6 Gen 2001 | Dialogo Interreligioso
“Chiara Lubich, usando la più potente forza umana dell’amore e una fede forte nell’unità di tutto il genere umano, secondo gli insegnamenti di Gesù Cristo, è stata scelta da Dio per svolgere un’opera instancabile nel gettare semi di pace e amore fra tutti i popoli. Iniziando durante i giorni bui della Seconda Guerra Mondiale, in Italia e poi in tutto il mondo, negli ultimi sei decenni ha lavorato incessantemente per aiutare le persone a scoprire l’amore e la comprensione reciproca. Questo le ha permesso di rafforzare continuamente la fragile struttura della pace su cui si sviluppano in gran parte la prosperità, il benessere, la cultura e la spiritualità del mondo. In particolare, Lei ha costruito il Movimento laico cristiano del Focolare, al servizio di tutte le persone del mondo attraverso la preghiera e l’azione, promuovendo un dialogo più profondo, la tolleranza e la fruttuosa cooperazione tra persone di religioni diverse. E’ importante dire che l’empatia che Lei e il Movimento dei Focolari godono con la gioventù, e la profonda comprensione dei cambiamenti nel mondo, che Lei ha mostrato, hanno fatto vedere che il messaggio di Gesù Cristo è sempre rilevante, fresco e benefico nel risolvere le questioni contemporanee. In onore delle Sue realizzazioni, le persone dell’antico paese dell’India, amanti della pace, e in particolare il Movimento Sarvodaya e lo Shanti Ashram, le conferiscono l’ottavo Premio Difensore della Pace, in questo giorno, il 5 gennaio 2001”. Shanti Ashram Sarvodaya Movement Minoti Aram, Presidente Dott. N. Markandan, Presidente (altro…)
13 Nov 2000 | Dialogo Interreligioso, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
“Musulmani e cristiani, andiamo in fondo al cuore, dove è presente Dio e diciamo a Lui il nostro impegno: vogliamo essere dei soggetti che portano avanti questa rivoluzione pacifica, la fraternità universale”. Chiara Lubich “Chiediamo a Dio di essere non solo buoni in cuore ma anche nelle nostre azioni. Ringraziamo Dio di averci dato Chiara. La vedo come una leader per tutti noi. Lo dico sul serio. E’ una leader per tutti noi”. W.D. Mohammed “Il dialogo infrange le barriere e i pregiudizi. Ci scopriamo membri dell’unica famiglia umana con le ricchezze della propria cultura e storia”. Così il messaggio del Papa a firma del card. Sodano. Mostrare un esempio di fraternità tra cristiani e musulmani. Questo l’obiettivo della grande Convention che si è tenuta a Washington, alla quale hanno partecipato oltre 5 mila tra musulmani, cristiani e membri di altre religioni. Sono intervenuti la fondatrice dei focolari, Chiara Lubich, l’arcivescovo di Baltimora, card. William Keeler, e l’Imam W.D. Mohammed, leader dei moderati musulmani afroamericani. “E’ l’inizio della guarigione delle tante divisioni dell’America”: questa l’impressione a caldo dell’Imam Daud del Maryland. “E’ qualcosa attesa da tempo – dice una donna musulmana – Questo incontro oggi è qualcosa che avrà un futuro. Ci dà la forza e il coraggio per costruire un mondo di unità e di pace”. L’aveva augurato il Papa stesso, in un messaggio molto applaudito letto dal cardinal Keeler, arcivescovo di Baltimora. “Che in questo momento di forti tensioni, le grandi tradizioni religiose portino la pace attraverso un dialogo autentico”: dalle parole del leader degli afro-americani Mohammed trasparivano le sofferenze del razzismo, che ha tentato persino di cancellare l’idendità, la natura stessa del suo popolo. Ma erano rapidi accenni. Emergeva la liberazione, il recupero dell’identità che “fa sentire parte dell’unica famiglia universale, così come è stata creata dal Padre comune”. E del Corano ha messo in luce l’unità e la dimensione trascendente, “senza cui – ha detto – non possiamo essere uomini”. Proprio su queste due dimensioni ha posto l’accento Chiara Lubich, invitata a comunicare la spiritualità dell’unità, sgorgata dal Vangelo. “Dio, che guida la storia, manda di tempo in tempo – ha detto – doni speciali, i Carismi. L’umanità è chiamata da Dio a formare un’unica famiglia. Questo carisma ci è donato proprio per contribuire ad attuare questo disegno divino”. Con molti paralleli tra i versetti del Corano e il Vangelo, ha evidenziato l’esigenza del comandamento dell’amore. “Mettendo in pratica questi insegnamenti – diceva – è in atto qualcosa di più del dialogo: l’esperienza di uno comunione in Dio”. Ed è proprio questa l’esperienza vissuta a Washington. (altro…)
