“Music Made To Be Played – racconta Nancy, dall’USA –, ha iniziato a prender forma durante le serate trascorse con le migliaia di persone, soprattutto giovani, che in questi ultimi 2 anni sono passati nella nostra sala prove presso il centro internazionale di Loppiano (Italia), dove abitiamo”. “Ogni pezzo – aggiunge Alessandra, italiana – parla di noi della voglia di rialzarsi e sollevare il mondo, delle domande e della forza dell’amore che c’è in ciascuno, capace di cambiare l’oggi della nostra vita come di quella dei popoli e della storia”. “Il nuovo album – spiega Colomba, della Corea – raccoglie l’esperienza del concerto che stiamo portando in tour, assieme alla ricchezza degli incontri e dei volti che sono la materia prima dei nuovi pezzi che presenta, come pure dei successi già noti ma interamente ri-arrangiati”. “Fa da protagonista la contemporaneità – incalza Adriana, brasiliana –e le sue grandi sfide, descritte e raccolte con uno sguardo lucido e positivo. Al centro rapporti umani, integrazione, dolore e paura del diverso, speranza in un futuro di dignità e pace. In poche parole: la nostra quotidianità”.Il complesso Gen Verde: 21 artiste e professioniste provenienti da 13 Paesi del mondo, ognuna portatrice di una diversità culturale che sostanzia e rende unico il messaggio della band. In 47 anni di attività hanno al loro attivo oltre 1400 spettacoli tra concerti, eventi, workshop didattici realizzati in centinaia di tour in Europa, Asia, Sud e Nord America. Qual è il vostro scopo? Lo sintetizza Raiveth, del Panama, in una frase: “Contribuire alla diffusione di una cultura globale di pace, dialogo e unità, attraverso l’arte”. (altro…)
Clip integrale della canzone – http://www.youtube.com/watch?v=ymXHLfOal4U
Belamy Paluku è originario di Goma, ma si trova in Belgio per tre mesi. Nel suo Paese, il Congo, fa parte del gruppo Gen Fuoco, una band il cui messaggio si ispira alla spiritualità dell’unità, ed è responsabile del “Foyer culturel”, un centro culturale della sua città. Grazie alle sue doti musicali, il Centro Wallonie-Bruxelles gli ha offerto una borsa di studio per approfondire il canto a Verviers, in Belgio. Belamy è autore di canzoni, in cui mette in luce la ricerca della pace, del dialogo, il valore della sofferenza. La canzone più conosciuta si chiama “Nos couleurs et nos saveurs”, ed è un invito a apprezzare i colori diversi e i gusti diversi dei diversi popoli, perché “un mondo con un solo colore e con un unico cibo sarebbe molto povero”. Nel video che proponiamo, un’intervista al giovane musicista congolese e ad una giovane belga. Belamy, tu vieni da Goma, in Congo. In questo momento ti trovi in Belgio, nell’ambito di uno scambio interculturale, per specializzarti come musicista. Come ti senti in un mondo così diverso? «Scopro tante persone di origini diverse e mi accorgo che ognuno ha sempre qualcosa da dare e da ricevere dagli altri. La diversità della cultura e della lingua non possono impedirci di vivere insieme e comunicare». E per te Elisabeth, che sei nata in Belgio, cosa rappresenta per te questa accoglienza di persone venute da tutto il mondo?
