8 Giu 2017 | Chiesa, Cultura, Focolari nel Mondo, Spiritualità

Anne-Marie Pelletier
Tredici teologhe da nove Paesi (Brasile, Canada, Filippine, Francia, Germania, Italia, Kenia, Siria, Usa), hanno dato vita al secondo Seminario internazionale per iniziare a elaborare una “teologia intrinsecamente femminile”. Si è tenuto all’Università Urbaniana in risposta al ripetuto invito di papa Francesco, che più volte ha sottolineato la necessità di una “profonda teologia della donna”, per non lasciare questo campo privo della prospettiva femminile. Dopo il tema “Heart” dell’anno scorso, quello della seconda edizione è stato “Tears”. “Cuore” e “Lacrime”: si tratta di realtà prettamente femminili? Le lacrime sono un dono fatto a tutti, uomini e donne; e Gesù in persona piange per la morte di una amico caro come Lazzaro. Le relazioni mettono in luce il modo femminile «lungi dal dolorismo stereotipato» di affrontare «l’infelicità, la disperazione, e di introdurre nell’inferno il balsamo della compassione o, meglio, della consolazione», ha affermato Anne-Marie Pelletier. Dalle sue parole si staglia la figura di Zabel Essayan, donna armena di fine Ottocento laureata alla Sorbona, nota negli ambienti letterari della capitale turca agli inizi del Novecento. Va in Cilicia come membro di una commissione della Croce Rossa, incaricata dal patriarca armeno di indagare sulle atrocità perpetrate; nonché di organizzare una forma di assistenza agli innumerevoli orfani che vagano, insieme a poche donne e anziani, tra le rovine di Adana. Zabel, pur con gli occhi annebbiati dalle lacrime, “vede” lucidamente l’infelicità senza fondo, e attraverso gli sguardi dei sopravvissuti, resi folli dall’orrore, riesce a ridonare la storia dei morti, che gli assassini torturatori intendono far scomparire nel nulla della dimenticanza. «Che cosa potevamo donare di fronte a quella miseria vasta come l’oceano?», si chiede Zabel. Ad Adana non c’è spazio per la consolazione, ma solo per la compassione. Nella storia, nella vita del mondo esiste anche l’inconsolabile. Ma dalla relazione della teologa francese si staglia anche una figura a noi più vicina nel tempo: Etty Hillesum. Anche lei vuole percorrere fino in fondo il tragico cammino della sua gente, non per voglia di sacrificio o per altruismo, ma per la coscienza della storia in cui si è inseriti e di cui bisogna raccogliere le sfide. Etty si sente impotente, ma continua a credere che la vita, malgrado tutto, è buona, è bella e bisogna porsi al suo ascolto, senza mai lasciarsi travolgere dall’evidenza del male. In lei giganteggia la preoccupazione per l’altro, da aiutare con gesti di compassione e solidarietà. Anche quando l’altro è addirittura Dio. «Se Dio cessa di aiutarmi, spetterà a me aiutare Dio. Lui stesso richiede di essere consolato». Sono sue espressioni di estrema audacia. Maria Clara Lucchetti Bingemer, grande personalità della cultura brasiliana, con forza ed efficacia ci immerge nella straordinaria bellezza del deserto di Atacama, in Cile, dove astronomi e archeologi indagano i misteri della natura e le tracce della storia. Ma dove si aggirano anche le Mujeres de Calama, donne che cercano senza tregua i resti dei corpi dei loro cari torturati e uccisi durante la dittatura militare che ha governato il Paese dal 1973 per ben 16 anni. Il deserto, unico al mondo per le sue particolari condizioni climatiche, li ha conservati e, grazie a queste donne instancabili, li sta ridonando agli affetti e alla storia.