11 Nov 2000 | Dialogo Interreligioso
Washington, domenica 12 novembre 2000 “Non è più tempo per vivere isolati. Cristiani e musulmani si devono incontrare e conoscere. Questo è quanto possiamo mostrare: persone di religioni diverse che si riconoscono parte di un’unica umanità; persone che hanno trovato una vita nuova perché il peso dei pregiudizi è stato levato dal loro cuore”. Così l’Imam W.D. Mohammed, leader degli afro-americani musulmani, riconosciuto in campo internazionale, motiva l’iniziativa della grande Convention a cui ha invitato Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari. Già nel 1997, Chiara Lubich, prima donna, bianca e laica, era stata invitata dall’Imam a parlare della sua esperienza spirituale nella Moschea Malcolm X di Harlem (New York), davanti a migliaia di musulmani afro americani. Da allora si sono moltiplicati i rapporti tra i membri dei Focolari e le comunità musulmane di molte città americane. Sono nate numerose iniziative di collaborazione. L’Imam W.D. Mohammed, 67 anni, figlio di Elijah Mohammed, fondatore della Nazione dell’Islam, movimento per il riscatto morale e sociale degli afro-americani, è il leader dell’ala pacifista da lui fondata: la Società Musulmana americana con 2 milioni di aderenti. Tra i presidenti della Conferenza mondiale delle religioni per la pace (WCRP), è da anni impegnato nel dialogo interreligioso. Recentemente ha offerto amicizia e riconciliazione a Louis Farrakham, suo antico rivale, fatto che ha avuto grande eco sulla stampa americana. Nell’ottobre scorso era tra i leaders religiosi intervenuti in P.zza San Pietro con il Papa, per il grande incontro interreligioso. Chiara Lubich è fondatrice e presidente di un Movimento diffuso in oltre 180 Paesi, con oltre 7 milioni di aderenti e simpatizzanti, impegnato ad aprire nuove vie all’unità della famiglia umana, col dialogo tra le religioni, tra cristiani di varie Chiese, persone di convinzioni non religiose. Sin dagli anni ’60 i primi contatti con il mondo dell’Islam in Algeria hanno avviato un dialogo assai promettente, nella reciproca stima e conoscenza. Ora fra gli amici musulmani del Movimento ci sono imam e fedeli praticanti di molti paesi. Chiara Lubich è tra i presidenti onorari della WCRP, Premio Templeton ’77 per il Progresso della Religione, Premio Unesco ‘96 per l’Educazione alla Pace. Aprirà il grande incontro il card. William Keeler, arcivescovo di Baltimora, anch’egli tra i presidenti della WCRP. Prenderanno poi la parola W.D. Mohammed e Chiara Lubich, che presenterà “una spiritualità dell’Unità per una convivenza armoniosa della Famiglia Umana”, e importanti leaders cristiani, ebrei, buddisti. La sera precedente, 11 novembre, spettacolo con la partecipazione del Gen Rosso e artisti della Muslim American Society. Il 10 novembre, Chiara Lubich riceverà una laurea h.c. in Pedagogia dalla Catholic University of America. Saranno presenti anche numerosi musulmani. (altro…)
25 Ott 2000 | Dialogo Interreligioso
Cristiani in dialogo con le altre Religioni
Dall’evento storico del 26-27 ottobre 1986, incontro di preghiera per la pace di tutte le religioni del mondo, sono trascorsi 14 anni.
Per ricordare tale evento, e alla luce dei fatti odierni, Assisi ha ospitato due giornate di riflessione all’insegna del dialogo e della comunione nella Chiesa cattolica, fra le Chiese cristiane, e con le altre religioni nelle Basiliche Inferiore e Superiore di san Francesco.
