21 Gen 2010 | Chiara Lubich, Focolari nel Mondo
Carissima Eli, oggi Chiara avrebbe compiuto 90 anni. In questo lasso di tempo l’umanità ha percorso un certo cammino. In questa prospettiva, secondo te che le sei stata vicino così a lungo, quale portata storica ha la sua figura? “Mi sembra che Dio nella storia mandi, in ogni epoca, un carisma per particolari bisogni dell’umanità. In quest’epoca c’è una tensione all’unità, politica, commerciale… Ne sono testimonianza l’Europa unita, l’ONU, il dialogo ecumenico che prima non esisteva. Il Concilio Vaticano II ha aperto le porte alle altre chiese e anche alle altre religioni. Per il carisma dell’unità si può dire che c’era un contesto storico preparato. Il carisma di Chiara, che si può riassumere nelle parole di Gesù “che tutti siano Uno”, è proprio l’unità portata alla massima estensione: “tutti Uno”. Il suo carisma si rivolge a tutti i figli di Dio che è Amore, per cui tutti sono fatti per amare. Chiara, puntando su questa natura dell’uomo, non ha avuto limiti nel creare rapporti con tutti. La sua intuizione che è l’amore scambievole che porta all’unità è stata una novità! La scoperta che si può andare a Dio insieme, in comunione, passando di pienezza in pienezza.” E’ stato più volte evidenziato, anche dalle più eminenti personalità della Chiesa, il “dono di profezia” che Chiara possedeva. Potresti fare menzione di qualcuna delle sue intuizioni che, in certo senso, si sono avverate? “Un fatto: si era agli inizi del Movimento, e nella festa di Cristo Re lei ha invitato le sue prime compagne a chiedere ciò che si leggeva nella Scrittura: “…chiedimi e ti darò in eredità le genti…e le terre più lontane”. E lei, ancora in vita, ha visto arrivare questo spirito evangelico in 184 nazioni del mondo, cioè quasi in tutte… Un’altra novità – sulle orme dei Padri della Chiesa –, la presenza di Gesù là “dove due o tre sono riuniti” nel Suo nome. La Sua presenza tra lei e le sue prime compagne che saziava tutte le loro aspirazioni, era un’esperienza nuovissima. Pure la comunione dei beni e l’unità – ne parlavano solo i comunisti – , la Parola del Vangelo – i protestanti -…. L’atteggiamento di apertura e di mettere in rilievo il positivo delle altre chiese, avviando un dialogo ecumenico; anche quello interreligioso, e con tutti gli uomini di buona volontà… tutte cose che hanno poi affermato, prima il Concilio, poi i Papi, e che ora fanno parte della vita della Chiesa. Anche l’esperienza portata avanti con il popolo Bangwa in Africa… – esempio della nuova evangelizzazione -, incominciata già negli anni sessanta. Pure l’importanza dei laici “per fare strada” alla Chiesa istituzionale, nei vari campi umani. E qui si può meglio capire perché Dio abbia scelto una donna, per costruire l’unità fra tutti. “L’Opera di Maria – noi l’abbiamo scritto negli Statuti, voluto da lei e sancito dalla Chiesa – desidera essere – per quanto è possibile – una presenza di Maria sulla terra e quasi una sua continuazione”. C’è una sua forte esperienza spirituale sotto questo desiderio.” Come era il rapporto di Chiara con i giovani e cosa significavano per lei? “Lei aveva un rapporto privilegiato con i giovani, perché sentiva che non avevano bisogno di perdere tante cose come forse gli adulti. Li sentiva più liberi e si trovava benissimo con loro, soprattutto con i giovanissimi. Credeva nella loro natura “incontaminata” e aveva con loro un rapporto diretto, semplice, spontaneo. Era entusiasta di vedere che i giovani sono portati ai grandi ideali, che sembra a loro tutto possibile; e il suo era un ideale grandissimo, positivamente utopico, i giovani ne erano attirati. Lei ha fatto una “rivoluzione” già nel modo semplice di rapportarsi con loro, con i suoi gesti, la normalità della proposta di realizzare sé stessi facendo la volontà di Dio, la santità alla portata di tutti. Riceveva tante lettere dai giovani che volevano imitarla nel seguire Dio, impegnarsi a vivere il Vangelo, a dare tutto… Come quando ha lanciato l’Economia di Comunione: è andata subito dai giovani studenti e li ha sfidati, incoraggiati a prepararsi bene, per portarla avanti. Quando ha iniziato la sua avventura era una giovane e circondata da compagne più giovani ancora di lei. Insomma, ha avuto sempre una grande fiducia nei giovani.” Cosa pensi che ci direbbe Chiara, oggi? “Ci direbbe ancora: amatevi scambievolmente, come Gesù ci ha amato. Questo penso.” (altro…)
25 Nov 2009 | Chiara Lubich, Cultura, Spiritualità
“Quanto desidererei ora averti accanto e parlarti, parlarti. Ti narrerei la grandezza e l’amore di Dio. Ti direi parole che non conoscevo allora, ma solo intravedevo e che solo ora conosco” (da una lettera dell’aprile 1945) “Dio ti ama immensamente” è il titolo del nuovo libro di Chiara Lubich, uscito di recente presso l’editrice Città Nuova e curato da Caterina Ruggiu e Michel Vandeleene. 150 pensieri brevi e aforismi estratti per lo più dalle lettere scritte nei primi tempi del Movimento dei Focolari. Pensieri in cui arde la fiamma dell’amore che era stata accesa da Dio nel cuore della giovane Chiara e che tuttora la contagiano. Pensieri che aiutano a guardare ogni cosa con gli occhi di Dio e a trasformare ogni dolore in amore. Sul sito www.centrochiaralubich.org puoi leggere l’introduzione, curata da M.Chiara Janner.