Anche l’Argentina, che conta trentaseimila persone ufficialmente scomparse, vede le donne protagoniste. Sono loro a svolgere un ruolo fondamentale per la destabilizzazione della spietata dittatura militare. “Las locas”, le pazze, le chiamavano in un primo momento, da quando, a partire dal 1977, ogni giovedì al pomeriggio camminavano in cerchio davanti alla Casa Rosada per piangere i propri figli morti. Col passare degli anni sono diventate le “Madres de la Plaza de Mayo”. Indomabili, hanno dato vita a simboli efficaci, come il fazzoletto bianco in testa, e a una lotta “pacifica” ma senza tregua. A loro si sono unite altre donne, madri spirituali, suore, alcune delle quali hanno pagato con la vita la lotta contro la dittatura. Mi viene da pensare alle donne scese in piazza in Venezuela … «Quale il segreto della straordinaria fecondità di Chiara Lubich che ha dato vita ad un’Opera così vasta e universale in pochi decenni? Come ha potuto farsi strada, poco più che ventenne, nella Chiesa pre-conciliare italiana, e resistere con una proposta di vita evangelica che destava sospetto in molti poiché coinvolgeva persone di tutti gli stati di vita, laici e religiosi, uomini e donne? Il segreto risiede in quello che Chiara Lubich, riferendosi al grido di Gesù, riportato da Matteo e Marco, chiama “Gesù crocifisso e abbandonato”». Così Florence Gillet inizia la sua relazione su “Gesù Abbandonato nel pensiero e nell’esperienza di Chiara Lubich”. Al suo intervento segue la toccante esperienza in Iraq, negli anni della guerra, di Mirvet Kelli, siriana, che, proprio nell’unione con Gesù Abbandonato, ha trovato la forza per restare con amore accanto alle gente irachena. Negli incontri di gruppo sono state sottolineate, direi con stupore, la novità, la forza, l’impatto di questo punto fondamentale della spiritualità dell’unità. Maria Rita Cerimele Fonte Città Nuova (altro…)
6 Giu 2017 | Ecumenismo, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
L´Università di Tubinga (Germania) ha conferito, lo scorso 31 maggio, il dottorato honoris causa al Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I. La motivazione: per i lunghi anni di lavoro in favore della comprensione tra la Chiesa ortodossa e le Chiese protestanti, per l’impegno per la salvaguardia del creato, per l’Europa e per il dialogo con le altre Religioni. L’Ateneo è uno dei più antichi della Germania, fondato nel 1477, e tra i più importanti a livello internazionale per gli studi di medicina, scienze naturali, scienze umane e, in particolare, per gli studi germanici. Attualmente conta circa 28.500 studenti. (altro…)
6 Giu 2017 | Dialogo Interreligioso, Focolari nel Mondo, Sociale, Spiritualità
https://vimeo.com/214515483 (altro…)
3 Giu 2017 | Centro internazionale, Chiesa, Ecumenismo, Spiritualità
Un grazie da parte di papa Francesco, una constatazione e un augurio: «Grazie per questo che voi fate, per lavorare per l’unità dei cristiani, tutti insieme, come il Signore vuole. Camminiamo insieme, facciamo l’aiuto ai poveri insieme, carità insieme, educazione insieme: tutti insieme». E ancora: «E che i teologi lavorino da parte loro e ci aiutino. Ma noi sempre in cammino, mai fermi, mai fermi; e insieme. Questo è quello che io mi auguro e vi ringrazio perché so che voi lo fate». Parole che Maria Voce, invitata con i leader evangelici a prendere parte all’udienza, commenta così: «È stato un incontro molto breve ma personalizzato; il Papa ha salutato tutti, uno per uno e ci ha voluto tutti in circolo nella Sala del Concistoro proprio per poterci salutare personalmente. Dopo si è fermato solo qualche minuto per dirci la sua gratitudine per questa visita. L’ha sentita un segno di stima, un segno di affetto verso di lui, del quale era molto contento. Ha detto soprattutto che il desiderio del suo cuore è che si cammini insieme. Diceva che questo ecumenismo è quello del camminare insieme e ringraziava i partecipanti perché, diceva, so che voi lo fate. Bisogna continuare a camminare insieme. I teologi ci aiuteranno a capire le differenze, a trovare il modo di superarle, però l’importante è che noi camminiamo insieme, perché la volontà di Dio è che siamo tutti uno. Questo il suo messaggio. Era molto disteso, molto contento di incontrare tutti». L’appuntamento papa Francesco l’ha dato per il pomeriggio al Circo Massimo (Roma). Alla vigilia di Pentecoste, ha avuto luogo una veglia per il Giubileo d’Oro del Rinnovamento Carismatico Cattolico, organizzato dall’International Catholic Charismatic Renewal Services e dalla Catholic Fraternity. Fonte: SIF Vedi video (altro…)