Intervista a Belamy Paluku
«È vero che in Europa, e in particolare qui a Bruxelles, c’è una ricchezza immensa di nazionalità e culture diverse. Personalmente ho conosciuto ragazzi del Movimento dei Focolari della Siria, della Slovacchia, dell’Italia, ecc. E quello che mi ha sempre aiutato è stata anche l’arte di amare che concretamente ti fa fare il passo verso l’altro. Però penso che vivere gli uni accanto agli altri non basta, che possiamo fare un passo in più. La sfida per noi europei, che forse siamo piuttosto riservati, è proprio andare incontro all’altro e costruire dei ponti finché saremo tutti una famiglia sola, finché ci riconosceremo veramente tutti fratelli». Belamy, è a partire da questo scambio di ricchezze che hai scritto una canzone? «Vengo da una regione dove c’è sempre il pericolo che la guerra tra le etnie si scateni. Questo scambio di ricchezze umane e culturali mi sembra una strada da seguire verso la realizzazione di un mondo di condivisione e tolleranza. Sono partito dalle nostre differenze per gridare al mondo che rimanendo insieme, uniti, potremo svelare il “puzzle” dell’umanità». Belamy Paluku è su facebook come Belamusik (il centro culturale di Goma) (altro…)
“Lo spettacolo è comunicativo, diretto, pieno di gioia, energia, si vedono delle persone felici e che hanno un vero rapporto di amore reciproco tra loro”. “Una performance fresca, spontanea, con notevole qualità di voci e di strumenti. C’è un ritmo e una dinamica che fa tenere il fiato sospeso”. “Lo spettacolo mi ha trasformato senza neanche rendermene conto. Sono arrivato alla fine diverso”. Sono alcune impressioni degli spettatori lasciate a caldo al termine del concerto “di collaudo” dell’ultima nata tra le attività del complesso musicale Gen Verde.START NOW – questo il suo nome – ha spiccato il volo l’11 ottobre scorso, quando, alla presenza di 300 delegati dei Focolari di tutto il mondo, nel “Teatro Stabile del Gen Verde” nella cittadella di Loppiano, la band è salita sul palco insieme a 67 giovani, anche loro provenienti da varie nazioni. Durante la preparazione del concerto con 3 giorni di workshop di canto, danza, teatro e musica, i partecipanti al progetto sono stati incoraggiati a sviluppare i propri talenti ed a scoprirne di nuovi. In un processo creativo in cui il rispetto e la trasparenza sono la norma, le artiste del Gen Verde ed i partecipanti ai workshop hanno lavorato fianco a fianco come componenti di una stessa squadra, concludendo il programma con il concerto caratterizzato da pop-up performance. “Gli obiettivi educativi del progetto – spiegano le artiste del gruppo – sono la promozione delle arti come catalizzatrici dell’educazione alla pace, la valorizzazione delle diversità culturali, del dialogo interculturale, dei diritti e della dignità della persona, di relazioni interpersonali che incentivino lo sviluppo umano”. Il raggiungimento di tali obiettivi si realizza attraverso dei workshop artistici multidisciplinari, appunto. “È questa una metodologia pedagogica basata su un approccio esperienziale in cui i partecipanti ai workshop condividono una crescita di gruppo lavorando non solo come allievi, ma anche come co-protagonisti sul palco accanto noi”, affermano le artiste. Prima credevo che servisse essere egocentrici per recitare – commenta uno dei giovani coinvolti –. Ora ho capito che stare sul palco non è pensare a me, ma all’altro”. “Mentre eravamo sul palco – aggiunge una ragazza – sentivo che non c’era differenza tra noi ed il Gen Verde”. L’iniziativa vuole offrire la possibilità di scoprire l’arte come linguaggio universale, che trascende ogni tipo di barriera, condividendo competenze che possono essere applicate nella vita di tutti i giorni, oltre che nel campo artistico. START NOW è pensato per scuole, università, convegni e gruppi di giovani, capace di adattarsi a seconda dei target di età e di esperienza artistica dei partecipanti. (altro…)
Cantare la speranza ed il desiderio vivo nelle nuove generazioni di rimboccarsi le maniche per costruire il futuro, senza scendere a compromessi con i propri ideali di vita: è il pentagramma di MariTè, giovane cantante soul e afro-pop, chitarrista autodidatta italiana di genitori congolesi, vincitrice per la sezione musicale dell’edizione 2013 del premio La Bella e La Voce, assegnato a Saint Vincent. In un’intervista per Africa News risponde ad alcune domande: MariTè, puoi dirci qualcosa della tua musica? Il trio di cui faccio parte predilige un misto tra soul e musiche africane, direi Afro-Soul. Ora mi sto avvicinando al Gospel, infatti dirigo un coro di 30 elementi vocali, ed ho ripreso una mia vecchia passione il Rhythm and blues, ma sempre con influenze africane. C’è qualcosa che ispira particolarmente la tua arte? Traggo ispirazioni da tutto ciò che mi circonda. Sono una cantautrice