Movimento dei Focolari
Nessuno indietro

Nessuno indietro

 «Alcuni alunni frequentavano le lezioni saltuariamente – racconta un’insegnante. Durante le ore libere dall’insegnamento mi recavo presso il mercato vicino alla scuola: speravo di incontrarli proprio in quel luogo, perché avevo saputo che lavoravano lì per guadagnare qualcosa. Un giorno finalmente li ho visti ed essi si sono stupiti del fatto che fossi andata a cercarli personalmente e sono stati colpiti dal fatto di quanto essi erano importanti per tutta la comunità scolastica. Hanno così ripreso regolarmente a venire a scuola e davvero è stata una festa per tutti».

 Questo fatto esprime il valore irrinunciabile di ogni essere umano. Ci parla di accoglienza incondizionata, di una speranza che non si rassegna e della gioia condivisa che nasce quando si restituisce la dignità reintegrando qualcuno nella comunità come persona unica e insostituibile.

 Ci sono momenti nella vita in cui non tutti possiamo camminare allo stesso ritmo. La nostra fragilità, o quella degli altri, ci impedisce di procedere sempre accanto a chi ci accompagna. Le cause possono essere tante: stanchezza, confusione, sofferenza… Ma è proprio in questi momenti che si attiva una forma di amore profondamente umana e radicalmente comunitaria: è l’amore attento che sa fermarsi a guardare chi non riesce più a tenere il passo, che si fa vicino e non abbandona. È un amore che, come una madre o un padre con i propri figli, raccoglie, protegge e accompagna. È un amore paziente che guarda l’altro con comprensione, rispetto e fiducia. Si tratta di portare i pesi gli uni degli altri, non come un dovere, ma come una scelta d’amore lucida e libera che si impegna a camminare più lentamente, se necessario, per mantenere viva e unita la comunità, familiare e/o sociale.

 Questo tipo di amore – quello che si prende cura, che cerca, che include – non fa distinzioni tra buoni e cattivi, tra “degni” e “indegni”. Ci ricorda che tutti, in qualche momento, possiamo trovarci perduti, e che la gioia collettiva del ritrovamento è più forte di qualsiasi giudizio o separazione.

 Questa idea è un invito a vedere l’altro non per ciò che ha fatto, ma per il fatto che è unico e degno di essere amato. Ci invita a vivere l’etica della cura, senza lasciare indietro o abbandonare nessuno, ristabilendo così legami spezzati e celebrando insieme il contributo a rendere il mondo un po’ più umano.

 Martin Buber – filosofo ebraico – riflettendo sulla relazione profonda tra le persone come luogo di verità, afferma che l’autenticità non si trova in ciò che facciamo da soli, ma nell’incontro con l’altro, soprattutto quando avviene con rispetto e gratuità.

Foto: © Sabine van Erp en Pixabay

——————————–

L’IDEA DEL MESE è attualmente prodotta dal “Centro del Dialogo con persone di convinzioni non religiose” del Movimento dei Focolari. Si tratta di un’iniziativa nata nel 2014 in Uruguay per condividere con gli amici non credenti i valori della Parola di Vita, cioè la frase della Scrittura che i membri del Movimento si impegnano a mettere in atto nella vita quotidiana. Attualmente L’IDEA DEL MESE viene tradotta in 12 lingue e distribuita in più di 25 paesi, con adattamenti del testo alle diverse sensibilità culturali. www. dialogue4unity.focolare.org

Semi di Pace e di Speranza per la Cura del Creato

Semi di Pace e di Speranza per la Cura del Creato

Non so se vi è mai capitato ma a volte, dopo un grande incendio nei boschi, quando tutto è bruciato, spoglio, coperto di cenere, senza vita, si intravede una piccola pianta che spunta. Proprio lì, dove tutto sembrava morto. Quando me ne accorgo, provo una sensazione bellissima: lì dove la vita sembrava finita, la natura è più forte. Cresce, vince, vive, anche quando sembrerebbe impossibile. È in quei momenti che capisco quanto sia meraviglioso vivere su un pianeta capace di rigenerarsi, nonostante le ferite.

