Palco, luce, colore, danza, musica e molto movimento sono alcune caratteristiche del Progetto “Arts & Culture reshaping urban life – Arte e Cultura per rivitalizzare la città” che adesso arriva nella sua l’ultima tappa in Belgio con “Streetlight – The Musical” del Gen Rosso. Dal 5 al 13 maggio a Bruxelles il gruppo internazionale con i suoi membri di 8 nazionalità mette in rilievo l’importanza della creatività in favore di un mondo unito. Quindi, per 120 giovani che vi partecipano, un’esperienza di unità nella diversità. Bruxelles è una città vivace, crogiolo di nazionalità e culture diverse. In questo bello scenario il Gen Rosso ha svolto nei primi 2 giorni del tour, alcuni workshop rivolti ai giovani in vista della rappresentazione del musical Streetlight su un grande palco nel Tour&Taxi, rinomato palazzetto della città. I giovani provenivano da almeno 3 ceppi linguistici: fiammingo, francese, tedesco, senza contare chi arrivava da più lontano: Medio Oriente, Africa, Asia. Al motto di “l’uno per l’altro” sono così iniziati i lavori di preparazione del musical, nei workshop di danza hip-hop, musica strumentale, Broadway, coro, scenografia e danza brasiliana.“Streetlight – The Musical” racconta un fatto vero accaduto nel ’69 a due giovani, Charles e Jordan, che vivono realtà opposte e che in un importante momento della loro vita vedono le loro storie intrecciarsi. Uno di loro, Charles, con gli amici della Streetlight Band, che attraverso la musica promuove i valori di un mondo unito, sarà nel suo ambiente – un ghetto di Chicago – un segno di contraddizione. Dalle varie impressioni dei giovani raccolte eccone alcune: “Molte lingue diverse, nomi, nazioni, idee ed atteggiamenti, e nonostante tutta questa differenza il nostro cuore batteva uno per l’altro. Non lo dimenticherò mai!” “Vorrei dire grazie, perché prima di venire, mi sentivo non in pace, come un cesto vuoto ma ora mi sento un cesto pieno, pieno di amore e di speranza che vorrei portarmi via. Grazie!” Gli ultimi giorni del tour del Gen Rosso in suolo belga, saranno il 12 e 13 maggio nel quadro dell’evento “Insieme per l’Europa”. Prevista la partecipazione della presidente dei Focolari, Maria Voce. _______________________________________________________________________________________________________________ Together4peace a Bruxelles è cofinanziato dalla Commissione europea, (http://eacea.ec.europa.eu/culture/index_en.php) come sotto progetto del grande progetto europeo « Arts and Culture reshaping urban life » (www.reshape.eu). Quest’ultimo ha come fine quello di favorire le relazioni tra le persone attraverso l’arte, nel contesto urbano. Incontri artistici hanno già avuto luogo in diverse città, in Germania (Schwerte), Italia (Udine, Venezia) e Repubblica Ceca (Sternberk, Olomouc), con la collaborazione del Gen Rosso. Questi appuntamenti includono tavole rotonde, conferenze e scambi internazionali. Together4peace è un’iniziativa dei Giovani per un Mondo Unito del Movimento dei Focolari in Belgio (focolare.be), in stretta collaborazione col gruppo Gen Rosso (www.genrosso.com) e il Movimento dei Focolari a Solingen (fokolar-bewegung.de). (altro…)
Trentaquattro giorni, cinque città, tredici appuntamenti ufficiali: alcuni, come i workshop, spalmati su più giorni per un coinvolgimento fattivo e concreto dei giovani nel preparare gli spettacoli: e poi, conoscendo il Gen Rosso, a questi si aggiungeranno certamente momenti che non rientrano mai nei programmi ufficiali ma costruiscono quei rapporti che fanno di ogni tour un evento: la visita a qualche realtà particolare, l’incontro a carattere familiare con gli amici e i fans di sempre, uno sguardo, un colloquio… Dal 19 Marzo al 22 Aprile il Gen Rosso è in tournée tra Spagna e Portogallo: e i primi numeri fanno ben sperare, anche se pensare alla musica rock e associarla ai messaggi di pace, solidarietà, fraternità o speranza a volte può sembrare complicato. Ma gli stereotipi spesso muoiono da soli e il Gen Rosso ne ha avuto prova proprio il 19 Marzo all’auditorium “El Batel“, inaugurato la settimana precedente dalla Regina Sofia. Ci scrive Tomek Mikusinski, del Gen Rosso: «È la prima volta che portiamo il nostro concerto Dimensione Indelebile a Cartagena, nel sud della Spagna. È uno spettacolo con cui, attraverso la musica rock, stiamo tentando di trasmettere valori quali la pace, la giustizia sociale, l’amore, la solidarietà e la pacifica convivenza tra etnie e culture». Tra le 900 persone presenti c’è anche José Manuel Lorca Planes non è solo un grande fan del Gen Rosso da tanti anni, ma è anche il vescovo della diocesi di Cartagena: «Avete coniugato il linguaggio moderno con l’inconfondibile messaggio cristiano» – ha dichiarato, facendo capire di conoscere molto bene il