20 Lug 2015 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
«Siamo onorati, grati e felici che il messaggio dell’unità che cerchiamo di comunicare è stato premiato. Un grazie speciale ai nostri lettori che ci incoraggiano e ci aiutano su questa strada!», scrive il team di Living City alla notizia della premiazione. Living City ha ricevuto un premio per il numero di Aprile 2014 sul tema dell’immigrazione per gli articoli di Marilyn Boesch, Susanne Janssen e Lori Chesser. Motivazione della giuria: “Queste storie sono travolgenti ed importanti, e mettono il fattore umano prima e al centro”. Nella categoria “La migliore spiegazione della posizione della Chiesa sul matrimonio”, Living City ha ricevuto il terzo premio per gli articoli nella rivista di luglio 2014, scritti da Michael e Julie James, Pietro Riccio, Sarah Mundell e Emilie Christy. “La prospettiva della diversità in queste storie è di grande valore. Invitano all’azione chi vuole creare dialogo e costruire ponti attraverso la fede”, affermava ancora il Catholic Press Award (CPA). Potete leggere e condividere questi articoli dal sito livingcitymagazine.com
11 Lug 2015 | Chiesa, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo

Al II incontro mondiale dei movimenti popolari
«Ho scoperto come il Papa privilegia gli esclusi. In qualche modo è anche la mia scelta, ma dalla sua proposta ho capito come a volte continuo ad escludere o mi ritrovo nel gruppo di quelli che stanno zitti di fronte a esclusioni o ingiustizie», dice Ana Maria Ceballos, assistente sociale in Bolivia. Un’impressione che parla di vera conversione verso gli esclusi, uno dei temi più forti di questa tappa di papa Francesco in America Latina. Così anche Nestor Ariñez di Cochabamba, che vive nella Casa de los Niños, un progetto sociale animato dalla spiritualità dell’unità: «A Palmasola il Papa ha detto: reclusione non è lo stesso di esclusione». Lì, nel centro penitenziario più grande della Bolivia colpisce «il suo ascoltare prima di tutto, e poi il dire che anche lui è un uomo che commette errori e che deve fare “penitenza”. Un messaggio di speranza per tutti i detenuti». «La visita del Papa in Bolivia ci lascia tanto da riflettere – continua – ma credo che resta con tanta chiarezza la sua opzione preferenziale per i poveri, questo motto della chiesa latinoamericana dato a Puebla nel 1979, ci ricorda che il vangelo porta la buona notizia a tutti, ma soprattutto agli esclusi e scartati della società. Ho sentito che il Papa parlava direttamente a noi». «Le sue parole sono una chiamata alla conversione – confida dopo l’incontro con sacerdoti, religiosi e consacrati Pat, una focolarina boliviana – ma è anche molto più di questo: la sua sola presenza in mezzo a tanti “fiori rari di ogni età” che un giorno hanno detto il proprio sì a Dio, mi ha spinto ad un maggiore impegno nella santità, che poi è vivere con coerenza la scelta fatta». «Anche dalla Bolivia, papa Francesco ha parlato a tutto il mondo», scrive Lucas Cerviño, 11 anni in Bolivia, docente di Missionologia e teologia interculturale. «Nella messa a Santa Cruz c’erano tanti latinoamericani di Paesi vicini che hanno ascoltato il suo richiamo a non cadere nella disperazione di fronte alle difficili situazioni che ci presenta il mondo e che ci porta all’esclusione». Al II incontro dei movimenti popolari papa Francesco – di fronte a c’erano rappresentanti di diversi continenti che lo hanno accolto con entusiasmo e attenzione – ha indicato chiaramente la strada per il rinnovamento sociale, sia locale che globale. «Terra, Tetto e Lavoro – continua Cerviño – sono diritti sacri che ci permettono di dialogare con tutti per contribuire al bene della casa comune. Francesco ha sottolineato chiaramente ai membri dei movimenti sociali e popolari che la cosa fondamentale è il processo, l’avviare processi, per