Partirà il 20 giugno prossimo, in diretta mondiale YouTube, #daretocare, la campagna dei giovani dei Focolari per “farsi carico” delle nostre società e del pianeta. Jesùs Morán, co-presidente dei Focolari: “Occorre una nuova agenda etica; la cura ha una spiccata vocazione politica e una forte dimensione planetaria”.“#daretocare”, ovvero “osare prendersi cura”. I giovani del Movimento dei Focolari hanno preso sul serio le parole di Papa Francesco e di molti altri leader religiosi e civili di collaborare concretamente alla cura della Casa Comune. Attraverso questo nuovo percorso vogliono quindi essere cittadini attivi e interessarsi a tutto quello che accade nel mondo per cercare di costruire un pezzetto di mondo unito. “In questo tempo di profonda crisi umanitaria, a causa del Coronavirus, sta emergendo una nuova visione – sostiene Jesús Morán, co-presiedente del Movimento dei Focolari – cioè la necessità di un nuovo modo di comportarsi, di vivere, una sorta di nuova agenda etica, come dicono alcuni esperti. E in questo contesto una categoria sta diventando centrale, ed è quella della cura, il farsi carico, l’occuparsi degli altri, della società, del pianeta”. Osare prendersi cura vuol dire quindi essere protagonisti nella vita di tutti i giorni per risolvere problemi, avviare dialoghi per una società migliore, essere attenti all’ambiente e alle persone di qualsiasi colore, religione, cultura. Soprattutto oggi dove il razzismo torna a riemergere, dove la libertà degli uomini torna ad essere minata da regimi totalitaristici, dove le armi e le guerre vogliono imporre il proprio dominio sulla pace e l’unità fra i popoli. “La cura è una categoria molto ampia, bella, poliedrica – continua Morán -. L’etica della cura ha a che fare con la dignità della persona, questo è fondamentale, è proprio il cuore della cura; non è una cosa intimistica, privata. Anzi, la cura ha una spiccata vocazione politica e una forte dimensione planetaria, anche se non dimentica il locale perché dopo, è localmente che ci prendiamo cura degli altri, è proprio nei rapporti personali, nella società, nel locale. Però questa dimensione planetaria è importante”. Papa Francesco ne ha parlato il 24 maggio scorso durante il quinto anniversario della Laudato sii, promuovendo un anno speciale di riflessione – fino al 24 maggio 2021 – per riportare all’attenzione di tutti il tema della cura del creato. E per creato si intende non solo l’ambiente che ci circonda, ma anche le persone, l’economia, la politica, il sociale… Chiara Lubich, la fondatrice dei Focolari, definiva la politica come “l’amore degli amori”. Il politico è colui che sta al servizio della propria gente, e, conclude Morán, “oggi c’è bisogno più che mai di questo tipo di amore, e la categoria della cura lo esprime bene, è proprio un concentrato di questo amore di cui stiamo parlando. Allora la proposta dei giovani dei Focolari è questa: mettere la cura al centro della politica e della nostra vita di cittadini”. Quindi, dopo un anno dedicato ad azioni e progetti su pace, diritti umani e legalità, il prossimo 20 giugno con la campagna #daretocare i giovani dei Focolari aggiungono un altro tassello, quello della “cura”, sviluppata e approfondita attorno a cinque tematiche principali: ascolto, dialogo e comunicazione, uguaglianza, fraternità e bene comune, partecipazione e cura del pianeta. E come farlo? Seguendo la metodologia tipica dei “pathways”, i percorsi che per il terzo anno stanno percorrendo: imparare, agire e condividere. Allora: coraggio e osare. Appuntamento al prossimo 20 giugno, ore 14 (Cest + 2), con un evento online mondiale su Youtube per lanciare questa grande idea #daretocare. Per maggiori informazioni visitate il sito dello United World Project
Dopo i fatti di Minneapolis e le manifestazioni nel mondo ci sentiamo impotenti e indignati, eppure continuiamo a credere e lavorare per uno spirito di aperta accoglienza e partecipazione per affrontare i bisogni più profondi del nostro tempo.
