Movimento dei Focolari

Diritto e società in America Latina

Mag 20, 2013

Intervista al magistrato Giovanni Caso, membro della commissione centrale internazionale di Comunione e Diritto, di ritorno da un viaggio in Guatemala e Colombia.

Il dott. Gianni Caso (a destra) riceve l’onorificenza

Comunione e Diritto, ovvero cogliere aspetti della spiritualità dell’unità scaturita dal carisma di Chiara Lubich che abbiano attinenza con il mondo della giurisprudenza e farne scaturire piste di riflessione e nuovi paradigmi; il dott. Caso, presidente aggiunto onorario della Corte di Cassazione italiana, che attualmente opera in questo ambito del Movimento dei Focolari, ha di recente concluso un viaggio in Guatemala e Colombia che gli ha permesso di approfondire la conoscenza di questi paesi. In questa occasione gli è stata anche consegnata un’onorificenza – attribuita dal parlamento colombiano al Movimento dei Focolari. Gli chiediamo di condividere le sue riflessioni. Quale apporto può dare l’esperienza di Comunione e diritto in società portatrici di così gravi problematiche sul piano della legalità? «Il compito di Comunione e Diritto in relazione alla realtà sociale, economica e politica di quei Paesi si sviluppa in duplice direzione: nel senso di come operare per la trasformazione di tale realtà, e nel senso della considerazione della cultura dominante e del reciproco rapporto di tale cultura con l’ordinamento economico, politico e giuridico della società. Il primo dei predetti due aspetti è venuto in evidenza in Guatemala: qui ci chiedevano idee su come operare per la creazione di uno Stato di diritto per mezzo del quale trasformare la realtà sociale assolutamente ingiusta e senza nessuna garanzia di tutela dei cittadini e delle comunità. Il secondo aspetto è venuto in evidenza in Colombia, dove è evidente lo stretto rapporto tra l’instaurarsi nella società di una cultura individualistica e l’organizzazione economica, politica e giuridica, nel senso che la cultura individualistica serve all’affermarsi di una struttura economica basata sul profitto privato e dall’altro lato tale struttura economica fomenta la suddetta cultura individualistica. La conseguenza è il prodursi di una grande divisione e disuguaglianza sociale, con la formazione di una classe di ricchi e l’esclusione di una larga parte della popolazione dai posti direttivi economici, politici e culturali». In un panorama così difficile e aspro, si colgono segnali positivi e potenzialità di riscatto? «L’impressione più forte l’ho avuta mettendo a confronto la situazione sociale e culturale di quei Paesi dell’America Latina e la situazione esistente in Italia, ed in genere in Europa. Lì è fortissima la “cultura della vita”. Pur in presenza di situazioni sociali difficilissime per le grandi disuguaglianze sociali, che generano povertà ed esclusione per larghe parti della popolazione, tuttavia la gente è animata da voglia e gioia di vivere, dovute alla presenza di tanti bambini e giovani – (in genere i genitori, anche se poveri, hanno grande amore e cura dei loro figli). Qui in Europa sembra imperare una “cultura della morte”: pochi figli, scarsa gioventù, società invecchiata, tante persone “singole”, ripiegamento su se stessi, depressione e mancanza di slancio vitale. Tutto ciò si presenta chiaramente a chi visita quei Paesi e poi torna qui».

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti alla Newsletter

Pensiero del giorno

Articoli Correlati

Vangelo Vissuto: lo sguardo al fratello

Vangelo Vissuto: lo sguardo al fratello

La Parola del Vangelo proposta per questo mese è: “L’anima mia magnifica il Signore”, l’inizio del canto di Maria nel suo incontro con Elisabetta.
“Le parole di questo inno”, dice il commento alla Parola di Vita, “ci invitano a comprendere l’intervento salvifico di Dio nella nostra storia personale e comunitaria fino ai cieli nuovi e alla terra nuova che la rivoluzione sociale del Vangelo inaugura”.
Queste esperienze ci mostrano che lodare Dio significa schierarsi dalla parte dei piccoli e credere che il mondo possa, e debba, cambiare.

Franco Fortuna, un santo della porta accanto

Franco Fortuna, un santo della porta accanto

Franco Fortuna docente di religione e diacono, si è impegnato al servizio della Chiesa locale e per la formazione di tante famiglie legate al Movimento dei focolari. Ha seminato tanto amore in chi lo ha conosciuto. Il 12 agosto 2025 ha lasciato questa Terra.

Un’amicizia vale davvero un rene

Un’amicizia vale davvero un rene

Un pensiero nato quasi per caso, un invito accolto nel silenzio della preghiera e una scelta capace di cambiare due vite. La storia di un’amicizia che è diventata un dono di vita.