un’economia al servizio dei popoli, per unire i popoli nella strada della pace e della giustizia e per la difesa della madre terra». «Infine – conclude Cerviño – ha lasciato al popolo boliviano una consegna chiara e bella: «La Bolivia sta attraversando un momento storico: la politica, il mondo della cultura, le religioni sono parte di questa bella sfida dell’unità. Questa terra dove lo sfruttamento, l’avidità, i molteplici egoismi e le prospettive settarie hanno oscurato la sua storia, oggi può essere il tempo dell’integrazione. E bisogna camminare su questa strada. Oggi la Bolivia può creare, è capace con la sua ricchezza di creare nuove sintesi culturali. Come sono belli i Paesi che superano la diffidenza malsana e integrano i diversi, e che fanno di questa integrazione un nuovo fattore di sviluppo! Che bello quando sono pieni di spazi che collegano, interagiscono, favoriscono il riconoscimento dell’altro! La Bolivia, nell’integrazione e nella sua ricerca di unità, è chiamata ad essere “questa multiforme armonia che attrae” e che attrae sulla strada verso il consolidamento della patria grande». (altro…)
8 Lug 2015 | Famiglie, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Sociale, Spiritualità
«Haiti, che è stata una delle più floride colonie francesi, la perla delle Antille, oggi è tra i Paesi più poveri del pianeta, devastata da una grave catastrofe ecologica», afferma Ronald La Rêche, ex deputato, candidato al senato di Mont Organizé. Infatti, sono migliaia le persone che non hanno accesso alle fonti tradizionali per l’energia quali elettricità o gas. Il continuo ricorso alla legna da ardere ha come conseguenza un disboscamento selvaggio che incide negativamente sui cambiamenti climatici, causando la desertificazione e la progressiva diminuzione dell’acqua a disposizione. Inoltre lo scarseggiare della legna secca, costringe la popolazione ad utilizzare legna verde che, una volta bruciata, produce fumi tossici altamente nocivi per la salute in particolare delle donne e dei bambini. Di qui l’idea di sostenere la popolazione di Haiti facendo ricorso alle energie rinnovabili e in particolare all’energia solare. Il progetto “Cucine solari per Mont-Organizé” è ideato e realizzato da AFNonlus – associazione ispirata ai valori dei Focolari – in collaborazione con PACNE (Action Contre la Pauvreté du Nord Est), Ente Nazionale per il Microcredito, Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e Tesla I.A. srl. e patrocinato dalla SIOI (Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale). Intende introdurre le cucine solari nei centri sostenuti da AFN ad Haiti, nel territorio di Mont-Organisé. La cucina solare è dotata di una tecnologia molto semplice, di facile manutenzione e montaggio, è possibile imparare a costruirle in loco favorendone la facile diffusione presso la comunità. È costituita da un dispositivo basato su un sistema a concentrazione solare: attraverso una lente, l’energia solare si tramuta in energia termica che viene immagazzinata in una batteria. Come materiale termoconvettore, sono utilizzati dei “Sali Fusi”, una miscela di Nitrato di Potassio e Nitrato di Sodio, facilmente reperibili e a basso costo. Questa miscela, non infiammabile e non tossica, si comporta come accumulatore e conservatore di energia termica, in grado di mantenere il calore per circa 20 ore, successive all’interruzione dell’irradiamento. La presentazione del progetto si è svolta Sabato 4 luglio, in occasione del convegno “Cucine Solari, una risposta alle problematiche dei Paesi in via di sviluppo”, all’EXPO di Milano 2015 presso la Cascina Triulza, il padiglione della società civile. Tra i relatori, Andrea Turatti (Presidente AFNonlus), l’on. Franco Mirabelli (Membro della Commissione Territorio Ambiente e Beni ambientali del Senato), Ronald Laréche (Candidato al Senato della Repubblica di