12 Nov 2015 | Centro internazionale, Cultura, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Ambiente e Diritti: un tema di grande attualità, a pochi mesi dalla Laudato Si’, l’enciclica di Papa Francesco sull’ambiente, e alla vigilia della COP 21, la Conferenza ONU a Parigi sui cambiamenti climatici. Come nasce l’idea? «È un progetto al quale stiamo lavorando da due anni, che cade in un momento estremamente favorevole per l’attenzione all’ambiente. Il Congresso, dal titolo “Ambiente e “diritti” tra responsabilità e partecipazione”, nasce dall’esperienza condivisa con un magistrato impegnato da anni in processi da cui emergono le tragiche conseguenze e i gravi danni dovuti all’uso irresponsabile delle risorse naturali. Conoscendo come la rete di Comunione e Diritto è estesa in tutto il mondo, ha colto in essa la possibilità di far conoscere e condividere difficoltà e problemi anche dei Paesi più lontani e dimenticati. Dal confronto è nata l’idea di fare qualcosa, che potesse essere una risposta positiva globale». Dal programma emerge un forte coinvolgimento dei giovani. Che percorso avete seguito? «Si tratta del risultato di un confronto avvenuto durante il Seminario internazionale a Castel Gandolfo, in Italia (marzo 2014) tra 40 studiosi e studenti dell’Europa, Africa e Brasile e dalla Summer school ad Abrigada, in Portogallo (luglio 2014) tra giovani europei e africani. Questi ultimi hanno approfondito il tema dell’ambiente nella prospettiva della responsabilità e partecipazione e si sono impegnati a continuare la ricerca sino al Congresso, in programma per il 13-15 novembre prossimi». I partecipanti arrivano da 4 Continenti, rappresentano 21 Paesi. Una prospettiva internazionale dunque, dalla quale guardare le legislazioni vigenti in materia ambientale, con quali obiettivi? «Vorremmo mettere in luce il concetto di relazionalità che è costitutiva della persona. Il nostro essere con gli altri, in una relazione di cura e di attenzione, esige responsabilità nei nostri rapporti sia con l’altro che con la natura. Se vissuti così, questi rapporti ci permettono di cogliere anche le relazioni di Amore che sottostanno al Creato. Un altro obiettivo è quello di rafforzare il concetto di partecipazione nell’attività legislativa. Durante il congresso si valuterà, anche una proposta di legge popolare che va in questa direzione. La proposta parte da una legge regionale siciliana relativa al territorio di Pachino che ha evidenziato il contrasto tra la “procedura legislativa” e il “potere partecipativo”. In pratica assume un ruolo fondamentale la comunicazione con i soggetti interessati, in modo che essi possano valutare le proposte legislative e regolamentari in corso». «Inoltre, vogliamo dare voce a Paesi diversi e distanti tra loro, spesso dimenticati o alla ribalta per situazioni drammatiche, come ad esempio la Repubblica Centrafricana. Si parlerà non solo attraverso un approccio teorico, ma con storie e testimonianze: conduzione di inchieste sui danni all’ambiente per illeciti, “alt” ai poteri forti negli apparati statali, il problema della deforestazione e desertificazione nell’Africa sub sahariana…». È anche un convegno con un approccio interdisciplinare. Tra i partecipanti ad esempio, EcoOne, è una rete di studiosi in campo ambientale ed ecologico che esprime da anni l’attenzione dei Focolari per l’ambiente… «Studiosi di ecologia, fisica ambientale, ma anche economisti, pedagogisti, politologi, architetti, saranno presenti insieme a noi. Con loro, in particolare nella tavola rotonda della domenica mattina, la riflessione si sposterà sulla prospettiva di una visione unitaria che possa ricomporre i due termini: uomo e natura. Nell’ultima sessione interverrà la presidente dei Focolari Maria Voce, avvocato, che tra l’altro è stata tra gli iniziatori di Comunione e Diritto, la rete di studiosi, studenti e operatori del diritto, nata nel 2001 da un’intuizione di Chiara Lubich. CeD, in sintesi, promuove e affianca le più varie iniziative per elaborare e diffondere una nuova cultura fondata sulla relazionalità quale categoria giuridica, ma anche chiave dei rapporti tra operatori del diritto». Comunicato stampa (altro…)
