Movimento dei Focolari
I ragazzi alla Scuola Foco

I ragazzi alla Scuola Foco

Nei primi giorni di agosto a Trento, in Italia, si รจ svolta la scuola Foco, un congresso del Movimento dei Focolari per i e le Gen3, la generazione adolescenziale del Movimento.

Hanno partecipato in 350 โ€“ dai 14 ai 17 anni insieme agli assistenti dai 18 anni in su โ€“, provenienti da 19 nazioni con 12 lingue diverse. Poco piรน di una settimana per approfondire temi adolescenziali, vivere in profonditร  il rapporto con Dio, scoprire come lโ€™Ideale dellโ€™unitร  e della fratellanza universale รจ possibile viverlo e costruirlo giorno dopo giorno nonostante la minaccia di guerre in varie parti del mondo. Inoltre si รจ svolto il festival dei popoli dove ogni nazione poteva rappresentarsi attraverso canti, balli, vestiti, foto, cibo locale. Un modo per conoscere la cultura dellโ€™altro e costruire un pezzetto di mondo piรน unito e fraterno.

Ecco alcune testimonianze.

Sofia, Italia: โ€œHo deciso di partecipare alla scuola Foco per avere un rapporto piรน intimo con Gesรน. Da questa scuola ho imparato il modo di amare sempre le persone che mi stanno accanto. Riesco ad affrontare meglio momenti di difficoltร  e di dolore sentendomi piรน vicina a Gesรนโ€.

Veronika, Croazia: โ€œHo vissuto uno spirito unito che sgorga dal desiderio di pace e di comunitร , che si basa sulla preghiera e sul dialogo con Dio. Dopo aver ascoltato le testimonianze sulla violazione della pace, sulla lotta per mantenere la pace in sรฉ stessi, in famiglia, nel proprio Paese, in me si รจ risvegliato il desiderio di fare di tutto per mantenerla in questi luoghiโ€.

Naomi, India: โ€œHo frequentato la Scuola Foco per migliorare la mia relazione con Dio. Al termine ciรฒ che mi sono portata a casa รจ stato il modo in cui posso trarre conforto durante i momenti di difficoltร  o di dolore, pensando a Gesรน abbandonato in Croce. Ma ho scoperto anche il potere della riconciliazione attraverso la confessione. Cercherรฒ di usare sempre tutta me stessa per propagare il Vangelo e rendere la mia cittร  un luogo d’amoreโ€.

Tomรกs Portogallo: โ€œDurante il Festival dei Popoli, sono stato orgoglioso di mostrare il nostro Paese e allo stesso tempo conoscere le culture di altri Paesi. Dopo questa scuola, mi manca tutto quello che ho vissuto lรฌ, ma voglio anche vivere ogni giorno quello che ho imparato lรฌโ€.


Emanuel, Croazia: โ€œAlla scuola Foco mi รจ piaciuta la festa dei Popoli. Abbiamo potuto conoscere culture diverse e piatti tradizionali. Lรฌ ho conosciuto tanti amici e provato varie specialitร . Rivivrei volentieri questa esperienza altre 100 volteโ€.

Gloria, Brasile: โ€œHo sentito dei cambiamenti nel mio rapporto con Dio. All’inizio non riuscivo a connettermi con Lui e a sentirlo nelle persone, ma so che dopo tutte le esperienze ascoltate e le riflessioni vissute, posso facilmente sentirlo in ogni situazione. Inoltre, ho imparato ad aiutare le persone che non mi piacciono, ad aiutare le persone con problemi e a identificare Dio in ognunoโ€.

Sarahi, Messico: โ€œHo capito che, pur vivendo in Paesi diversi e persino in continenti molto lontani, l’Ideale dellโ€™unitร  puรฒ essere sempre vissuto. รˆ stata un’esperienza molto bella soprattutto conoscere la cultura di altri Paesi, il cibo, i loro vestiti, alcune parole e tradizioni. Quello che ho portato via dalla scuola รจ che prima di tutto ho smesso di avere paura della confessione e questo ha fatto crescere la mia fede in Dio. La messa quotidiana mi ha aiutato molto, spero di continuare ad andarci ogni domenica di mia spontanea volontร โ€.

Sebastian, Croazia: โ€œMi รจ piaciuto quando abbiamo rappresentato i nostri Paesi alla festa dei popoli: ognuno mostrava qualche tradizione del proprio Paese. Era molto divertente quando la sera giocavamo a calcio e ci si conosceva cosรฌ. Il momento preferito รจ stata la festa finale in cui abbiamo cantato e ci siamo divertiti. La mia vita รจ cambiata dopo la scuola, ora cerco di vivere il Vangelo amando le persone intorno a meโ€.

Silvia, Italia: โ€œDopo la scuola la mia vita si รจ stravolta e ho iniziato a vedere il mondo con occhi diversi. รˆ stata l’esperienza piรน significativa della mia vita e mi ha fatto venire voglia di riuscire ad assomigliare a quello che Chiara Lubich ha sempre voluto dai Genโ€.

