8 Apr 2011 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
In Croazia, oltre alle messe solenni, animate da cori di giovani, si sono svolte tre giornate in un’atmosfera di grande gioia: nella capitale Zagabria per tutta la regione dove si trova la Cittadella Faro; a Spalato per la Dalmazia, e a Slavonski Brod per la Slavonia. Centrale il tema di Chiara Lubich al Family Fest del 1993: Famiglia, seme di comunione per il terzo millennio, intercalato da esperienze forti della vita delle famiglie, che investono vari settori della società e le sfide che ne nascono. In Slavonia l’amore concreto di una famiglia del Movimento, ha portato alla nascita di una comunita’ che si è presentata con esperienze e canti popolari, contribuendo a creare subito un’atmosfera di grande calore. La giornata di Spalato è stata arricchita dalla presenza dell’arcivescovo mons. Marin Barišić, che in un’intervista, trasmessa poi nella TV locale, ha detto tra l’altro: “Il vostro è’ un carisma ecclesiale che attraverso la fondatrice Chiara Lubich, ha gettato i ponti verso i continenti, le culture diverse. Ha toccato il cuore delle grandi religioni. Questo Movimento parte dal centro del Vangelo e come lievito genera un mondo migliore. Sono contento che cresca di anno in anno e che sempre un maggior numero di famiglie e di giovani riconoscano questa spiritualita’. Fonte: Movimento dei Focolari in Croazia (altro…)
8 Apr 2011 | Centro internazionale, Focolari nel Mondo
«Gli Americani vedono davanti a loro sempre una nuova frontiera da superare. Per questo sono arrivati fin sulla Luna. Non volete arrivare all’unità?» Così Maria Voce ha concluso il suo saluto alla comunità dei Focolari di Washinghton, presso la Catholic University of America dove si sono radunati, nella serata del 7 aprile, circa trecento persone per salutare la Presidente dei Focolari, fermatasi nella capitale statunitense per due giorni arricchiti, soprattutto, dall’incontro con la storia del Paese.

©CSC
La serata ha presentato uno spaccato fantasmagorico di razze, culture, gruppi etnici e colori, vera immagine di questa città, capitale degli USA, ma, soprattutto, sede di momenti che hanno fatto la storia dell’America e del mondo. Basta pensare alla Dichiarazione d’Indipendenza, ai discorsi di Abramo Lincoln e a quelli più vicini a noi, che molti ricordano, di Martin Luther King e John F.Kennedy: ‘I have a dream’ e ‘la nuova frontiera’. Maria Voce con Giancarlo Faletti aveva visitato in mattinata i punti storici della capitale, cogliendo i valori che hanno costruito questo popolo fatto di popoli: la semplicità, la concretezza, l’umiltà, la capacità di perdonare, l’apertura alla novità, l’ottimismo, la possibilità di fare sempre qualcosa anche quando le porte si chiudono. «Sono tutti doni straordinari – ha sottolineato Maria Voce – contributi dei molti popoli, venuti in queste terre a cercare un benessere che non avevano nei loro Paesi, magari a cercare l’oro in Colorado, ma soprattutto in cerca della libertà.» E la libertà in America si vive nell’aria che si respira e nel profondo del cuore di ognuno che ha scelto di vivere nel ‘nuovo mondo’. «Avete raggiunto il sogno della libertà. Forse però si può fare qualcosa per l’unità che pure avete raggiunto, in un certo senso, perché siete molti popoli uniti» – ha continuato la presidente del Movimento. Dai contatti avuti in questi giorni, però, confessa di aver percepito il rammarico di tanti per vivere in un ambiente troppo individualista. Maria Voce dice di aver colto nella musica – e la cosa sorprende molti in sala – l’anima americana. Gli spirituals, il jazz, il rock e il rap esprimono, con una sincerità più forte delle parole, l’anelito profondo di unità di questo popolo. «Qui la spiritualità dell’unità può fare qualcosa per realizzare il vostro sogno. […] Dio ha mandato anche qui il carisma dell’unità. E’ un dono che non può lasciarmi indifferente se l’ho ricevuto». 
