9 Mag 2014 | Chiesa, Ecumenismo, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
“Costruisce ponti in Europa con passi di riconciliazione, intessendo amicizie oltre le frontiere. Ne è nata una corrente di speranza ispirata al Vangelo….”: questa la motivazione del Premio Europeo di St.Ulrich, ricevuto dal Comitato d’Orientamento di Insieme per l’Europa il 3 maggio a Dillingen, storica città della Baviera (Germania). Insieme per l’Europa riunisce 300 Movimenti e comunità cristiane e si impegna per la riconciliazione e l’amicizia fra i popoli europei. Vi partecipano cristiani cattolici, evangelici-luterani, evangelici-riformati, ortodossi, anglicani e cristiani appartenenti alle chiese libere. I premiati e i rappresentanti di 50 Movimenti e Comunità sono accolti dalle autorità civili e religiose: il sindaco Kunz, il vescovo cattolico Zsarda di Augusta e il vescovo regionale evangelico Grabow, oltre a personalità dell’economia e della cultura della regione. La laudatio è tenuta dal brasiliano card. João Braz de Aviz, prefetto della Congregazione per la vita consacrata, venuto da Roma: «Vedo con gratitudine la testimonianza ecumenica del cammino di Insieme per l’Europa. In esso si aprono luoghi sempre nuovi nei quali è possibile incontrarsi fraternamente, generando l’amore reciproco tra le Chiese e aprendo così nuovi approcci a ciò che ancora ci divide».

Card. Joao Braz de Aviz e Landrat Leo Schrell
La fondazione europea St.Ulrich nasce nella città di Dillingen (Baviera occidentale) nel 1993 in occasione dei 1000 anni dalla canonizzazione del vescovo Ulrico. Il suo fine è la promozione dell’unità d’Europa nella tradizione occidentale. Il presidente del consiglio di amministrazione, il vescovo di Augsburg, mons. Konrad Zdarsa, ha presieduto la cerimonia religiosa insieme al collega evangelico-luterano, vescovo Michael Grabow. Personalità già insignite del premio sono l’ex cancelliere della repubblica federale tedesca, Helmut Kohl, l’ex presidente della repubblica tedesca Roman Herzog, l’ex presidente polacco e premio Nobel per la pace, Lech Walesa, l’ex arcivescovo di Praga cardinale Miroslav Vlk, Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio. Il presidente della Fondazione St. Ulrich, Landrat Leo Schrell: «La varietà impressionante dei movimenti coinvolti rende evidente che l’intuizione di Insieme per l’Europa è sostenuta da persone di varie Chiese e di varia provenienza, che hanno un unico scopo: contribuire all’unità europea”. Secondo Schrell questo cammino «è capace di indicare una strada verso il futuro». Con la somma della donazione (10.000 €) sono programmati aiuti a giovani dei Paesi dell’Est Europeo, affinché possano partecipare alle iniziative di Insieme per l’Europa, in particolare al prossimo congresso 2016. Gerhard Proß (dell’YMCA di Esslingen), come rappresentante del comitato d’orientamento di “Insieme per l’Europa” ha ringraziato per l’onorificenza. Il premio è considerato un incoraggiamento a continuare il lavoro: contribuire alla scoperta della ricchezza della molteplicità europea, in questo momento storico in cui si assiste al risorgere di nazionalismi: “Il futuro dell’Europa è nell’Insieme”. (altro…)
22 Nov 2013 | Chiesa, Ecumenismo, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo

Gabri Fallacara e Severin Schmid sono accolti nela sede del Movimento ACER-MJO dal presidente
Cyrille Sollogoub.
