Movimento dei Focolari
Un laboratorio di vita per una cultura di pace

Un laboratorio di vita per una cultura di pace

  La scuola materna “Biseri” (Perle) è il primo esperimento di questo genere in Macedonia, una delle repubbliche della ex Yugoslavia, uscita dal sistema socialista. Nel campo dell’educazione il regime non lasciava libertà di iniziativa. Ora si cercano nuovi punti di riferimento e valori. In un paese multietnico e multireligioso, dove nel recente passato non sono  mancati conflitti violenti, questa scuola, inserita nell’università trilingue (macedone, albanese, turco) sarà anche un ‘laboratorio’ in cui sperimentare l’educazione alla pace e dove gli studenti possono fare il loro tirocinio ed essere formati ai nuovi principi pedagogici. Il ministro Adnan Ćahil, presente all’inaugurazione, si è augurato che queste iniziative siano uno stimolo per il futuro della loro società, e si moltiplichino in tutta la Macedonia e negli altri Paesi del Sud-est Europeo. «Un’idea coraggiosa e innovativa» – l’ha definita Chiara Lubich nel suo messaggio in occasione dell’inaugurazione della scuola, alla quale hanno partecipato rappresentanti del Governo, dell’Università “S. Kliment Ohridski”, e di diverse istituzioni educative, alla presenza di oltre 150 persone. Sono intervenuti il rettore Giorge Martinovski, il decano Murat Murati, e, a nome di Chiara Lubich, Valeria Ronchetti. «Un’idea – continua Chiara – che trova il suo senso più alto nella promozione dell’unità tra persone, popoli, culture e religioni». «Auguro ai bambini che frequenteranno questa scuola di diventare “piccole perle”, esempio per tanti! E ai loro educatori che possano sperimentare quella vera cultura di dialogo e d’amore reciproco, che è percorso educativo irrinunciabile per l’edificazione di una nuova società impostata sulla fraternità e sulla paceIl modello a cui si ispira la scuola “Biseri”, è il metodo educativo sperimentato ormai da anni presso la scuola materna Raggio di Sole, a “Faro” (Krizevci), cittadella del Movimento dei Focolari in Croazia. Fondata nel 1995, si basa sui principi educativi della pedagogia di comunione del Movimento dei focolari e del metodo sorelle Agazzi – educatrici italiane del primo dopoguerra, che utilizza un materiale didattico che il bambino rielabora con fantasia insieme ai suoi coetanei, sviluppando così la sua capacità di collaborazione e di integrazione. Dal 1995 ad oggi numerosi sono stati i passi avanti, in direzione dell’educazione primaria, per ricostruire, a partire dai piccoli, il tessuto sociale di una regione, qual’ è il sudest europeo, segnata da anni di conflitti: dopo Raggio di Sole in Croazia, anche a Belgrado (Serbia) è nata la scuola Fantasy; nel febbraio 2007 per approfondire queste tematiche, ha preso il via ufficiale all’Università di Zagabria (Croazia), un corso di specializzazione post-laurea di 180 ore in pedagogia di comunione e metodo Agazzi. L’esperienza educativa della scuola materna “Raggio di sole” dove opera da anni la pedagoga Anna Lisa Gasparini, insieme ad un’équipe qualificata, è stata oggetto  di numerosi seminari di studio, sostenuti anche da EDU-Educazione-Unità, che hanno destato l’interesse del Ministero della Pubblica Istruzione della Croazia e d varie Università anche dei Paesi vicini: Serbia, Slovenia, Macedonia, Albania. Da qui è nato il desiderio di avere anche in Macedonia una scuola dove superare le barriere etniche, e gettare semi per una speranza di pace. (altro…)

