Movimento dei Focolari

Rinascita dopo la crisi degli anni post-conciliari

Dic 3, 2002

Padre M., religioso olandese missionario del Verbo Divino, si trasferisce in Brasile in un periodo difficile per la vita religiosa. Proprio in quegli anni entra in contatto con la spiritualità dell’unità. Nella comprensione delle parole di Gesù “Dove due o più sono riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro” (Mt. 18,20), trova la chiave per rispondere a quella situazione di crisi...

Padre M., religioso olandese missionario del Verbo Divino, si trasferisce in Brasile in un periodo difficile per la vita religiosa. Proprio in quegli anni entra in contatto con la spiritualità dell’unità. Nella comprensione delle parole di Gesù “Dove due o più sono riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro” (Mt. 18,20), trova la chiave per rispondere a quella situazione di crisi: sarà Gesù fra i suoi a risplendere e ad attirare molti. Piano piano il seminario si ravviva. Si moltiplicano le iniziative sociali. Fioriscono le vocazioni. Sono nato in Olanda, ma dal 1958 la mia nuova patria è il Brasile, terra in cui sono giunto come missionario del Verbo Divino, col desiderio profondo di dare la mia vita per questa terra. Negli anni del dopo concilio, nel bel mezzo della grande crisi della vita religiosa, ho avuto l’opportunità di partecipare a un corso internazionale di formazione per religiosi animato dal Movimento dei Focolari. Un punto fondamentale in quel corso fu la comprensione della parola del Vangelo “Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro” (Mt 18,20). Scoprivo così che Gesù presente in mezzo a noi è colui che ha in sé tutti i doni, tutti i carismi, tutti i fondatori delle varie famiglie religiose. Il rientro da quel corso è stato duro: il nostro seminario maggiore di San Paolo era praticamente vuoto e abbandonato in seguito alla crisi vocazionale degli anni ‘70. In quell’ambiente di scoraggiamento e abbandono generale, capisco di dover avere fiducia nell’esperienza fatta: Gesù presente in mezzo a noi era certamente capace di generare vita nuova, in pieno accordo con le esigenze della vita religiosa rinnovata proposta dal Concilio. E avvenne così. Anche un altro mio confratello aveva scoperto questa vita di unità e il padre provinciale lo chiama ad assumere la direzione del seminario vuoto. Eravamo amici già da prima, ma da quel momento cerchiamo insieme di ravvivare l’unità in seminario. Gli altri confratelli del nostro piccolo gruppo cominciano ad avvertire sempre maggior interesse  per questa vita e per la comunità. Anche il seminario, prima criticato aspramente, inizia ad essere visto di buon occhio. Missionari del Verbo Divino La vita di comunione ci porta a riscoprire l’esperienza di Sant’Arnaldo Janssen, fondatore della congregazione dei Missionari del Verbo Divino. I giovani religiosi sentono sempre più vivo il desiderio di rispondere con generosità alla chiamata a lanciarsi nell’avventura missionaria. Questa riscoperta della identità missionaria ci ha portato anche ad un passo abbastanza significativo a livello strutturale nell’evoluzione del noviziato. Abbiamo capito che “formazione” e “missione” sono due realtà inseparabili e che, quindi, sarebbe stato bene spostare il noviziato in un ambiente di “missione”. Abbiamo scelto la diocesi missionaria di Registro, regione del Brasile estremamente povera e disagiata, dove i Verbiti da più di cinquant’anni vivono e lavorano al servizio del popolo e della Chiesa. Amare Gesù nei poveri L’esperienza del noviziato vissuta in un luogo di grande sofferenza, dove la morte sembra avere l’ultima parola, ci fa vivere un aspetto di Gesù che incontriamo spesso nel Vangelo: la compassione, il soffrire con gli altri, il partecipare alla sofferenza dei fratelli, il condividere il dolore di tanta gente ridotta in miseria. Gesù presente tra noi ci insegna a vedere la sua presenza nel povero e nel ricco. Questo ci aiuta ad essere una presenza di quell’amore che genera intorno a sé fraternità, un segno visibile “dei cieli nuovi e della terra nuova”.

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