19 Mar 2015 | Famiglie, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Da Ulan Bator, capitale della Mongolia, a Daejeon in Corea del Sud, sono oltre 10 ore di aereo, eppure queste due città fanno parte della stessa diocesi. Fatta eccezione per la capitale, la densità della popolazione in Mongolia è di 2 abitanti per km², i cristiani sono il 2%, in una terra dalla millenaria tradizione buddhista (53%) e di diffuso ateismo (29%). La chiesa locale, nel chiedersi come prendersi cura anche di questi pochi cristiani, ha chiesto aiuto alle Famiglie Nuove del Movimento dei Focolari, trovando la disponibilità di alcune famiglie coreane che, con l’annuncio del Vangelo, portano la testimonianza della spiritualità dell’unità vissuta in famiglia. Nelle parrocchie di Ulan Bator c’è un centro sociale che accoglie bambini e ragazzi per il doposcuola, una fattoria comunitaria e una clinica gratuita. È qui che si svolge prevalentemente la “missione” dei Focolari. Vediamo in cosa consiste. Dalla Corea due o tre coppie per volta si recano periodicamente in Mongolia per visitare le parrocchie e incontrare le famiglie. Le tematiche sono prevalentemente quelle familiari, con riferimento al Vangelo applicato alla vita quotidiana, che anche qui diventa fonte di cambiamento per la vita di coppia e di famiglia. Qualche volta incontrano anche i giovani. «Una volta abbiamo portato delle medicine», racconta Cedam. «Indicibile la gioia della suora quando le abbiamo dato il pacchetto: erano proprio quelle che le servivano e le sue erano finite. In Mongolia per quasi metà dell’anno è inverno. Per mesi la temperatura arriva a –40°C, per cui si capisce la difficoltà, ammesso che se ne abbiano i mezzi, di uscire di casa per procurarsi il necessario. Quando si avvicina la data della partenza per la Mongolia, le altre famiglie in Corea si danno da fare per mettere insieme cose utili da portare. Una volta avevamo pensato di portare dei palloni da calcio e da pallacanestro affinché i ragazzi potessero giocare nella grande pianura, ma bisognava comperarli e poi c’era la difficoltà dello spazio in aereo… Una famiglia aveva messo nel suo negozio un salvadanaio proprio per le famiglie mongole così, oltre ai palloni, abbiamo potuto comperare anche l’apparecchio per gonfiarli». «Il vescovo ci fa da autista – prosegue Andrea –, ci accoglie nel vescovado, ci accompagna nelle parrocchie e ci incoraggia a donare a piene mani le nostre esperienze come famiglia cristiana. E vediamo che le famiglie hanno sete proprio di queste. Quando la volta dopo ritorniamo, esse ci accolgono con un affetto sempre più grande. Anche loro vogliono raccontare come hanno vissuto il Vangelo. In un’omelia, presenti le suore di varie congregazioni, il vescovo ha detto che siamo stati inviati da Dio anche noi come missionari e chiamandoci ciascuno per nome ci ha definito: my friends. Quando lasciamo la Mongolia, ogni volta sentiamo che lasciamo lì anche i nostri cuori. Perché ogni volta si ripete con loro l’esperienza delle prime comunità cristiane». (altro…)
11 Mar 2015 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Sociale, Spiritualità
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9 Mar 2015 | Cultura, Dialogo Interreligioso, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
«In tempi di odio e paura ringrazio Dio perché ci ha scelte per farci conoscere una spiritualità come quella di Chiara Lubich, capace di far gustare all’umanità la pace e la vera gioia dell’unità. Qui a Loppiano stiamo sperimentando un anticipo di come sarà la vita nel regno di Dio». Sono le parole di una delle sei studentesse musulmane iraniane che stanno trascorrendo un mese a Loppiano, partecipando alla vita della cittadella 24 ore su 24. «Un’esperienza nuova per tutti noi – afferma Rita Moussallem, co-responsabile, con Roberto Catalano, del Centro del Dialogo Interreligioso dei Focolari – un segno profetico portatore di speranza che ci dice che è l’amore che vince». Le studentesse provengono dal seminario femminile Jami’at al-Zahra della città di Qum (Iran), a circa 200 Km dalla capitale, Teheran. Si tratta di un centro accademico d’eccellenza per l’Islam sciita ed è il più grande al mondo con circa 6.000 studentesse, un migliaio delle quali proveniente da altri paesi. Per la presenza di importanti santuari, Qum è una delle città sante sciite, meta di decine di migliaia di pellegrini ogni anno e sede di numerose università; si calcola la presenza di circa 100.000 studenti. Questa visita fa seguito al rapporto fraterno e di dialogo