14 Feb 2011 | Centro internazionale, Ecumenismo, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Dall’11 al 20 febbraio Maria Voce e Giancarlo Faletti si recheranno in visita in Terra Santa. Molti gli appuntamenti pubblici previsti, soprattutto con rappresentanti del mondo ecumenico e del dialogo interreligioso, oltre naturalmente ai membri dei Focolari in queste terre. Di particolare rilievo la conferenza all’Università Ebraica di Gerusalemme sul ruolo del dialogo nel promuovere la pace, in programma il 16 febbraio. «La mia fiducia è radicata anzitutto in Gesù che, proprio in questa Terra, ha dato la vita perché “tutti siano uno” – aveva dichiarato Maria Voce in un’intervista rilasciata alla rivista Terra Santa, nel marzo 2009 – Chi crede in Lui non può che impegnarsi con tutte le forze per realizzare la fratellanza universale, l’unità della famiglia umana. È questo l’impegno del nostro Movimento e di tanti altri», aveva detto rispondendo ad una domanda sulle prospettive della Terra Santa, e se essa possa davvero essere il luogo di un dialogo autentico tra le religioni. Il programma del viaggio prevede:
- Incontro con focolarine e focolarini della Terra Santa
- Visita al patriarca Latino di Gerusalemme, SB Mons. Foud Twal
- Incontro col vescovo luterano Munib Younan, presidente della Federazione Mondiale Luterana
- Incontro con il rabbino Ron Kronish, direttore dell’ICCI
- Visita al Patriarcato Armeno ortodosso: incontro con il vescovo S.E. Aris Shirvanian
- Visita al patriarca Greco ortodosso S.B. Theofilos III
- Messa e visita alla Scaletta, il luogo dove Gesù rivolse al Padre la preghiera per l’unità, magna charta della spiritualità focolarina
- Visita all’Arcivescovo Maronita della Terra Santa Mons. Paul Nabil Sayah
- Incontro con la vice sindaco di Gerusalemme Sig.ra Neomi Tzur
- Conferenza all’Università Ebraica di Gerusalemme sul tema: “Il ruolo del dialogo nel promuovere la Pace”
- Incontro interreligioso
- Visita alle moschee sulla spianata del Tempio
- Visita al Delegato Apostolico S.E. Mons. Antonio Franco
- Incontro con la comunità dei Focolari
- Incontro con Mons. Elias Chakour, Arcivescovo greco- cattolico della Galilea. Da lì il viaggio proseguirà con tre giorni di ritiro del consiglio generale dell’Opera di Maria, e un successivo pellegrinaggio. A fine febbraio è previsto inoltre un appuntamento dei Giovani per un Mondo Unito della Terra Santa.
Foto dell’arrivo in Terra Santa, 11 febbraio: [nggallery id=15] (altro…)
19 Gen 2006 | Ecumenismo
Il premio intitolato a Klaus Hemmerle viene conferito quest’anno al Vescovo luterano Christian Krause, il 20 gennaio, nel duomo imperiale di Aquisgrana. Per Christian Krause ha un significato del tutto particolare: «È un premio che prima di tutto tocca il cuore perché è innanzitutto il ricordo di una persona meravigliosa: Klaus Hemmerle». È la seconda volta che questo premio viene assegnato in commemorazione del defunto vescovo di Aquisgrana, un pioniere della vita ecumenica della Chiesa tedesca e nel contempo grande teologo che nell’ambito dei Focolari aveva trovato la sua “linfa vitale”. La prima edizione del premio era stata al professore ebreo Ernst-Ludwig Ehrlich, nel 2003; questa seconda volta il beneficiario è un esponente eminente del luteranesimo mondiale e un ecumenista di vera passione. Krause, amico di Hemmerle, è stato costruttore di ponti nelle più svariate situazioni della sua vita. Nel 1971 fu chiamato a dirigere un grande progetto in favore dei profughi dalla Federazione luterana mondiale in Tanzania. Dal 1972 al 1985 gli furono affidati i rapporti con l’estero della Chiesa evangelico-luterana in Germania. In tale funzione, e successivamente come segretario generale della “Giornata evangelica della Chiesa” (1985-1994), si è dedicato con grande impegno all’ecumenismo e alla solidarietà, a livello mondiale. Una profonda amicizia lo lega a numerosissimi cristiani in tutto il mondo, soprattutto in Africa, Asia e America latina. Frutto di questa fiducia è stato il fatto che, dopo la sua consacrazione a vescovo