Movimento dei Focolari

Corea del Sud: famiglia, giovani, solidarietà

Dic 11, 2015

Sono i campi in cui i Focolari sono impegnati dal 1967. A conferma della creatività di un popolo operoso, tenace, cultore dell’armonia. Panorama di iniziative degli ultimi mesi.

20151211-01In questo 2015, in concomitanza col Sinodo sulla famiglia non poteva mancare qualcosa di inedito organizzato dalle famiglie dei Focolari, che in Core del Sud sono molto attive. In questo tempo di crisi dei rapporti familiari, al Chong Hasang Education Center di Seoul, e contemporaneamente a Pohang, il week-end 2-4 ottobre è stato dedicato ad una ‘Scuola di perdono per coppie’ per 120 coppie. Le quali, alla fine, erano tutte concordi sulla necessità di un dialogo vero fra i coniugi. “Invece di lasciare sepolte meschinità e ferite – diceva una coppia – è necessario affrontare con coraggio la situazione, parlarne, chiedere e ricevere perdono”. Un dialogo che qui hanno sperimentato e che ora ritengono essenziale per rinverdire il rapporto e potersi comunicare cose che normalmente non si riescono a dire. 20151211-02Anche le persone impegnate in parrocchia – 119, venute da tutte le diocesi della Corea del Sud – hanno avuto il loro momento di crescita. Accompagnate da 18 sacerdoti e 5 religiose, il 26 ottobre hanno riflettuto su ‘Parrocchia, casa di amicizia, scuola di comunione’. Una giornata vissuta all’insegna della spiritualità dell’unità per dare un contributo alla qualità del servizio alla parrocchia svolto nella piena comunione dei laici fra loro e con i sacerdoti, al di là delle differenze di ruolo, età, punti di vista. Le testimonianze confermavano che incomprensioni e conflitti possono essere superati dalla carità reciproca, e per ritrovare, nella riconciliazione, l’unità. A beneficio dell’intera comunità parrocchiale. “Un giorno al caffè per il Nepal”. Obiettivo: raccogliere fondi per Ramjung dove, nell’aprile scorso c’è stato un terribile terremoto. Era questo l’invito dei Giovani per un mondo unito per sabato 5 settembre in un bar di Seoul. Momento culmine il video-collegamento con altre tre città dell’Asia: Katmandu, Mumbai e New Delhi. Ed è stato proprio dell’India il racconto di come sono riusciti a mandare aiuti in Nepal: lavorando part-time, organizzando cene, concerti. Una di loro, Natasha, nonostante fosse senza lavoro, ha donato 5.000 rupie, sperimentando il centuplo del vangelo: appena tre giorni dopo è stata assunta da una ditta. È ormai una tradizione. In una sala da pranzo riservata ai deputati del parlamento coreano, per chi lo desidera, i Focolari tengono mensilmente il Forum Sociale per l’unità, giunto, il 17 settembre scorso, alla sua 32^ edizione. In esso è stato presentato “Rainbow Dream Project”, un programma educativo–creativo per le scuole che, partendo da una visione integrale della persona (il colore bianco, la luce) intercetta sette principali aspetti educativi (corrispondenti ai 7 colori dell’iride). A ciascun colore è abbinato un comportamento che a sua volta abbraccia molteplici dimensioni, mantenendo uno sguardo sia unitario che variegato a seconda delle situazioni in cui l’alunno si trova a vivere. Il progetto prevede anche la lettura comunitaria, all’inizio di ogni mese, di un brano evangelico e la condivisione a turno, via radio, delle esperienze suscitate da tale brano. Dal 2009 tale progetto è in atto alla Maegoe High School di Chungbuk da quando cioè qualcuno aveva suggerito a don Matteo Park, preoccupato per il nuovo incarico di preside, di introdurre nei programmi della scuola la spiritualità dell’unità. Sabato 28 novembre è ripartita l’iniziativa: “Potare carbone” dei Giovani per un mondo unito. Agli anziani che vivono soli e abbandonati vengono consegnati carbone e combustibili per il riscaldamento. Ma è solo una scusa per un intreccio di rapporti. E per sensibilizzare i giovani. “Apri il rubinetto – scrive sorpreso uno di loro – e l’acqua calda esce abbondante; premi un bottone e la caldaia riscalda tutta la casa, stai sdraiato sotto la coperta imbottita a guardare la TV. Questo era un mio ordinario giorno d’inverno. Prima pensavo che fosse del tutto normale essere così… ma ora so che accanto a me c’è chi ha bisogno del mio amore…”.

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