©CSC
Tutta la serata aveva mostrato come i presenti, nelle loro diversità etniche e religiose, provenissero da tutti gli angoli del mondo: Europa, Asia, Medio Oriente, Africa. Coloratissima la presenza di una trentina di camerunesi Bangwa, con la Mafua Cristina, in questi giorni negli USA. Preziosa quella di un gruppo di musulmani afro-americani, guidati dall’imam Talib Sharif che ricorda come, nel 2000, quando Chiara Lubich lanciò l’operazione Washington fra i Focolari e gli afro-americani di religione musulmana, prestava servizio militare. L’incontro lo coinvolse profondamente al punto che, uscendo per andare alla stazione e tornare in caserma, si trovò a cercare con lo sguardo la gente del Focolare. Non la trovava, ma sapeva di aver costruito qualcosa che sarebbe continuato nel rapporto che Chiara e l’Imam W.D.Mohammed avevano stabilito e coltivato. Stasera ha testimoniato con altri fratelli e sorelle musulmani afro-americani che quel rapporto si è rafforzato ed è cresciuto nel tempo. Uno sguardo alla sala, alla conclusione delle due ore d’incontro, fa capire come qui alla Catholic University of America si sia sperimentato quanto può essere vero il sogno espresso dal sigillo dei documenti del governo degli USA: E pluribus unum, da molti uno. «Non significa essere tutti uguali, ma uniti» ha precisato Maria Voce. Dall’inviato Roberto Catalano
[viaggio nord america]
(altro…)
7 Apr 2011 | Cultura, Dialogo Interreligioso, Focolari nel Mondo, Spiritualità
La Fordham University, istituzione accademica di primissimo piano fondata e gestita dai gesuiti, ha due campus entrambi a New York. Quello principale si trova nel Bronx mentre quello di Manhattan, costruito all’inizio degli anni ’60 in pieno boom economico, accoglie la Fordham School of Law. E’ più piccolo, ma si trova nel cuore di una delle zone magiche della Grande Mela: il Lincoln Centre, con la New York Philarmonic, il Ballet Accademy. Anche Broadway non è distante, solo alcuni blocchi. Cultura ed arte fanno parte di questo angolo della Grande Mela.
Proprio alla Fordham, il 5 aprile si è svolta una giornata di riflessione accademica su La Spiritualità dell’unità: un dono per i nostri tempi. Si sono alternati studiosi di diverse discipline: teologi, studiosi di religioni, esperti di morale, ma i protagonisti sono stati, soprattutto, un gruppo di giuristi di vari settori: avvocati, giudici e professori di giurisprudenza di questa ed altre università. Quello che ha dato valore alle loro presentazioni non è stata solo la preparazione accademica di primissimo piano, ma la comunanza di valori e di prospettive che hanno dimostrato di avere nello scoprire la dimensione di comunione del diritto. Diritto e comunione è, infatti, il titolo del loro progetto, che, dopo anni di impegno, spesso contro corrente, a favore della persona e delle relazioni interpersonali, ha trovato un’espressione di primissimo piano nella realizzazione di questo simposio, in cui hanno presentato con colleghi di diverse università come la spiritualità di comunione possa costituire un paradigma di riferimento anche per coloro che lavorano nell’ambito giuridico. Si tratta di un gruppo con provenienze molto diverse: Russell Pearce, e Ian Weinstein, entrambi Professori di Diritto, sono ebrei, Amy Uelmen e Greg Louis, sono, invece, cattolici. Altri collaborano a distanza: Deborah Cantrell, per esempio, professoressa di Diritto all’Università del Colorado, è buddista, David Shaheed, giudice della Corte Suprema di Marion Contry a Indianapolis, è musulmano afro-americano.
