolm X. Ho parlato col chador sul volto, rivolta a La Mecca, davanti a tremila persone, con un altoparlante che amplificava perché potesse sentire chi era rimasto fuori. Ci sono parti del Corano che valgono anche per noi. Nel libro sacro dell’Islam compare 42 volte il nome di Maria. E le frasi di Gesù che paragonano i fedeli ai gigli dei campi sono universali”.
L’11 settembre ha cambiato le cose? Cosa può fare una donna di 81 anni?
“Stiamo lavorando in Pakistan per la ricostruzione di una scuola, a Dalwal, vicino a Islamabad. Sarà aperta anche alle donne”.
11 Dic 2001 | Dialogo Interreligioso
Venerdì 14 dicembre alle ore 18, nella Sala del Maggior Consiglio al Palazzo Ducale, il Sindaco ha conferito a Chiara Lubich la cittadinanza onoraria.
Anche l’Università di Genova le ha assegnato un riconoscimento per l’apporto dato alla cultura.
Particolare significato assume questo avvenimento in coincidenza con la giornata di digiuno e di preghiera promossa dal Papa per “accrescere la comprensione reciproca tra cristiani e musulmani, chiamati più che mai, nell’epoca attuale, ad essere insieme costruttori di giustizia e di pace”.
Ed è proprio sullo sfondo dell’attuale contesto internazionale che al Palazzo Ducale Chiara Lubich ha parlato della spiritualità dell’unità e dell’impegno nel dialogo ecumenico, interreligioso e con persone di buona volontà, mentre Shahrzad Hushmand, teologa islamica iraniana, ha dato testimonianza del dialogo tra cristiani e musulmani promosso dal Movimento dei Focolari in varie parti del mondo.
Tra le personalità, è intervenuto anche l’arcivescovo di Genova, card. Dionigi Tettamanzi.
Il Consiglio regionale della Liguria, considerata “l’importanza di questo momento per tutta la comunità cittadina e regionale”, ha istituito un premio che è stato assegnato a Chiara Lubich quale riconoscimento del suo apporto nel campo dello sviluppo, della solidarietà internazionale e della pace. Le è stato consegnato dal Presidente della Regione, Sandro Biasotti, giovedì 13 dicembre, alle ore 10,30, durante la seduta straordinaria del Consiglio stesso.
Sabato 15 dicembre, al Palasport di Genova, alle ore 15, c'è stato un grande incontro di associazioni, movimenti e nuove comunità. Anche questo appuntamento è stato nel segno del dialogo e dell’unità. E' stata presentata l’esperienza di dialogo tra cristiani e musulmani promosso dai Focolari e il cammino di comunione tra associazioni, movimenti e nuove comunità incoraggiato dal Papa alla vigilia di Pentecoste ’98. E' seguita la presentazione del contributo dei vari carismi al momento storico attuale. Hanno preso la parola rappresentanti dell’Azione Cattolica, Comunità di Sant’Egidio, Rinnovamento carismatico, Comunione e Liberazione. Ha concluso Chiara Lubich. L’incontro è culminato con la celebrazione eucaristica presieduta dal card. Tettamanzi, alle ore 17,30.
Sabato, al Palasport, alle 21, appuntamento aperto alla cittadinanza: il complesso internazionale Gen Rosso ha presentato il musical “Streetlight” che porta in scena la storia vera di un giovane afroamericano ucciso per il suo impegno non violento.
