12 Lug 2013 | Cultura, Dialogo Interreligioso, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Sociale, Spiritualità
Provengono dai paesi e dalle culture più diverse: Albania, Ucraina, Georgia, Marocco, Senegal, Romania, Nigeria, Bielorussia. Come tanti altri loro connazionali hanno lasciato spesso situazioni drammatiche dietro di sé, e i propri cari, nella speranza di un lavoro e di una prospettiva di vita. Sono approdati ad Acquaviva delle Fonti, una cittadina in provincia di Bari che, come altre del Mezzogiorno d’Italia è diventata meta o punto di passaggio di sogni e desideri. Qui la comunità dei Focolari già da tempo si sente interpellata da questa presenza: “Avevamo in cuore – scrivono – di far sì che i tanti stranieri/migranti potessero sentirsi accolti nella nostra città”. Si intessono rapporti personali, si creano legami di amicizia che superano barriere e diffidenze: “tre anni fa – proseguono – abbiamo pensato di organizzare un momento di festa da vivere tutti insieme nel periodo natalizio, perché potessero respirare in qualche modo il senso della famiglia, anziché la solitudine e l’emarginazione che tanti purtroppo sperimentano”. I rapporti si sono radicati, l’incontro natalizio è diventato una consuetudine: “a quella che abbiamo chiamato ‘festa dei popoli’, i nostri amici si sentono liberi di estendere l’invito ad altri loro amici stranieri, che siamo ben felici di accogliere”.
Quest’anno erano presenti una cinquantina di persone di tutte le età e di diverso credo religioso: “Grazie al clima familiare già istaurato in precedenza e subito rinnovato, spontaneamente sono venute fuori esperienze vissute all’arrivo in Italia, mettendo in comune gioie e sofferenze”. La proposta di vivere la “regola d’oro” – fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te – come base per costruire la fratellanza universale come punto in comune nella diversità del credo religioso è stata accettata e fatta propria da tutti, perché si sperimenta come “l’amore reciproco abbatte ogni distanza. Nel buffet che ha concluso la serata, accanto a quanto preparato dalla comunità, vi erano piatti tipici delle diverse terre di provenienza, preparati dai nostri amici; la gioia più grande era sperimentare cosa significa essere una famiglia”.
Abdul del Senegal, a fine serata, invita alcuni della comunità a partecipare ad un incontro di preghiera in un paese limitrofo: “Grande è stata la sua gioia e la sua sorpresa nel vederci arrivare; c’erano 200 senegalesi musulmani, scalzi e seduti sui tappeti, che leggevano il Corano. Abdul ci ha presentato il loro capo spirituale e dopo due giorni ci ringraziava ancora una volta commosso della nostra visita”. Un altro gesto concreto è stato l’apertura di uno sportello di ascolto che l’intera comunità porta avanti per individuare esigenze e mettere a disposizione competenze, offrendo lezioni di italiano ai bambini ed ai loro genitori, o un aiuto per risolvere problemi burocratici o consulenze mediche di vario tipo. “Questa esperienza di famiglia – concludono – ed i frutti che ne scaturiscono, ci danno la certezza che il mondo unito non è utopia, ma realtà già viva in mezzo a noi”. (altro…)
11 Lug 2013 | Chiara Lubich, Dialogo Interreligioso, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Fathi, giovane turco, che vive a Basilea, con voce chiara ha cantato la sura 134 del Corano: “Dio ama coloro, che fanno del bene!” e con ciò ha subito annunciato il cuore del tema proposto per la giornata: l’amore al prossimo. L’Imam Muhammed Tas di Basilea ha raccontato della sua settimana di vacanza sciistica in compagnia del parroco Ruedi Beck ed altre due persone: “Abbiamo cucinato insieme gli uni per gli altri, abbiamo visto dove e quando nell’appartamento andava meglio per ciascuno, per dire le proprie preghiere. Eravamo come una famiglia, dove si impara gli uni dagli altri. Grazie a questi amici ho imparato anche a sciare molto meglio. Già per l’autunno stiamo pianificando un’altra settimana di vacanza, questa volta in Turchia”.