Haiti), il prof. Paolo Masi (Direttore del Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II), Joachim Joseph (Coordinatore PACNE), Davide Cantini (Responsabile Automazione Industriale TESLA I.A. srl) e Tommaso Martelli (Centro studi e progettazione ENM), con la moderazione di Elisabetta Kustermann. Sono stati illustrati i dettagli del progetto ed è stato esposto al pubblico il prototipo della cucina solare. «Il percorso che ipotizziamo prevede come primo passo la sperimentazione della cucina solare all’interno delle scuole aiutate da AFN a Mont- Organizé, una realtà rurale nell’arrondissement di Ouanaminthe
nel dipartimento Nord-Est di Haiti», spiega Andrea Turatti, presidente di AFNonlus. «I passi seguenti saranno quelli di formare gli insegnanti che a loro volta formeranno le famiglie, per coinvolgere la popolazione con programmi di microcredito ad hoc». «L’idea più intelligente che sta dietro questo progetto è legata al fatto che questi sali utilizzati per accumulare energia la rilasciano nel tempo, quindi la sorgente di energia non dura solo il quarto d’ora serve che per riscaldare un determinato prodotto», sostiene il professor Paolo Masi, Direttore Dipartimento Agraria Università degli Studi di Napoli, «il progetto offre delle opportunità per risolvere una serie dei problemi e con alcune semplici tecnologie creare attività intorno alla produzione e conservazione degli alimenti». Sulla stessa linea anche l’ex ministro degli Esteri Franco Frattini, presidente della SIOI (Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale) e sponsor del progetto “Cucine solari per Mont-Organisé”. «La SIOI ha appoggiato con interesse il progetto ritenendolo un’iniziativa utile a sviluppare le condizioni socioeconomiche di Haiti. Un modello che dopo un’attenta sperimentazione potrà essere applicabile anche ad altri Paesi in via di sviluppo offrendo opportunità di inclusione sociale delle fasce svantaggiate attraverso occasioni di lavoro in loco. Ritengo il progetto interessante anche nell’ottica della cooperazione internazionale, ambito del quale si occupa la SIOI». “Il progetto è un incentivo allo sviluppo e alla crescita del Paese ospitante da un punto di vista dell’incremento del welfare e della sicurezza alimentare”. Sostiene L’on. Mario Baccini, ex ministro e attuale presidente dell’Ente Nazionale per il Microcredito. “In prospettiva lo strumento microfinanziario può essere un volano da utilizzare per lo sviluppo delle attività di impresa per una vera e propria ripresa della crescita economica di Haiti e eventualmente di altre zone con criticità simili.” Attenzione alle tecnologie verdi e alla sostenibilità globale del progetto, sono tra gli elementi di innovazione rilevati da Luigino Bruni, professore ordinario di Scienze economiche all’Università di Roma LUMSA, e coordinatore dell’Economia di Comunione. A questi si aggiungono «la valorizzazione delle risorse locali (e tra queste il sole), dei materiali del posto, e il coinvolgimento della popolazione». «Qui si gioca il successo vero del progetto – afferma l’economista – che funzionerà nella misura in cui verrà sentito come una vera opportunità da parte della popolazione locale». «Il progetto “Cucine solari” – scrive infine Maria Voce, presidente del Movimento dei Focolari – «è in piena sintonia con l’insegnamento di papa Francesco che ha posto l’attenzione sulla questione ambientale mettendo al centro dell’enciclica “Laudato sì” il concetto di ecologia integrale, cioè la relazione tra la natura e le persone che la abitano». «Il progetto, avendo alla base l’attenzione all’ambiente e allo sviluppo sostenibile che nasca dall’interno delle comunità beneficiarie, può offrire risposte valide alle problematiche urgenti dei Paesi in via di sviluppo. Infatti il progetto cerca una risoluzione a emergenze ambientali, alimentari, sanitarie e di approvvigionamento energetico, guardando ai bisogni essenziali delle persone più deboli. Utilizzando in modo nuovo l’energia solare, oltre ad essere rispettoso della cultura locale, offre opportunità di sviluppo e di inclusione sociale delle categorie più svantaggiate, come i bambini, che nelle scuole dove opera il Movimento ricevono formazione e sostegno». (altro…)
