10 Giu 2015 | Famiglie, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Sociale
“Lo scorso anno una bimba a me molto cara di quasi due anni ha rischiato la vita. Ho pensato che perché era nata qui ha avuto prontamente tutte le cure mediche e chirurgiche, ma se fosse nata in un Paese con meno risorse, come sarebbe andata? E quale merito ha lei per questa fortuna? Forse che gli altri bambini non hanno gli stessi diritti?”. Così Gabriella si è messa in gioco, organizzando una iniziativa di raccolta fondi e sensibilizzazione per l’infanzia svantaggiata, chiedendo al Sindaco lo spazio nella piazza principale del suo paese, Marcignago di Pavia, interessando la Parrocchia, la Diocesi e la stampa locale. “Quali risultati avrò, non lo so – afferma –; so perché e per chi sto facendo questo e mi basta per aspettarmi il massimo!”. Questa è una delle tante testimonianze di sostenitori che si sono impegnati per la campagna #obiettivo15mila di AFNonlus, lanciata il 24 maggio a Roma, presso la Città dell’Altra Economia. Scopo – spiega Andrea Turatti, presidente dell’Associazione – “dare visibilità a quanto già facciamo attraverso i programmi che garantiscono cibo, cure mediche e istruzione a 13 mila bambini inseriti in un centinaio di progetti attivi in 50 Paesi, e incrementare il nostro impegno, contagiando tanti con il virus della solidarietà”. Si sono moltiplicate le iniziative solidali in tante città italiane e in alcuni progetti sociali attivi nel mondo che, attraverso collegamenti, hanno presentato le loro attività: centri dotati di ambulatori, asili-nido, scuole per l’infanzia e dopo-scuola attraverso cui si fornisce ai bambini e ragazzi un’adeguata alimentazione, lezioni scolastiche, corsi di sostegno e avviamento professionale, visite e cure mediche. Tali programmi si inseriscono in interventi più ampi, in collaborazione con partnership nazionali e internazionali, a favore di famiglie e comunità intere, per il raggiungimento dell’autonomia e del benessere globale dei bambini. “Anche noi desideriamo contribuire alla solidarietà”, dice Youn Vera che grazie al sostegno a distanza frequenta la seconda media al Collegio Gue Pascal di Man, in Costa d’Avorio. “Per aiutare 4 compagni di classe ammalati e bisognosi di cure abbiamo avuto l´idea di tenere un orto e coltivare insalata e spinaci”. “Il sostegno a distanza è un’azione che fa bene in prima persona a noi, non solo a chi la riceve, perché fa crescere, mette in contatto con gente e culture diverse, aiuta a riscoprire il valore della sobrietà e crea la comunità, ha detto Vincenzo Curatola, presidente del ForumSad che riunisce un centinaio di associazioni sul territorio nazionale. Ne sono un esempio Guido e Azzurra che insieme ad altri ragazzi di quartieri romani, raccontano come hanno fondato un’associazione da quasi due anni, con cui svolgono varie attività in favore degli altri. “La più bella esperienza l’abbiamo vissuta nelle Filippine, per rispondere con AFNonlus all’emergenza dopo il tifone Hayan. Ospitati dai Focolari, nella casa degli ospiti nella cittadella di Tagaytay, abbiamo lavorato per ricostruire i tetti di varie famiglie nei Barangays. Abbiamo toccato con mano una realtà che siamo abituati a vedere solo in TV e che sembrano lontane. Viverle nella quotidianità, ha cambiato il nostro modo di pensare. In più ci siamo voluti impegnare a lungo termine nel sostegno a distanza di una bambina sulla sedia a rotelle: Princess, col suo sorriso sembra un piccolo sole”. Giusy, che abita vicino a Pisa, ha raccontato come un piccolo gruppo di Famiglie Nuove dei Focolari, ha coinvolto pian piano tutto il paese, l’amministrazione comunale e circa 300 famiglie. «L’iniziativa è nata insieme ad un mio collega, venti anni fa – racconta invece Massimo Grossi, di RCS Corriere della Sera – e ha coinvolto più di 250 giornalisti e poligrafici. Con tante piccole quote, abbiamo raggiunto 50 sostegni a distanza di bambini in Asia e in Africa: tanti piccoli contributi uniti, è questo lo spirito e la nostra forza». Depliant (altro…)
3 Giu 2015 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Sociale, Spiritualità