Anna, Italia: โ€œConsiglio vivamente ai Gen che non hanno ancora frequentato una Scuola Foco di farlo! Vi divertirete un sacco, posso garantireโ€.

Jakov, Croazia: โ€œAlla scuola Foco ho capito lโ€™importanza dell’unitร . Quando sono arrivato, tutti erano accoglienti, sembrava di essere unโ€™unica famiglia. Raramente ho provato questa sensazione prima, forse mai. Inoltre, ho capito come amare e vuol bene tutti, indipendentemente da chi sono e dal loro background. Mi piacerebbe vivere altri incontri di questo tipo, รจ stata un’esperienza indimenticabileโ€!


Julia, Brasile: โ€œMi porto a casa l’amore incommensurabile di Gesรน per me e per tutti, cosรฌ come la speranza e la sensazione di volere che un mondo unito diventi realtร . Vedere che Gesรน ama ognuno di noi e poter sentire il suo amore alla Scuola Foco รจ stata una delle esperienze piรน belle che ho fatto e la porterรฒ sicuramente con me. Ho ritrovato la speranza e la fede. Ora la sfida sarร  portare l’amore e l’unitร  che ho sentito a scuola nel โ€œmondo realeโ€, a casa, a scuola, con i miei amici. Ma sono i ricordi e l’amore per ciรฒ che ho imparato in quell’esperienza che mi spingono a non arrendermi e a lottare per un mondo unitoโ€!

Maria Teresa, Italia: โ€œHo partecipato alla Scuola Foco poichรฉ sentivo il desiderio di voler conoscere di piรน le origini del movimento dei Focolari. Da questa Scuola porto a casa la speranza di un futuro migliore per la nostra generazione. La mia vita รจ migliorata perchรฉ ho capito che devo guardarla in un’altra prospettiva, fare di ogni ostacolo una pedana di lancio! Essendo molto insicura, ho sempre paura a suonare il violino in pubblico. Quando infatti mi รจ stato proposto di suonare alla scuola ero un poโ€™ turbata. Poi un giorno si รจ parlato di come ognuno di noi possa donare agli altri un suo talento o una propria qualitร , che Chiara Lubich chiama “perla”. Allora ho deciso di donare la mia perla agli altri e mentre suonavo con un’altra Gen, un gruppo di ragazzi e ragazze si รจ avvicinato per accompagnarci con il canto, donandoci supporto. Ho vissuto il passo del Vangelo di Luca (Lc 6,38) โ€œDate e vi sarร  datoโ€.

Elena, Italia: โ€œAl termine di questa scuola, mi porto a casa ciรฒ che ho capito durante una giornata dedicata a Gesรน nel suo dolore, abbandonato in Croce. Mi ha colpito profondamente anche perchรฉ, grazie alle testimonianze dei Gen, sono riuscita a capire come superare un dolore grazie all’amoreโ€.

Tomรกs, Portogallo: โ€œHo portato a casa la scoperta di Gesรน abbandonato, il potere della preghiera, oltre ad essermi confessato. Porterรฒ l’amore di Dio ovunque io vada, ho rafforzato la mia fede, ho imparato molto da questa scuolaโ€.

Lorenzo Russo

Trieste e lโ€™accoglienza ai migranti

Trieste e lโ€™accoglienza ai migranti

Trieste รจ una cittร  situata nel nord-est Italia, al confine con la Slovenia. Storicamente rappresenta un crocevia di culture, lingue, religioni. E oggi รจ uno dei primi punti dโ€™approdo in Europa per i migranti che transitano per la rotta balcanica. Persone con un bagaglio di sofferenze, guerre, persecuzioni.

A Trieste la comunitร  del Movimento dei Focolari, in sinergia con altre istituzioni, si adopera per dare una prima accoglienza ai migranti.

โ€œIl problema piรน grande รจ la percezione del problema stesso – racconta Claudia, della comunitร  locale -. Non si tratta infatti di unโ€™emergenza, unโ€™invasione ingestibile come spesso viene raccontata ma di un fenomeno strutturale che รจ la realtร  di questo nostro presente storico. Un flusso continuo di persone in arrivo che, se opportunamente accolte e ridistribuite, possono persino diventare risorsa per la nostra cittร  e per il nostro Paese. Se il fenomeno migratorio non viene capito e affrontato con gli strumenti opportuni, รจ destinato a generare diffidenza, paura, insofferenza, rifiutoโ€.  