25 Giu 2015 | Chiesa, Dialogo Interreligioso, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
«Ringrazio voi di questa visita che ho tanto a cuore, visita di fraternità, di dialogo, anche di amicizia. In questo momento storico tanto ferito da guerre, da odio, questi piccoli gesti sono seme di pace e di fraternità». Così Papa Francesco stamattina nell’udienza ai partecipanti, una 60ina provenienti dagli Stati Uniti, al Convegno buddista-cattolico in corso a Castelgandolfo presso il centro internazionale del Movimento dei Focolari. Al microfono di Adriana Masotti, le parole di Roberto Catalano, corresponsabile del dialogo tra le religioni dei Focolari, il rev.do Kyoichi Sugino, del movimento buddista giapponese Rissho Kosei Kai e l’organizzatore dell’evento, prof.Donald W. Mitchell: «Un incontro quello con il Papa molto semplice ma molto intenso, sia i buddisti che i cristiani hanno potuto salutarlo personalmente. Soprattutto, però, è stata molto calorosa l’accoglienza del Papa, che ha ringraziato per questo gesto di amicizia: ha detto che in un momento così doloroso, come quello che noi stiamo vivendo, un gesto come quello fatto da questo gruppo, di andare a fargli visita, è un gesto che riscalda il cuore, che fa bene alla salute ed è un seme di pace, di fraternità e di amicizia». Il tema di questo Convegno è “Sofferenza, liberazione e fraternità”, quindi ha a cuore proprio il tema del dolore… «Il tema è questo e soprattutto vuole mettere in luce quelle che possono essere, in questo momento storico, delle attività comuni per alleviare la sofferenza che c’è nel mondo e, in particolare, anche negli Stati Uniti. Quindi, si parla di sofferenza, ma si parla soprattutto di fraternità. Si vorrebbe vedere cosa si può fare insieme per vivere la fraternità, una fraternità concreta sul territorio». C’è qualcosa in comune tra cristiani e buddisti o le vie sono molto diverse? «In comune c’è la sofferenza. Tutti gli esseri umani soffrono e, in questo, ci sentiamo tutti fratelli e sorelle. Allora Buddha ha trovato una sua via per eliminare le radici della sofferenza e il cristianesimo ha una sua risposta alla sofferenza. Sono risposte senza dubbio diverse, che però possono collaborare per portare dei frutti di fraternità. Il punto non è eliminare la sofferenza, ma coinvolgerci con gli uomini e le donne di buona volontà, per alleviare la sofferenza non soltanto in noi, ma anche nei fratelli e nelle sorelle che ci stanno accanto». Sul Convegno buddista-cattolico, la riflessione del Rev. Kyoichi Sugino: «Penso che questo incontro ruoti intorno a tre punti importanti. Il primo riguarda il fatto che buddisti e cattolici condividono una dottrina della sofferenza, della liberazione e confermano i loro valori condivisi. Il secondo punto riguarda le sfide importanti, tra cui il cambiamento climatico – oggi siamo stati ricevuti in udienza dal Papa: il documento papale è molto importante per noi! – l’estremismo e altre sfide: buddisti e cattolici si sono impegnati a lavorare insieme per superare queste sofferenze. Ho indicato il cambiamento climatico e l’estremismo e altre sfide che dobbiamo affrontare. Il terzo punto concerne il fatto che veniamo dagli Stati Uniti, da città diverse, e ci siamo impegnati a trasferire questo dialogo in azioni concrete nelle nostre diverse città: questo significa che in queste città lavoreremo insieme – cattolici e buddisti – per costruire la pace e superare le sfide comuni, negli Stati Uniti e nel mondo».
