18 Gen 2015 | Cultura, Dialogo Interreligioso, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
«Come tutti i francesi, siamo sotto lo choc per gli avvenimenti della scorsa settimana, tragedia che ha portato circa 4 milioni di persone a manifestare domenica 11 gennaio 2015 – scrive Dominique Bonnet, direttore del gruppo editoriale francese Nouvelle Cité –». «In quanto casa editrice – continua – abbiamo sentito il dovere di reagire all’attentato e alle uccisioni dei vignettisti di Charlie Hebdo, ma cercando di offrire un messaggio positivo. Sottolineando cioè il “vivere insieme” che noi vogliamo costruire con tutti e tutte le religioni. Per questo abbiamo scelto di esprimerci attraverso una vignetta che non riprende lo slogan “Je suis Charlie” ma “Je suis avec Charlie” [sono con]. Infatti non condividiamo la linea editoriale di quel giornale. La nostra vignetta mostra in alto i 4 vignettisti uccisi. Rispettando la loro rivendicazione in quanto atei, ci è sembrato che la frase “Il ne vont quand même pas nous canoniser” [“Non vorranno mica farci santi?!”], potesse corrispondere loro. Gli slogan in fondo alla vignetta esprimono la nostra visione del “vivere insieme”». La vignetta è stata pubblicata il 10 gennaio sul sito di Nouvelle Cité, e rilanciata su Facebook e Twitter. La marcia di Parigi per la pace ha raccolto un’adesione impressionante, con ripercussione in tutto il mondo. «Le luci sulla “festa di essere insieme” si sono spente. Domani dovremo vivere insieme. Ma nelle varie interviste vengono date a questa espressione interpretazioni diverse. Questioni, queste, che in Francia, ci si pone seriamente. La laicità è la Religione che rimpiazza le religioni? La religiosità appartiene ormai ad un campo strettamente privato? Fin dove arriva la libertà d’espressione? A Parigi, sotto un sole invernale, per tre ore, migliaia di cuori si sono riscaldati parlandosi». I membri dei Focolari in Francia, e non solo, s’impegnano a restare fedeli al Time out per la pace, che si svolge in tutto il mondo ogni giorno alle ore 12 locali. E a raddoppiare le energie nel dialogo interreligioso, con azioni di ogni genere come quella di “Vivre ensemble a Cannes”, ormai alla sua quarta edizione. La città di Cannes è vincitrice del “Premio Chiara Lubich 2015 per la fraternità”. La consegna del premio in Campidoglio, a Roma, il 17 gennaio: a riceverlo una delegazione composta da 15 persone con rappresentanti del dialogo interreligioso. (altro…)
17 Gen 2015 | Centro internazionale, Ecumenismo, Spiritualità
Giordani presiedette un convegno di ecumenisti nell’autunno 1967 presso la sede del Movimento dei Focolari a Rocca di Papa. Vi partecipava l’archimandrita mons. Eleuterio Fortino, che ha dato in seguito questa testimonianza: «Giordani in quel convegno era riuscito per la sua serenità interiore a placare i toni accesi del dibattito; ed aveva chiarito gli aspetti teologici e pastorali del decreto del Vaticano II Unitatis redintegratio (1964), facendo cadere le ultime resistenze degli oppositori italiani alla preghiera in comune fra tutti i cristiani nella Settimana per l’unità delle Chiese» . Per parte sua Giordani seguiva già dal 1940 questa Settimana, che ad essere precisi è un Ottavario: dal 18 al 25 gennaio. Ce lo spiega lui stesso in uno scritto di quell’anno, dove precisa fra l’altro il senso delle due date: festa della cattedra di S. Pietro a Roma, la prima, conversione di san Paolo, la seconda. «La pratica dell’Ottava per l’unità, poiché aduna milioni di cristiani ai piedi dell’unico Padre per fargli un’unica, corale, domanda, che ridiventino tutti uno, è già essa stessa un inizio dell’unità, oltre che un avvio nella direzione giusta. Durante i preparativi di questa Ottava s’è sparsa la notizia, al principio assai imprecisa, che in un monastero di monache trappiste presso Roma, si pregava con un’intensità particolare, per la cessazione delle divisioni tra cristiani, il cui aspetto – che è aspetto di Cristo sanguinante – non dovrebbe darci requie.