Nellโ€™autunno dello scorso anno, in previsione dellโ€™emergenza freddo, il Vescovo di Trieste Mons. Enrico Trevisi ha espresso la volontร  di aprire un dormitorio come risposta concreta per lโ€™accoglienza ai migranti. Un gruppetto di persone dei Focolari hanno risposto allโ€™appello del Vescovo offrendosi come volontari assieme ad altre associazioni cattoliche e a singoli cittadini. โ€œPer noi non si tratta solo di un mero servizio caritatevole – spiega Claudia -, ma lโ€™occasione di incontrare in ogni prossimo un fratello, una sorella da amare anche nelle piccole cose: un sorriso nellโ€™offrire il pasto, lo scambio di qualche parola. Spesso questi fratelli ci raccontano pezzi della loro storia, i loro dolori, le loro speranze, ci mostrano le foto dei figli, ma anche si scherza e si condivide il tempo in serenitร . Alcuni di noi, inoltre, hanno seguito piรน da vicino alcuni migranti sia nel caso di un ricovero ospedaliero sia nellโ€™affiancamento per la redazione del curriculum mirato alla ricerca di un lavoroโ€.

Sandra della comunitร  dei Focolari aggiunge: โ€œTroviamo il tempo per conoscere i migranti, le loro storie, i loro bisogni. Stanno nascendo piccole e grandi esperienze che ci hanno visto coinvolti nell’aiutare anche fuori dal turno del dormitorio, e queste ci stimolano tantissimo a continuare. I turni ci hanno permesso di donarci con gli altri volontari e scoprire che tanti di loro pur non frequentando associazioni o parrocchie hanno risposto allโ€™appello del Vescovoโ€.

โ€œPian piano crescono i rapporti, un segno di unitร  anche per la Chiesa locale – aggiunge Claudia -. Questa esperienza, unita alla recente Settimana Sociale dei Cattolici Italiani, alla presenza di Papa Francesco, porterร  grande linfa a questa nostra cittร  di frontieraโ€.

โ€œA Trieste ho conosciuto i migliori volontari, quelli che non si limitano a distribuire cibo – racconta un’ospite del dormitorio diocesano -. Soddisfare la fame dei bisognosi e curare le ferite dei malati sono compiti nobili perchรฉ sono i piรน urgenti e necessari. Esistono perรฒ altri bisogni estremamente importanti per lโ€™essere umano, la salute delle sue emozioni, sintomi dello stato della sua anima. Non รจ una questione individuale o minore, รจ ciรฒ che fa la differenza tra le azioni che hanno un impatto momentaneo e quelle che persistono e permeano lโ€™intera societร โ€. โ€œI migliori volontari – continua – lo fanno perchรฉ sono consapevoli che i bisognosi non sono depositari della caritร , siamo persone con una storia che vale la pena ascoltare. Sanno che ogni migrante porta dentro di sรฉ un lutto per le radici perdute, allo stesso tempo una speranza che colpisce contro i muri il sistema e una lotta incessante per la sopravvivenzaโ€. โ€œI migliori volontari  – conclude – si commuovono di fronte a questa umanitร  adolescente e sono incoraggiati ad ascoltare le nostre storie, senza fermarsi davanti alle barriere linguistiche: insegnano lโ€™italiano, imparano lo spagnolo, usano la tecnologia, rinunciano al loro tempo personale, investono la loro energia nel bene comune, sognano una comunitร  in cui tutti possiamo offrire il meglio di noi stessiโ€.

Lorenzo Russo

UNIRedes: speranza per lโ€™America Latina e per il mondo

UNIRedes: speranza per lโ€™America Latina e per il mondo

La sede di Pedrinhas (SP, Brasile) della Fazenda da Esperanรงa accoglie giovani e adulti che stanno affrontando fasi diverse del recupero dalla tossicodipendenza e da varie forme di dipendenza e disagio sociale. Non poteva esserci posto migliore per ospitare il convegno di UNIRedes, la piattaforma di ONG, progetti sociali, umanitari e di agenzie culturali che si ispirano alla spiritualitร  dellโ€™unitร  di Chiara Lubich in America Latina. Erano presenti 140 persone di 37 delle 74 organizzazioni partners di UNIRedes, attive in 12 paesi di America Latina e Caraibi.

Scopo del convegno era presentare il lavoro di questi anni a Margaret Karram e Jesรบs Morรกn presenti allโ€™incontro; definire i prossimi passi comuni a tutte le organizzazioni partner e rinsaldare il legame con il Movimento dei Focolari per poter condividere, anche oltre il continente Latino-americano, lโ€™esperienza maturata.

UNIRedes: una rete di reti

Maria Celeste Mancuso, argentina, co-responsabile internazionale del Movimento Umanitร  Nuova, spiega che UNIRedes non รจ solo un super progetto solidaristico: โ€œรˆ anche uno spazio che genera una riflessione culturale per individuare le categorie antropologiche ed epistemologiche necessarie per generare una nuova cultura della cura della persona e delle societร  latino-americaneโ€. รˆ per questo motivo che anche le agenzie culturali ispirate al carisma dell’unitร  come lโ€™Istituto Universitario Sophia (Loppiano, Italia), la sua sede locale, Sophia America Latina e Caraibi (ALC) e il Centro Universitario ASCES UNITA di Caruaru (PE) ne fanno parte a pieno titolo.