Foto: Josh Hild (Pexels)
“Mentre abbiamo ancora davanti agli occhi i recenti avvenimenti che evidenziano ancora una volta l’odiosa realtà dell’ingiustizia razziale e della violenza, abbiamo il cuore spezzato. Ci sentiamo Impotenti e indignati. Eppure continuiamo a sperare”. Sono queste alcune delle espressioni iniziali della dichiarazione con cui la comunità dei Focolari in USA esprime il proprio impegno nei confronti della giustizia raziale in seguito ai fatti di Minneapolis e alle proteste a cui stiamo assistendo nel mondo. Un impegno condiviso a livello globale e che ribadiamo qui, a nome di tutti i membri del Movimento dei Focolari nel mondo. Con Papa Francesco e molti leaders religiosi e civili, anche noi affermiamo che “Non possiamo tollerare né chiudere gli occhi su qualsiasi tipo di razzismo o di esclusione” e che ci impegniamo a “sostenere le azioni buone e giuste più difficili invece dei facili torti dell’indifferenza”, come sostengono i vescovi statunitensi. “Non possiamo chiudere un occhio su queste atrocità e al contempo professare di rispettare ogni vita umana. Noi serviamo un Dio di amore, di misericordia e di giustizia”.
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In un momento come questo in cui “il sogno della nostra fondatrice, Chiara Lubich, di vedere passi avanti nella realizzazione della preghiera di Gesù al Padre, ‘che tutti siano una cosa sola’ (Gv 17,21) sembra lontano, quasi fuori di portata”[1], ci domandiamo cosa possiamo fare sia personalmente che a livello comunitario. Quale cambiamento occorre operare in ciascuno di noi? In che modo possiamo far sentire la nostra voce nel pubblico dibattito per supportare chi soffre forme di razzismo e non solo? “Il nostro obiettivo è quello di promuovere un profondo spirito di aperta accoglienza e di vibrante partecipazione nelle nostre comunità culturalmente diverse e intergenerazionali. Prendiamo come guida le parole di Chiara Lubich: ‘Siate una famiglia’ “[2]. Crediamo e continuiamo nell’impegno di dar vita a comunità locali che siano autenticamente fondate sulla legge evangelica della fraternità; un principio e un’azione che ci unisce anche ai fratelli e alle sorelle di tutte le Religioni e a chi non si riconosce in un preciso credo. Vogliamo dedicare i nostri sforzi soprattutto ai più giovani, che possono provare particolare paura e apprensione per il loro futuro. Di fronte a spaccature così profonde e radicate, i progetti e le iniziative che portiamo avanti possono sembrare piccole o inefficaci e la strada ancora lunga. Progetti come l’Economia di Comunione, il Movimento politico per l’unità (Mppu) e lo United World Project, la strategia globale proposta dai giovani dei Focolari per affrontare le sfide mondiali in campo, possono sembrare gocce nel mare, eppure siamo convinti che contengano, in nuce, idee potenti, capaci di contribuire ad affrontare i bisogni più profondi del nostro tempo insieme a tante persone, organizzazioni e comunità che costituiscono quella rete invisibile capace di salvare l’umanità.
Una campagna globale che ha coinvolto migliaia di fedeli attraverso seminari interattivi e formativi sulla cura della casa comune. Indetta dal Papa è stata organizzata dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale con il sostegno di un gruppo di partner cattolici. Dal 16 al 24 maggio si è svolta la Settimana Laudato Si’ dal titolo “Tutto è connesso”, una campagna globale in occasione del 5° anniversario dell’enciclica di Papa Francesco sulla cura della casa comune. L’evento ha coinvolto comunità cattoliche di tutto il mondo coinvolgendo diocesi, parrocchie, movimenti e associazioni, scuole e istituzioni per approfondire il proprio impegno per la salvaguardia del Creato e la promozione di un’ecologia integrale. Fortemente voluto dal Papa è stata organizzata dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale con il sostegno di vari partner cattolici fra cui il Global Catholic Climate Movement (Movimento Cattolico Globale per il Clima) che ingloba più di 900 organizzazioni cattoliche mondiali fra cui il Movimento dei Focolari. Nel corso della Settimana varie sono state le iniziative on line seguendo le linee indicate dalla Laudato sì. A causa dell’emergenza Coronavirus infatti l’evento si è svolto totalmente online attraverso seminari interattivi e formativi. Nella giornata di domenica 24 maggio si conclude l’evento con una giornata mondiale di preghiera: alle ore 12 (ora locale di ogni fuso orario), ognuno potrà pregare per la Terra con questa preghiera. Il Papa nel mese di marzo ha inviato un videomessaggio dove incoraggiava i fedeli a partecipare per proteggere la nostra casa comune. Insieme, attraverso l’azione e la fede, possiamo risolvere la crisi ecologica. “Che tipo di mondo vogliamo lasciare a quelli che verranno dopo di noi, ai bambini che stanno crescendo? – afferma il Papa – Rinnovo il mio appello urgente a rispondere alla crisi ecologica. Il