31 Gen 2010 | Cultura, Dialogo Interreligioso, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Il Simposio è organizzato dalla Mahachulalongkorn Rajavidyalaya University of Chiang Mai, in collaborazione con Movimento dei Focolari e la Rissho Kosei-Kai, il movimento laico buddhista protagonista da vari decenni di dialogo interreligioso a livello mondiale. Il tema del convegno “Dharma, Compassione ed Agape nel mondo contemporaneo” ha un sottotitolo particolarmente intonato alle problematiche del mondo d’oggi: “La risposta delle religioni alle sfide del mondo globalizzato”. E’ significativo che sono stati proprio gli interlocutori buddhisti a voler affrontare una tale tematica nel corso del simposio, a conferma della sua trasversalità, che va a toccare uomini e donne di qualsiasi Paese a prescindere dalle culture e dalle religioni. Saranno circa cento cinquanta i partecipanti al convegno, provenienti dal Giappone, Corea, Taiwan, Singapore, Filippine, Sri Lanka, Bangladesh, India, Inghilterra e Italia. Fra loro, come osservatori, una trentina di monaci studenti in master presso l’università buddhista di Chiang Mai. Alla cerimonia di apertura che si terrà oggi pomeriggio presso il tempio di Wat Phrathat Sri Chomthong Voravihara saranno presenti autorità di varie religioni. L’Arcivescovo Salvatore Pennacchio, Nunzio Apostolico in Thailandia, sarà l’ospite d’onore, insieme a Msgr. Andrew Vissanu Thaya-anan, Sottosegretario del Pontifico Consiglio per il Dialogo Interreligioso, al nuovo arcivescovo di Bangkok, Mons. Francis-Xavier Kriengsak Kovithavanij, Mons. Chusak Sirisut, vescovo di Nakhon Ratchasima, presidente della Commissione per il Dialogo Interreligioso della Conferenza Episcopale Thailandese, e al vescovo della diocesi di Chiang Mai, Msgr. Francis Xavier Vira Arpondratana. Il Movimento della Rissho Kosei Kai sarà rappresentato dal suo presidente, Nichiko Niwano, che rivolgerà un messaggio ai presenti. Da parte buddhista therawada, interverranno alla cerimonia la più alta autorità della zona di Chiang Mai – Phra Tepkosol – e Phra Thammankalajarn (conosciuto anche come Ajahn Tohng Sirimankalo), che ha offerto il suo centro di meditazione vipassana, presso il tempio di cui è titolare, per lo svolgimento del convegno. E’ prevista anche la presenza di rappresentanti istituzionali. Significativa la partecipazione del Direttore dell’Ufficio per le Relazioni con religioni e culture del Consiglio Mondiale delle Chiese di Ginevra, il Dr. Shanta Premawardhane. Il Simposio si pone in continuità con altri due tenutisi a Roma, nel 2004 e 2008, ed uno ospitato dalla Rissho Kosei Kai e Tendai-shu ad Osaka nel 2006, e desidera svolgersi, ponendo in ogni momento l’amore cristiano e la compassione buddhista come base di tutto quanto si svolgerà nei prossimi giorni. E’ stato questo lo spirito che ha caratterizzato i precedenti simposi, impegnando ogni partecipante ad una sincera ricerca di ciò che unisce per contribuire a crescere verso la fratellanza universale. Il 3 febbraio interverrà anche la presidente del Movimento dei Focolari, attualmente in Asia. Maria Voce, inoltre, è attesa presso la Mahachulalongkorn Rajavidyalaya University of Chiang Mai, dove il 5 febbraio parlerà ai monaci. Roberto Catalano (altro…)
19 Nov 2009 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Rappresentanti del Movimento dei Focolari hanno partecipato all’Assemblea Nazionale di Religioni per la Pace, tenutasi a Roma all’interno del chiostro di Santa Cecilia in Trastevere lo scorso 15 novembre.