La giornata è stata scandita da quattro tavole rotonde, che hanno toccato la spiritualità dell’unità, un’economia basata sulla comunione piuttosto che su semplici interessi egoistici, la questione etica e la realizzazione personale e la categoria di amore del prossimo in ambito giuridico. Ha concluso i lavori un intervento di Maria Voce, presidente dei Focolari, che ha risposto a domande dei presenti, esigenti ed impegnative, che hanno svariato dall’economia al campo giuridico, dal dialogo interreligioso ed interculturale alla teologia morale e al ruolo della donna nella Chiesa. La presidente non si è tirata indietro: ha tracciato suggerimenti precisi sulla ricerca di giustizia e verità nell’ambito giuridico, ha incoraggiato a lavorare per una collocazione di valori e categorie, che sembrano aliene ad ambiti, per così dire, umani, ma che ne costituiscono invece l’essenza imprescindibile. Si tratta di lavorare per trovare anche una collocazione a termini che, spesso, prestano il fianco a potenziali malintesi o a comprensioni parziali, come quello chiave di ‘fraternità’. Ha parlato della necessità di continuare il dialogo, dialogando: si tratta della vera metodologia per arrivare ad accettare le differenze e a superarle. Oltre ad aver sottolineato come è nella relazione che si costruisce la propria identità, non ha avuto timore di riflettere sulla attuale situazione della donna nella Chiesa e sulla necessità che, al di là dei ruoli dei sessi, sia la leadership dell’amore a prevalere. Soprattutto, Maria Voce ha incoraggiato tutti a continuare a testimoniare l’unità nella diversità. «So che non è facile – ha detto – chissà quanti momenti di scoraggiamento e di delusione avete provato, ma vi ringrazio perche la vita di questa vostra cellula all’interno della Fordham University ha permesso di trovare anche qui una strada verso la fratellanza universale.» Dall’inviato Roberto Catalano [nggallery id=26]
[viaggio-nord-america]
(altro…)
7 Apr 2011 | Focolari nel Mondo
Insegnante di servizi sociali ed economia domestica e poi, a cinquant’anni, i focolari e una nuova vita accanto a Chiara Lubich. Ecco, in sintesi, i cento luminosissimi anni di Maria Gloria. Dopo cento anni, Maria Gloria ha ancora lo stesso sguardo, lo stesso sorriso e la stessa semplicità e solennità. E non mancano nemmeno lucidità e voglia di sorridere. Alle focolarine che le chiedevano, lo scorso 13 marzo, giorno del suo centesimo compleanno, «riusciremo anche noi a raggiungere la tua età?», rispondeva immancabilmente: «per fortuna succede a pochi!» Sfogliando le pagine della sua vita si scopre che Marie Louise Celine Huille proviene da una famiglia numerosa, di 9 figli di cui tre sono diventati religiosi. Ha cominciato a lavorare a 21 anni prima come insegnante di Economia Domestica a Parigi (un lavoro con un’ accezione ben più importante di quella che potremmo darle noi oggi), poi come direttrice e insegnante presso istituti di servizio sociale in Francia, Portogallo, Marocco, Stati Uniti… Si è prodigata, dunque, con successo, per trovare nuovi sistemi per semplificare il lavoro femminile e, con un’ amica ha elaborato un progetto, a quei tempi rivoluzionario: applicare ai lavori domestici i principi dell’organizzazione scientifica del lavoro in fabbrica. Nell’agosto del ’63, a 50 anni, conosce il Movimento dei Focolari. Una svolta e una rivoluzione per la sua vita, già di per se impegnata e preziosa. Con la freschezza di una ragazzina, entra in focolare, ricevendo da Chiara il suo nuovo nome, come particolare imitazione della Madre di Dio. Nel momento in cui l’allora Cardinale di Stato, Jean Marie Villot – francese anch’esso – chiede a Chiara Lubich alcune collaboratrici, lei non ha dubbi ad inviare anche Maria Gloria.
Questa avventura piena di sorprese prosegue poi presso la casa di Chiara stessa. Alla morte del Cardinale, infatti, Maria Gloria e le altre collaboratrici vengono chiamate a continuare il loro compito a Rocca di Papa, nel focolare di Chiara, fino alla fine della sua vita. In quegli anni, confortata dalla straordinaria esperienza di vita che Maria Gloria aveva, Chiara ascolta spesso i suoi consigli. In particolare, con lei scopre non solo la bellezza, ma anche l’utilità delle cose realmente pregiate e fatte con amore. A festeggiare un secolo vissuto in maniera così straordinaria, il 13 marzo, presso la ‘Casa Verde‘ che ospita le focolarine più anziane e dove lei vive attualmente, anche il sindaco di Rocca di Papa, Pasquale Boccia che le ha donato un prezioso libro di fotografie del suo comune e una pergamena ricordo che porta scritto: “Maria Gloria, una donna che per le donne e per gli altri è rimasta giovane, distribuendo nel tempo talenti e energie con l’ammirevole scopo di scoprire e far scoprire le bellezze della creazione, trasferendole nei semplici gesti quotidiani.” (altro…)