29 Apr 2010 | Cultura, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Sociale
Esztergom, una città al confine tra Ungheria e Slovacchia. E’ da lì che prende il via ufficiale la Settimana Mondo Unito 2010, con una diretta internet che metterà in comunicazione giovani da ogni parte del pianeta Terra. E’ da lì che parte il messaggio di pace e fraternità che continua nella settimana in tutto il mondo, per concludere con una nuova diretta il 9 maggio da Mumbay, in India. Con un colpo d’occhio sul blog della Settimana Mondo Unito si coglie la capillarità e l’internazionalità di questa iniziativa: Haiti, Santiago del Chile, Los Angeles, Londrina, nel Paraná in Brasile, Man e Abidjan in Costa d’Avorio, Buenos Aires, Asunción, Lisbona, Bruxelles e varie città in Italia. Torniamo in Ungheria. Perchè proprio Esztergom? I Giovani per un Mondo Unito dell’Ungheria e della Slovacchia hanno voluto prendere di mira uno scopo comune: costruire tra i loro paesi ponti di fraternità. Così raccontano: «I nostri popoli hanno sperimentato nei decenni le sfide e le difficoltà di convivenza, anche perchè sia in un paese che nell’altro vivono minoranze. In queste circostanze però si creano pregiudizi difficili da superare. Insieme vogliamo guardare con coraggio alla realtà e oggi fare insieme un primo passo per metterci l’uno nella pelle dell’altro». Un ponte, un simbolo: negli anni sono nate anche iniziative di avvicinamento. Per esempio nel 2001 è stato ricostruito e inaugurato un ponte che unisce Esztergom (Ungheria) e Sturovo (Slovacchia). Nel 2006 poi le due conferenze episcopali si sono ritrovate per un momento di riconciliazione tra i popoli nella basilica di Esztergom e ogni anno rinnovano questo gesto. Nel 2005 durante la Run4unity (staffetta mondiale per la pace), centinaia di ragazzi ungheresi e slovacchi hanno attraversato di corsa il ponte in segno di fraternità. Un albero, un altro simbolo: insieme alle autorità civili di Esztergom e Sturovo, le due città divenute protagoniste della giornata inaugurale della Settimana Mondo Unito verrà piantato un albero in segno della fraternità che cresce tra le due nazioni. La sfida quotidiana: anche i giovani si impegnano a vivere nel quotidiano la sfida della fraternità: per ascoltare le loro testimonianze segui la diretta internet su http://live.focolare.org “The Esztergom – Štúrovo bridge and a view of Slovakia (c) 2008 Martin Q – Used with permission – flickr.com/martinq” (altro…)
20 Apr 2010 | Chiesa, Cultura, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Sociale
Tre-due-uno, via! Il countdown è iniziato. Dal 1 al 9 maggio parte in contemporanea e in tutto il pianeta, la “Settimana mondo Unito”, iniziativa che i Giovani per un mondo unito (espressione giovanile a vasto raggio del Movimento dei focolari) promuovono dal 1996 per incidere sull’opinione pubblica. Manifestazioni, serate culturali, feste, tornei sportivi. Incontri sui temi che stanno più a cuore ai giovani. Dal disarmo all’accoglienza degli immigrati. Ma anche e soprattutto progetti concreti di solidarietà nei quartieri più a rischio. Il tutto con un unico scopo: diffondere i valori della fraternità, della pace, dell’unità tra i popoli. E dimostrare che la fratellanza universale è possibile. “United World: let’s face the challenge”. E’ lo slogan scelto dai giovani per le manifestazioni del 2010.