11 Ott 2000 | Dialogo Interreligioso, Nuove Generazioni
Ai capi di stato del mondo Ai responsabili civili e religiosi Ai dirigenti dei mass media Alle organizzazioni nazionali ed internazionali Siamo 213 ragazzi di 40 Nazioni del mondo, riuniti qui in Giappone per partecipare alla ‘Conferenza dei ragazzi per il futuro’. Un grande ideale ci accomuna: costruire un mondo di pace. Pur appartenendo a religioni diverse, vogliamo vivere la ‘Regola d’oro’ che è presente nelle nostre fedi: “Fare agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te, non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”. Vogliamo in pratica vivere il rispetto reciproco, l’amore, che è iscritto nel cuore di ogni uomo. E ciò significa: amare tutti, dimenticando se stessi e pensando agli altri, senza discriminare chi ha idee diverse dalle proprie o appartiene ad un’altra razza o etnia; amare per primi, senza aspettare che sia l’altro a fare il primo passo; amare anche i nemici, dimenticando le offese del passato, imparando a perdonare, dicendoci con amore ciò in cui possiamo cambiare e migliorare. In questi giorni abbiamo sperimentato che l’amore può cambiare ogni rapporto, se cerchiamo ciò che ci unisce piuttosto di quello che ci divide. Perché non può essere così anche tra gli stati? Si arriverebbe ad amare la patria altrui come la propria e così sarebbe garantita la pace. L’uomo non può vivere da solo, dobbiamo aiutarci a vicenda avendo un cuore pieno di gratitudine verso chi ci fa del bene e contraccambiando. Così sarà garantito un futuro pieno di speranza. Il domani ci appartiene. Ci piacerebbe che voi ascoltaste la nostra voce: diamoci un appuntamento nei vari Paesi dove noi ragazzi possiamo incontrarvi e dialogare con voi. Desideriamo essere portavoce di tutti i ragazzi che nel mondo soffrono a causa dello sfruttamento, della guerra, delle malattie come l’AIDS. Coscienti delle tante differenze ancora presenti tra Paesi ricchi dove dilaga il consumismo e Paesi poveri, abbiamo deciso di iniziare noi a vivere e diffondere una nuova cultura, quella del dare e del condividere. Se si vivesse così anche tra le nazioni, tutti i beni della terra sarebbero distribuiti in modo uguale, senza differenze. Il primo passo verso questa meta vorremmo che fosse il condono del debito estero dei Paesi poveri in modo da permettere loro migliori possibilità di vita e di sviluppo. Per mettere fine a tutte le guerre e conflitti, favoriamo il dialogo e la collaborazione, impegnandoci decisamente per il disarmo e usiamo i fondi destinati alle armi per scopi pacifici. Vorremmo che lo sport non sia strumentalizzato al guadagno, ma diventi occasione di incontro e di amicizia fra i popoli, dove si impara a lavorare insieme, a vincere, a perdere e a ricominciare. La droga distrugge il futuro dei ragazzi e in alcuni Paesi questo problema è molto grave: se avessimo migliori prospettive per il futuro molti non si drogherebbero. Vi chiediamo di combattere questo male anche con delle leggi che ci proteggano. Non sfruttiamo indiscriminatamente le risorse della natura ma, pensando alle generazioni future, facciamo come le piante che assorbono dal terreno solo ciò di cui hanno bisogno. Sappiamo che l’uomo è felice se vive in pace con se stesso e con la natura che lo circonda. Aiutateci a difenderla e preservarla, fermando la deforestazione e promuovendo il riciclaggio. Create spazi ‘verdi’ nelle città dove noi tutti possiamo ritrovarci. Diamo attenzione agli anziani, perché loro danno un prezioso contributo alla società con la loro esperienza e saggezza. Consideriamo la scienza e la tecnologia non come fine a se stesse, ma a servizio dell’uomo, senza manipolare la vita umana e favorendo anche la ricerca di fonti alternative all’energia nucleare. La pace inizia nel cuore di ogni uomo. Ci piacerebbe che nelle scuole venissero messi in luce valori come la conoscenza e il rispetto delle altre culture e religioni e che nei programmi scolastici sia inserita l’educazione alla pace. Vorremmo che la globalizzazione, verso cui il mondo si incammina, non fosse solo basata sull’aspetto finanziario ed economico ma sulla comunione tra le culture e le religioni, in modo che tutti gli uomini diventino una sola famiglia. Chiediamo che i mass-media diffondano il positivo che c’è nel mondo, che diano un’informazione obiettiva e che ci facciano conoscere le situazioni difficili dei vari Paesi per essere più solidali. Vietate le trasmissioni di immagini violente, che non rispettano la dignità dell’uomo o il valore del suo corpo fermando la produzione di giochi e di cartoni animati che incitano alla violenza e i siti Internet che possano in qualche modo danneggiare noi ragazzi. Noi abbiamo già cominciato a costruire la pace. Sappiamo, però, che per raggiungere questa meta abbiamo bisogno di voi. Per questo chiediamo il vostro aiuto, specialmente là dove noi ragazzi non possiamo arrivare. Ogni giorno preghiamo per raggiungere questo obiettivo, certi che dal Cielo riceveremo l’aiuto per realizzare un mondo nuovo e più unito dove tutti gli uomini della terra possano vivere felici e come fratelli. I partecipanti alla Conferenza dei Ragazzi per il Futuro (altro…)