Leader religiosi insieme, per illuminare il sentiero della pace

In un tempo in cui la religione è manipolata dagli estremisti, i leader religiosi riuniti a Kyoto dimostrano a tutto il mondo la capacità delle comunità religiose di illuminare il sentiero della pace quando lavorano insieme”, ha affermato il dott. Vendley, Segretario Generale della Conferenza mondiale delle Religioni per la Pace (WCRP), a conclusione della loro VIII Assemblea mondiale, cui hanno partecipato oltre duemila persone. Gli 800 delegati, provenienti da oltre 100 Paesi, erano esponenti Buddisti, Cristiani, Indù, Musulmani, Ebrei, Giainisti, Sikh, Shintoisti, Zoroastriani e Indigeni. Tra i musulmani figuravano personalità di spicco come  l’ex presidente iraniano Khatami e il principe di Giordania, Hassan Talal. A capo della delegazione ebraica, il rabbino David Rosen, presidente della Commissione internazionale ebraica. A guidare la rappresentanza cattolica, i cardinali Stephen Fumio Hamao, giapponese, insieme al boliviano Julio Terrazas Sandoval. I leader religiosi di Iraq, Sud Corea, Sri Lanka e Sudan hanno mostrato la singolare capacità dell’Assemblea di mettere insieme delegati provenienti da zone di conflitto. I leader religiosi sciiti, sunniti e curdi, dell’Iraq, in conflitto nel loro Paese, in una dichiarazione congiunta affermano: “Abbiamo parlato con audacia, coraggio, e con fiducia. Adesso camminiamo su questo sentiero di dialogo. Se Dio vuole, raggiungeremo una linea verde di pace per tutto l’Iraq”. I rappresentanti indù e buddisti, provenienti dallo Sri-Lanka, pubblicamente si sono stretti a lungo la mano, ed hanno sollecitato il cessate-il-fuoco e la ripresa dei colloqui di pace. A conclusione dell’Assemblea, i delegati hanno adottato le venti raccomandazioni di una Dichiarazione che “pone le comunità religiose al centro degli sforzi per fronteggiare localmente la violenza in tutte le sue forme”. Il documento è rivolto non solo ai leader religiosi, ma anche ai governi, alle organizzazioni internazionali, per portare avanti la sicurezza condivisa attraverso l’appoggio, l’educazione, la collaborazione con e tra comunità religiose. Le radici spirituali del dialogo tra le religioni e il loro impegno per la pace sono state al centro del messaggio di Chiara Lubich, una dei presidenti onorari della WCRP, rappresentata da una delegazione internazionale del Movimento dei Focolari. La presidente dei Focolari ha posto l’accento sull’ “amore che unisce”,  “quello che ciascuno di noi, iniziando da se stesso, può innestare in tutti i suoi rapporti”. Sino a “far risplendere,  insieme, per l’amore scambievole, la presenza di Qualcuno che ci trascende e che è infinitamente più grande di noi”. “Una presenza nuova di Dio che porta tolleranza, comprensione, perdono, pace, gioia, e accende quella fiamma d’amore che fonde gli uomini in comunione, illumina il cammino dell’esistenza e non può non fare breccia nel cuore di tutti”. Due sessioni dell’Assemblea mondiale hanno dato voce alle donne e ai giovani delle diverse fedi.  Oltre 400 partecipanti, da 65 Paesi, hanno concluso l’Assemblea delle donne delle Religioni per la Pace, il 25 agosto, con una Dichiarazione nella quale si afferma che “le donne di fede danno forza e speranza quando tutto sembra senza speranza”. L’Assemblea dei giovani, riuniti ad Hiroshima dal 21 al 25 Agosto, in una propria Dichiarazione, proclamano di scegliere “la speranza perché è la sola via per progredire”. La WCRP, Conferenza Mondiale delle Religioni per la Pace, è il più grande organismo mondiale che raduna leader e organizzazioni delle diverse religioni.  E’ stata istituita nel 1970, ed è fondata sul principio del profondo rispetto delle diversità religiose. Promuove la cooperazione per sanare i conflitti, costruire la pace e lo sviluppo. Questi grandi incontri periodici favoriscono innanzitutto la conoscenza reciproca e il dialogo.   (altro…)

Un laboratorio di vita per una cultura di pace

La guerra: un omicidio in grande

“La guerra è un omicidio in grande”. “Come la peste serve ad appestare, la fame ad affamare, così la guerra serve ad ammazzare”. “Se vuoi la pace, prepara la pace” . “Solo i matti e gl’incurabili desiderano la morte. E morte è la guerra”. “Non credo che ci sia mai capo di Stato, il quale abbia ammesso di far la guerra a scopo di rapina; ha sempre dichiarato di farla per fini uno più nobile, uno più altruista, più ideale dell’altro. E – puerilità dell’odio – sempre la rapacità è assegnata al nemico e l’idealità all’amico”. “I nemici si amano: questa è la posizione del cristianesimo. Se si iniziasse una politica della carità, si scoprirebbe che questa coincide con la più illuminata razionalità, e si palesa, anche economicamente e socialmente, un affare”. “Per meritarsi il nome di figli di Dio i cristiani devono lavorare per la pace”. “Noi dobbiamo organizzare la pace così come altri hanno organizzato la guerra”. “L’opera pacificatrice comincia da me e da te…” (altro…)