della Chiesa regionale del Braunschweig, durante la riunione plenaria della Federazione mondiale luterana a Hongkong nel 1997, ne venne eletto presidente. In questo ruolo ha firmato poi nel 1999 ad Augsburg la Dichiarazione congiunta sulla Dottrina della giustificazione, assieme al cardinale cattolico Edward I. Cassidy. Oggi il vescovo Krause dirige il Centro luterano di Wittenberg, nella città dalla quale partì nel 1517 la riforma di Lutero. L’idea che ha dato origine a questo Centro è di conferire al sempre crescente “turismo luterano” «un respiro spirituale, ecumenico e mondiale». Per il futuro della Chiesa, auspica un nuovo rapporto tra gerarchia e movimenti spirituali e carismatici. «Ne potrebbe nascere una comprensione della Chiesa del tutto nuova», afferma Christian Krause. Il suo modello di ecumenismo è quello condiviso con lo stesso Klaus Hemmerle: «Dobbiamo imparare, a tutti i livelli, a diventare amici e a trattarci come tali». (di Joachim Schwind – Rivista Città Nuova – n. 1/06) (altro…)
9 Gen 2006 | Focolari nel Mondo
Sposati da quasi 35 anni, con tre figlie ormai grandi e un nipotino. La moglie è cattolica, lui evangelico. Trentacinque anni fa, non era certo facile affrontare una vita matrimoniale appartenendo a Chiese diverse. E.: Sono cresciuta in un piccolo paese di soli cattolici. Mi resi conto della divisione fra le confessioni al momento di proseguire gli studi per insegnare alle elementari. Vivevo a Norimberga dove c’era un’università evangelica di pedagogia. Le scuole allora erano rigidamente divise in cattoliche ed evangeliche. Per non rischiare di non trovare mai un posto di lavoro, dovetti cercarmi un’università cattolica e trasferirmi ad Eichstätt. P.: Ho trascorso la mia fanciulezza a Ochsenfurt sul Meno. Noi evangelici vivevamo in diaspora. Non avevamo alcun contatto con la parrocchia cattolica. Alla fine degli anni ’60 frequentai a Monaco un corso di specializzazione per scuole differenziali. E.: Anch’io facevo parte dello stesso corso e lì ci siamo conosciuti e frequentati. In un primo tempo abbiamo spostato il pensiero di formare una famiglia. Allora tutte e due le nostre Chiese mettevano in guardia sui matrimoni cosiddetti “misti”. Per una coincidenza ricevetti da un’amica un invito per un viaggio a Roma. Lo lessi di sfuggita, pensando a una gita turistica e decisi di prendervi parte. Mi ritrovai in un incontro ecumenico del “Centro Uno” del Movimento dei Focolari, del quale non conoscevo nulla. All’inizio non ero per niente entusiasta, ma poi mi ha affascinata la spiegazione fatta da Chiara Lubich della parola di Gesù del Vangelo di Matteo: “Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro” (Mt 18,20). Non si diceva. “Dove sono due o più cattolici…”, e neanche “Dove due o tre evangelici…”, ma: “Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro”. All’incontro successivo ho invitato anche il mio amico. P.: Abbiamo trovato il coraggio di fondare assieme una famiglia. Mi sono riproposto di amare la Chiesa di mia moglie come la mia. Naturalmente avevo anch’io difficoltà ad accettare forme di pietà tipicamente cattoliche, come quando le nostre figlie presero parte con orgoglio nei loro vestiti bianchi alla processione del “Corpus Domini”. Ci andai anch’io, ma solo per amore della mia famiglia. E.: Per me era nuovo e inconsueto che lui leggesse ogni giorno un pezzo della Bibbia, secondo la sua tradizione evangelica. Per poco tempo l’ho lasciato da solo, poi – all’inizio solo per amore a lui – l’ho accompagnato. Ormai non potrei più farne a meno. Da quando abbiamo fatto nostra la meditazione di Chiara Lubich su Gesù in mezzo, concludiamo con la promessa comune di far di tutto perché Lui sia presente fra noi. Nonostante tutti i nostri sbagli, limiti e debolezze cerchiamo di rimanere nell’amore scambievole e di ricominciare sempre. (E. e P. – Germania) (altro…)
23 Gen 2005 | Ecumenismo