repertorio artistico del gruppo. E poi, l’immancabile appuntamento con i più giovani e il progetto “Forti senza violenza”, che ha fatto tappa nella città con un workshop e due spettacoli Streetlight, con oltre 1000 partecipanti. Tra le tante impressioni, quella del giornalista Alvaro Prian racconta bene ciò che è successo in questi primi quattro giorni a Cartagena: «Lo spettacolo esprime l’esistenza di un altro linguaggio su cui fonda l’amore, l’amicizia e tutte le esperienze positive. I componenti del gruppo, pur essendo di provenienze diverse, si intendono perfettamente con gli studenti attraverso il linguaggio dello sguardo, del sorriso e soprattutto del cuore. Lo si scopre man mano, lavorando gomito a gomito durante i quattro giorni dei “laboratori“, i workshops, con entusiasmo e interesse. In qualche modo l’intera Cartagena ha vissuto questo fatto (…) tutti siamo diventati fratelli. Sono bastati pochi giorni per capire dove siamo capitati: In uno spettacolo della vita!».Albacete, Tomares, Braga e Sevilla sono le prossime città che aspettano il Gen Rosso, con alcuni appuntamenti da non perdere: nelle scuole, nel carcere minorile, con l’immancabile contributo dei giovani…. di oggi e di ieri. (altro…)
Punta Alta è una vivace città del sud argentino, con abitanti dotati di molta iniziativa. Vi ha sede la Base Navale di “Puerto Belgrano”, il porto militare più grande del paese, che nel secolo scorso ha avuto il suo momento di splendore con la presenza di migliaia di giovani che vi trascorrevano il periodo di servizio militare (attualmente non più obbligatorio) in marina. Proprio in questa città di 60.000 abitanti, gente aperta e generosa, si trova un gruppo del “dialogo fra persone di convinzioni diverse”, amici dei Focolari. Per aprire ad altri questo spazio, ricco di dialogo e comunicazione, hanno organizzato una serie di cineforum. Non hanno optato per un teatro, e neppure per la buia e silenziosa sala di un cinema… hanno scelto il bar più emblematico della città: il “Bar Centrale”, con i suoi quasi 100 anni di vita, i tipici tavolini da bar in un ampio salone, i tavoli da biliardo, ed anche un piccolo palco, dove negli anni ’30 si esibivano piccole orchestre e ballerine. Attualmente è stato installato uno schermo gigante, con vari televisori distribuiti in tutto il locale, principalmente per seguire le partite di calcio: una struttura che sembra studiata apposta per gli scopi dei nostri amici. Un film e come biglietto d’ingresso un prodotto alimentare non deperibile (collaborando così con la mensa di un Centro sociale); “gli inviti si fanno personalmente, per mail, o con locandine non molto grandi, però vistose, preparate dai proprietari del locale e collocate nelle vetrine dei negozi vicini; la media di presenze va da 30 a 50 persone”, mi spiega Héctor Correa, l’appassionato esperto di cinema del gruppo. Fra i partecipanti c’erano studenti, adulti, qualche giovane recluta della Marina in uniforme e non mancavano neppure i clienti abituali del bar, che si lasciavano coinvolgere nella riunione. Quando tutto era pronto, la proiezione era preceduta da una breve introduzione per presentare il senso di questo incontro e le motivazioni del gruppo di dialogo, organizzatore dell’evento. “Poi mio fratello Luis ed io (continua Hector) presentavamo il film, ed alla fine coordinavamo il dibattito, che sempre è stato molto partecipato ed interessante. Non scendevamo tanto negli aspetti tecnici o estetici del film, però cercavamo di offrire dettagli sulle idee ed il pensiero dell’autore, sulla presentazione dei personaggi e sul contesto storico dove si svolgeva la storia. Così i partecipanti si sentivano più interessati ai contenuti”.““Mettere l’accento su realtà e storie che hanno in sé concetti e concezioni del mondo che molte volte non coincidono con le nostre idee (spiega Sisi Deramo), è un esercizio che ci obbliga prima di tutto ad ascoltare attentamente quello che vuole esprimere l’altro, e poi a cercare di farsi capire, nell’ambito di un dialogo fruttuoso e cordiale, perché dall’incontro di diverse opinioni si arricchiscono i partecipanti e si nutrono nella comprensione collettiva”. Chiedo a Kiki Deramo quali film sono stati scelti. “Abbiamo scelto film sui quali potevamo poi dialogare: Cinema Paradiso, Il postino o El cartero de Neruda, The Truman show, The wall de Alan Parker e La sociedad de los poetas muertos. Credo che non ci siamo sbagliati”.“È stata un’esperienza molto utile e interessante per tutti. Speriamo sia possibile ripeterla anche quest’anno”, si augura Sisi. (Carlos Mana) (altro…)