“Le attività svolte in tutto il mondo dai Giovani per un Mondo Unito – si legge in una delle tante presentazioni delle iniziative apparsa in questi giorni sul giornale americano “Living City – sono come un mosaico di amore fraterno, dove essi cercano di mettere in pratica il vero significato della parola “amore” e dove con la parola “fraterno” si cerca di trasmettere un senso di uguaglianza e di fratellanza”. “Il vostro obbiettivo principale – diceva ai giovani Chiara Lubich – è applicare il Vangelo alle realtà terrene per renderlo vivo”. I giovani hanno accolto le sue parole con grande entusiasmo. Per poi accorgersi che si trattava di un messaggio comune a molte altre grandi religioni e leader spirituali. Dal Mahatma Gandhi che diceva: “ Io e te siamo uno. Non posso farti del male senza farmi del male”. Alle sure del Corano dove si legge: “Dai al tuo parente tutto ciò che gli è dovuto, e fai lo stesso con il povero ed il viandante”. Insomma, è l’applicazione della Regola d’Oro, presente in tutte le grandi religioni, che dice: “Fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te” (Lc 6:31). Vari i riferimenti web dove è possibile “collegarsi” alle “locandine” colorate e in tutte le lingue che pubblicizzano progetti e appuntamenti. C’è http://settimanamondounito2010.blogspot.com/ o più semplicemente www.mondounito.net. I giovani amano chiamare le loro iniziative con una espressione che suggerì loro Chiara Lubich, e cioè FRAMMENTI DI FRATERNITÀ. Frammenti perché magari si tratta di un ricovero per anziani, di un asilo, di una scuola. Fraternità perché sono progetti che hanno uno scopo: portare avanti nel mondo in cui si vive e con tutti i mezzi suggeriti dall’amore una cultura di comunione, interdipendenza, di amore tra popoli, etnie e culture diverse. (altro…)
19 Apr 2010 | Chiesa, Cultura, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Sociale
Asia. “Siamo andati in un quartiere molto povero”, scrivono da Tagaytay i Giovani per un mondo unito delle Filippine. “E abbiamo camminato per più di un miglio prima di trovare la sorgente d’acqua che fornisce la zona. L’abbiamo pulita, perché era molto sporca e causa di molte malattie. Questo ci ha dato l’occasione di insegnare ai residenti come tenerla pulita e abbiamo stretto amicizia con molti giovani del posto”. A Karachi, in Pakistan, i giovani fanno spesso visita ad un Residence per malati mentali, “molti dei quali – scrivono i giovani pachistani – sono stati abbandonati dalle loro famiglie”. Per alcuni “è stata la prima volta che si trovavano faccia a faccia con questa ‘ferita’ della nostra società. Questo ci ha aperto gli occhi ed i nostri cuori e ci siamo chiesti: “E se ci fossi io qua al posto loro?”. Africa. A Luanda, in Angola, i giovani hanno scelto di “donare un po’ d’amore” ad alcuni bambini che prima vivevano per strada e ora sono stati accolti in un centro. Una realtà che svela presto storie di abusi e vessazioni. “Molti di loro – raccontano i giovani di Luanda – hanno problemi familiari gravi ed alcuni erano addirittura stati accusati di stregoneria e cacciati di casa, altri avevano subito abusi. Abbiamo iniziato immediatamente ad amarli concretamente: pulendo, lavando…. Abbiamo parlato loro della Regola d’Oro e li abbiamo invitati a metterla in pratica insieme a noi”. Sempre in Africa, a Yaoundé (Cameroon) i giovani hanno visitato nel primo giorno della settimana mondo Unito la Sezione Giovanile del Carcere della città, dove si trovano 250 ragazzi tra i 10 ed i 17 anni. Ci siamo presentati e abbiamo raccontato loro in cosa crediamo, poi abbiamo condiviso con loro quanto avevamo portato: patatine, panini, popcorn”. Nord Brasile. Le piogge torrenziali hanno fatto straripare i nostri fiumi, inondando le aree circostanti e causando perdite umane e materiali. I giovani si danno da fare. “In molte città – scrivono dal Brasile – abbiamo organizzato raccolte di cose di prima necessità, vestiti e medicine per portarle a chi era rimasto senza niente. Centinaia di giovani hanno collaborato con grande entusiasmo per mettere su una rete di solidarietà”. A Manaus, regione Amazzonica del Brasile, i giovani hanno organizzato un evento con 700 giovani all’interno della struttura “Fattorie della speranza” (per giovani che stanno lottando contro la tossicodipendenza). “E’ stato un momento molto speciale ed una occasione per mostrare a questi giovani che un mondo migliore esiste e che loro possono esserne parte”. A cura dei Giovani per un Mondo Unito (altro…)
11 Apr 2010 | Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Sociale