Rev. Sugino, che cosa ha rappresentato per lei l’udienza con il Papa? «L’udienza con Papa Francesco è stata per noi molto importante: egli ha sottolineato l’importanza della fratellanza come base per la nostra collaborazione. Per cui, ogni dialogo in vista della collaborazione per la pace dovrebbe essere basata sulla fratellanza e sulla consapevolezza che siamo tutti fratelli e sorelle che proprio in funzione di questa fratellanza lavoriamo insieme per la pace. Quindi, il suo grande e profondo messaggio di fratellanza è stato per tutti noi un grande incoraggiamento. Egli è pronto a lavorare con noi per la tutela del clima e anche in altri ambiti. Verrà a New York e a Washington per continuare insieme nella strada intrapresa degli impegni comuni». Il prof. Donald W. Mitchell è l’organizzatore del Convegno di questi giorni: «Abbiamo invitato leader buddisti e cattolici dalle città di San Francisco, Chicago, New York e Washington, coinvolti in attività sociali. Il Papa ha chiesto una nuova opprtunità di dialogo di fratellanza, dove la fratellanza porta all’azione sociale. Questi gruppi di cattolici e buddisti stanno costruendo, nelle diverse città, proprio questo tipo di dialogo fraterno e questo sarà allargato ad altri buddisti e ad altri cattolici, affinché si instauri un dialogo di collaborazione per curare i mali sociali nelle loro città, diversi tipi di malesseri sociali. Ci saranno movimenti di base locali di collaborazione, che potranno combinare le risorse di buddisti e operatori sociali per affrontare meglio i problemi sociali nelle città». Fonte: Radio Vaticana (altro…)
6 Giu 2015 | Chiesa, Famiglie, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
“Una celebrazione come questa si è vista solo in occasione della visita di Giovanni Paolo II (1983)”, scrive Filippo Casabianca, da El Salvador, un paese di 6 milioni di abitanti in una superficie di appena 21 mila km2, che ha avuto tra i suoi figli questo vescovo ampiamente riconosciuto come una delle più significative figure ecclesiali del continente americano. La causa era stata aperta dal vescovo Rivera y Damas, suo successore alla guida della Diocesi, un anno dopo la sua morte, avvenuta il 24 marzo 1980. Fu proprio quell’anno che giunsero Marita Sartori e Carlo Casabeltrame, per primi fra i focolarini, a visitare tre frati francescani che avevano cominciato a diffondere l’Ideale dell’Unità. In quel decennio tragico che iniziò con l’assassinio di Mons. Romero e culminò con quello di 7 Gesuiti, si diffuse con un impeto straordinario il Movimento dei Focolari in diversi punti del paese, in uno scenario di guerra fra militari e guerriglia, fino all’apertura del focolare femminile nel 1989, nonostante il pericolo per le focolarine straniere che vi parteciparono. Da allora il paese ha vissuto un processo che l’ha condotto alla firma di un trattato di pace, nel 1992, e poi avviato in un percorso democratico con certa stabilità politica, ma orfano della riconciliazione tanto desiderata per cui oggi evidenzia una polarizzazione distruttiva. A ciò si aggiunge il flagello dell’insicurezza dovuta alla proliferazione di bande criminali giovanili (maras) e della povertà di grandi fasce. Le comunità dei Focolari sono impegnante in molteplici iniziative di sostegno a famiglie disagiate tramite i programmi di Azione Famiglie Nuove e AMU, che hanno permesso la continuità negli studi per centinaia di ragazzi, sostenuto iniziative di centri educativi per bambini poveri e interventi in un quartiere a rischio per creare spazi di integrazione sociale. Con la beatificazione di Romero si è formata una coscienza di opportunità storica nella popolazione. Il suo messaggio è percepito come una medicina che può contribuire a capovolgere le visioni contrapposte, a sanare i cuori induriti dal risentimento e fornire quel di più necessario all’impresa della riconciliazione. “È una sfida – così la chiama Maribel – che comincia col seguire l’esempio di Mons. Romero, che per me continua nell’aiutare i miei alunni a coltivare la pace e la giustizia nei loro cuori”. Mentre per Amaris “La festa deve cedere il passo alla riconciliazione che sta nel perdonare e chiedere perdono, per sanare ferite che sono ancora aperte”. Nella comunità dei focolari l’impegno per l’unità e la riconciliazione è stato sempre presente, ma adesso acquista i connotati di un mandato alla luce della testimonianza eroica di mons. Romero “che ha saputo piangere con chi piange – osserva Flora Blandon – e rallegrarsi con chi ne aveva un motivo. La beatificazione è il riconoscimento della sua vita radicata nell’amore” Nel messaggio all’attuale Arcivescovo di San Salvador, Josè Luis Escobar Alas, il Papa definisce Romero come “uno dei migliori figli della Chiesa”, attribuendogli i lineamenti tipici del Buon Pastore a lui tanto cari. “Perché (Dio) ha concesso al vescovo martire la capacità di vedere e ascoltare la sofferenza del suo popolo e modellare il suo cuore perché, in suo nome, lo orientasse e illuminasse”. Francesco riconosce, inoltre, la sua esemplarità e invita a incontrare nella figura di Romero “forza e coraggio per costruire il Regno di Dio e impegnarsi nella ricerca di un ordine sociale più equo e degno”. Leggi anche: CittàNuova online (altro…)