18 Dic 2005 | Nuove Generazioni
Cari giovani amici, desidero inviare il mio cordiale saluto a tutti voi, radunati a Nieuwegein per la prima Giornata nazionale dei giovani cattolici d’Olanda. Saluto il Cardinale Adriano Simonis, Arcivescovo di Utrecht e Presidente della Conferenza Episcopale, e tutti i Vescovi olandesi, esprimendo vivo apprezzamento per la realizzazione di questa felice iniziativa. Desidero poi ringraziare il Werkgroep Katholieke Jongeren per l’impegno profuso in questi anni e i sacerdoti e laici impegnati nella pastorale giovanile, che vi seguono nella vostra riflessione. Tramite questo messaggio, cari giovani, desidero rendermi spiritualmente presente in mezzo a voi e assicurarvi che vi accompagno nella preghiera. So che tanti di voi hanno preso parte all’incontro mondiale di Colonia ed è per me motivo di grande gioia il fatto che adesso vogliate proseguire l’esperienza iniziata con la Giornata Mondiale della Gioventù, coinvolgendo altri vostri coetanei che non hanno avuto la grazia di parteciparvi. Tenere l’odierno raduno su invito dei vostri Vescovi è un bellissimo segno per la società olandese: sta ad indicare che voi non avete paura di dire che siete cristiani e volete testimoniarlo apertamente. In effetti, la ragione più profonda del vostro ritrovarvi insieme è incontrare il Signore Gesù Cristo. Così è stato per chi ha partecipato alla recente Giornata Mondiale della Gioventù, che aveva per tema: “Siamo venuti per adorarlo” (Mt 2,2). Sulle orme dei Magi, animati dall’anelito di ricercare la verità, giovani di ogni angolo del mondo si sono dati appuntamento a Colonia per cercare e adorare il Dio fatto Uomo, e poi, trasformati dall’incontro con Lui ed illuminati dalla sua presenza, hanno fatto ritorno al loro paese, come i Magi, “per un’altra strada” (cfr Mt 2,12). Così anche voi siete rientrati in Olanda desiderosi di comunicare a tutti la ricchezza dell’esperienza vissuta, e quest’oggi volete condividerla con i vostri coetanei. Cari amici, Gesù è il vostro vero amico e Signore, entrate in un rapporto di vera amicizia con Lui! Egli vi attende e solo in Lui troverete la felicità. Quanto è facile accontentarsi dei piaceri superficiali che l’esistenza quotidiana ci offre; quanto è facile vivere solo per se stessi, apparentemente godendosi la vita! Ma prima o poi ci si rende conto che non si tratta di vera felicità, perché questa sta molto più in profondità: la troviamo soltanto in Gesù. Come ho detto a Colonia, “la felicità che cercate, la felicità che avete diritto di gustare ha un nome, un volto: quello di Gesù di Nazareth” (18 agosto 2005, Discorso presso la banchina del Poller Rheinwiesen). Per questo vi invito a cercare ogni giorno il Signore, che non desidera altro se non che siate realmente felici. Intrattenete con Lui una relazione intensa e costante nella preghiera e, per quanto vi è possibile, trovate momenti propizi nella vostra giornata per restare esclusivamente in sua compagnia. Se non sapete come pregare, chiedete che sia Lui stesso ad insegnarvelo e domandate alla sua celeste Madre di pregare con voi e per voi. La recita del Rosario può aiutarvi ad imparare l’arte della preghiera con la semplicità e la profondità di Maria. E’ importante che al cuore della vostra vita ci sia la partecipazione all’Eucaristia, in cui Gesù dà se stesso per noi. Egli, che è morto per i peccati di tutti, desidera entrare in comunione con ciascuno di voi, bussa alla porta del vostro cuore per donarvi la sua grazia. Andate all’incontro con Lui nella Santa Eucaristia, andate ad adorarlo nelle chiese e restate inginocchiati davanti al Tabernacolo: Gesù vi colmerà del suo amore e vi manifesterà i pensieri del suo Cuore. Se vi porrete in ascolto, sperimenterete in modo sempre più profondo la gioia di far parte del suo Corpo mistico, la Chiesa, che è la famiglia dei suoi discepoli stretti dal vincolo dell’unità e