Virginia Osorio, uruguayana, una delle iniziatrici del progetto, ne spiega le origini: โ€œI continui cambiamenti politici ed economici dei nostri Paesi rendevano le nostre organizzazioni sempre piรน fragili e isolate. Con UNIRedes abbiamo ritrovato un luogo in cui rafforzarci a vicenda e condividere sofferenze e speranze. Lโ€™ultimo nostro progetto รจ stato per il Genfest: centinaia di giovani hanno fatto volontariato presso molte delle nostre organizzazioni, vivendo sulla propria pelle esperienze di fraternitร  e vicinanza ai piรน poveriโ€.

La radice comune: โ€œmorire per la propria genteโ€

La prima radice di UNIRedes non si fonda su analisi geopolitiche o economiche: bisogna tornare allโ€™inizio degli anni โ€™70 quando anche i Gen, i giovani dei Focolari, come molti dei loro coetanei in tanti paesi, volevano cambiare il mondo e portare uguaglianza, giustizia, dignitร .

Chiara Lubich, che li incontrava frequentemente, aveva supportato e confermato la necessitร  di fare una rivoluzione sociale pacifica, specialmente in America Latina, continente che vedeva identificato con questa speciale vocazione. Diceva ai giovani dei Focolari che: โ€œOgnuno deve sentire che dobbiamo morire sรฌ per lโ€™umanitร , ma bisogna che troviamo il nostro Gesรน Abbandonato locale per morire per la nostra genteโ€[1].

โ€œรˆ cosรฌ che molti sono andati nelle periferie delle cittร , nelle favelas, ovunque la povertร  toglieva dignitร  alle personeโ€ โ€“ racconta Gilvan David, brasiliano, del gruppo latino-americano di articolazione di UNIRedes. โ€œSono nate le prime NGO e nel frattempo tentavamo di strutturarci, ma non bastava: โ€˜Voi venite da noi โ€“ ci dicevano i poveri โ€“ perรฒ poi andate via e ci lasciate soliโ€™. Per rispondere a questo grido abbiamo iniziato ad operare in rete con le politiche pubbliche locali e nello stesso periodo, anche diversi sacerdoti che vivevano la spiritualitร  dellโ€™unitร  hanno fondato progetti sociali: Frei Hans con la Fazenda da Esperanรงa, padre Renato Chiera con la Casa do Menor e altriโ€.

Unโ€™ โ€œunicaโ€ America Latina

โ€œPoi sono nati i primi gruppi di organizzazioni โ€“ continua Gilvan David โ€“ โ€˜Sumรก Fraternidadโ€™, che raccoglieva i progetti di alcuni paesi di lingua spagnola; lโ€™associazione civile โ€˜Promocion Integral de la Personaโ€™ (PIP) in Messico e le organizzazioni sociali brasiliane continuavano a crescere, trovando la propria identitร  e spazio di servizio. Non sono stati anni facili, ma abbiamo cominciato vari percorsi in diversi territori della America Latina per sostenerne lโ€™impegno sociale che poi sono confluiti in UNIRedes. Ci siamo riuniti diverse volte, ma lโ€™incontro fondativo รจ stato nel 2014, presenti anche Emmaus Maria Voce e Giancarlo Faletti, allora Presidente e Co-presidente del Movimento dei Focolari. Emmaus in quellโ€™occasione disse: โ€˜Voi date al Movimento una nuova visibilitร ฬ€, un nuovo senso alla sua azione, siete una testimonianza per chi vi guarda da fuori; date visibilitร  completa al Carisma attraverso azioni concreteโ€™. Direi che รจ stato allora che ci siamo riconosciuti come realtร  unica per tutta lโ€™America Latina: ci siamo ritrovati abbracciati dal Carisma dellโ€™unitร โ€.

Sono stati molti e di sostanza i contributi che hanno costruito questo convegno, insieme alla presentazione delle diverse organizzazioni partner.

Juan Esteban Belderrain: dalla disuguaglianza alla speranza

Il politologo argentino Juan Esteban Balderrain ha analizzato la piaga della disuguaglianza di cui lโ€™America Latina detiene il primato mondiale. โ€œSi tratta di costruire una visione di questo continente che parta dalla speranza e questo รจ possibile perchรฉ, se guardiamo alla radice piรน profonda del problema della disuguaglianza, troviamo la perdita del riferimento a quel Dio che รจ amore e che ci aiuta a capire che siamo fratelli e sorelle gli uni degli altri e con la natura, che รจ anche espressione del suo Amore. Riferendosi al XX secolo, Paolo VI disse che quello era un tempo benedetto poichรฉ esigeva da tutti la santitร . Penso che queste parole valgano anche per il nostroโ€.