Si tratta di un’ iniziativa internazionale, promossa dalla sezione giovanile di “Religions for Peace/Religioni per la Pace” (già WCRP – World Conference on Religions for Peace) e dal suo Consiglio internazionale, in cui sono rappresentati anche il Movimento dei Focolari, la Rissho Kosei-kai e lo Shanti Ashram. L’azione punta sulla cooperazione interreligiosa e si rivolge a organizzazioni internazionali, governi, parlamenti e assemblee nazionali, municipi e grandi media, per chiedere con decisione la drastica riduzione delle armi nucleari e convenzionali e del capitale finora destinato a tali scopi al fine di realizzare con maggiore determinazione gli obiettivi di sviluppo previsti dalla piattaforma del Millennio (ONU 2000). Inoltre, chiede la revisione del Trattato internazionale di non proliferazione nucleare
, già in calendario per il 2010, il cui sostegno a livello internazionale negli ultimi tempi appare più fragile per l’aggravarsi delle aree di crisi. L’inaugurazione ufficiale della campagna è avvenuta in Costa Rica lo scorso 7 novembre 2009. Il Movimento dei Focolari vi ha partecipato fin da allora con una delegazione di 6 membri, 4 dei quali giovani di diversi paesi. Nel gennaio scorso, durante il suo viaggio in Asia, Maria Voce, presidente del Movimento dei Focolari, ha dato l’avvio alla collaborazione dell’iniziativa firmando in modo solenne l’appello mentre incontrava i leaders dei giovani della Rissho Kosei-kai a Tokyo. Quindi, a metà febbraio, si è lanciata pubblicamente la raccolta delle firme durante il Meeting dei Giovani per un mondo unito a Castel Gandolfo (Roma) e in seguito in tutto il mondo. Si prevede che la consueta e affollata festa dei giovani il 1° Maggio a Loppiano (Firenze, Italia), così come gli altri eventi legati alla Settimana Mondo Unito nel mondo (1-9 maggio 2010) saranno momenti importanti per moltiplicare l’iniziativa. Chi può farsi promotore? Chiunque, perché l’adesione è personale e può avvenire aggiungendo semplicemente la propria firma on line sul sito di Religions for Peace (http://religionsforpeace.org/initiatives/global-youth-network/campaign-for-shared-security/) e di farsi anche promotori di una raccolta più diffusa utilizzando i moduli predisposti. “In un momento in cui è urgente reagire alle visioni conflittuali – affermano gli organizzatori – e dare forza alla società civile internazionale unendosi con quanti operano per lo stesso obiettivo, ci pare che anche questa iniziativa possa essere uno strumento fecondo, per sostenere scelte concrete di pace e di fraternità universale.” (altro…)
22 Feb 2010 | Dialogo Interreligioso, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
60 cristiani e musulmani provenienti dai differenti cantoni della Svizzera si sono incontrati il 14 febbraio a Baar presso il centro del Movimento dei Focolari per una giornata di incontro e dialogo. Il programma si è articolato attorno all’esperienza molto profonda di una coppia venuta espressamente dall’Algeria. Sono Mohammed e Shahrazade. Il loro entusiasmo e il racconto molto semplice della vita vissuta con la comunità musulmana del movimento dei Focolari in Algeria sono stati per i partecipanti un tuffo di speranza, fondata sulla certezza che un cammino insieme è già realtà vissuta. In effetti, il Movimento dei focolari è presente in Algeria fin dagli anni ’60 ed è oggi composto per il 90% da musulmani, appartenenti alle diverse correnti dell’Islam. Il dialogo portato avanti dai Focolari è soprattutto condivisione di vita. “Questa esperienza – ha detto Mohammed, che di professione fa il medico – mi ha aiutato ad andare all’essenziale, ha purificato la mia fede. La scoperta di Dio Amore manifestandosi a me, non era più teoria”. E Shahrazade ha aggiunto: “Ciò che abbiamo imparato è l’umiltà e che l’amore ci conduce a migliorarci sempre, perché l’amore di Dio è senza misura”. All’incontro di Baar ha partecipato anche Paul Lemarié che per il centro per il dialogo interreligioso del movimento dei Focolari segue il dialogo islamo-cristiano. L’incontro ha avuto eco anche sulla stampa locale. Così scrive Martin Hoegger: “Ricca giornata centrata sulla condivisione delle radici comuni tra cristiani e musulmani: la fede nell’amore di Dio. E sull’aspirazione di viverla nelle relazioni, gli uni con gli altri, in un dialogo della vita”. E in un altro articolo si legge: “Cristiani e musulmani, siamo stati tutti arricchiti da questa giornata di condivisione intensa, centrata sulla scoperta di Dio Amore al punto che possiamo dire che un’altra stella ha cominciato a brillare su tutta la Svizzera”. (altro…)