30 Lug 2000 | Dialogo Interreligioso
Arrivati al Centro Mariapoli di Castelgandolfo, il 12 giugno, dopo una breve presentazione, hanno visto un video sull’Assemblea della WCRP ad Amman, preparato in giapponese. Hanno raccontato le loro esperienze di come cercano di vivere per gli altri, perché, come dice il Sutra del Loto, “Se il nostro cuore è uno con la volontà di Dio Budda, vedremo nascere attorno a noi migliaia di altri cuori”. E’ seguita l’esperienza di una famiglia del Movimento. Alla fine dell’incontro, il capo-delegazione ha detto che si portavano in cuore come tesoro prezioso “l’arte di amare”. Ha ricordato il primo incontro, 21 anni fa, di Chiara Lubich con Nikkyo Niwano, loro fondatore, che ha portato una profonda comunione spirituale tra i due movimenti e ha aggiunto la sua convinzione che questo incontro era nei piani di Dio Budda per costruire un mondo di pace. Alla conclusione, un patto di vivere uniti sempre in un cuore solo. Con i monaci buddisti nello Sri Lanka Il Rev. Sirisuma Saddhatissa Dhammarakita, di 85 anni, che governa 58 monasteri buddisti dello Sri Lanka, dopo aver ascoltato da uno dei responsabili del Movimento dei Focolari come cerchiamo di mettere in pratica l’arte di amare, aveva commentato: “Questo spirito dell’amore è quanto Buddha ha sempre predicato. Tu sei cristiano. Possiamo vedere un buddista, possibilmente monaco, che vive così?”. E ha invitato il monaco tailandese Thongrattana Thavorn, che da molti anni conosce il Movimento. Arrivato da Bangkok, il monaco, accompagnato da due focolarini, ha avuto importanti incontri con monaci, personalità civili e laici buddisti. Nella terribile situazione di guerra civile, il rev. Thongrattana Thavorn ha parlato della pace e dell’armonia fra religioni e razze, raccontando in modo magistrale la sua esperienza a contatto col Movimento. Ha incontrato anche alcuni indù tamil. Nel colloquio col prof. Aryaratne, personalità buddista di grande rilievo nel mondo sociale, politico e religioso di Sri Lanka, hanno vibrato le corde più profonde di queste due anime impegnate nel dialogo con le religioni. Possiamo dire che la spiritualità del Movimento ha aiutato monaci di due Paesi del buddismo Theravada, ma attualmente assai distanti, a riscoprire le loro radici comuni. La Nichiren-shu A fine giugno, sempre al Centro Mariapoli di Castelgandolfo, c’è stata la visita di una delegazione composta di sessanta buddisti – monaci e laici – della Nichiren-shu, una delle scuole buddiste più tradizionali del Giappone. Il gruppo, proveniente dal Forum Internazionale di Hannover, Germania, in occasione dell’ Expo 2000, era accompagnato dall’Arcivescovo di Osaka, Mons. Leo Ikenaga, e dal Rev. Ryusho Kobayashi della Tendai-shu, un altro gruppo buddista giapponese. Hanno sentito la storia del Movimento dei Focolari ed alcuni aggiornamenti sugli sviluppi più recenti, in particolare sul Convegno del Movimento dell’Unità in politica, conclusosi l’11 giugno. Il responsabile del gruppo, salutando a nome di tutti, diceva che qui è sembrato di trovare il centro del dialogo interreligioso del mondo. Vogliono mettersi anche loro in questo dialogo, come la Tendai-shu che ha già fatto molta strada in questo campo. “Ci sono tanti sentieri per salire sulla cima. Lì tutte le religioni si trovano in pace”. Il Rev. Kobayashi della Tendai-shu, felice di essere ritornato fra noi, diceva: “Il Movimento dei Focolari è diffuso anche nel mondo buddista. Il loro vivere per gli altri è come per i buddisti mettere in pratica lo spirito del bodhisattva e qui abbiamo tanto da imparare per tramandarlo poi ai nostri giovani”. Mons. Ikenaga di Osaka ha detto che questo viaggio è stato per lui un’esperienza straordinaria in mezzo ai buddisti, perché per far camminare il mondo verso la direzione giusta per la pace occorre la collaborazione interreligiosa. Alla fine il Rev. Takeuchi, della Nichiren-shu, concludeva: “Qui davanti ai dirigenti del Focolare vorrei dire una cosa: il nostro fondatore Nichiren (750 anni fa) ha cercato di unire le scuole del buddismo attraverso il dialogo ed è stato perseguitato per questo. (…) Incontrando il Focolare ho capito che nel 21° secolo occorre vivere il dialogo. Per i cristiani e per i buddisti il primo nemico è il razionalismo moderno. Per controbatterlo dobbiamo trovare una nuova teoria e ciò non è possibile senza collaborare”. (altro…)