Ivan è cresciuto a Zagabria. Durante la guerra nei Balcani è riuscito a fuggire con la sua famiglia in Germania, ma i bombardamenti e tutto ciò che aveva sperimentato durante la guerra avevano inciso sul suo stato di salute e provocato aggressività, droga e alcol. Alcuni pensavano già che fosse impossibile riabilitarlo e, proprio in quel momento, fu invitato al centro giovanile del Cvjm (l’YMCA tedesca). Per la prima volta sentì parlare dell’amore di Dio per ciascuno di noi. Apprese dai collaboratori del centro che Gesù sa perdonare e riappacificare gli uomini tra loro. Ben presto Ivan affidò la sua vita a Dio, e trovò la forza di aver fiducia negli altri. Ora va avanti per la sua strada in unità con Dio. Storie di questo genere ci incoraggiano a proseguire nel compito affidatoci dall’YMCA: formare bambini e giovani forti e una società solida.Nei nostri gruppi, assai vari, si intrecciano spesso delle amicizie profonde: bambini hanno la possibilità di misurarsi con sé stessi e scoprire dei talenti finora sconosciuti, per esempio nello sport, durante il gioco, in lavori creativi o nel far della musica. E periodi di vacanza o viaggi durante le ferie sono un’occasione ideale per sperimentare la fede, la fiducia e la gioia di vivere insieme. Nei nostri incontri vogliamo dedicarci in modo particolare ai giovani che provengono da difficili situazioni sociali o che si sentono tagliati fuori, sapendoli ascoltare e accogliere. Nei nostri gruppi si promuove nei giovani una competenza nel campo sociale, la capacità di instaurare rapporti e di risolvere conflitti, di sapersi prendere la propria responsabilità. Il Movimento dell’YMCA è nato nel 1844 a Londra, come movimento ecumenico, e si è poi esteso in tutto il mondo come il più grande movimento cristiano-ecumenico per la gioventù. Solo in Germania vi fanno parte 30 mila collaboratori e collaboratrici senza retribuzione e 700 referenti per la gioventù che lavorano a tempo pieno. (Mathias Ritter – Katja Muessig) Tratto da Insieme per l’Europa – Il grande appuntamento di Stoccarda tra movimenti e comunità di varie chiese cristiane – supplemento a Città Nuova N. 10/2004 foto: Helmut Nicklas (YMCA Monaco) (altro…)
12 Dic 2004 | Chiesa, Ecumenismo, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Nel luogo in cui è stato formulato il Credo Venerdì, 26 novembre, quaranta Vescovi – ortodossi, siro-ortodossi, armeni apostolici, anglicani, evangelici-luterani e cattolici di vari riti, provenienti da 18 nazioni – si sono recati insieme a Nicea, il luogo in cui quasi 1700 anni fa, durante il primo Concilio ecumenico, è stato formulato il comune Credo cristiano, detto niceno-costantinopolitano. Consci delle tristi conseguenze delle disunità nel corso dei secoli, in questo luogo-simbolo si sono promessi solennemente di attuare in tutto e innanzi tutto il comandamento evangelico dell’amore reciproco, «affinché Cristo viva sempre fra noi e il mondo possa credere anche per il nostro contributo», come ha detto l’arcivescovo di Praga, il Card. Miloslav Vlk, uno dei principali promotori dell’iniziativa. E’ stato questo – al dire dei partecipanti – uno dei momenti culmine del 23° Convegno ecumenico di Vescovi amici del Movimento dei Focolari che, per invito del Patriarca ecumenico Bartolomeo I, si è svolto dal 23 novembre al 1° dicembre a Costantinopoli.
Intervento del Patriarca ecumenico Bartolomeo I Per la Preghiera ecumenica d’apertura, nella chiesa cattolica di S. Antonio, gremita di cristiani delle diverse Comunità presenti a Istanbul, è intervenuto lo stesso Bartolomeo I, che nella mattinata successiva si è rivolto ai Vescovi, congratulandosi per il loro zelo per l’unità dei cristiani, e si è soffermato quindi sul tema del Convegno: “Dove due o più sono riuniti nel mio nome, là sono io in mezzo a loro” (Mt 18, 20). Con ampio riferimento alla Scrittura e al pensiero dei Padri greci, il Patriarca ha messo a fuoco tre fondamentali presupposti perché si verifichi questa promessa di Gesù: “l’amore verso Cristo, realizzata con l’osservanza di tutti i suoi comandamenti, la fede in lui, manifestata come fiducia in lui, e la retta fede… come retta conoscenza della sua persona che scaturisce dalla comunione personale con lui”.