«L’Economia di Comunione è tornata in Africa. Siamo venuti qui da tutto il mondo attratti dalle benedizioni e dalle ferite di questo grande continente, per guardare l’economia mondiale dalla prospettiva africana. Anche per lasciarci istruire da questi popoli, dalla loro grande vocazione alla vita, alle relazioni sociali, all’incontro. Dell’Africa mi ha sempre colpito la sua capacità generativa, la sua vita. C’è molta danza in Africa, molta festa, soprattutto danza di donne. Come nella Bibbia, dove molte volte le donne danzano. E, ciò che è stupendo, in Africa si vedono molti anziani, molte donne anziane danzare. Oggi in Europa e nei paesi del Nord del mondo è molto raro vedere donne e uomini anziani far festa per gratuità e per la gioia della vita in comunione. E questo perché la nostra cultura del consumismo e della finanza non li fa danzare. Siamo venuti in Africa anche per imparare a danzare, giovani, bambini, adulti e anziani. L’Africa ha certamente una vocazione a generare vita, in tutte le sue dimensioni. La fraternità con la terra e con la natura è un grande valore delle culture africane. Questo è uno dei doni che l’Africa fa a tutta l’Economia di Comunione nel mondo, e molti altri li dovremo scoprire insieme nei prossimi anni e nelle prossime generazioni. Quali sono i messaggi che dall’EdC possono arrivare all’Africa di oggi? Le vie africane alla proposta di Chiara Lubich, nascerà dall’Africa in comunione con tutto il mondo. Il primo contributo che l’EdC vuole portare all’Africa è uno sguardo di stima per quello che l’Africa è già e non solo per quello che dovrà diventare. La prima forza dei popoli sono i loro sogni, soprattutto quelli collettivi e quelli dei poveri. Ridiamo tempo alle nostre storie, grandi e piccole, e da lì ripartiamo verso una nuova terra. “Generare” è molto legato ad una parola economica importante, per l’Africa e per tutti: innovazione Un primo messaggio che ci arriva dalla logica dell’innovazione-germoglio si chiama sussidiarietà: le nostre mani e la tecnologia possono solo sussidiarla, cioè aiutare il germoglio a fiorire; non possono inventarlo. Le innovazioni economiche e sociali dell’Africa, nasceranno prima di tutto dal suo humus, dalla sua terra e non da mani esterne. L’EdC è dono di occhi capaci di vedere germogli dove gli altri vedono solo deserti. Qui nelle terre africane, ci sono molti giovani che si sono messi in cammino, spesso insieme: è da questi germogli che dobbiamo imparare a vedere la foresta. L’energia essenziale in tutte le riprese è la fame di vita e di futuro dei giovani e dei poveri, che qui in Africa è abbondante. Perché i poveri e gli esclusi possano diventare motore di cambiamento di un paese essenziale è il ruolo delle istituzioni, istituzioni politiche, istituzioni economiche. Dall’EdC stanno nascendo nuove istituzioni finanziarie. Ma le banche e tutte le istituzioni possono solo aiutare le innovazioni economiche, non crearle né inventarle. Senza persone con creatività, talento, competenze e passioni, non si dà vita a nessuna esperienza di nuova economia. È necessario che ciascuno attivi la propria capacità innovativa e, se può, si metta assieme ad altri che hanno la sua stessa voglia di fare e di creare. Il nostro sogno è di creare anche qui alla cittadella “Mariapoli Piero” una di queste istituzioni. Un centro che possa essere un ‘luogo della fiducia’ per accompagnare e servire le nuove idee EdC che nasceranno, soprattutto da parte dei giovani». Leggi l’intervento integrale di Luigino Bruni (altro…)
27 Mag 2015 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Sociale, Spiritualità
Vincere da grandi è un progetto del CONI (comitato olimpico nazionale italiano) per ragazzi e giovani italiani residenti in aree disagiate finanziato da Lottomatica. Ma il gioco d’azzardo legalizzato, che garantisce alti guadagni a Lottomatica, ha costi sociali altissimi, colpisce soprattutto le persone delle periferie, crea piaghe di dipendenza e di disperazione, alimenta l’usura, rinforza l’economia illegale. I giovani forse si aiutano in altro modo, ma soprattutto hanno bisogno di trasparenza nei modelli e negli esempi! Ecco perché attraverso una petizione che sta diventando virale, si chiede al CONI di annullare la collaborazione con Lottomatica. Davide contro Golia, si potrebbe dire. Sì è vero, è Davide che combatte contro Golia. Ma intanto è forse questa l’unica scommessa che vale la pena veramente giocare. E poi, soprattutto, non dimentichiamo che è stato il piccolo Davide a spuntarla alla fine dei giochi! Il Movimento Umanità Nuova lancia un petizione online per chiedere al governo e al parlamento di intervenire affinché si affermi nel nostro paese un’autentica cultura dello sport, e un concreto impegno per la crescita dei giovani: Se sei interessato all’iniziativa Stop Progetto Coni Lottomatica “Vincere da Grandi” vai al sito di Umanità Nuova: http://www.umanitanuova.org/it/biblioteca/stampa-online/1584-no-all-accordo-coni-lottomatica.html Per un approfondimento, leggi anche su Città Nuova: Lottomatica e CONI. Una collaborazione da annullare