Religioni per la Pace, nuova denominazione di quella che era conosciuta come Conferenza Mondiale delle religioni per la pace (WCRP), ha contribuito a partire dal 1970 all’incontro fra le religioni e, ultimamente, alla soluzione e prevenzioni di conflitti specie di carattere religioso o etnico. Il Movimento dei Focolari vi partecipa in modo attivo sia a livello internazionale che italiano a partire dai primi anni ottanta.
I partecipanti all’Assemblea della sezione italiana, accolti dalle calorose parole di benvenuto della giornalista Lisa Palmieri Billig, hanno ascoltato una relazione del Segretario nazionale, uscente, il Dr. Luigi De Salvia. L’intervento ha cercato di mettere a fuoco la necessità della promozione dell’integrazione fra le differenze come chiave per prevenire conflitti di qualsiasi genere e, in particolare, le tensioni create dalla paura dell’altro, il ‘diverso’. Il dibattito che ne è seguito ha messo a fuoco un impegno rinnovato contro xenofobia, omofobia e razzismo.
Non si è trattato di parole o di semplici discussioni accademiche. Infatti si sono presentate delle iniziative concrete che si stanno portando avanti in alcune città italiane. Ad Ascoli, ad esempio, città dell’Italia centrale, ha preso il via un’Università della Pace le cui lezioni si terranno in altri capoluoghi vicini per assicurare un coinvolgimento regionale. Si prospetta soprattutto un impegno nel favorire il ruolo chiave della donna come operatrice di pace, attraverso il Forum delle donne di religione, e un programma articolato per la formazione al dialogo di studenti di scuole medie e medie superiori.
Due membri dei Focolari sono stati eletti fra i diciotto rappresentanti del Consiglio nazionale che, nel prossimo biennio, guiderà in Italia Religioni per la pace.
12 Nov 2009 | Nuove Generazioni
Abolizione delle armi nucleari e di quelle convenzionali con una drastica riduzione generale delle spese militari: l’obiettivo della campagna internazionale di disarmo lanciata dalla conferenza mondiale giovanile che si è svolta a San José, in Costarica, dal 7 al 10 novembre scorso. L’iniziativa è della Global Youth Network, settore giovanile di Religioni per la pace, da anni impegnata nello sforzo di mobilitare energie e capacità creative dei giovani di diverse fedi in vista della pace. Alla conferenza erano presenti, tra altri sostenitori dell’iniziativa, alcuni Giovani per un mondo unito dei paesi limitrofi e rappresentanti del centro per il dialogo interreligioso dei Focolari. Si tratta di un piano globale adottato dalla VIII Assemblea Mondiale di Religioni per la Pace, tenutasi a Kyoto nel 2006, che aveva individuato nella sicurezza condivisa, una nozione chiave per il mondo d’oggi. La scelta del Costarica ha un valore particolarmente significativo. Il piccolo stato centro americano è, infatti, l’unico Paese al mondo ad aver approvato, già nel 1948, una legge per il disarmo interno, rispecchiata poi dallo stato di smilitarizzazione, inserito nella Costituzione dell’anno successivo. L’iniziativa di Global Youth Network è, fra l’altro appoggiata da varie organizzazioni fra cui la Mayors for Peace (Sindaci per la Pace) che raccoglie 2.926 sindaci di altrettante città in 134 Paesi.