Ma per quanto ancora riuscirà a farlo?

Il 2 luglio scorso è stato pubblicato il Messaggio del Santo Padre Leone XIV per la X Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato, che sarà celebrata lunedì 1° settembre 2025, dal titolo Semi di Pace e di Speranza. Che splendida eredità ci ha lasciato Francesco con la sua Enciclica Laudato si’ pubblicata dieci anni fa: così attuale, importante, preziosa. E mi sembra molto bello che Papa Leone raccolga a piene mani questa eredità, annunciando il mese dedicato alla Cura del Creato (1 settembre-4 ottobre), che comincia proprio con questa giornata di preghiera.

Ma cosa annuncia, in concreto, questo Messaggio?

Ritornando all’esempio dell’incendio nel bosco, Leone XIV ci ricorda che il seme “si consegna interamente alla terra e lì, con la forza dirompente del suo dono, la vita germoglia, anche nei luoghi più impensati, in una sorprendente capacità di generare futuro”. Poi si rivolge a noi, abitanti di questo mondo, ricordandoci che “in Cristo siamo semi”. Non solo, ma “semi di Pace e di Speranza”.”

Un invito forte e chiaro per vivere dal 1° settembre al 4 ottobre l’iniziativa ecumenica del “Tempo del Creato”: un mese di iniziative da inventare, preparare, attuare, per porre sempre più attenzione alla cura della nostra “casa comune”, che abitiamo tutti, indipendentemente dalle nostre differenze. “Insieme alla preghiera, sono necessarie la volontà e le azioni concrete che rendono percepibile questa “carezza di Dio” sul mondo” afferma Papa Leone. E ancora: “Sembra che manchi ancora la consapevolezza che distruggere la natura non colpisce tutti nello stesso modo: calpestare la giustizia e la pace significa colpire maggiormente i più poveri, gli emarginati, gli esclusi. (…) Lavorando con dedizione e con tenerezza si possono far germogliare molti semi di giustizia, contribuendo così alla pace e alla speranza”.

Ciascuno è chiamato a partecipare: singolarmente o in gruppo, nelle associazioni, nelle organizzazioni, nelle aziende… perché no? Ognuno con le proprie idee, il proprio impegno.

Nel suo Messaggio, Papa Leone XIV scrive: “L’Enciclica Laudato Si’ ha accompagnato la Chiesa Cattolica e molte persone di buona volontà per dieci anni: essa continua ad ispirarci e l’ecologia integrale sia sempre più scelta e condivisa come via da seguire. Così si moltiplicheranno i semi di speranza, da ‘custodire e coltivare’ con la grazia della nostra grande e indefettibile Speranza, Cristo Risorto”.

E cosa fa il Papa? Comincia proprio lui, promuovendo per primo queste iniziative. Istituisce, per la prima volta nella storia della Chiesa, la “Messa per la Cura del Creato”, ufficializzata attraverso il Decreto sulla Missa pro custodia creationis. Papa Leone XIV ha utilizzato questo nuovo formulario già il 9 luglio 2025 durante un’eucarestia privata che ha celebrato al Borgo Laudato Si’, nei giorni di permanenza a Castel Gandolfo (Roma). D’ora in poi, chiunque potrà chiedere di celebrare una Messa con questa intenzione, quella di essere fedeli custodi di ciò che Dio ci ha affidato: nelle nostre scelte quotidiane, nelle politiche pubbliche, nella preghiera, nel culto e nel modo in cui abitiamo il mondo.

Il titolo Semi di Pace e di Speranza oggi appare come una profezia disarmante. Sono forse le uniche due parole che, in questo tempo così buio per l’umanità, continuano ad avere un senso. Sono le parole che ci permettono di ricominciare, di seminare, di credere che quell’erba fresca continuerà a crescere anche là dove la terra sembra arsa e morta. Azioni come queste mi fanno capire che tutte le Chiese non cambiano idea sulle questioni essenziali per la vita dell’umanità. E soprattutto, che non smettono di pensare al futuro delle nuove generazioni.

Maria De Gregorio
Foto: © Pixabay