Visite alle Comunità cristiane di Istanbul Nel corso del Convegno i Vescovi hanno visitato le varie Comunità cristiane della città, unendosi alla loro preghiera, conoscendone i tesori spirituali e condividendone gioie e sofferenze. Di particolare rilievo, la visita alla sede del Patriarca Armeno Apostolico Mesrob II, che, dopo la celebrazione dei Vespri, si è intrattenuto con i suoi ospiti per un ampio dialogo sulla vita e la situazione della Chiesa armena, che ha dato, lungo i secoli, una testimonianza spesso eroica. In un suo messaggio per l’apertura al Convegno aveva già formulato un appassionato appello per l’unità. Molto cordiale pure l’incontro con il Vicario patriarcale Siro-Ortodosso Filüksinos Yusuf Çetin e la sua vivace Comunità che ha fatto grande festa ai Vescovi. In un’intervista rilasciata, il Metropolita ha sottolineato che una tale intesa tra i Vescovi è un esempio importante per i fedeli. Gioia per un gesto ecumenico di grande significato Al Fanar, la Sede del Patriarcato ecumenico, i Vescovi hanno partecipato alle solenni preghiere per l’arrivo delle reliquie di S. Giovanni Crisostomo e S. Gregorio il Teologo, donate dal Papa al Patriarca Bartolomeo I, nella Basilica vaticana. Il gesto ecumenico – aveva detto a Roma il Patriarca Bartolomeo I – ha un grande significato, e “conferma che non esistono nella Chiesa di Cristo problemi insormontabili, quando l’amore, la giustizia e la pace si incontrano”. La partecipazione è continuata poi durante le celebrazioni per la Festa di S. Andrea, Patrono del Patriarcato ecumenico, per la quale, oltre alla Delegazione vaticana guidata dal Card. Kasper, erano convenute a Costantinopoli rappresentanze delle Chiese ortodosse nel mondo.
“Dialogo della vita” La presenza di Cristo fra coloro che sono uniti nel suo nome è stata non solo il tema del Convegno ma soprattutto l’esperienza
che ne ha scandito lo svolgimento, creando – come hanno detto i Vescovi – “un intenso legame di vera fraternità”. Tre interventi preparati da Chiara Lubich, hanno illustrato i fondamenti di questa via ecumenica che nasce dalla spiritualità di comunione vissuta nel Movimento dei Focolari: il cosiddetto “Dialogo della vita”, o “Dialogo di popolo” che – ha spiegato Chiara Lubich – “non è un dialogo della base che si contrappone o giustappone a quello dei cosiddetti vertici o responsabili di Chiese, ma un dialogo al quale tutti i cristiani possono partecipare”. “Se viviamo così nelle nostre Chiese, esse rifioriranno”, ha affermato un Vescovo cattolico dell’Inghilterra, accennando alle grandi sfide della secolarizzazione. Mentre un Vescovo luterano ha espresso quanto aveva sperimentato nel Convegno con le parole del ben noto inno “Ubi caritas et amor, ibi Deus est – dov’è la carità e l’amore lì è Dio”.
Passi sul cammino verso l’unità Nel corso del programma, persone del Movimento dei Focolari di varie Chiese hanno raccontato di come, nelle varie parti del mondo, stanno operando per incrementare la comunione nelle loro Chiese e fra le diverse Comunità cristiane. Di particolare interesse la testimonianza di un parroco cattolico della Romania. Attraverso un paziente dialogo della carità, sono radicalmente cambiati i rapporti fra i pastori e le diverse comunità cristiane della sua città, con molte iniziative comuni che ormai coinvolgono le stesse autorità civili. Non meno significativo il costruttivo dialogo in atto fra il Mouvement Jeunesse Orthodoxe e il Movimento dei Focolari, di cui ha parlato un’ortodossa del Libano. Due evangelici e un cattolico hanno parlato ai Vescovi della Giornata ecumenica “Insieme per l’Europa”. Per essa, l’8 maggio 2004, erano convenuti a Stoccarda 10 mila persone di numerosi Movimenti, Comunità e Gruppi spirituali di varie Chiese: inizio di una maggiore testimonianza comune.
Incontro con il Card. Kasper La presenza della Delegazione vaticana per la Festa di S. Andrea, ha offerto l’occasione di un incontro dei Vescovi con il Card. Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani. Nell’offrire un quadro dei recenti sviluppi ecumenici, egli ha sottolineato l’apporto dei Movimenti ecclesiali alla causa dell’unità: “Io sono molto grato per questi Movimenti, per il Movimento dei Focolari, e penso che è un segno dello Spirito Santo… Soltanto insieme possiamo fare qualcosa per la venuta del Regno di Dio. Perciò i Movimenti sono una strada importantissima”.
Nel settembre 2005 a Bucarest Prima di ripartire per le loro nazioni, i Vescovi hanno stabilito di ritrovarsi di nuovo nel settembre 2005 a Bucarest, aderendo all’invito del Patriarca rumeno-ortodosso Teoctist e del suo Sinodo. (altro…)