19 Ott 2009 | Chiara Lubich, Cultura, Dialogo Interreligioso, Spiritualità
Dopo il suo secondo viaggio a Fontem (Camerun) del 1969, incontrando i giovani focolarini della Scuola internazionale di formazione a Loppiano, il 15 maggio 1970, così Chiara Lubich risponde ad una domanda sulle difficoltà incontrate nella convivenza tra giovani di ambienti, culture e mentalità dei diversi continenti, in particolare da parte dei giovani dell’Asia, Africa, e America, nei confronti dei focolarini europei: Noi occidentali siamo assolutamente arretrati e non più adatti a vivere i tempi di oggi se non ci spogliamo della mentalità occidentale, perché è mezza mentalità, un terzo, un quarto di mentalità rispetto al mondo. C’è in Africa, per esempio, una cultura così unica, così splendida, così profonda! Bisognerebbe arrivare ad un incontro di culture. Non siamo completi se non “siamo umanità”. “Siamo umanità” se “abbiamo dentro” tutte le culture. Come? Dell’inculturazione Chiara Lubich parla vari anni dopo, nel 1992, in occasione di un altro viaggio nel continente Africano, a Nairobi: Prima di tutto l’’arma’ potente è il ‘farsi uno’. Farsi uno, sai che cosa significa? Significa accostare l’altro completamente vuoti di noi stessi, per entrare nella sua cultura e capirlo e lasciar che si esprima, finchè l’hai compreso dentro di te e quando l’hai compreso allora sì che potrai iniziare il dialogo… Qui approfondisce l’inculturazione del Vangelo nelle altre culture: … Allora sì, potrai iniziare il dialogo con lui e passare anche il messaggio evangelico attraverso le ricchezze che lui già possiede. Il farsi uno che richiede l’inculturazione è entrare nell’anima, è entrare nella cultura, è entrare nella mentalità, nella tradizione, nelle consuetudini, capirle e far emergere i semi del Verbo”.
24 Ago 2009 | Chiara Lubich
Dal quotidiano “La Voce di Rovigo” E’ una delle ciclabili più frequentata dai giovani, perché collega la stazione e la facoltà di Giurisprudenza, con il polo universitario nella zona del CenSer. La Pista cicalabile, aperta ormai diversi mesi fa da sabato 22 agosto ha un nome: l’amministrazione comunale, infatti, ha scelto di dedicare questa ciclabile a Chiara Lubich, una donna coraggiosa e che si è fatta portavoce di un ideale di fraternità universale, quello portato avanti dal Movimento dei Focolari. L’assessore comunale Giovanni Cattozzi ha ricordato che Chiara Lubich fece una tappa a Rovigo il 22 agosto del 1948: “Allora venne ospitata vicino alla stazione della nostra città. Anche per questo abbiamo scelto di intitolare a lei la ciclabile che collega la stazione alla zona universitaria. Questa ciclabile diventerà un punto di incontro annuale del Movimento dei Focolari”. La cerimonia ufficiale si è svolta sabato alle 10 all’inizio dei giardini di Marconi, punto di partenza del percorso. Presenti le autorità cittadine e anche il vescovo, per la benedizione. Cattozzi ha anche ricordato che Chiara Lubich è cittadina di Rovigo dal 6 dicembre del 2000, quando l’allora sindaco Barbatella le conferì la cittadinanza onoraria. “Con questa intitolazione – ha precisato il primo cittadino, Fausto Merchiori – la giunta intende rendere omaggio a una personalità che per qualità straordinarie ha dato al mondo intero il dono di una grande anima”. Ma il ricordo di Chiara Lubich non è avvenuto solo attraverso l’intitolazione della ciclabile. In città è arrivato anche il Gen Rosso, per un confronto con i giovani per un concerto in piazza. Anche la presidente della provincia, Tiziana Virgili, sottolinea il profondo significato dell’iniziativa: “ E’ importante che Rovigo dedichi a Chiara Lubich una giornata di confronto e attenzione, oltre che una via. Fu una donna che seppe concretizzare l’Amore di Dio.” E il Gen Rosso conquista piazza Vittorio Dal quotidiano “Il Resto del Carlino di Rovigo” “ La pace è la nostra unica chance”, canta il Gen rosso. La piazza applaude, partecipa. Sul palco per cantare, ballare, e soprattutto per lanciare un messaggio di speranza. Da 17 anni non venivano a Rovigo, tanti non li avevano mai ascoltati. Per loro una lieta sorpresa. Invece sotto il palco c’era anche il pubblico degli affezionati. Qualcuno preferisce chiamarli fans. Sono quelli che conoscevano tutte le canzoni a memoria. In gran parte giovanissimi, adolescenti. Perché la speranza diventi realtà c’è bisogno soprattutto di loro. Sopra il palco, invece, l’assessore Cattozzi, con la seconda veste di presentatore. E’ stato lui a volere questo show che ha richiamato sulla piazza circa duemila persone, forse di più. Sopra il palco anche il vescovo della diocesi di Rovigo, mons. Lucio Soravito de Franceschi. Accanto a lui pure il vicesindaco Graziano Azzalin, per portare il benvenuto della città al gruppo di musicisti.