Padre Vilson Groh: la โ€œmistica degli occhi apertiโ€

Da oltre 40 anni Padre Vilson vive nel โ€œmorroโ€, una favela di Florianopolis (Santa Catarina, Brasile), portando avanti progetti sociali soprattutto per i giovani. Ha parlato della โ€œmistica degli occhi apertiโ€: โ€œDobbiamo portare le nostre organizzazioni nelle cantine oscure delle nostre periferie; essere lรฌ una speranza. Il Genfest ha portato la prospettiva dellโ€™โ€œinsiemeโ€, che papa Francesco promuove. Questo richiede un cammino paziente, resiliente; domanda di essere saldi nella ricerca del bene comune. Lโ€™unitร  รจ superiore al conflitto, dice sempre il papa, e lโ€™unitร  รจ pluralitร . Portiamo la diversitร  dentro le nostre organizzazioni: il carisma dellโ€™unitร  รจ una porta affinchรฉ Cristo piagato apra spaziโ€.

Vera Araujo: America Latina costruttrice di fraternitร 

Lโ€™intervento della sociologa brasiliana si รจ concentrato su una visione positiva che sa riconoscere il patrimonio culturale e umano latino-americano e lo offre in dono al mondo.

โ€œUNIRedes ha origine nel carisma di Chiara Lubich e puรฒ trasformarsi in un’incredibile opportunitร  anche per il resto del mondo: l’unitร  vista non solo come valore religioso, ma anche come forza capace di comporre efficacemente la famiglia umana, realizzando un’interazione tra la molteplicitร  delle persone, preservando le distinzioni nel contesto delle realtร  sociali. Qui il carisma dell’unitร  offre una soluzione non facile, ma un senso, un significato, una Persona: Cristo Abbandonato sulla croce.

โ€œE, per bene amare, โ€“ dice Chiara โ€“ non vedere nelle difficoltร  e storture e sofferenze del mondo solo mali sociali cui portare rimedio, ma scorgere in esse il volto di Cristo, che non disdegna di nascondersi sotto ogni miseria umanaโ€ [2]

Susana Nuin Nรบรฑez: il cammino dei popoli e dei movimenti sociali

La sociologa uruguayana ha descritto il cammino e la ricchezza sociale, politica, economica dei popoli del continente e di alcuni movimenti sociali. โ€œQueste reti con le loro piรน svariate fisionomie, con i loro sviluppi nelle pratiche sociali o nel mondo accademico, agiscono in modo complementare, generando un indiscutibile tessuto socio-culturale dal multiforme carattere comunitario di cui lโ€™America Latina รจ portatriceโ€. Sottolinea poi la peculiaritร  di UNIRedes che da oltre dieci anni รจ un soggetto sociale che cura, rivoluziona, trasforma e influisce a partire dal Vangelo e dalla parola dellโ€™unitร .  

Margaret Karram e Jesรบs Morรกn: UNIRedes รจ parte del Movimento dei Focolari

โ€œChi vuole vivere il Vangelo in questa regione รจ sempre in crisi perchรฉ vede disuguaglianze costantementeโ€ โ€“ evidenzia Jesรบs.  โ€œLโ€™unitร  non puรฒ non assumere questa realtร . Come facciamo lโ€™unitร  in questo continente, senza tener presente gli scartati dalla societร ? Quello che voi fate come UNIRedes deve informare tutto il Movimento in questa regione; non รจ credibile il suo lavoro per lโ€™unitร  se non avviene anche attraverso le opere sociali. Certo, non saremo noi a risolvere i problemi sociali. Lโ€™unica cosa che possiamo fare รจ far sรฌ che la gente si converta allโ€™amore. Se tocchiamo i cuori, qualcuno coglierร  lo spirito e nella libertร  capirร  come vivere il Vangeloโ€.


Margaret incoraggia UNIRedes ad andare avanti: โ€œOra bisogna capire come far arrivare a tutti nel mondo la vostra vita e il vostro esempio. Citando una conversazione di Chiara Lubich del 1956, ha ribadito che nel suo impegno sociale il Movimento non deve dimenticare che la chiave per la soluzione dei problemi che il Carisma dellโ€™unitร  offre sta nella novitร  della reciprocitร  piรน che nella giustizia. Promuove la condivisione, il mettere in comune tra tutti quel poco o tanto di cui si dispone per creare un Bene Comune maggiore che, oltre a risolvere i problemi sociali, produce quella realizzazione umana e spirituale che accade solo nella comunione tra tutti. Infine Margaret lancia una proposta: โ€œAggiungere un nuovo articolo nella vostra Carta dei principi e degli impegni: un patto solenne di fraternitร  da proporre a chi vuol far parte di UNIRedes: siamo qui per testimoniare lโ€™amore reciproco e solo se avremo questo amore, il mondo crederร โ€.