grido della terra e il grido dei poveri non possono più aspettare. Prendiamoci cura del creato, dono del nostro buon Dio Creatore”. In questi 5 anni, l’enciclica del Papa ha smosso le coscienze di tanti cittadini. Sono sorte molte comunità di persone con l’obiettivo di fare qualcosa per l’ambiente, spinti dalle parole del Papa su una visione ecologica più attenta alla Casa Comune. Eppure dopo cinque anni queste parole risuonano molto attuali in questo mondo dilaniato dalla pandemia del Covid-19. Anche il Dicastero Vaticano per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale sottolinea come gli insegnamenti dell’Enciclica sono particolarmente rilevanti nel contesto attuale del coronavirus che ha fermato molte parti del mondo. “La pandemia ha colpito dovunque e ci insegna come soltanto con l’impegno di tutti possiamo rialzarci e sconfiggere anche il virus dell’egoismo sociale con gli anticorpi di giustizia, carità e solidarietà. – sottolinea don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana – Per essere costruttori di un mondo più giusto e sostenibile, di uno sviluppo umano integrale che non lasci indietro nessuno”. In questa settimana non si è parlato solo di ecologia. Gli organizzatori si sono chiesti: ma quanto pesa l’economia in tema di salvaguardia del Creato? Giovedì 21 maggio infatti si è tenuto un appuntamento online con l’economista inglese Kate Raworth, dell’Università di Oxford e Università di Cambridge, uno degli economisti più influenti a livello internazionale. Questo incontro rientra anche nel percorso di preparazione e formazione a “The Economy of Francesco”, l’evento voluto dal Papa che si terrà a novembre ad Assisi dove si sono già iscritti 3000 giovani imprenditori da tutto il mondo. In tema di salvaguardia del Creato, “l’economia pesa almeno il 50% se consideriamo l’economia individuale, l’economia delle imprese e l’economia degli Stati e gli effetti che tutto ciò produce sull’inquinamento del Pianeta – sostiene l’economista Luigino Bruni -. Poi c’è la politica, i nostri stili di vita, ecc… (…) Se guardiamo anche da cosa dipendono i fallimenti di questi decenni, il riscaldamento globale, ad esempio, ci accorgiamo che insomma l’economia capitalistica ha davvero un grosso peso. Quindi se vogliamo cambiare dobbiamo cambiare l’economia”. Vivere la Laudato Sì quindi vuol dire testimoniare la nostra sensibilità per il tema della salvaguardia del Creato ma anche in ambito economico con le nostre scelte di vita. Possiamo contribuire a realizzare una profonda conversione economica ed ecologica attraverso esperienze concrete. Inoltre dobbiamo capire quale cambiamento politico promuovere per ascoltare veramente il grido della terra e dei poveri.
Mercoledì 25 marzo alle ore 12 (ora italiana) tutti i cristiani sono chiamati a recitare il Padre Nostro.Il mondo unito in preghiera contro il coronavirus. Il Santo Padre invita i cattolici di tutto il mondo ad unirsi spiritualmente in preghiera per mercoledì 25 marzo alle ore 12 (ora italiana) per recitare il Padre Nostro insieme a tutti i leader delle Comunità cristiane, con tutti i cristiani. Anche il Segretario generale del Consiglio ecumenico delle Chiese, Rev. Olav F.Tveit, insieme al moderatore del Comitato centrale ecumenico delle Chiese Dott. Agnes Abuom, invitano a rendere la domenica come “un giorno di preghiera per le persone più vulnerabili come rifugiati, anziani e persone colpite da COVID19, per pregare per l’intera comunità e che il mondo diventi un’unica famiglia cristiana”. Alla pandemia del virus il Papa e il consiglio ecumenico delle Chiese chiedono con forza di rispondere con la universalità della preghiera, per rimanere uniti in questo momento di grande sofferenza per il mondo interno, e far sentire la propria vicinanza alle persone più sole e più provate come i malati, il personale sanitario, le forze dell’ordine, le autorità. “In questi giorni di prova – ha ribadito Papa Francesco – mentre l’umanità trema per la minaccia della pandemia, vorrei proporre a tutti i cristiani di unire le loro voci verso il Cielo. Invito tutti i Capi delle Chiese e i leader di tutte le Comunità cristiane, insieme a tutti i cristiani delle varie confessioni, a invocare l’Altissimo, Dio onnipotente, recitando contemporaneamente la preghiera che Gesù Nostro Signore ci ha insegnato. Invito dunque tutti a farlo parecchie volte al giorno a recitare il Padre Nostro mercoledì prossimo 25 marzo a mezzogiorno. Tutti insieme”. E ancora ha aggiunto: “nel giorno in cui molti cristiani ricordano l’annuncio alla Vergine Maria dell’Incarnazione del Verbo, possa il Signore ascoltare la preghiera unanime di tutti i suoi discepoli che si preparano a celebrare la vittoria di Cristo Risorto”. Il Papa inoltre presiederà un momento di preghiera per venerdì 27 marzo, con la speciale benedizione Urbi et Orbi sul sagrato di San Pietro. La piazza sarà vuota per le attuali misure restrittive vigenti in Italia.