dell’amore. Imparerete inoltre, come dice l’apostolo Paolo, a lasciarvi riconciliare con Dio (cfr 2 Cor 5,20). Specialmente nel sacramento della Riconciliazione Gesù vi attende per perdonare i vostri peccati e riconciliarvi con il suo amore attraverso il ministero del sacerdote. Confessando con umiltà e verità i peccati riceverete il perdono di Dio stesso mediante le parole del suo ministro. Quale grande opportunità ci ha dato il Signore con questo Sacramento per rinnovarci interiormente e progredire nella nostra vita cristiana! Vi raccomando, fatene costantemente buon uso! Cari amici, come vi dicevo sopra, se seguite Gesù non vi sentite mai soli perché fate parte della Chiesa, che è una grande famiglia nella quale potete crescere nell’amicizia vera con tanti fratelli e sorelle nella fede, disseminati in ogni parte del mondo. Gesù ha bisogno di voi per “rinnovare” l’odierna società. Preoccupatevi di crescere nella conoscenza della fede per essere suoi autentici testimoni. Dedicatevi a comprendere sempre meglio la Dottrina cattolica: anche se talora a guardarla con gli occhi del mondo può sembrare un messaggio non facile da accettare, c’è in essa la risposta appagante per i vostri interrogativi di fondo. Abbiate fiducia nei Pastori che vi guidano, Vescovi e sacerdoti; inseritevi attivamente nelle parrocchie, nei movimenti, associazioni e comunità ecclesiali, per sperimentare insieme la gioia di essere seguaci di Cristo, il quale annuncia e dona la verità e l’amore. E proprio spinti dalla sua verità e dal suo amore, insieme con gli altri giovani che cercano il senso vero della vita, potrete costruire un avvenire migliore per tutti. Cari amici, vi sono vicino con la preghiera affinché accogliate generosamente la chiamata del Signore, che vi prospetta grandi ideali in grado di rendere bella e piena di gioia la vostra vita. Siatene certi: solo rispondendo positivamente al suo appello, per quanto esigente possa sembrarvi, è possibile incontrare la felicità e la pace del cuore. Vi accompagni in questo itinerario di impegno cristiano la Vergine Maria e vi sia di aiuto in ogni vostro buon proposito. Con tali sentimenti, imparto di cuore una speciale Benedizione Apostolica a tutti voi raccolti a Nieuwegein, come pure a coloro che con amore e sapienza vi accompagnano nel vostro cammino di crescita umana e spirituale. Dal Vaticano, 21 Novembre 2005 BENEDICTUS PP. XVI (altro…)
18 Dic 2005 | Nuove Generazioni
Una Chiesa vitale, gioiosa, autentica, in cammino verso e con la società, è quella che ha attirato 2.300 giovani olandesi in una domenica di fine novembre a Utrecht, al primo appuntamento nazionale, indetto per dar seguito all’esperienza iniziata alla Giornata Mondiale della Gioventù a Colonia, nell’agosto scorso. Una partecipazione che non si verificava da decenni.
L’evento è stato frutto della collaborazione, in un clima di profonda comunione, fra diocesi e movimenti, fra cui il Rinnovamento Carismatico, il Comitato giovani cattolici, Emmanuel e i Focolari. Una comunione fra carismi vissuta già in preparazione alla Gmg. “La felicità che cercate, la felicità che avete il diritto di gustare, ha un nome, un volto: quello di Gesù di Nazareth”. E’ questo un passaggio centrale del messaggio autografo del Papa, profondo e pieno di calore, accolto con un lungo applauso. Benedetto XVI ha incoraggiato i giovani ad approfondire il loro rapporto con Gesù, attingendo ai sacramenti, per poi assumersi le proprie responsabilità nella vita personale e nella società. Il meeting è proseguito con lavori e approfondimenti di gruppo su catechesi e applicazione sociale. Si è spaziato così da fede, etica e scienza, al come vivere da cristiano nella politica, nell’insegnamento, nell’economia ; dall’ecumenismo al dialogo interreligioso. E’ stato un costatare quanto desiderio c’è in questi giovani di approfondire la loro fede, e quanto sono assetati della verità.