โ€œUNIRedes ci parla di speranzaโ€ โ€“ conclude M. Celeste Mancuso. โ€œรˆ una proposta trasversale e sinodale di rete organizzativa che puรฒ ispirare modelli simili per quelle periferie esistenziali di altre parti del nostro vasto mondo. Cosรฌ si potrร  pensare di costruire reti globali di fraternitร  che promuovano il bene comuneโ€.

Stefania Tanesini


[1] Chiara Lubich alla โ€œScuola Genโ€, Rocca di Papa (Roma, Italia), 15 maggio 1977

[2] Chiara Lubich, Para uma civilizaรงรฃo da unidade. Discurso proferido no Congresso โ€œUma cultura de paz para a unidade dos povosโ€, Castelgandolfo, (Roma) 11-12 de junho de 1988

Vangelo vissuto: โ€œSignore, รจ bello per noi stare quiโ€ (Mt 17,4)

Vangelo vissuto: โ€œSignore, รจ bello per noi stare quiโ€ (Mt 17,4)

Al momento giusto

Un giorno una persona che collabora con il nostro centro aveva ricevuto in dono un paio di scarpe sportive nuove n. 43. Ma a chi sarebbero potute servire? Quello stesso giorno veniamo a sapere che un ragazzo di 14 anni che conosciamo aveva proprio bisogno di quelle scarpe e di quel numero!  Lui รจ il figlio di unโ€™amica che in quel periodo era in ospedale. Anche lโ€™altra figlia quel giorno era venuta nel nostro centro ed avevamo saputo che necessitavano di vestiti e medicine. Ci aveva fatto sapere che le sarebbe stato utile un telefonino per stare in contatto con la mamma in ospedale. Eโ€ฆnoi ne avevamo ricevuto uno alcuni giorni prima! Fa impressione vedere come cโ€™รจ sempre โ€œQualcunoโ€ che ci fornisce giusto quelle cose ad hoc che poi possiamo donare!

Un letto in due minuti

Eravamo ai saluti finali di una domenica trascorsa โ€œin famigliaโ€ (si fa per dire perchรฉ attorniati da centinaia di persone) con attivitร  per raccogliere fondi per i nostri giovani. Un amico venezuelano tra i primi conosciuti anni fa, mi aveva presentato un giovane di 18 anni: Jesรบs. Mi aveva giร  raccontato qualcosa di quanto vissuto da quando aveva lasciato il Venezuela a 16 anni, da solo! Due anni di avventure sufficienti per fare un film dโ€™azione, con tanti momenti di sospensione. Da quindici giorni era in Perรน. Parlando con lui scopro che dorme su un materassino per terra! Diligentemente aveva programmato col primo stipendio (aveva infatti trovato subito lavoro in Perรน) di risolvere il problema documenti e poi pensare al letto. In quel momento non avevo soluzioni, ma ci siamo ripromessi di rimanere in contatto. Poco dopo averlo salutato incontro una nostra collaboratrice che, senza sapere nulla delle esigenze di Jesus, mi chiede: โ€œAllora, con quel letto cosa facciamo?โ€. โ€œMa come? Lo hai ancora?โ€ domando sorpreso.  โ€œSรฌ!โ€ mi dice. Richiamo subito Jesรบs che stava lasciando il Centro. Ci ha raggiunto immediatamente e, alla notizia  che giร  cโ€™era il letto per lui, fortissima รจ stata la luce che ho visto nei suoi occhi. Non erano passati due minuti da quando gli avevo detto che avrei cercato di trovare una soluzione!

Ecografie gratis

Molti dei migranti che arrivano nel nostro centro hanno bisogno di cure mediche e, a volte, anche di accertamenti diagnostici. Eโ€™ di qualche tempo fa un’altra benedizione dal Cielo: un centro medico vicino a noi ci ha offerto la possibilitร  di realizzare ecografie gratis. Vogliono dare questa possibilitร  a coloro che non hanno come pagare questi esami. Davvero un regalo per tanti dei nostri pazienti.

Silvano R. โ€“ Perรน

Dalla comunitร  โ€œtri-nazionaleโ€ un futuro di fraternitร  per lโ€™America Latina

Dalla comunitร  โ€œtri-nazionaleโ€ un futuro di fraternitร  per lโ€™America Latina

In questo incrocio di Paesi dove confluiscono i fiumi Iguaรงu e Paranร , cโ€™รจ la frontiera piรน trafficata dellโ€™America Latina; lโ€™area รจ caratterizzata da una grande diversitร  culturale e dalla presenza secolare dei popoli indigeni, come il grande popolo Guaranรญ. Il turismo รจ la maggior risorsa economica di questa regione in cui la gente arriva soprattutto per visitare le Cascate dellโ€™Iguaรงu che sono le piรน estese al mondo, con una larghezza di 7.65 Km e sono considerate una delle sette meraviglie naturali del pianeta.