e i miei testi esprimono, infatti, cose che vivo. Ma traggo ispirazione anche dalla vita quotidiana: un fatto di cronaca che magari mi ha colpito in modo particolare, l’incontro con una persona, ecc. Quali sono gli ostacoli che incontri più spesso nella tua carriera da musicista? Essendo donna non è sempre facile. Si può avere la possibilità di poter fare lavori importanti, di grande visibilità, ma in cambio di qualcosa. Rifiutare per seguire quelli che sono i miei valori è una grande sfida. A volte fa male, ma credo che possa essere anche un punto di forza: dimostrare che è possibile cantare, suonare e ballare, senza scendere a compromomessi. Qual è il tuo messaggio ai giovani della seconda generazione, cioè nati in Italia da genitori immigrati? Credo profondamente che le seconde generazioni siano dei ponti tra il loro paese d’origine e quello di nascita. È importante formarsi, studiare, per poter diventare un valido contributo ai nostri paesi d’origine e, allo stesso tempo, aiutare il paese di nascita ad aprirsi sempre di più alle seconde generazioni, che sono parte integrante, viva e pulsante del paese. Quando penso a me ed al fatto che faccio parte anch’io delle seconde generazioni, sono molto fiera. Amo i miei due paesi, e sono felice ed onorata di poter essere porta bandiera delle due culture. E ne aggiungiamo un’altra: Vivere la spiritualità dell’unità influisce sul tuo modo di concepire l’arte e di esprimerla? Conosco Chiara Lubich e il Movimento dei Focolari da quando ero bambina. Quando avevo 20 anni ho partecipato ad un congresso per gli artisti a Castel Gandolfo che per me è stato illuminante. Ho scritto a Chiara per ringraziarla, perché sentivo di aver capito la mia “missione”. La musica, la mia voce, sono un dono che Dio mi ha dato e che voglio mettere a disposizione per portare messaggi di unità. Io canto forte alla speranza che sembra, oggi, nascosta dalla superficialità. I giovani non dobbiamo e non possiamo abbatterci; siamo noi che creiamo il nostro futuro. E per farlo migliore dobbiamo rimboccarci le maniche. Guarda il video http://www.youtube.com/watch?v=ooCiwDvV2ss (altro…)
Nick & friends. Nick e i suoi amici, sparsi per il mondo, sono 40 e scrivono canzoni con un ritmo che prende e trascina non solo per la musica, ma per la profondità dei testi. «Tu mi hai cambiato quando sei entrato nella mia vita, solo voglio amarti, tu sei il mio nuovo inizio». New beginning, cioè un “Nuovo inizio” è il titolo del CD e dell’omonimo brano che mescola melodie soft e rap scritto dal canadese Nick Cianfarani. L’idea nasce perché per Nick la musica, l’amicizia, le relazioni sono un possibile veicolo di solidarietà. L’occasione è il terremoto di Haiti del gennaio 2010: centinaia di migliaia di morti e milioni di senzatetto. Un evento catastrofico che aggrava la situazione di uno dei Paesi più poveri del mondo dove la metà dei suoi abitanti vive con meno di un dollaro al giorno. «Non sono ricco ‒ dice Nick ‒ e non ho risorse finanziarie, però so suonare, compongo canzoni e per tre anni ho fatto parte del complesso internazionale Gen Rosso. Perché non coinvolgere alcuni dei musicisti che ho conosciuto durante la mia carriera?». Nick & friends compongono gratuitamente le canzoni perché tutti gli introiti della vendita sono devoluti ad un progetto promosso dai Focolari per costruire case popolari ad Haiti. Già dal 2009, infatti, alcuni amici dei Focolari avevano ricevuto in dono un terreno ed era cominciata la raccolta fondi. Il terremoto e l’emergenza danno le ali al progetto che grazie ai contributi dell’Amu hanno permesso di costruire 20 monolocali, una sala per la comunità, una cucina e un piccolo magazzino. Alcuni degli sfollati hanno trovato rifugio e oggi 17 famiglie estremamente povere vivono nelle abitazioni, 175 bambini sono aiutati con il sostegno a distanza, tre scuole e un asilo con circa mille studenti sono nate per opera dei Focolari. È un contributo per un nuovo inizio per Haiti. «Appena ho accennato all’idea ‒ racconta Nick ‒ tutti erano d’accordo: Giovanni di Napoli, Maria e Brian di New York, Renan del Brasile, i cinesi Leonard, Jane, Adrian, Eva, ora canadesi, che fanno parte di un affermato quartetto». L’ultimo brano del disco Risalet Salamè cantato in arabo da quattro musicisti del complesso Jeel, band della Giordania: Yousef, Laith, Anwar e Amer che sono diventati molto popolari. Il loro video clip ha vinto un premio nazionale per la migliore canzone nel promuovere la pace. Continua la raccolta fondi, anche attraverso la vendita di A new Beginning, perché è in progetto la riforestazione di un’area con piante di mango, aranci, limoni e ananas che darà possibilità di impiego a molti lavoratori. Link video Gen Rosso Haiti Per info: livingcitymagazinenick.cianfarani @ focolare.org Fonte: Città Nuova online(altro…)