21 Mag 2015 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Sociale, Spiritualità
https://vimeo.com/126695784 (altro…)
20 Mag 2015 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Senza categoria, Sociale
«Potrei andare nella Repubblica Dominicana ad insegnare musica per un paio di settimane alla scuola “Café con Leche”, avevo detto a voce alta e quasi senza pensare che il mio commento sarebbe stato preso così sul serio. E questo viaggio inaspettato si è trasformato in una delle più ricche esperienze che abbia mai vissuto – racconta Diane Gregory, già membro della band internazionale Gen Verde e adesso negli USA –. Non ho avuto quasi il tempo per prepararmi ed ero già sull’ aereo per Santo Domingo. Faceva freddo, quel mattino del 9 aprile scorso. C’era la neve mentre partivo dall’aeroporto JFK di New York verso l’isola caraibica, che mi ha accolto col suo clima tropicale e il mare turchese. Lungo il viaggio che ci portava nella zona coloniale della capitale dove sarei stata ospitata, guardavo le belle spiagge con gli alberi di cocco, i mezzi pubblici stracarichi di persone tutte pigiate, i sobborghi poveri lungo la via… La mattina seguente ero sulla “Guaguita” (un pulmino da 9 posti che portava 23 persone!), con Kathi, una giovane tedesca anche lei venuta a dare il suo contributo alla scuola. Scendiamo presso la località “El Café” che ha la sua dignità, nonostante il suo aspetto impoverito. Ci hanno subito avvertito della violenza che c’è, ma rasserenato circa la nostra sicurezza perché “sanno che siete venute per la scuola”. Ci troviamo, infatti, in un contesto dove violenza, disoccupazione, abbandono, sono pane quotidiano.
La scuola “Café con Leche”, una delle tante opere sociali del Movimento dei Focolari, ci sorprende per il suo calore, vitalità, colore. Le aule non sono come quelle cui ero abituata negli Stati Uniti, ma più creative e appena capaci di contenere i 570 studenti, da 6 a 14 anni. E pensare che solo 20 anni fa la scuola iniziò in un capannone di legno con solo 20 allievi! Ora, con l’aiuto di tanti, è sorto un edificio che accoglie i ragazzi e che dà loro educazione e un buon pasto giornaliero. Ma non solo: nella scuola c’è un atmosfera difficile da descrivere, un’armonia di rapporti che offre agli studenti un ambiente sano per studiare e crescere. dieci giorni che vi ho trascorso, sono stati più che dinamici. Insieme a Marisol Jiménez, fondatrice e preside della scuola, c’è stato un continuo fiorire di idee attuate, poi, nelle classi: lezioni di sassofono, di pianoforte; un coro, giochi ed esercizi musicali, lezioni per leggere la musica; abbiamo costruito strumenti di percussione, messo su scenette, ballato, e persino svolto lezioni di “macramè”, un arte che ho imparato da piccola e che consiste in fare dei“nodi”per creare collane o altri oggetti. Il sogno di Marisol, però, è quello di formare una banda musicale: gli strumenti musicali sono già arrivati dalla Svizzera, gli studenti hanno tanta voglia di imparare (hanno il ritmo nel sangue e tanto entusiasmo!). Per realizzare questo sogno ci vogliono i fondi per assumere gli insegnanti di musica … che speriamo arrivino! “Café con leche”, cioè caffelatte, che ricorda la bella tonalità del colore della pelle – né caffè né latte –, stragrande maggioranza della popolazione dominicana, ora per me non è soltanto quel luogo speciale di cui ho tanto sentito parlare o letto sui giornali. Oggi è diventato un’esperienza viva: la scuola, gli studenti, gli insegnanti, tutti per me hanno un nome, un volto, una storia. Sono partita con la convinzione che tutto è possibile quando “cogliamo il momento” e diamo tutto di noi stessi». (altro…)
14 Mag 2015 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Sociale, Spiritualità
https://vimeo.com/126696667 (altro…)