«La nebbia che per decenni ha coperto la gioventú nella Chiesa Cattolica in Olanda è sparita». E’ quanto ha detto all’omelia il vescovo Mgr. de Jong, ausilare di Roermond, responsabile della pastorale giovanile, alla Messa concelebrata con il card. Simonis, che ha concluso la Giornata. Queste parole esprimevano una certezza condivisa da tutti: in una società che si sta secolarizzando sempre di più, è nato nel seno della Chiesa qualcosa di nuovo che è irriversibile. Quanto sta avvenendo in Olanda è un fenomeno che si sta verificando anche in altri Paesi europei. Come osserva Lorenzo Fazzini, su Avvenire dell’8 dicembre, “c’è aria di spiritualità” e il riflesso di questa ritrovata interiorità è l’apertura all’altro, che si traduce in moltissimi casi nell’impegno sociale e nella scelta di servire i più poveri”. (altro…)
12 Ott 2005 | Nuove Generazioni
Anche quest’anno la SMU si svolge in contemporanea nelle principali città dei cinque continenti, dalle terre colpite dallo Tsunami agli USA, passando per l’Africa, il Medio Oriente e altri punti “caldi” del nostro pianeta, da Mosca alla Terra del Fuoco.
Il motto: “Give a hand to our city” (Diamo una mano alla nostra città), sottolinea l’impegno dei “Giovani per un mondo unito”, che ne sono i promotori, per la propria città, paese o villaggio, guardando prima di tutto a coloro che hanno più bisogno, interpellando per questo le istituzioni e le realtà locali, con lo scopo di portare sempre più persone a credere che ‘Il mondo unito è possibile’! I giovani raccolgono il testimone dai ragazzi che hanno appena terminato in 300 città del mondo la loro iniziativa di Run4unity.
La Settimana Mondo Unito si concluderà, il 15 e il 16 ottobre, con due “telefonate planetarie” nelle quali i giovani, collegati in circa 100 località in tutto il mondo, ascolteranno un messaggio di Chiara Lubich e si scambieranno impressioni ed esperienze. Come nasce l’idea, 10 anni fa: è a conclusione del Genfest 1995 a Roma che viene lanciata “Una proposta, a tutti noi, ai giovani del mondo intero, alle istituzioni nazionali e internazionali, pubbliche e private, a tutti. Anzi un appuntamento: alla Settimana Mondo Unito. Lo scopo? Evidenziare e valorizzare le iniziative che promuovono l’unità… ad ogni livello”. A dieci anni da quello storico momento, il bilancio è estremamente positivo. Tutte le edizioni della manifestazione hanno visto una larga partecipazione su tutti i punti della terra. (altro…)
8 Set 2005 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Vengo da una provincia del sud, una regione di contadini, con una forte cultura individualista, dove ognuno fa il possibile per uscire dalla povertà. La famiglia ha poco valore, si sta bene solo con quei pochi che chiamiamo amici. Dio è lontano. Anche per me l’unica preoccupazione era il benessere. Immerso in quest’ambiente sono entrato nel commercio della droga: prima nella coltivazione e poi nella distribuzione su piccola scala. Per quelli che vogliono guadagnare tanti soldi facilmente, questo è il lavoro giusto. La mia coscienza però lentamente si è ribellata: di notte leggevo una Bibbia chiesta in prestito e mi accorgevo che quanto facevo era in pieno contrasto con quelle parole. E’ in questa fase della mia vita che dei cugini mi hanno invitato ad un incontro di giovani. Ho trovato in loro qualcosa di speciale: volevano vivere il Vangelo. Tornato al lavoro ho deciso di provarci anch’io: ho iniziato a cambiare alcuni atteggiamenti. Cercavo insomma di auto-educarmi, ma il punto era che io in quell’ambiente non ci potevo stare, se volevo essere coerente: guadagnavo bene, ma la droga uccide. Quelli che la compravano da me dicevano che era per fare medicine e che Dio non c’entra perché ci ha fatti liberi e noi dobbiamo guadagnarci il pane. Ho maturato allora la convinzione che l’unica alternativa per uscire dal giro era andarmene. Una scelta incomprensibile ai più, non solo perché lasciavo “l’affare migliore”, ma anche perché questa era una scelta piena di pericoli, sfidavo la legge del più forte. Ma l’ho fatto. Ho cominciato ad occuparmi degli altri, lavorando in organizzazioni comunali. Ho pensato di contattare quei giovani che volevano vivere il Vangelo, per fare qualcosa di buono per il nostro Paese. Ho raccontato loro del mio desiderio di cambiar vita, e mi hanno parlato