Genfest 2012: Are you ready to go?

Máté

Perché partecipi al Genfest?

Leandro: “Partecipare al Genfest è stato sempre un sogno,che finalmente può diventare realtà. Voglio entrare nella storia e dire: c’ero anch’io”.

Paola: “Ho la convinzione che sarà la punta dell’iceberg di tanta vita! Non uno spot, ma l’espressione di quanto già c’è: un puzzle di vite, potente, che mi ricorderà che non sono sola e che darà coraggio a tutti per continuare a costruire un mondo più unito”.

Máté: “Mi sono sposato la scorsa estate con Klari. Il Genfest sarà un’occasione speciale per vivere anche come coppia insieme a tanti altri giovani ed essere dono gli uni per gli altri”.

Il titolo Let’s Bridge cosa ha suscitato in te?

Paola

Leandro: “Costruzione di rapporti, canali di comunicazione. Suscita e mette in moto tutti i mezzi che ho per stabilire un rapporto, che mi spinge verso l’altro”.

Paola: “Carica, grinta e speranza!”

Máté: “Un ponte é molto grande ed è molto difficile da costruire. Questo titolo mi spinge a non aver paura delle difficoltà: se voglio amare e faccio la mia parte, Dio mi aiuterà, come un ingegnere sopranaturalmente professionale!”

Mancano 2 mesi al Genfest: come ti stai preparando e con chi andrai?

Leandro

Leandro: “Chiedo a Dio nella Messa che tutto vada bene, anche nella preparazione. Dalla regione di San Paolo saremo circa 185”.

Paola: “Sono i mesi più intensi e il mio impegno è non far passare giorno senza parlare a qualcuno del Genfest e senza pregare per esso. Tenendo presente però che il Genfest non è il fine. L’obiettivo non è ‘far numero’. La priorità è sempre fissa nell’amare e amare insieme… la caratteristica insomma della nostra vita gen”.

Máté: “Mi sto preparando cercando di amare tutti, a cominciare da chi mi sta più vicino: Klari, i colleghi di lavoro, gli amici della squadra di basketball…”.

Quale sarà il tuo kit di sopravvivenza nei giorni del Genfest?

Leandro: “Zaino, macchina fotografica, qualcosa da mangiare, il mio cellulare connesso alle reti sociali (voglio dire a tutti che sono ad un incontro come questo!) e tante bottiglie d’acqua!”

Paola: “Mah, a questo ancora non ci avevo pensato!! Credo che l’intesa con tutti quelli con cui abbiamo lavorato in questi mesi per preparare il Genfest, varranno più di tante parole! Chiara Lubich diceva che non si costruisce nulla di valido senza il sacrificio; e il ricordarci dei giorni vissuti nella preparazione, ci aiuterà nei possibili tentennamenti che verranno e sarà la garanzia che siamo in cordata”.

Stralci dell’intervista pubblicata sull’edizione speciale del Giornale Gen 5-6, maggio-giugno 2012.


The Genfest 2012 project has been funded with support from the European Commission.
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