Nel suo messaggio di benvenuto, Tamara Cardoso Andrรฉ, Presidente del Centro per i Diritti Umani e la Memoria Popolare di Foz do Iguaรงu (CDHMP-FI) spiega che in questo luogo si vuol dare un significato diverso ai confini nazionali: โ€œVogliamo che la nostra triplice frontiera diventi sempre piรน un luogo di integrazione, una terra che tutti sentano propria, come la intendono i popoli originari che non conoscono barriereโ€.

รˆ qui che si conclude il viaggio di Margaret Karram e Jesรบs Morรกn – presidente e co-presidente del Movimento dei Focolari – in Brasile. Lo hanno percorso da Nord a Sud: dallโ€™Amazzonia brasiliana, passando per Fortaleza, Aparecida, la Mariapoli Ginetta a Vargem Grande Paulista, la Fazenda da Esperanรงa a Pedrinhas e Guaratinguetร  (SP), fino a Foz do Iguaรงu. Qui la famiglia โ€œallargataโ€ della comunitร  tri-nazionale dei Focolari celebra la sua giovane storia e racconta il contributo di unitร  che offre a questo luogo: lโ€™abbraccio di tre popoli che la spiritualitร  dellโ€™unitร  riunisce in uno, superando i confini nazionali, pur mantenendo ciascuno la propria spiccata identitร  culturale. Per lโ€™occasione sono presenti anche il Card. Adalberto Martinez, arcivescovo di Asuncion (Paraguay), il vescovo del luogo Mons. Sรฉrgio de Deus Borges, Mons. Mario Spaki, vescovo di Paranavaรญ e Mons. Anuar Battisti, vescovo emerito di Maringรก. รˆ presente anche un gruppo della comunitร  islamica di Foz con cui ci sono da tempo rapporti di amicizia fraterna.

Arami Ojeda Aveiro, studentessa di Mediazione Culturale presso lโ€™Universitร  Federale di Integrazione Latino-americana (UNILA) illustra il cammino storico di questi popoli e le gravi ferite che si sono accumulate lungo i secoli. Il conflitto tra Paraguay da una parte, e Argentina, Brasile e Uruguay dallโ€™altra (1864-1870) รจ stato uno dei piรน sanguinosi dellโ€™America del Sud in termini di vite umane, con conseguenze sociali e politiche per tutta la regione. Dโ€™altra parte, sono molti anche i fattori culturali in comune, come la musica, la gastronomia, le tradizioni popolari derivanti dalla stessa radice culturale indigena, come la Yerba Mate Guaranรฌ, bevanda tipica dei tre popoli.

La cultura Guaranรฌ รจ una delle piรน ricche e rappresentative dellโ€™America del sud; รจ una testimonianza viva della resilienza e della capacitร  di adattamento di un popolo che ha saputo conservare la sua identitร  nei secoli con una cosmogonia unica, dove la connessione con la natura e il rispetto delle tradizioni sono fondamentali e possono essere una grande ricchezza per tutta lโ€™umanitร .

โ€œPer questo โ€“ conclude Arami Ojeda Aveiro โ€“ la regione della tripla frontiera non rappresenta solo un confine geografico, ma uno spazio multiculturale e di cooperazione che rafforza tutta lโ€™areaโ€.

Tra tutte le comunitร  dei Focolari nel mondo, questa presenta un carattere unico: โ€œSarebbe impossibile sentirci una sola famiglia se guardassimo solo alle nostre storie nazionaliโ€ โ€“ racconta una giovane argentina. Monica, paraguaiana, una delle pioniere della comunitร  insieme a Fatima Langbeck, brasiliana, racconta che tutto รจ iniziato con una sua preghiera quotidiana: โ€œโ€˜Signore, aprici il cammino perchรฉ possiamo stabilire una presenza piรน solida del Focolare e che il Tuo carisma dellโ€™unitร  fiorisca tra di noiโ€™. Dal 2013 siamo unโ€™unica comunitร  e vogliamo scrivere unโ€™altra storia per questa terra, che testimoni che la fraternitร  รจ piรน forte di pregiudizi e ferite secolari. Ci unisce la parola dellโ€™unitร  di Chiara Lubich, quando ha detto che la vera socialitร  supera lโ€™integrazione, perchรฉ รจ amore reciproco in atto, come annunciato nel Vangelo. Le nostre peculiaritร  e differenze ci fanno piรน attenti gli uni agli altri e le ferite delle nostre storie nazionali ci hanno insegnato a perdonarciโ€.

I contributi artistici dicono la vitalitร  e lโ€™attualitร  delle radici culturali dei popoli che abitano questa zona. Ci sono i canti della comunitร  argentina arrivata dal โ€œlitoralโ€, dalla costa; poi โ€œEl Sapukaiโ€, la ritmatissima danza paraguaiana che si balla con (fino a) tre bottiglie sul capo; la rappresentanza del popolo Guaranรฌ intona un canto nella propria lingua che loda la โ€œgrande madreโ€, la foresta, che va protetta, produce buoni frutti e dร  vita a tutte le creature.