17 Giu 2015 | Cultura, Focolari nel Mondo
Il Convegno intende aprire lo sguardo sul rapporto tra ambiente, persona, diritti, spaziando tra le legislazioni vigenti nei diversi Continenti e le fonti internazionali. La responsabilità del singolo, declinabile altresì nella dimensione collettiva e nell’ambito degli Stati, trova il punto focale nella cura responsabile dell’altro (persona, comunità) anche attraverso la salvaguardia dell’ambiente naturale. Si diventa responsabili del danno perché anzitutto si è responsabili di altri: vuol essere questa una possibile chiave di lettura per aprire lo sguardo a relazioni di fraternità, che prendono vita anche grazie alla partecipazione. È la dimensione giuridica che sottolinea una responsabilità di custodire l’altro nell’impegno condiviso alla tutela dell’ambiente, casa comune per l’umanità. Le tematiche trattano: Diritto dell’ambiente e diritto all’ambiente – Carattere relazionale del diritto ambientale – Principi del diritto ambientale – Tutela pubblicistica dell’ambiente e diritto di partecipazione – Ambiente, città e territorio – Tutela ambientale e responsabilità – Responsabilità d’impresa – Tutela ambientale e legalità Gli argomenti sono stati scelti a seguito dei lavori e degli spunti di riflessione emersi nella preparazione del Congresso e in particolare nel seminario internazionale del marzo 2014 svoltosi a Castelgandolfo (Roma) e nella Summer School di Abrigada (Portogallo) del luglio 2014. PROGRAMMA prenotazioni@comunionediritto.org www.comunionediritto.org comunicato stampa (altro…)
10 Dic 2014 | Cultura, Focolari nel Mondo, Spiritualità
«Lavoro nell’ambito della giustizia penale nella provincia di Santa Fe, da vent’anni. Il mio lavoro non è un buon biglietto da visita, nell’Argentina di oggi, ferita nei rapporti e dove istituzioni e funzionari vengono fatti oggetto di continui sospetti, con o senza ragione. La spiritualità dell’unità, fin dalla mia prima esperienza nei Focolari con i gen, ha dato senso alla mia presenza in questo ambito, dove vengono più in evidenza il delitto, la violenza, il non-amore, che non “l’amore, che è la pienezza della legge”, come dice San Paolo. In questi anni di continue sfide, ho cercato di orientare formazione professionale, etica, carriera, rapporti sociali al servizio delle persone e, certi passi difficoltosi fatti in questa direzione, hanno segnato un momento decisivo nel mio percorso. Quando, con mia moglie, decidemmo di adottare un bambino, non abbiamo voluto approfittare della conoscenza di persone che avrebbero potuto aiutarci a completare le pratiche di adozione più velocemente, sopravanzando altre coppie di sposi, che magari vivevano in solitudine il dolore della sospensione. Finalmente fummo chiamati: la funzionaria di turno, che mi conosceva, rimase molto sorpresa del nostro atteggiamento durato anni di attesa. Con l’arrivo della nostra figlia, adottata, abbiamo avuto conferma che i piani di Dio sono perfetti e si realizzano se solo facciamo la Sua volontà. Una volta ho dovuto occuparmi di un processo in cui l’imputato era pronto a farsi giustizia da sé, se non avesse ottenuto un verdetto favorevole. Intanto, continuavo a ricevere preoccupanti comunicazioni anonime riguardanti la pericolosità dell’imputato e i suoi stretti legami col potere locale. Nonostante tutto, sono rimasto fedele alle esigenze giuridiche del processo e più di una volta ho dovuto avvertire seriamente