del progetto dell’Economia di comunione. Prima pensavo che per dare bisognasse esser ricchi, ma ho capito che si può dare anche il poco che si ha. Ho formato così un gruppo per aiutare tanti altri come me, e abbiamo iniziato varie attività: una palestra, una squadra di calcio, giornate di lavoro a servizio di chi ha più bisogno, cercando di cogliere ogni occasione per superare il profondo individualismo in cui viviamo. Per esempio, ad un vicino si è incendiata la casa. Abbiamo chiesto come poter essere utili e ci ha detto che gli serviva del cemento per costruire il serbatoio per l’acqua. Abbiamo lavorato per trovare i soldi, siamo andati in paese per pagare il cemento e gli abbiamo dato la fattura perché andasse a ritirarlo. Un signore con sette figli ha deciso di costruire la sua casa, ma per via del lavoro non aveva mai tempo per finirla. Ci ha chiesto di andare a prendere il legname in un posto distante 4 km. su un difficile sentiero di montagna. Abbiamo impiegato otto ore, quasi senza riposarci, ma lui era infinitamente grato. Andiamo anche in una casa di anziani, portando loro alcuni prodotti del campo. Si è messa in moto così nel paese una catena di condivisione che ci fa sentire molto più uniti e che ci ha permesso di superare antichi odi e divisioni, facendoci sperimentare il senso del vivere da fratelli. (J. S. – Colombia)
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8 Set 2005 | Non categorizzato
La Colombia: un Paese travagliato da guerriglia e narcotraffico, piaghe che non hanno però stroncato la vitalità e la voglia di reagire della popolazione. Come in altri Paesi del “Nuovo continente” non mancano segnali di risveglio proprio a partire dalle nuove generazioni. E’ per loro iniziativa che a Tocancipà, importante polo di sviluppo industriale nei pressi della capitale, verrà ospitato un incontro di giovani di vari paesi dell’America latina, con lo scopo di unire le forze per la pace in Colombia e in tutto il continente. Titolo del Convegno, che si svolgerà dall’8 al 10 settembre: “Fraternità, una ragione politica per la pace”. Lo promuovono i giovani del Movimento dei Focolari impegnati in politica, la “Generazione Terzo Millennio”, e la Fondazione “Paese Terra Promessa”.
Una sfida non da poco, se si considera che la Colombia da 20 anni soffre di un grave conflitto interno tra guerriglia e governo che provoca ogni anno migliaia di morti tra la popolazione civile, sindacalisti, politici, attivisti dei diritti umani e giornalisti. Almeno 2 milioni sono le persone costrette a fuggire dalle campagne verso le città – è il triste fenomeno dei desplaçados – abbandonando case e beni. L’incontro colombiano si svolgerà ad una settimana dalla conclusione del Primo Parlamento universitario latinoamericano, riunitosi a Buenos Aires, e a pochi mesi dal recente incontro di Rosario, “Città per l’Unità”, primo convegno di sindaci dell’America Latina, promosso dal Movimento internazionale Politico per l’Unità (MPPU) di Argentina, Brasile, Uruguay, in cui anche i giovani sono stati protagonisti. Inoltre, un anno fa, nascevano le Scuole di Formazione politica per i giovani, dell’MPPU, in Argentina. Altrettanti segnali di un nuovo fermento in atto nel nuovo continente.
“Senza di te, alla pace manca qualcosa” è l’invito che i giovani hanno rivolto ai loro coetanei. Costo di partecipazione: l’impegno a fare della fraternità la guida di ogni azione.
Fra gli obiettivi di questa iniziativa: ascoltare i giovani sulle problematiche dei Paesi dell’emisfero latinoamericano, proporre insieme soluzioni concrete che possano incidere in maniera diretta in favore del bene comune delle comunità di appartenenza, promuovere l’interazione tra i giovani e le istituzioni pubbliche e private, e mettersi in rete con quanti lavorano alla costruzione di una società pacifica, giusta, degna, solidale, autonoma e fraterna.
In programma la presentazione dell’esperienza delle Scuole di formazione sociale e politica dell’Argentina, e della “pratica della fraternità” in una città. Fra i temi affrontati nelle tavole rotonde: ‘Conflitto e pace’, fraternità come metodo di azione per la pace nel contesto della problematica latinoamericana, in particolare in Colombia; ‘Economia’, la necessità di fondare un nuovo paradigma, l’Economia di Comunione. Seguiranno lavori di gruppo. (altro…)