Don Valdir Antรดnio Riboldi, sacerdote della diocesi di Foz, che ha conosciuto i Focolari nel 1976 continua il racconto per iscritto: โ€œI Focolari di Curitiba in Brasile e di Asuncion in Paraguay hanno iniziato a promuovere eventi che coinvolgevano persone delle tre nazioni vicine, unโ€™esperienza che chiamavamo โ€˜Focolare tri-nazionaleโ€™. Anche la vita ecclesiale qui si muove sulla linea della comunione, promuovendo iniziative congiunte tra le diverse diocesiโ€.

รˆ chiaro che la vita di questa regione e della comunitร  dei Focolari locale non parla solo allโ€™America Latina, ma al mondo intero. E dice che รจ possibile camminare insieme, essendo diversi: รจ la spiritualitร  dellโ€™unitร  che entra in contatto con la parte piรน profonda dellโ€™identitร  di persone e popoli, facendo fiorire la comune umanitร  e fratellanza.

โ€œMi sono sentita abbracciata non da uno, ma da tre popoli โ€“ ha detto Margaret Karram. Per tutta la vita ho sognato di vivere in un mondo senza frontiere. Qui mi รจ sembrato di veder realizzato questo mio desiderio profondo, per questo mi sento parte di voi. Siete la conferma che solo lโ€™amore toglie ogni ostacolo ed elimina le frontiereโ€.

โ€œHo vissuto in America Latina 27 anni โ€“ ha continuato Jesรบs Morรกn โ€“ ma non sono mai venuto in questa zona. Avete vissuto tanti dolori: il popolo Guaranรฌ รจ stato espropriato delle sue terre e disperso. Quel che state facendo oggi รจ importante anche se piccolo: non possiamo riscrivere la storia, ma possiamo andare avanti e sanare le ferite, accogliendo il grido di Gesรน abbandonato. Le ferite si sanano creando relazioni interregionali anche con i popoli originali perchรฉ di fatto sono gli unici realmente โ€˜tri-nazionaliโ€™. Anche loro hanno ricevuto la luce di Cristo; non dimentichiamo lโ€™opera di evangelizzazione e promozione umana che i Gesuiti hanno fatto in questa regione con โ€œlas Reducionesโ€ dal โ€˜600 al โ€˜700. Oggi siamo collegati a questa storia, a tutto quello che la Chiesa fa e sappiamo che lโ€™unitร  รจ la risposta in questo mondo che necessita di unโ€™anima e di braccia per fare una vera globalizzazione allโ€™altezza della dignitร  umanaโ€.

Alla fine, riprendendo la parola, Margaret condivide quanto vissuto in questo mese: โ€œQuesto viaggio ha aumentato in me la fede, la speranza e la caritร . In Amazzonia, ai confini del mondo, la โ€˜fedeโ€™ รจ emersa potente: ho incontrato persone che credono fortemente che tutto รจ possibile, anche le cose piรน difficili. Loro sognano e realizzano! Vorrei avere anche solo un pizzico della loro fede, come dice il Vangelo: โ€œSe avrete fede pari a un granello di senape, direte a questo monte: ยซSpostati da qui a lร ยป, ed esso si sposterร , e nulla vi sarร  impossibileโ€ (Mt 17,20). Da lรฌ mi porto questa fede che sposta le montagne e il coraggio di sognare cose grandi. Poi, la parola del Genfest non puรฒ che essere โ€˜speranzaโ€™: abbiamo vissuto questa esperienza insieme: tutto il Movimento era impegnato con i giovani e per i giovani. รˆ stato anche un evento ecumenico e interreligioso che ha dato molta speranza.

E per ultima la โ€˜caritร โ€™, che oggi ho visto qui tra voi e che abbiamo toccato con mano nelle molte organizzazioni sociali con cui siamo venuti a contatto in questo mese: la Fazenda da Esperanรงa; i tanti movimenti e nuove comunitร  ecclesiali con cui ci siamo incontrati a Fortaleza; lโ€™incontro di UniRedes che raccoglie tutte le organizzazioni sociali e le agenzie culturali dellโ€™America Latina che si ispirano al carisma dellโ€™unitร  (di cui scriveremo a parte). Tutto questo dice โ€˜caritร โ€™, perchรฉ ogni realtร  sociale nasce dallโ€™amore al prossimo, dal voler dare la vita per la propria gente.

Da questa frontiera parte una speranza per tutte le comunitร  dei Focolari nel mondo e anche oltre. Nel dicembre scorso avevo suggerito il progetto โ€œMediterraneo della fraternitร โ€, dove raccogliere tutte le azioni giร  in corso e quelle che emergeranno, per costruire la pace in quella regione che tanto soffre per la guerra. Anche da qui potrebbe partire un progetto di โ€œfraternitร  per lโ€™America Latinaโ€ che puรฒ essere allargato a tutti i suoi Paesi, lo affidiamo a Maria!โ€.

Stefania Tanesini