l’imputato circa gli obblighi da tenere sul piano processuale. Alla fine il verdetto non lo ha favorito, ma con il suo avvocato si è costruito un rapporto di fiducia che perdura anche oggi. Finito il mio lavoro in questa causa, questa persona è venuta a salutarmi: voleva confidarmi di riconoscere le sue attitudini violente, e che, in talune situazioni, in cui avvertiva la spinta ad essere violento, affidava al figlio la soluzione di problematiche per lui irrisolvibili. Siccome i processi sono documentati per iscritto, le diverse pratiche producono montagne di carta che ne rendono difficile la consultazione, e così spesso, gli imputati e i loro familiari, ne soffrono impotenti. Ed è in queste circostanze che creare spazi di condivisione, permette di evidenziare la dignità di ciascuno, primo passo verso la speranza di una vita migliore. A volte, il solo fatto di ascoltare una persona con la mente e col cuore, può darci una luce che va al di là della prassi processuale dell’interrogatorio formale di un detenuto, per far sì che l’imputato possa confidare il suo dramma, e che a sua volta il funzionario di giustizia possa avere una conoscenza adeguata dei fatti per prendere una decisione veramente umana. Questo mi è successo molte volte, come quando decisi una visita psichiatrica per un detenuto che avevo ascoltato profondamente. C’era, infatti, il pericolo che il detenuto tentasse il suicidio e questa scelta determinò un riequilibrio della situazione. Voi lo sapete meglio di me: sempre e in ogni luogo quello che fa la differenza è l’amore, anche nell’esercizio della giustizia». (M.M. – Argentina) (altro…)
6 Dic 2014 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
“Lionello Bonfanti non lo conoscevo. Oggi non solo sono rimasto colpito dalla sua vita, sono profondamente commosso”. È questa una delle tante impressioni raccolte al termine del convegno “Diritto in cerca di giustizia. Il metodo di Lionello Bonfanti”: un ricco pomeriggio di confronto quello che si è svolto venerdì 28 novembre a Parma nella sede dell’Unione Parmense degli Industriali. A organizzarlo Comunione e Diritto, sezione del Movimento dei Focolari che intende cercare e diffondere, nel campo del diritto, la centralità della persona, la sua piena dignità, la sua capacità relazionale e apertura alla trascendenza, come soggetto idoneo a donare al mondo un volto più secondo le aspirazioni dei singoli e dei popoli. Un dibattitto su diritto e giustizia, “ricondotti – come ha spiegato la professoressa Adriana Cosseddu – a una comune radice, dove la giustizia, custode delle relazioni, supera quella della pratica legale per divenire condivisione e capacità di immedesimarsi in ogni situazione di disagio e dolore. Ha una valenza universale, perché possibilità offerta a tutti di ricostruire in una logica di gratuità infinite relazioni, quasi a custodire – per dirla con la filosofa Arendt –, la capacità di entrare in relazione con gli altri e, soprattutto, di mettersi al posto dell’altro”. A tracciare la metodologia del corretto rapporto tra diritto e giustizia è proprio il magistrato Bonfanti: “Dalla sua vita infatti emerge – così si è espressa Maria Voce, presidente del Movimento dei Focolari, in un messaggio indirizzato a tutti i partecipanti – come questa ricerca della giustizia vada sempre oltre la semplice applicazione delle norme. La sua è una ricerca che punta in primo luogo ai rapporti, al riconoscere la dignità di ogni persona e a mettersi in relazione con essa, che sia il proprio collega, l’avvocato, il cancelliere, la parte offesa, o l’imputato, anche di gravi reati. Il suo impegno nel ricercare l’applicazione del diritto per giungere non tanto e non solo alla verità processuale, ma alla giustizia, lo ha guidato dentro e fuori il tribunale, verso mete sempre più ampie”.