Confidenza spirituale, profondità dello scambio, scoperta di una reale amicizia in Cristo come seme di una coscienza europea cristiana; sono solo alcuni dei frutti della visita che rappresentanti dei Focolari hanno svolto il 6 novembre presso la sede del Movimento Acer-Mjo (Action Chrétienne des Etudiants Russes – Mouvement de Jeunesse Orthodoxe) a Parigi. Nella cornice dell’annuale incontro degli “Amici di Insieme per l’Europa”, svoltosi il 7-9 Novembre nella capitale francese, Gabri Fallacara, Severin Schmid e Maria Wienken a nome dei Focolari sono stati ospiti di Cyrille Sollogoub, presidente dell’associazione ortodossa. Il Movimento Acer è nato nel 1923 da alcuni russi espulsi dal paese durante gli anni tormentati della Rivoluzione. Tra i fondatori annovera personalità importanti come padre Sergio Bulgakov, padre Giorgio Florovsky e Nicolas Berdiaev. Il Presidente accompagnato da suo fratello Igor, incaricato per la sezione giovanile, ha condotto gli ospiti nella Chiesa-cappella, ricavata nel cortile in un’antica rimessa, coperta di vetro. Qui hanno celebratola Divina Liturgia sacerdoti e teologi ortodossi come Florovsky, Bulgakov e anche Alexander Men. “L’icona che più esprime il carisma del Movimento Acer – spiega Cyrille Sollogoub – è la presentazione di Maria al Tempio: lei contiene Gesù e con ciò contiene la Chiesa. Mentre in Russia le Chiese venivano distrutte e gli emigrati russi non avevano i mezzi per costruirne altre, è nata una nuova comprensione su cosa sia la Chiesa: non costruita da mattoni ma da persone vive, portatrici di Cristo e della sua Chiesa”. L’intento di sensibilizzare i laici ad “essere Chiesa” è dunque all’origine della nascita del Movimento Acer che ricevette l’approvazione del Patriarca della Russia, Tikon, poi assassinato e che giuridicamente dipende dal Patriarca di Costantinopoli. “Durante il regime – ricorda ancora il Presidente – un compito fondamentale dell’Acer era quello di stampare la Bibbia, letteratura spirituale e culturale e farla arrivare in Russia; inoltre si sostenevano le famiglie di dissidenti e altri bisognosi”. La stampa è tuttora un’attività importante. Il settore giovanile, molto vivace, coinvolge circa 200 ragazzi. Nonostante la difficoltà delle distanze, vengono organizzati, per loro, campi estivi in montagna, come opportunità di rievangelizzarsi; in tal modo cresce il senso della fede e dell’appartenenza alla Chiesa. Una volta, formati, i giovani si orientano all’impegno nella propria parrocchia. Questa bella occasione di incontro e di conoscenza reciproca lascia nel cuore di tutti gratitudine a Dio che permette di incontrarsi sulle vie dell’oggi con occhi di speranza, aperti ad un futuro di comunione. (altro…)
22 Nov 2013 | Chiesa, Ecumenismo, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
125 responsabili di 46 Movimenti e Comunità di diverse Chiese di 13 Paesi europei – dalla Russia al Portogallo, dalla Danimarca alla Slovenia: l’incontro ha costituito un’occasione di scambiare le esperienze fatte insieme e di tracciare prospettive per il futuro. Quest’anno è stato preso di mira uno dei punti programmatici del Messaggio finale di Stoccarda 2007, punti conosciuti come “I sette SÌ”, che, da allora, costituiscono linee guida per l’azione di Insieme per l’Europa: “Sì alla solidarietà con i poveri e gli emarginati vicini e lontani; sono i nostri fratelli e sorelle. Chiediamo ai nostri governi e all’Unione Europea, di impegnarsi con decisione per i poveri e per lo sviluppo dei paesi svantaggiati, in particolare dell’Africa”. Un punto di grande attualità anche per i recenti drammi avvenuti nel Mediterraneo, che hanno mostrato la solidarietà concreta di tanti cittadini e spinto le istituzioni nazionali ed europee a compiere dei passi avanti verso un mondo più fraterno. I vari contributi hanno mostrato quanto le Comunità e i Movimenti siano legati all’impegno verso e con i più bisognosi. Non si tratta solo di atti di solidarietà, ma di amicizia e di fraternità. Jean Vanier, fondatore della Comunità dell’Arche, facendo dono