iniziato da diversi anni fra il Centro del Dialogo Interreligioso dei Focolari e il dr. Mohammad Ali Shomali, docente presso la sezione internazionale del seminario femminile di Qum e fondatore e direttore dell’Istituto Internazionale di Studi Islamici (sempre a Qum), nonché membro di consigli di varie istituzioni accademiche. Attualmente risiede a Londra ed è alla guida del Centro Islamico della Gran Bretagna. «Nell’aprile scorso con alcuni focolarini siamo andati a Qum, dietro invito del dr. Shomali – spiega Roberto Catalano – per visitare diversi istituti universitari e approfondire la conoscenza reciproca. È stata in quell’occasione che ha iniziato a concretizzarsi la possibilità per un gruppo di studentesse di fare esperienza della spiritualità dell’unità». A Loppiano, il dr. Shomali insieme alla moglie e alle studentesse hanno visitato le diverse Scuole e ambienti di lavoro, conosciuto i suoi abitanti con le loro esperienze e quindi si sono immersi nella vita e nelle attività della cittadella. Rilevante il momento d’incontro del dr. Shomali con i docenti e gli studenti dell’Istituto Universitario Sophia. Facendo riferimento al termine che dà nome all’Istituto, ha sottolineato come il concetto di sapienza significhi molto più che conoscenza: «Possiamo ascoltare parole di conoscenza da tanti, ma la qualità della sapienza può venire solo da Dio». Ora per le studentesse l’esperienza continua, con l’approfondimento della spiritualità dell’unità e dei suoi aspetti concreti. (altro…)
16 Feb 2015 | Famiglie, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
I timbri sui documenti ci sono tutti: ora è figlio a tutti gli effetti. Un figlio su cui riversare quella piena d’amore che i genitori adottivi da sempre hanno in serbo. Anni di attesa e traversate sull’oceano non li hanno fermati. Dopo un primo fugace incontro in cui figlio-genitori si sono ‘riconosciuti’, trascorsa una breve convivenza in hotel all’estero, finalmente sono a casa. Un’esperienza esaltante, unica, quella di veder concluso l’iter adottivo che però, più che una conclusione, ha tutte le sembianze di un inizio. In salita. Superato il primo impatto, mille interrogativi assalgono i neo diplomati genitori adottivi, che spesso si trovano spiazzati. Per loro nasce a Grazzanise (Caserta) “Famiglie di cuore”. Nato da un’idea di Azione per Famiglie Nuove onlus (AFN) e col contributo dell’Istituto Banco di Napoli Fondazione, il progetto prevede l’attivarsi a Napoli di uno sportello di consulenza gratuita per le famiglie adottive della Regione Campania che offre consulenze di esperti o semplicemente la possibilità di confrontarsi con altre famiglie. Si attiveranno altresì dei corsi gratuiti nei quali le lezioni teoriche si alterneranno a incontri sociali per favorire lo scambio di esperienze fra famiglie e la loro messa in rete anche con altre associazioni presenti sul territorio. L’adozione continua a rimanere una sfida aperta, anche perché a tutt’oggi ancora troppi minori in stato di abbandono continuano a permanere negli istituti, nel nord come nel sud del mondo. Sfida che Chiara Lubich, già nel lontano 1967 aveva voluto raccogliere invitando le famiglie che la seguivano a “svuotare gli orfanotrofi”. Ed è così che una miriade di famiglie, con o senza figli, hanno aperto casa e cuore a chi una famiglia non l’aveva, favorendo il rimarginarsi, in quel bambino che è stato accolto come figlio, della spaccatura subita con l’abbandono. «Con questa iniziativa – spiegano i coniugi Gravante, responsabili della sede AFN onlus Campania – si intende dotare le famiglie di quegli strumenti che, potenziando le loro risorse, le aiutino a crescere come famiglie-mondo, capaci cioè di aprirsi alla diversità che il figlio venuto da lontano inevitabilmente porta con sé. Diversità di patrimonio genetico e di cultura. È un percorso affascinante ma impegnativo, come lo è il ripercorrere insieme al bambino l’abisso del suo vissuto e aiutarlo a riappacificarsi con esso». Ad AFN, come ad ogni altro ente autorizzato per le adozioni internazionali, è richiesto di seguire la famiglia per i primi tre anni del post-adozione, ma spesso questa tempistica non è sufficiente. Il processo di integrazione del bambino nella nuova famiglia e il suo inserimento nelle strutture sociali del territorio, possono richiedere molto più tempo. Le famiglie adottive, lungi dal lasciarle sole, hanno bisogno del rapporto con altre famiglie come loro, per riuscire ogni giorno a riscoprire la valenza della scelta fatta e ritrovare l’iniziale