Tra i mesi di Settembre e Ottobre il gruppo musicale internazionaleGen Rosso ha fatto tappa in Italia e nella Repubblica Ceca. L’occasione è stata la ripresa dei progetti europei per le scuole superiori che sta coinvolgendo studenti di mezza Europa in un’avventura affascinante, certamente unica nel suo genere. A Udine, grazie al progetto “Arts & Culture reshaping urban life – Arte e Cultura per rivitalizzare la città” 16 giovani hanno lavorato tre giorni con il gruppo per rappresentare insieme il Musical Streetlight. Come ha dichiarato uno dei partecipanti «ciascuno di noi qui ha un ruolo: se già suona bene uno strumento non deve avere paura di suonarlo e, se uno ancora non lo sa suonare proprio bene, non deve aver timore di non essere all’altezza… c’è posto per tutti».Quello di fare dei talenti personali una risorsa per tutti è uno dei risultati che il Gen Rosso riesce spesso ad ottenere in queste occasioni: ne sanno qualcosa anche i giovani della Boemia che hanno partecipato al progetto “Silni Bez Nasili – Forti senza violenza” nelle tre città di Jihlava, České Budějovice e Plzen. Più di 850 ragazzi, fra cui una settantina di rom, appartenenti a diversi istituti, hanno partecipato ai vari laboratori di teatro, musica, danza, canto, offrendo poi gli spettacoli a migliaia di persone. I ragazzi hanno così sperimentato in prima persona il dono di sé non solo come mezzo di realizzazione personale, ma anche come prevenzione dell’emarginazione, della violenza, del disagio giovanile, andando così a contribuire in modo concreto alla creazione di un mondo più unito. La stampa locale e nazionale ha sottolineato la dinamica di lavoro “insieme con” e la grande risposta che i giovani hanno saputo dare ai loro stessi compagni. Honza Musil, un presentatore Tv molto popolare in Cecchia, dal primo progetto a Brno nel maggio 2011 ha sempre aperto le manifestazioni nelle varie città: «Là dove ci siete voi, voglio esserci anch’io».È invece degli ultimi giorni la tappa di Bruxelles, in Belgio, per un lancio di “Together4Peace”, un’iniziativa volta a sviluppare la creatività dei giovani facendo un’esperienza di unità nella diversità. E’ un progetto che si concluderà con la rappresentazione del musical Streetlight a cui parteciperanno circa 120 giovani, nel quadro dell’evento“Insieme per l’Europa”, il 12 e 13 maggio 2012. (altro…)
Sono i giovani artisti che partecipano al progetto “Arts & Culture – Reshaping Urban life” (Arti e cultura, rimodellando la vita urbana), organizzato da vari partner dal mondo dell’arte, della cultura e della formazione e finanziato dal programma di cultura dell’Unione Europea EACEA. Fra loro anche l’associazione “Starkmacher”, conosciuta fra l’altro per il progetto Forti senza violenza, realizzato insieme al Gen Rossoin varie scuole d’Europa e del mondo. Il gruppo di artisti urbani è da poco tornato da Udine, dove dal 24 agosto al 4 settembre, hanno lavorato insieme per 10 giorni nel “Parco di cemento”, ridonando alla città le loro impressioni in quadri, opere acustiche, sculture, come per esempio il modello in filigrana della torre dell’acqua della città. Udine è la terza tappa del progetto itinerante, che prevede lo svolgimento di un laboratorio in ognuna delle cinque diverse città dei tre stati europei coinvolti nell’iniziativa (Udine e Venezia per l’Italia, Schwerte e Dortmund per la Germania e Šternberk per la Repubblica Ceca). “L’atmosfera tra di noi è molto particolare – racconta una studentessa di Monaco di Baviera – è come se ci conoscessimo da tanto e riusciamo addirittura a lavorare insieme in un’unica opera con vari artisti. E le persone che ci accolgono, indovinano al volo ogni nostro desiderio o necessità! È un modo di lavorare eccezionale!” Durante l’appuntamento di febbraio, a Schwerte in Germania, i partecipanti hanno approfondito con esperti le basi teoriche e culturali del loro lavoro. L’argomento centrale infatti è la reciproca influenza tra lo sviluppo urbanistico e l’espressione artistica nella società e nelle città di oggi. Esiste un legame diretto tra arte e città, e i giovani hanno una sensibilità particolare per il luogo in cui vivono. Le loro opere rispecchiano quasi sempre anche l’ambiente in cui sono nati. Seconda tappa in Cechia, dal 2 al 10 luglio, dove un vecchio monastero abbandonato a Sternbeck è stato luogo di ispirazione e suggestioni. Ognuno ha potuto scegliere un proprio “atelier” in cui lavorare, la sera ci si è ritrovati per conoscersi meglio, cantare e ballare insieme. Ogni seminario si conclude con una esposizione pubblica delle opere nate nei giorni precedenti, ma anche di qualche quadro o scultura portata dal proprio laboratorio a casa. È in corso in questi giorni il 4° appuntamento, a Udine, questa volta per dei workshop con il Gen Rosso, fino al 23 settembre. Prossime tappe: un seminario interdisciplinare con il Gen Rosso a Dortmund in Germania e infine il congresso conclusivo a Venezia il 23 febbraio 2012. (altro…)