della sua esperienza, inizia con queste parole: «Gesù dice: “Il regno di Dio è come un pranzo di nozze” – ma tutti sono troppo occupati – e il re che ha invitato manda i suoi servi a cercare storpi e zoppi lungo le siepi e ai crocicchi delle strade – è questo che ho cercato di vivere nella mia vita». Jean Vanier si dedica in particolare ai disabili mentali «il popolo più oppresso». «Essi mi hanno cambiato, ho visto che il Regno di Dio è loro». Ora sono 140 le comunità, ecumeniche e interreligiose, in cui «fragili e forti» vivono insieme. Durante l’incontro parigino preghiere dei cattolici, degli evangelici, e dei russi ortodossi con il caratteristico coro, hanno sottolineato la varietà dell’espressione della fede. Gli “Amici” di Insieme per l’Europa ripercorrono il cammino fatto con i grandi eventi di Stoccarda 2004, 2007 e Bruxelles 2012. Eli Folonari del Movimento dei Focolari, afferma: «Ricordando l’espressione di Chiara Lubich “lo spartito è scritto in cielo”, si è colto nell’ascolto reciproco che l’esperienza più preziosa di questo cammino insieme è la comunione profonda che si è creata tra Movimenti di Chiese diverse. Ed è proprio questa testimonianza comune dei cristiani, che ha portato ad iniziative in campo politico e sociale, di cui l’Europa oggi ha bisogno affinché il mondo creda». P
rogetti per il futuro? «Si prevede di dare un proprio contributo nel 2016 – aggiunge Eli Folonari – in forma di un congresso, che si svolgerà probabilmente in una città della Germania, per rendere visibile il cammino di comunione percorso finora». A maggio 2014 il Comitato d’Orientamento si rivedrà in Germania a Dillingen per ritirare il Premio Europeo St. Ulrich edizione 2014, assegnato questa volta a “Insieme per l’Europa”. Variare il luogo degli incontri degli “Amici” di Insieme per l’Europa è anche un’occasione per approfondire la conoscenza reciproca: stavolta la Cappella della stazione metropolitana di Montparnasse, affidata alla Comunità di Sant’Egidio, per pregare insieme e conoscere la loro azione nel cuore di Parigi; la Comunità Emmanuël, e la sede di Acer-Mjo (Azione cristiana studenti russi – Movimento Gioventù Ortodossa), accolti dal giovane Presidente Cyrille Sollogoub. A cura di Gabri Fallacara (altro…)
30 Ott 2013 | Chiesa, Ecumenismo, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità

Padre Kentenich
18 ottobre 1914. Padre Kentenich – sacerdote tedesco poi imprigionato nel campo di concentramento di Dachau – è protagonista, insieme a un gruppo di studenti, di una profonda esperienza spirituale: una “alleanza” d’amore con Maria, la madre di Gesù, a servizio di tutta l’umanità. Il fatto è accaduto a Schönstatt – da qui il nome del Movimento – vicino a Koblenz sul Reno (Germania), presso un santuario, definito “originario”, e poi ricostruito a somiglianza del primo in diverse nazioni. Lo scorso 18 ottobre, il Movimento di Schönstatt ha dato il via, nel luogo di fondazione, all’anno commemorativo dei 100 anni dalla nascita. Alla festa che si è protratta fino al 20 ottobre, hanno partecipato oltre 3000 appartenenti al Movimento dalla Germania. La commemorazione si è svolta contemporaneamente in altri santuari mariani: in Portogallo, in Paraguay e altri ancora.
“Schönstatt in dialogo” era il titolo di una delle sessioni, con lo scopo di indicare la strada da percorrere verso il futuro, ricordando altresì l’obiettivo primario: ravvivare la gioia missionaria per l’evangelizzazione e l’Alleanza a beneficio degli uomini nel Paese. Si è dato grande spazio alle testimonianze di vari Movimenti di diverse Chiese ed in particolare della rete “Insieme per l’Europa”, a cui Schönstatt partecipa fin dall’inizio.
In questo percorso si è ricordata la visita a Schönstatt nel 1999 di Chiara Lubich e di Andrea Riccardi con alcuni dirigenti dei Focolari e della Comunità di Sant’Egidio. In quell’occasione i due fondatori insieme a Padre Michael Marmann e Suor Doria da parte di Schönstatt, hanno stretto un patto a nome dei rispettivi Movimenti, con l’impegno a stimarsi e amarsi reciprocamente.