19 Ott 2009 | Chiara Lubich, Cultura, Dialogo Interreligioso, Spiritualità
Dopo il suo secondo viaggio a Fontem (Camerun) del 1969, incontrando i giovani focolarini della Scuola internazionale di formazione a Loppiano, il 15 maggio 1970, così Chiara Lubich risponde ad una domanda sulle difficoltà incontrate nella convivenza tra giovani di ambienti, culture e mentalità dei diversi continenti, in particolare da parte dei giovani dell’Asia, Africa, e America, nei confronti dei focolarini europei: Noi occidentali siamo assolutamente arretrati e non più adatti a vivere i tempi di oggi se non ci spogliamo della mentalità occidentale, perché è mezza mentalità, un terzo, un quarto di mentalità rispetto al mondo. C’è in Africa, per esempio, una cultura così unica, così splendida, così profonda! Bisognerebbe arrivare ad un incontro di culture. Non siamo completi se non “siamo umanità”. “Siamo umanità” se “abbiamo dentro” tutte le culture. Come? Dell’inculturazione Chiara Lubich parla vari anni dopo, nel 1992, in occasione di un altro viaggio nel continente Africano, a Nairobi: Prima di tutto l’’arma’ potente è il ‘farsi uno’. Farsi uno, sai che cosa significa? Significa accostare l’altro completamente vuoti di noi stessi, per entrare nella sua cultura e capirlo e lasciar che si esprima, finchè l’hai compreso dentro di te e quando l’hai compreso allora sì che potrai iniziare il dialogo… Qui approfondisce l’inculturazione del Vangelo nelle altre culture: … Allora sì, potrai iniziare il dialogo con lui e passare anche il messaggio evangelico attraverso le ricchezze che lui già possiede. Il farsi uno che richiede l’inculturazione è entrare nell’anima, è entrare nella cultura, è entrare nella mentalità, nella tradizione, nelle consuetudini, capirle e far emergere i semi del Verbo”.
10 Ago 2009 | Chiara Lubich, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni
Siamo convinti che, nonostante siano ancora presenti conflitti o minacce di guerra, nel mondo ci sono già tanti segni positivi che ci dicono che è possibile realizzare la pace. Ma voi mi chiedereste forse: “Cosa possiamo fare noi, ragazzi di varie religioni, per contribuire alla pace? Qual è la strada più breve, più sicura per raggiungerla?”. La Regola d’oro – Chi conosce un po’ le Religioni, che noi pratichiamo, dice che c’è una formula presente in quasi tutte le fedi del mondo. È chiamata: “Regola d’oro”. Essa dice: “Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”. In pratica essa chiede il rispetto degli altri. E per avere il rispetto occorre amare, amarli. Amare tutti – Chiede, ad esempio, di amare tutti senza fare distinzioni tra l’antipatico o il simpatico, il bello o il brutto, il grande o il piccolo, quello della mia patria o lo straniero, il bianco o il nero, il giallo, l’americano, l’africano o il giapponese, il cristiano, il musulmano o il buddista. Tutti vanno amati nello stesso modo. Amare per primi – Questo amore vuole poi che si ami per primi, senza aspettare che l’altro ci faccia una gentilezza o un sorriso. Non bisogna attendere di essere amati, ma fare noi il primo passo. Amare come sé – E ancora occorre amare l’altro come se stessi, condividere i suoi dolori, i suoi successi, le sue gioie… Pensate: se anche tra i popoli si mettesse in pratica questa semplice regola, gli uomini amerebbero la patria degli altri come la propria e non ci sarebbero più guerre. Amare con i fatti – È un amore questo che ama concretamente, non solo a parole ma con i fatti. Se a scuola c’è un ragazzo che ha difficoltà nello studio, questo vorrebbe dire aiutarlo, studiare magari con lui. Amare il nemico – È un amore forte che è pronto ad amare anche il nemico, a pregare per lui, a vincere le offese con il perdono. Amarsi a vicenda – Quando poi questo amore è vissuto insieme da due o più persone, da due o più ragazzi, c’è l’amore vicendevole. Ed è questo il segreto, la via sicura per costruire la pace e l’unità, per realizzare la fraternità sulla terra. Questo amore che dà tanta gioia a chi lo mette in pratica, chiede anche impegno, fatica, coraggio, allenamento. Non si può costruire la pace senza sacrificio. Coraggio allora, carissimi ragazzi! Molto dipende da voi. Allenatevi oggi nell’amare, anche per il futuro che vi appartiene. L’augurio più bello che vi faccio è quello di trovare la felicità incominciando subito a vivere questo amore, nelle famiglie, nelle scuole, nei quartieri delle vostre città e di esserne portatori a tutti. Che tanti altri ragazzi e anche adulti, toccati dal vostro amore, possano dire: “Anch’io voglio vivere come voi”. Così facendo la pace e l’unità diverranno giorno dopo giorno realtà. (dal videomessaggio per la Conferenza dei Ragazzi per il Futuro – Giappone – luglio 2000)