10 Nov 2001 | Dialogo Interreligioso, Focolari nel Mondo, Senza categoria
- Thomas Klestil – Presidente della Repubblica Austriaca
- Jos Chabert – Presidente della Camera delle Regioni alla UE
- Chiara Lubich – Fondatrice del Movimento dei Focolari
Trasmissione Internet E’ un avvenimento progettato da tempo. Dopo l’11 settembre rivela una particolare attualità e significato. La tragedia che ha colpito gli Stati Uniti, ha posto la comunità mondiale di fronte alla necessità di una risposta politica di tipo nuovo. Nell’opinione pubblica mondiale cresce la coscienza di appartenere ad un’unica famiglia umana. L’Europa ha un ruolo importante da giocare nella ricerca di vie e strumenti che possano far crescere una nuova cultura di giustizia sociale e cooperazione su percorsi di pace e di fraternità tra i popoli, uniche vie praticabili nell’attuale drammatica situazione mondiale. “Ai comuni – ha dichiarato il sindaco van Staa – viene richiesto coraggio, apertura, senso di responsabilità”. I comuni possono contribuire all’unità europea con un processo dal basso: questa prima assemblea dei poteri locali dell’Europa unita mostrerà quanto le amministrazioni locali siano in grado di agire nel “costruire” i cittadini d’Europa, nel contribuire a comporre e ricomporre diversità delle culture e delle religioni, da sempre ricchezza del vecchio continente, nell’aprire sfide di fraternità intrecciando rapporti stretti e diretti con comunità locali dei paesi poveri degli altri continenti. Il convegno si propone così di “dare un’anima” al processo di integrazione e di allargamento dell’Europa. Oltre alla presenza del Presidente austriaco Thomas Klestil, spiccano i due interventi centrali: quello del Presidente della Commissione europea Romano Prodi su “le grandi opportunità dell’attuale fase storica dell’Europa” e quello di Chiara Lubich su “la fraternità in politica come chiave dell’unità d’Europa e del mondo”. Hanno confermato la loro adesione sindaci da tutta Europa, dall’Atlantico agli Urali, spalancando i confini dell’Europa unita. Significativa, in questa proiezione al futuro, la partecipazione anche di oltre 200 giovani, studenti in scienze politiche o comunque attenti al futuro politico del continente. Sindaci e giovani lavoreranno insieme in quattro gruppi tematici di lavoro, finalizzati alla redazione di un “appello per l’unità europea” rivolto ai governi dei paesi rappresentati, per una autentica “Europa – comunità di popoli”. Il Consiglio Europeo, tenutosi a Nizza nel dicembre scorso, aveva chiesto alle istituzioni europee, governi e parlamenti nazionali, di aprire sull’Europa un dibattito ampio ed aperto per una vasta sensibilizzazione dell’opinione pubblica. Il Convegno di Innsbruck sarà una tappa importante e forse unica per la sua rilevanza in questo progetto: il documento finale sarà consegnato nelle mani del presidente della commissione che sta preparando il prossimo appuntamento del Consiglio, fissato per dicembre a Laeken, in Belgio. Le premesse ci sono tutte, come lascia presagire la dichiarazione del Presidente Prodi: “Il convegno costituirà un significativo momento, indispensabile per aiutare a creare un Europa in cui tutti i cittadini si sentano protagonisti”. Chiara Lubich, da parte sua, ha affermato: “L’unità d’Europa: un ideale, un impegno, quello di dare al nostro continente un supplemento d’anima che rinnovi i suoi cittadini e le sue grandi o piccole istituzioni”. Ufficio Stampa Innsbruck Responsabile: Mr. W. Weger – Mail: w.weger@magibk.at Tel: 0043 512 5360 1930 – Fax: 0043 512 5360 1757 Portatile: 0043 664 14 02 761 Fax diretto: 0043 512 58 24 93 (altro…)
7 Gen 2001 | Dialogo Interreligioso, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