Abdul Jabbar Koubaisy, vicepresidente della lega musulmana in Polonia, apprezza molto questo detto della tradizione musulmana: “Colui che non sa ringraziare le creature, non sa neppure ringraziare il Creatore”. Paul Lemarié del Centro internazionale per il Dialogo interreligioso del Movimento dei Focolari racconta invece di incontro una “Mariapoli” in Macedonia con 35 cattolici, altrettanti musulmani e una dozzina di ortodossi . Alla fine, un giovane partecipante cristiano cattolico aveva dato questa testimonianza: “Quest’incontro mi ha profondamente cambiato. Fino ad allora contava solo la mia fede e rifiutavo tutti gli altri: atei, musulmani, anche i cristiani ortodossi. Ora ho capito: Dio fa splendere il Suo sole su tutti”.
Il dialogo della giornata del 23 giugno a Baar, si è incentrato proprio sulle esperienze di comunità, già possibili nel rispetto della diversità. Per approfondire il tema scelto, l’Imam Mohammed Tas ha introdotto una videoregistrazione del discorso di Chiara Lubich tenuto al congresso degli amici Musulmani nel2002 a Castelgandolfo (Roma). “L’amore è una realtà importante nella nostra religione” – ha sottolineato Tas – “Se una persona non ama, vuol dire che ha un problema nel suo cuore … Yunus Emre, poeta musulmano del XIII sec. dice: ‘Ti amo per amore del Creatore!’ Con ciò egli ha indicato l’amore più profondo che ci possa essere per gli esseri umani”. E per dirlo con le parole di Chiara Lubich: “Si tratta dell’amore al prossimo, quell’amore che si riscontra nei più vari ambiti religiosi e culturali sotto forma anche di misericordia, di benevolenza, di compassione, di solidarietà. Amore del prossimo che, per noi cristiani, non è semplicemente un sentimento umano, ma, arricchito di una scintilla divina, si chiama carità, agape: amore di origine soprannaturale”.
Nel pomeriggio segue un tempo per la preghiera in due diversi luoghi secondo le religioni e poi ci si incontra in gruppi per uno scambio ricco e profondo sull’arte di amare, il perdono e la Regola d’oro. Imam Mustafa Oeztürk, presidente di un’associazione che raggruppa più moschee in Svizzera, nel suo saluto finale così si è espresso: “Stiamo imparando una nuova grammatica. Quella tradizionale inizia con “io”, poi “tu” ed infine “lui” o “lei”. Ma la grammatica dell’amore al prossimo inizia con il tu ed poi viene l’io. E «Lui» o «Lei» nella loro assenza hanno un diritto che va rispettato: che si dica di loro solo il bene”. Fonte: http://www.fokolar-bewegung.ch (altro…)
26 Mag 2013 | Chiara Lubich, Dialogo Interreligioso, Ecumenismo
Il Prof. Mohammad Shomali, molto attivo nel campo del dialogo interreligioso è Decano di Studi Post-Laurea presso la sezione internazionale della Jami’at al-Zahra e Direttore dell’Istituto Internazionale per gli Studi Islamici di Qum, Iran. Grazie a lui sono stati organizzati diversi momenti di dialogo fra musulmani sciiti e monaci benedettini, e fra sciiti e mennoniti. Ha guidato tre delegazioni di studenti iraniani di master e dottorato in visita a Roma per contatti spirituali con il mondo cristiano. Recentemente il Prof. Shomali è stato ancora una volta a Roma con un gruppo di studentesse. Gli abbiamo rivolto alcune domande e ne pubblichiamo due: Lei ha appena guidato una delegazione di donne iraniane in visita a Roma. Quale è stata la sua e la loro esperienza? «Nel mese di maggio 2013, con mia moglie ho accompagnato un gruppo di dieci donne, studentesse di Master o di Dottorato alla Jami’atul Zahra, il più grande seminario teologico per donne in Iran (Qum). Si trattava della mia settima visita in Italia, ma è stata quella con maggior successo (…) perché, nel corso del tempo si costruisce la fiducia reciproca, si stabilisce un rapporto di amicizia e, dunque, si può approfondire il livello del dialogo e dell’amicizia».