Quella tra i Focolari e Schönstatt è un’amicizia di lunga data. Uno dei momenti più intensi è stato quando nel2001, in Svizzera, a Mollens, un gruppo di sacerdoti insieme a P. Marmann, successore di P. Kentenich, pose una serie di domande a Chiara Lubich, sia su uno dei punti centrali della spiritualità di comunione, che è la figura di Gesù Abbandonato, sia sul ruolo dei sacerdoti, di fronte “alla crisi del ministero ordinato”. Come uscire dalla crisi? «Bisogna che il sacerdote migliori il suo essere cristiano – suggerisce Chiara – perché il suo essere cristiano significa vivere il Vangelo, perché questa è la via dello Spirito Santo…. Col Vangelo risveglia la Chiesa. E risveglia la Chiesa sia nei laici, sia nei sacerdoti, nei vescovi e nei Papi. Quindi, la linea dello Spirito Santo per uscire dalla crisi è quella di rimettere il Vangelo in moto perfettamente, autenticamente». (altro…)
11 Ott 2013 | Chiara Lubich, Chiesa, Ecumenismo, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Il 23 ottobre 1988 veniva conferito a Chiara Lubich il premio “per la grande festa della pace augustana”. 25 anni dopo, il 20 settembre scorso, 250 persone si sono date appuntamento nella sala del prestigioso Centro della Chiesa luterana di Augsburg. Tra i presenti, molte personalità della vita pubblica ed ecclesiastica, amici appartenenti alla rete delle comunità cristiane “Insieme per l’Europa” e membri del Movimento dei Focolari. A fare gli onori di casa la decana evangelica-luterana, Susanne Kasch, che ha salutato calorosamente i partecipanti dichiarandosi “orgogliosa perché siete venuti da noi”. Obiettivo dell’incontro: fare un bilancio su quanto è avvenuto in questi 25 anni. “La visione della fondatrice dei Focolari sulla nostra città è rimasta soltanto una profezia, oppure l’esperienza di questi anni trascorsi evidenzia che, in realtà, sono stati fatti dei passi concreti verso l’unità e la fraternità universale?”. Domanda che è stata al centro dell’evento. Chiara Lubich, nel 1988, aveva evidenziato nel suo discorso l’importanza di Augsburg come città della pace e aveva incoraggiato tutti a sviluppare la così detta “parità augustana” (fra evangelici-luterani e cattolici) verso una meta più alta: “l’unità augustana”.
Dopo una esaustiva relazione dell’impegno concreto dei Focolari nella città di Augsburg, in campo sociale, politico ed ecumenico, il sindaco Dott. Kurt Gribl, ha preso la parola: “Il solo fatto che siate venuti qui per interrogarvi su quanto avete corrisposto alla visione espressa da Chiara Lubich, è un segno che lei è stata un esempio… In realtà Chiara Lubich nel 1988 era solo a metà della sua azione. Basti pensare che nel 1996 ha ricevuto il premio Unesco per la pace, e nel 1998 il premio europeo per i diritti dell’uomo. Augsburg ha saputo riconoscere ed apprezzare il suo talento per la pace”. E si è chiesto: “Siamo riusciti a realizzare, come era il suo desiderio, una vita sociale basata su una vita religiosa e cristiana?”. Il Sindaco, quindi, ha elencato quanto è stato realizzato nella città negli ultimi 25 anni. Fra tante azioni a favore dell’unità spiccava la grande apertura verso i profughi che trovano ad Augsburg una seconda patria. Attualmente vivono nella città persone di 150 diverse provenienze, che vengono sostenute ed aiutate da una rete di specialisti impegnati nel settore dell’immigrazione. Per l’occasione diversi gruppi della città impegnati nel sociale hanno offerto spontaneamente il loro impegno per ospitare e accompagnare i nuovi profughi dalla Siria. Questo gesto di accoglienza ha dato tanta gioia al Sindaco che ha concluso: “La visione di Chiara Lubich, il suo messaggio, è caduto su un terreno fertile… Quindi Augsburg: una città in cammino verso l’unità. Un cammino sempre in divenire, e non smetteremo di camminare in prima fila”. (altro…)