Giovani per la pace

In arrivo alla cittadella di Loppiano (Incisa Valdarno – Firenze), del Movimento dei Focolari, 5.000 scout da tutta Europa, per il loro appuntamento triennale, il “Rowerway 2006”.  L’incontro, incentrato sul tema “Ricostruiamo il nostro tempo partendo dall’uomo”,  si svilupperà in 5 itinerari tematici: ambiente, storia, arte, politica e scienze. L’appuntamento è stato preceduto da oltre un anno di intensa e fruttuosa collaborazione tra Focolari e Scout, a sottolineare lo spirito di scambio e sinergia tra movimenti diversi, accomunati dalla speranza nell’uomo, come recita anche una nota della manifestazione. Info: www.roverway.itwww.loppiano.it (altro…)

Scintille di pace nel Libano in fiamme

     Biacout, come tutti i villaggi libanesi che non sono stati ancora sottoposti a bombardamenti, è gremito di famiglie sfollate dalle regioni meridionali di Beirut, cristiane e musulmane, senza distinzione. Si tratta di un piccolo quartiere pilota, nato durante la guerra negli anni ’80 per opera di volontarie dei Focolari, allo scopo di essere un’oasi di pace e di convivialità. Oggi vive un nuovo volto della sua « vocazione ».      Al Centro Medico Sociale, incontriamo Acia che, 20 anni fa, avevamo conosciuto quando con la sua famiglia e altre centinaia di persone, era fuggita dal suo villaggio del sud del Libano. L’avevamo incontrata su una spiaggia, senza tetto, senza viveri, completamente sprovveduta. Le eravamo stati vicini e da allora il rapporto si è approfondito.      Oggi la storia ricomincia da capo. Acia accoglie a casa sua tre famiglie provenienti dal suo villaggio, oltre a due vecchietti. La sua situazione precaria non le impedisce di condividere tutto con gli altri. “Ci arrangiamo come è possibile” ci dice. “Meno male che siamo in estate. Gli uomini dormono sulla terrazza. Ma abbiamo bisogno di materassi e soprattutto di medicine per i bambini, per mia mamma e mia suocera, ma anche per mio marito”. Difatti da un anno circa a suo marito è stata diagnosticata una sclerosi muscolare ed è sempre sotto trattamento. Poi continua: “Oggi altre famiglie sono state accolte dalla mia vicina. Sono in condizioni pessime. Hanno bisogno di tutto”.      Condividiamo quanto abbiamo e continuiamo il nostro giro. Arriviamo alla Casa Notre Dame, che era stata costruita in piena guerra per essere un luogo di pace, di ascolto, di condivisione.  Sawsan, la maestra d’asilo, ha dato ospitalità ad 8 famiglie musulmane. Ringraziano “Allah” di essere qui e sperano di poter ritrovare sani e salvi i famigliari che abitano vicino alla frontiera.     “Speriamo che “Allah” bruci tutti quelli che ci uccidono”, dice con rabbia una di loro. Ma subito: “E’ più forte di me, mi scaldo, mi arrabbio davanti a quanto sta succedendo, a quello che ci è accaduto, ma so anche che gli altri dall’altra parte soffrono come noi dalla furia di questa guerra”. Fatmé ribadisce: “Siamo tutti figli di Dio. Che Allah, l’onnipotente, calmi i cuori e gli spiriti e ci faccia ritrovare la pace”.     Intanto arriva Wardé, una giovane cristiana fuggita dal sud durante l’ultima guerra con il marito e i figli, e rifugiatasi a Biacout. Ultimamente era ritornata nel sud. “Ecco, siamo di ritorno a Biacout. Ringraziamo Dio! Nessuno è rimasto ferito o colpito. Abitiamo insieme, 3 famiglie. Non abbiamo niente ed abbiamo paura di quanto sta succedendo e di quanto forse ci attende ancora”. Mentre conversiamo, vedo tra le mani di alcune delle donne sciite lunghi rosari. Invocano “Allah” il Grande, lodandolo, e rendendogli grazie. Ed è su questa nota spirituale bellissima che ci siamo lasciate.     Wardé ci accompagna, e noi cerchiamo di condividere la sua angoscia. Torniamo alla macchina: nel cuore c’è la dolcezza di questi momenti trascorsi insieme alla Casa Notre Dame e l’amaro del grido di dolore che riecheggia ovunque. (altro…)