Quale è la sua esperienza di dialogo con i Focolari e quali sono le sue caratteristiche? (…) Per noi questo movimento ha rappresentato la porta verso il cristianesimo. Infatti, con gli amici del Focolare ci si sente a proprio agio, grazie al loro senso di impegno verso Dio: un amore profondo verso Dio e verso gli uomini e, allo stesso tempo, un atteggiamento di grande apertura. (…) Si avverte che fanno del loro meglio per farti sentire a tuo agio e, allo stesso tempo, si assicurano che insieme si possa costruire il bene. Sono convinto che il carisma di Chiara Lubich, la sua spiritualità, sia un dono di Dio nel XX secolo e speriamo che possa portare ancora più frutto nel corso del XXI. Personalmente, apprezzo molto l’idea dell’unità nel senso di agire come comunità. Dovremmo pensare insieme, fare programmi comuni, lavorare uniti. Questo è molto simile a quanto, mi pare, sia il punto centrale del messaggio dell’islam, specialmente della scuola di Ahlul Bayt (parte dell’islam sciita) che sottolinea e si concentra molto sull’amore che dovrebbe esistere fra i credenti. Per questo trovo la spiritualità del Focolare molto interessante. Quanto predicano e quanto mostrano nel loro comportamento confermano che possiamo arrivare a grandi risultati se abbiamo un amore vero verso Dio e verso il prossimo». (altro…)
12 Mag 2013 | Cultura, Dialogo Interreligioso, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni
«Come molti di voi sanno, qui, soprattutto a Gerusalemme, viviamo separati. Gli arabi non hanno occasioni di incontrare gli israeliani, e viceversa. Non c’è una vera condivisione nella nostra vita quotidiana». A parlare è Lara, una giovane cristiana che vive a Gerusalemme e studia nell’università ebraica. Le sue parole danno risalto all’evento vissuto nella Sinagoga Kehillat Yedidya, lo scorso 30 aprile: “Scoprendo l’umanità dell’altro”, il simposio che ha visto radunati giovani delle tre religioni monoteiste. Un buon numero sono i Giovani per un Mondo Unito, convenuti per l’evento conclusivo dell’anno del Genfest, Be the Bridge. Ma gli altri sono i coetanei che vivono in Terra Santa. Lara continua il suo racconto, parlando di «un’idea nata da due giovani donne che volevano migliorare le loro vite e dare ai giovani la chance di incontrarsi, rompendo con tutti gli stereotipi». Una sfida cominciata 6 anni fa e che continua ancora oggi. Ogni anno il gruppo conta una ventina di giovani delle tre religioni: ebrei, cristiani e musulmani, tra i 14 e i 16 anni. Come giovane, Lara ha partecipato al primo progetto, da «ragazza entusiasta che guarda al lato luminoso della situazione e al sogno di un mondo unito che si avvicina». Gli incontri si svolgono due volte al mese «ci scopriamo ed esploriamo le somiglianze e le differenze fra noi». Negli incontri si trattano diversi argomenti per conoscersi: la famiglia, i valori e l’educazione nelle diverse religioni, ecc… Un progetto importante, ma la domanda rimane: finiti questi appuntamenti, ci si vedrà ancora? L’esperienza va avanti, e il progetto ha aiutato a comprendere anche il punto di vista dell’altro. Spiega ancora Lara: «In tempi di conflitto e difficoltà, ci incontriamo, condividiamo il dolore e preghiamo. Sembra un sogno lontano dalla realtà, ma è una verità che viviamo insieme». Lara è una delle 4 voci dei giovani che hanno offerto le loro testimonianze, sogni e speranze: con lei anche Hani, musulmano palestinese, che studia da avvocato; Huda ebreo, nato a New York e trasferito in Israele da piccolo; Nalik, cristiana del Portogallo. Il nunzio Mons. Lazzarotto si è rivolto ai giovani invitandoli ad “essere profeti”, per “fare di questa terra, di nuovo una terra di sognatori”. Una preghiera, che il prof. Alberto Lo Presti traduce in ‘principio sociale’, quello della fraternità, che avrebbe in sé “il potere di trasformare la nostra storia”. Al suo intervento ha risposto il rabbino Raymond Apple (ICCI), sottolineando la necessità di imparare a fidarsi gli uni degli altri: “La via della fraternità è poter dire: io mi fido di te”. Il rabbino Kronish, moderatore dell’evento, – direttore dell’Interreligious Coordinating Council in Israel (ICCI) – in conclusione ha incoraggiato i giovani presenti a continuare a portare a tutti questo messaggio di speranza. Si riparte da Gerusalemme, col desiderio di guardare in alto e crescere nella fiducia reciproca. Per cambiare la storia. (altro…)
9 Mag 2013 | Dialogo Interreligioso, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Spiritualità
I giovani del Movimento dei Focolari di tutto il mondo si sono dati appuntamento in Terra Santa: “Be the bridge” è lo slogan di quest’anno, con la certezza di cominciare a costruire un mondo unito. Guarda il video: http://www.fmc-terrasanta.org/it/attualita-eventi-e-societa.html?vid=4337 (altro…)