E il rispetto per ogni uomo, per i suoi diritti fondamentali, è stato il tema trattato dal prof. Mario Ricca: attraverso favole divertenti, in una continua provocazione rivolta al pubblico e in modo particolare agli operatori del mondo giuridico, l’ordinario di Diritto Interculturale dell’Università di Parma ha sottolineato, tra l’altro, come la Dichiarazione universale dei diritti umani sia ancora poco presa realmente in considerazione e poco concretamente applicata. Un incontro a carattere formativo, per un pubblico di magistrati, avvocati e notai, accreditato dalla Fondazione Nazionale del Notariato e dal Consiglio dell’ordine degli Avvocati. Non sono mancate testimonianze, a dimostrare che la metodologia utilizzata dal magistrato Bonfanti nella propria professione è ancora attuale e applicabile; hanno dato il loro contributo l’avvocato Maria Giovanna Rigatelli, il prefetto Mario Ciclosi e Gino Trombi, amico di Lionello A dar un tocco inusuale, una performance artistica su Lionello Bonfanti curata dal regista Maffino Maghenzani; attraverso parole dello stesso magistrato Bonfanti, in un gioco di musica e immagini, si è entrati intimamente nella sua vita, professione e scelta di vivere per costruire rapporti veri, profondi e duraturi con ogni uomo. “Lionello – così ha definito il convegno sua sorella Maria Grazia Bonfanti – oggi è veramente ritornato a Parma. Questo incontro, in questa sala così prestigiosa, è stato all’altezza della sua vita, del suo operato”. (altro…)
16 Ago 2014 | Cultura, Sociale
Abrigada (Portogallo): sono in 30, da Kenya , Angola, Congo, Portogallo, Spagna, Italia. Cary, angolana, studia diritto a Lisbona. È stata lei, l’ultima mattina, ad avviare una serie di impressioni e proposte: “Vorrei chiedere ad ognuno di voi di “non scendere”. Se avremo questa mente sana, onesta, piena di amore verso chi ha bisogno, allora porteremo avanti questo nostro sogno”. Federico, italiano, ha ben sintetizzato cosa è emerso dai lavori: “Dopo questa Summer school è chiaro che non si può fare diritto senza farlo comparato; per affrontare i temi dell’ambiente occorre un approccio globale e multidisciplinare”. I 4 giorni di lavori, dal 26 al 29 Luglio, hanno ruotato attorno allo studio della tutela giuridica dell’ambiente naturale, in vario modo minacciato nelle diverse parti del mondo. Lo studio, fatto insieme con docenti di discipline giuridiche e ambientali, ha fatto venire alla luce e ha fatto sentire in ognuno, in maniera vitale, la comunione con l’ambiente che ci circonda, sì da suscitare in tutti il bisogno di custodirlo. Questa consapevolezza ha accomunato tutti i partecipanti alla scuola, al di là delle differenti origini e provenienze, nel bisogno di difendere l’integrità della natura ed insieme ha affratellato tutti i partecipanti, sì da far pensare che perseguire tutti insieme la protezione dell’ambiente in tutto il mondo è una via concreta, sicura ed efficace per realizzare la pace e la fratellanza.
Marc’Angela del Congo sente che deve impegnarsi in prima persona: “Non posso più tirarmi indietro. Ho pensato di coinvolgere un gruppo di giovani nel mio Paese, che già si impegnano in una ONG, per poter insieme lavorare a salvare l’ambiente. Qui ho capito che gli errori che stiamo compiendo nel mio Paese, in Italia sono stati fatti tanti anni fa, e ora vedo le conseguenze. Dobbiamo imparare e impegnarci, anche a costo personale”. “Quello che rende indimenticabili questi momenti è la relazione: dobbiamo imparare a trasferire questo modus vivendi nella vita di tutti i giorni. Non è il mio primo incontro di questo genere, ma ogni volta quello che mi colpisce è l’amore universale che qui si vive”, dice Michela, dall’Italia. “Tornando, voglio impegnarmi per cambiare le cose attorno a me. Sono solo una goccia nell’oceano, ma credo che con questa goccia possa fare la differenza”, spiega invece dal Kenia Eva Maria.
“Torno con grandi propositi: partecipare attivamente, vivere per gli altri. Vengo volentieri qui perché alla fine di questi incontri non sono più napoletana, italiana, ma cittadina del mondo. Qui con voi vivo la fraternità” (Maria) Il prossimo appuntamento è per il Congresso internazionale (Castel Gandolfo 13-15 novembre 2015), ma – concludono i giovani “vogliamo arrivarci da protagonisti, preparandolo insieme”. (altro…)