10 Mar 2009 | Chiara Lubich
“Chiara semplicemente” a cura di T. Klann, M. Pochet e M. Vandeleene – Ed. Città Nuova
“Il fotografo berlinese Thomas Klann ha rinvenuto tra migliaia di stampe ingiallite, di negativi graffiati, di diapositive scolorite alcune foto che – come dice lui – fanno scendere Chiara dal palco.Sono state scattate non da fotografi ma dalla stessa Eli Folonari – testimone per eccellenza – o da qualche altro famigliare di Chiara, sovente a sua insaputa e nonostante la sua istintiva ritrosia. Le abbiamo scelte perché manifestano a chi le scruta con attenzione – o meglio, con curiosità amorosa – attraverso un peluche tenuto nella mano, un sorriso controbilanciato da occhi desolati, un senso di raccoglimento e di solitudine in mezzo alla folla, gli atteggiamenti, il carattere, i gusti, gli stati d’animo e permettono non certo di comprendere, ma di intuire Chiara, di accordarsi su di lei come su di un “la” naturale.” (dalla presentazione di Michel Pochet).
introduzione di Giulia (Eli) Folonari
In contemporanea il volume viene pubblicato da: Nouvelle Cité: “Au fil des jours Chiara Lubich” (Francia), Neue Stadt :“Einfach Chiara” (Germania), Novi Svet: “Preprosto Chiara” (Slovenia).
“Chiara Lubich – La sua eredità” di F. Zambonini – Ed. Paoline (http://www.paoline.it/)
«Chiara non appartiene solamente a voi cristiani. Ora lei e il suo ideale sono eredità dell’umanità intera», ha recitato un monaco buddista ai funerali di Chiara Lubich. Questo volume propone a tutti, oggi, l’insegnamento di Chiara e l’eredità che il Movimento è chiamato a raccogliere in fecondità per la Chiesa e il mondo intero: la visione di un’umanità senza confini, capace di superare barriere, diversità, appartenenze. La rivoluzione discreta di Chiara Lubich ha raggiunto milioni di uomini e donne, laici, nubili e celibi consacrati, sposati, cristiani e credenti di religioni diverse e anche non credenti, attratti dall’ideale di un mondo unito. (dalla presentazione sul sito delle Edizioni Paoline)
Il volume è stato presentato a Palermo, il 5 marzo 2009 (http://www.focolarisiciliacalabriamalta.org/hometris.asp)
Chiara Lubich – il cielo e l’umanità, di Michele Zanzucchi e Oreste Paliotti – Ed. Città Nuova
Il volume, ampiamente corredato da immagini fotografiche, traccia il profilo biografico di Chiara Lubich e propone al pubblico una significativa scelta di aneddoti sulla sua figura ed un’intervista a Maria Voce, attuale Presidente del Movimento dei Focolari sull’eredità della Lubich. Uno strumento agile per conoscere una delle personalità più importanti della storia della Chiesa del XX secolo.
“Non potevamo immaginare. Una famiglia con Chiara Lubich” di L. e P. Crepaz – Ed. Il Margine
Che cosa rappresentano oggi Chiara Lubich e la spiritualità dell’unità, profondamente radicata nel Vangelo, che sta alla base del Movimento dei Focolari da lei fondato e che anima la vita di milioni di persone in tutto il mondo? Una coppia con sei figli racconta l’avventura che si è trovata a vivere cercando, fra successi e fallimenti, di ispirare la propria esistenza a quella riscoperta radicale del Vangelo indicata da Chiara Lubich: un’appassionante avventura che non si potevano davvero immaginare.
“Chiara Lubich – Una divina avventura” di V. Salvoldi – Ed. Elledici
Il libretto illustrato traccia il profilo biografico e spirituale della fondatrice del Movimento dei focolari, evidenziando il dono profetico di questa donna instancabile e coraggiosa.