“E’ un incontro di cuori. Stiamo unendo le mani per costruire un mondo di pace”. Con queste parole, Vinu Aram, a nome della Shanti Ashram, ha salutato a Coimbatore, nello stato meridionale indiano del Tamil Nadu, Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari. Nel corso di una cerimonia ufficiale svoltasi il 5 gennaio, davanti a un pubblico qualificato di oltre 500 persone, tra cui alcuni anziani compagni di Gandhi, le era stato appena conferito il premio Defender of peace, difensore della pace. Il Premio è stato istituito da due prestigiose istituzioni induiste gandhiane: lo Shanti Ashram, organizzazione impegnata in campo sociale ed educativo a favore dei più bisognosi, con cui da tempo collabora il Movimento Famiglie Nuove, diramazione dei Focolari, con le adozioni a distanza, ed il movimento Sarvodaya, che si ispira ad una delle idee forza di Gandhi, cioè l’impegno a favore di una vita dignitosa per tutti. Si tratta di un riconoscimento riservato a personalità di elevata statura morale, che è stato assegnato finora solo otto volte, ed ha visto premiati, tra gli altri, il rev. Kajitan, discepolo di Gandhi, Homer Jach, primo segretario della Conferenza Mondiale delle Religioni per la Pace, e Madre Teresa di Calcutta. A Chiara Lubich, come si legge nella motivazione del premio, è stato riconosciuto “il suo ruolo instancabile nel gettare semi di pace e d’amore fra tutti gli uomini. Segno che il messaggio di Gesù Cristo è sempre rilevante, fresco e benefico nei risolvere le questioni contemporanee”. Caloroso, e in profonda sintonia spirituale, è stato il discorso pronunciato dal presidente della sede di Coimbatore del Bharatiya Vidya Bhavan, istituto culturale e religioso considerato come uno dei punti di riferimento dell’ortodossia indù. Il presidente, Shri Krishnaraj Vanavarayar ha salutato Chiara Lubich come una persona “capace di mostrarci la strada per superare le divisioni e l’odio”. “L’India – ha detto – pur avendo una grande eredità culturale e religiosa, pluralista e tollerante, deve affrontare oggi sfide nuove, problemi sociali accompagnati da tensioni e divisioni, e deve misurarsi con uno sviluppo economico e tecnologico segnato spesso da una mentalità materialista e priva di valori morali”. “Il problema centrale” – ha osservato ancora Vanavarayar – “è come vincere l’odio con l’amore, come trasmettere l’amore ad altri. Chiara ha una forza in lei che ha reso possibile questo sogno, perché ha fatto l’esperienza di Dio”. A Chiara Lubich è stato chiesto di presentare nel suo discorso di accettazione la propria esperienza spirituale; prima di farlo, ha però voluto sottolineare come il suo desiderio principale, qui in India, fosse quello di ascoltare, di imparare, per aprire un “cordiale dialogo” con persone che vengono da un’antichissima cultura e tradizione religiosa, sensibili al valori spirituali. Delineando con trasparenza i passaggi fondamentali della propria esperienza del Vangelo, ha fatto spesso riferimento alla tradizione induista, come quando, parlando degli inizi della spiritualità dell’unità che ha la sua fonte nell’amore di Dio, ha citato “un antico inno della religione indù: ‘Dio è il primo ad amarci’, perché fu lui a dare a noi l’amore e in noi lo accresce quando lo cerchiamo”. Ricordando poi le esperienze di solidarietà e di condivisione con chi era nel bisogno, vissute durante la Seconda guerra mondiale, Chiara Lubich ha osservato come il Signore l’abbia guidata, insieme alle sue prime compagne, “verso il cuore del Vangelo, che è la legge dell’amore”. Ha citato come fondamentale quella “Regola d’oro” che è comune a tutte le religioni. “Fa’ agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te”, e ha ricordato un detto di Gandhi: “Io e te siamo una sola cosa. Non posso ferirti senza fare del male a me stesso”. “Un amore – ha continuato – indirizzato all’amico ma anche al nemico”. Da queste esperienze è nata la presenza dei Movimento dei Focolari in tante situazioni di divisione e di lotta, per ricomporre l’unità e far rinascere la speranza e la pace. Così pure l’impegno nel dialogo di amore fraterno, di vita e di preghiera con i fedeli di altre religioni. “Eravamo convinti – ha concluso – che dove c’era una sinagoga, una moschea, un tempio, lì era il nostro posto. Eravamo e siamo convinti di essere chiamati a concorrere a costruire la fraternità universale con tutti loro”. I giornali in lingua inglese “The Hindu”, il “New Indian Express” e vari quotidiani in lingua tamil hanno dato