entusiasmo di progettare il futuro, in un percorso frutto della condivisione. E di condivisione e solidarietà ha parlato al lancio del progetto anche Andrea Turatti, Presidente AFN, sottolineando come questo binomio sia proprio la realtà che anima l’associazione: «Siamo contenti di poter offrire, grazie anche alla generosa partecipazione dell’Istituto Banco di Napoli, questa opportunità per il territorio campano. Un territorio che merita. Infatti, degli 850 bambini che hanno trovato una famiglia attraverso AFN, ben 180 sono stati accolti in Campania. Ed è la maturità di questo territorio che ha consentito di far partire un progetto che vogliamo esportare anche nel resto d’Italia, e non solo, quale contributo ad una società solidale. Il 27 febbraio ci sarà infatti ad Ascoli il lancio del medesimo progetto per le famiglie adottive delle Marche». Per informazioni: Depliant AFN AFN – Azione per Famiglie Nuove onlus www.afnonlus.org Sede territoriale Campania Via S. Leucio, 71 – 81046 GRAZZANISE (Caserta) Tel. 0823.991772 adozioni.caserta@afnonlus.org C.F. 92012120587 (altro…)
13 Feb 2015 | Ecumenismo, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Le Chiese egiziane celebrano in questi giorni – e non dal 18 al 25 gennaio come in molti Paesi – la loro Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Fadiah e Philippe, del Movimento dei Focolari in Egitto, raccontano della loro partecipazione alle varie iniziative delle Chiese locali e di come al centro delle loro preghiere ci sia l’invocazione della protezione e dell’aiuto del Signore su tutta la nazione egiziana, in questa delicata fase. «Ecumenismo recettivo»: rovesciare il pensiero che spesso si nasconde nel modo in cui i membri di Chiese diverse si accostano gli uni agli altri. A spiegarlo è il reverendo dott. Callan Slipper, del Centro studi internazionale del Movimento dei Focolari nel corso di un incontro ecumenico a Welwyn Garden City (Londra) lo scorso 4 febbraio. Slipper, che è anche Delegato regionale per le Chiese nella contea di Hertfordshire, nel suo discorso [Chiara Lubich e l’ecumenismo recettivo: come la spiritualità facilita l’unità fra i cristiani] ha spiegato come «invece di pensare che tutto andrebbe meglio se gli altri fossero un po’ più simili a noi (e quindi abbiamo da insegnare), possiamo andare verso gli altri per imparare». Accostando gli altri con questo atteggiamento, continua, «scopriamo che non abbiamo necessità di nascondere niente, ma possiamo riconoscere le nostre debolezze e il bisogno di essere guariti. Questo apre una relazione nuova, e ci porta ad una conversione nuova e più profonda a Cristo, in cui scopriamo più pienamente la nostra vera identità ecclesiale». Ad ascoltarlo un pubblico qualificato: 14 vescovi cattolici, anglicani, luterani e della chiesa Copto ortodossa, provenienti da diverse parti dell’Inghilterra insieme al Segretario Generale di Churches Together in England, l’organo ecumenico nazionale delle chiese in Inghilterra. E’ stato un “assaggio” di una nuova metodologia ecumenica e un modo per condividere le esperienze nelle rispettive Chiese. Negli stessi giorni, dalla Germania, nel Centro ecumenico di Ottmaring, si ricorda l’importanza dell’autentica vita cristiana per contrastare i fenomeni violenti e liberticidi cui si è assistito di recente, a partire dagli attentati di Parigi. Gérard Testard, francese, membro del comitato direttivo della rete di “Insieme per l’Europa” e fondatore dell’iniziativa interreligiosa “Efesia”, è l’ospite d’onore: «L’incontro di Gesù con la donna samaritana al pozzo di Giacobbe – afferma ricordando la frase scelta per la Settimana di Preghiera “Dammi da bere” (Gv 4,7) – ci indica la via per questa situazione: Gesù abbatte le barriere, fatte dagli uomini e si manifesta salvatore del mondo. Gli avvenimenti di questi giorni ci obbligano come cristiani a lavorare per l’unità, mentre la missione per l’unità oltrepassa il mondo cristiano, per far fronte ai pericoli del terrorismo, alla violenza e al fanatismo inaccettabili». E Testard presenta l’esperienza positiva di dialogo che gode della promozione del Consiglio dei Musulmani della Francia e della Conferenza Episcopale Francese, “Efesia”, nata nel 2007 in Libano. Cristiani e Musulmani si incontrano regolarmente il 25 marzo, festa dell’Annunciazione, poiché Maria è venerata anche molto dai musulmani. Dopo quattro anni le autorità libanesi hanno dichiarato il 25 marzo festa nazionale islamo-cristiana dell’Annunciazione. È la prima festa comune nella storia del Paese». (altro…)