Suor Maria Gabriella Sagheddu
Io venivo a sapere che, in quella Trappa, un’umile monaca, Maria Gabriella, s’era offerta vittima per l’unità della Chiesa e che la sua immolazione aveva colpito profondamente una comunità di fratelli separati in Inghilterra. La notizia, pur così vaga, allargava immensamente – agli occhi miei almeno – l’orizzonte del movimento unitario e apriva prospettive nuove, in cui, come lembo d’azzurro tra fenditure di tempesta, si mostrava il volto del cielo sopra l’umanità rissosa. Metteva, insomma, nella sua vera luce l’Ottava e i suoi fini. Ora queste monache probabilmente non sapevano nulla di tutti quei dibattiti e commissioni e comitati: e in ogni caso – per quanto grandi fossero le benemerenze di quei convegni internazionali – esse non ritenevano che fosse materia loro. Poste di fronte al problema della scissione, esse l’avevano contemplato con semplicità, al lume della Regola, che mai devia: e cioè avevano visto che l’unità andava cercata dove sta: alla fonte, alla matrice: doveva in altri termini, chiedersi al Padre, nel quale – come con la parabola del Figliol prodigo ci è stato insegnato – e solo nel quale i fratelli si unificano. Ciò vuol dire che queste umili creature, che non incontreremo in nessun congresso, han visto subito il da farsi e han messo sulla strada diritta il movimento per l’unità. […]. L’unità non è opera di uomini ma di Dio: non di studio, ma di grazia. Accetta, Padre, queste offerte pure, anzitutto per la tua Chiesa, perché ti degni di purificarla, custodirla, e unificarla…» . Da “Il percorso ecumenico di Igino Giordani” di Tommaso Sorgi – estratto da Nuova Umanità, n. 199 – gennaio/febbraio 2012. (altro…)
16 Gen 2015 | Chiesa, Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Sociale, Spiritualità
L’Europa continua a lottare con un’incertezza economica che pone gravi sfide a imprese, responsabili delle politiche economiche e cittadini. Cristiani provenienti da vari ambiti dell’economia e dal mondo imprenditoriale si sono dati appuntamento a Loppiano (nei pressi di Firenze), dal 6 all’8 marzo, per condividere esperienze e visioni, per dare il contributo di una voce profetica di speranza. «Finora in Europa ha parlato solo la voce delle istituzioni – afferma il prof. Luigino Bruni –. Il nostro sogno è che nei ministeri dell’economia ci siano dei francescani, focolarini, persone che hanno scelto gli ultimi… C’è bisogno della voce della gratuità. Negli ultimi decenni queste voci si sono completamente zittite. Un’economia senza anima, senza carismi capaci di includere anche i poveri, non ha futuro. Che cosa hanno da dire i movimenti cristiani, oggi, sul piano economico? Abbiamo cominciato il cammino di “Insieme per l’Europa” con Chiara Lubich all’inizio del millennio. Dopo 15 anni di lavoro insieme sul piano della conoscenza, ci sembra che questo cammino diventi un essere insieme per un’economia diversa, per una politica diversa. È arrivato il momento di dire qualcosa». L’iniziativa del convegno nasce nel novembre 2012 a Monaco di Baviera, durante l’incontro degli ‘Amici di insieme per l’Europa’ (Together for Europe). In quell’occasione, esperti in ambito economico di alcuni movimenti e comunità di diversi paesi e chiese, si sono accordati per generare un momento di approfondimento comune, con l’intento di dare un contributo specifico nel campo economico, a partire dai carismi. Il programma prevede uno spazio per approfondire i “segni dei tempi” che viviamo, con la condivisione delle proprie esperienze. E uno spazio per la riflessione sui “segni di speranza” con una tavola rotonda sull’economia della condivisione e la “cultura del dare”. È anche prevista una sperimentazione di «lavoro con le mani, non solo con la testa», alla “Fattoria Loppiano Prima”; e un workshop artistico con il gruppo musicale Gen Verde. “Insieme verso un’economia del bene comune” è il titolo scelto, e si articolerà in 3 aree di lavoro: povertà, imprese e istituzioni. Verrà allestita una expo con le realizzazioni di ogni comunità. «Non solo banche mercati e finanza – continua Bruni – ma contributo dal basso, dalla solidarietà, per dare voce a tutti, ai poveri, agli esclusi. Cerchiamo di fare un cammino insieme, con alcuni movimenti cattolici ed evangelici (Giovanni XXIII, Schönstatt, Focolari, Ymca e Vineyard), come comitato preparatore, e con la specificità di ascoltare la voce dei carismi riguardo la crisi economica che vive l’Europa». L’idea, dunque, è dare una prospettiva sull’Europa a partire dall’economia come reciprocità e come dono e non solo come interesse e profitto. L’Economia che nasce dalle cooperative, dal sociale, dal civile. «L’Europa economica – spiega il prof. Bruni – l’hanno fatta anche i carismi di Benedetto, di Domenico, di Francesco (pensiamo all’istituzione dei Monti di Pietà), per non parlare dei carismi sociali che hanno inventato le scuole, gli ospedali, parallelamente al mondo del commercio che decollava con le imprese e i mercanti. La nuova Europa che nascerà da questa crisi, perché sia un’Europa buona, ha ancora oggi bisogno del contributo dei carismi, carismi moderni, che parlano il linguaggio dell’economia; c’è tutta una vita dei movimenti cristiani europei che ha da dire la sua, diversa da quella della Banca centrale europea. Cominceremo umilmente, ma il nostro obiettivo è andare a Bruxelles per rivolgerci alle istituzioni con un contributo specifico». (altro…)