ampio rilievo all’avvenimento, citando parti del discorso di Chiara e della motivazione del premio. Il giorno seguente, Chiara Lubich ha voluto consegnare un messaggio anche ai bambini seguiti dallo Shanti Ashram nel loro progetto educativo. In un colorito ed affettuoso incontro con alcune centinaia di loro, svoltosi alla periferia di Coimbatore, dove sorge la sede dello Shanti Ashram, ha chiesto che lascino spazio “alla fiamma di amore che portano nel cuore”, e che siano di esempio anche per i grandi, amando tutti, i buoni come i cattivi. Nel Tamil Nadu, una regione del sud di antichissima tradizione religiosa, si è aperta dunque una nuova strada di dialogo. Il Dott. Aram, Senatore a vita e fondatore dello Shanti Ashram di Coimbatore, nella sua veste di Presidente della Conferenza Mondiale delle Religioni per la Pace (WCRP), aveva conosciuto personalmente Chiara in occasione della sessione inaugurale della VI Assemblea Mondiale tenutasi nell’Aula del Sinodo in Vaticano, nel 1994. Inoltre il Dott. Aram, che aveva avuto modo di conoscere ed apprezzare la collaborazione del Movimento dei Focolari con la WCRP, aveva atteso e desiderato una visita di Chiara nella sua terra. Tre anni or sono, alla sua improvvisa dipartita, la Signora Minoti Aram e la sua figliola Dott.ssa Vinu Aram hanno proseguito la sua opera e si sono adoperate con ogni mezzo per rendere possibile un viaggio di Chiara nel Tamil Nadu. (altro…)
6 Gen 2001 | Dialogo Interreligioso
“Più entriamo in contatto con l’India, più essa ci si rivela come un mondo grande, intenso, con un suo volto, per noi occidentali non facilmente decifrabile, unitario nella sua ricchissima diversità. Si sente che siamo di fronte ad uno scrigno di tesori spirituali, di tensione mistica di tutta la natura umana – tensione alla quale non è certamente estranea l’opera della Grazia. E questo scrigno si apre solo a chi gli si accosta con rispetto pieno d’amore e, soprattutto, con la convinzione che Dio ha tanto da dirci attraverso questa cultura millenaria. Essa, nel difficile e tormentato mondo contemporaneo, ha infatti una sua parola essenziale e vitale per tutti: una parola che mette in forte evidenza il primato della vita interiore. Mi chiedo: che cosa potrà scaturire dall’incontro dell’India con questo carisma dell’unità?”. Chiara Lubich – 3 gennaio 2001 Dichiarazioni raccolte al termine della cerimonia di Coimbatore: Shri. K. V.: “In un mondo che è diviso per tanti aspetti, abbiamo bisogno dell’unità. E Chiara e il suo movimento è quello di cui abbiamo bisogno. Perché lei promuove la buona volontà e l’amicizia tra la gente, oltre che la pace”. L. R. J., giainista: “E’ la necessità dell’ora presente. Se non cerchiamo di unirci, non c’è redenzione possibile per l’umanità. In Africa, in America, in Australia, voi ci siete, e anche in India. Questo fa la differenza: vivere come essere umani tenendo presente tutto il resto dell’umanità. la fratellanza, la consistenza, l’amore, l’affetto, tutto questo è un dovere. Stiamo passando attraverso una grande crisi nel mondo. Solo la pace e l’amore possono salvarci. Nient’altro”. Prof. U., docente di cultura indù: “Sono veramente felice, pieno di gioia. Ho fortificato la mia fede. Finché persone come Chiara e i suoi amici lavorano per la pace, la terra sarà un posto pieno di pace. Non dobbiamo perdere la fede. Siamo tutti preoccupati per quello che succederà dopo le esplosioni nucleari. Ma finché ci saranno persone così, Dio è con noi. E un giorno la terra diventerà il cielo. Tutte le fedi debbono avanzare insieme, perché tutte le fedi cercano la verità. E la verità non è altro che amore e pace, quello che ci dice Chiara”. Prof. K. A. – Bombay: “Sono stata molto toccata, perché se dimostriamo l’amore gli uni per gli altri in realtà possiamo creare la vera pace. Per questo essere presenti è stato molto importante per noi. Condivido tutto quello che Chiara ha detto. Come è stato spiegato, il focolare è il calore, il fuoco. E il fuoco è anche fuoco di conoscenza. Per questo mi impegnerò anch’io. Lo terrò dentro di me e darò il mio contributo”. (07-01-2001) (altro…)