Il convegno internazionale dal titolo “Un Carisma a servizio della Chiesa e dell’umanità” che ha radunato, prima Trento e poi a Loppiano, 7 Cardinali e 137 Vescovi, amici del Movimento dei Focolari di 50 Paesi, ha fatto intravedere interessanti prospettive per la Chiesa. E’ stata una scena simbolica e solenne: nel santuario della Theotokós di Loppiano, cioè in una chiesa dedicata a Maria, Madre di Dio, attorniati dagli abitanti di questa cittadella del Movimento dei Focolari che rappresentavano il popolo di Dio, una grande assemblea di Cardinali e Vescovi si sono dichiarati vicendevolmente di vivere l’amore fraterno secondo il comandamento di Gesù, pronti condividere gioie e dolori gli uni degli altri, ad amare la comunità altrui come la propria, insomma ad amarsi fino a dare la vita gli uni per gli altri. Questo solenne “patto”, formulato martedì 11 febbraio, è stato il momento culmine di un convegno internazionale dal titolo “Un Carisma a servizio della Chiesa e dell’umanità” che ha radunato, prima Trento e poi a Loppiano, 7 Cardinali e 137 Vescovi, amici del Movimento dei Focolari, in rappresentanza di 50 Paesi. Mai prima la partecipazione a questo convegno annuale era stata così grande. E questo anche per il fatto che l’incontro si è svolto nell’anno del Centenario della nascita di Chiara Lubich. Il programma rispecchiava il motto scelto per il Centenario: “Celebrare per incontrare”. La prima parte del convegno, che si è svolta a Trento, città natale della fondatrice dei Focolari, è stata infatti dedicata maggiormente alla celebrazione di questo evento: la visita alla mostra “Chiara Lubich Città Mondo” alle Gallerie di Trento; il saluto delle autorità nella sede della Provincia autonoma di Trento; la celebrazione eucaristica nel Duomo della città e la rievocazione artistica “Dal Concilio tridentino a Chiara tridentina” tenutasi nella chiesa di Santa Maria Maggiore, che fu sede conciliare e nella quale Chiara Lubich ricevette il battesimo. Momenti celebrativi che non erano caratterizzati dal semplice ricordo nostalgico di una figura storica, ma aprivano lo sguardo all’attualità del carisma di Chiara, come la sua dimensione mondiale, ecclesiale ed ecumenica. Un’attualità sottolineata fortemente da un lungo messaggio di Papa Francesco che si rallegrava vivamente per questo convegno esprimendo “la gratitudine a Dio per il dono del carisma dell’unità attraverso la testimonianza e l’insegnamento (…) di Chiara Lubich”. L’invito del Papa ai Vescovi a “mettersi sempre di nuovo alla scuola dello Spirito Santo” e a vivere i punti cardini della spiritualità di Chiara Lubich ha poi trovato una prima realizzazione nella seconda parte del programma svoltosi nella Cittadella Internazionale dei Focolari a Loppiano presso Firenze. Il contesto di una piccola comunità di 800 abitanti che vedono nel comandamento dell’amore reciproco di Gesù la legge della loro convivenza, ha stimolato anche i presuli a fare altrettanto. Commoventi le scene di comunione e condivisione, iniziando dalle piccole cose: un aiuto reciproco, un ascolto profondo, l’accoglienza attenta delle richieste, esigenze, idee di ciascuno. Veri “ministri” a servizio gli uni degli altri. Sullo sfondo di una profonda e ricca analisi del contesto storico nel quale è vissuta ed ha agito Chiara Lubich, presentata da Andrea Riccardi della Comunità di Sant’Egidio, si sono approfondite le dimensioni ecclesiali che scaturiscono dal carisma di Chiara: una Chiesa che si fa dialogo; la “mistica del noi” che si realizza in una Chiesa-comunione; la dimensione ecumenica; i diversi percorsi formativi che offre il Movimento dei Focolari per approfondire e diffondere queste dimensioni. Esperienze di vita di Vescovi da tutto il mondo ne hanno illustrato la possibilità di realizzazione nella vita personale dei Vescovi e nel loro servizio alla Chiesa. “Non è stata una retrospettiva” ha sottolineato un Vescovo africano a conclusione del convegno “ma un’ouverture, cioè un inizio e un’apertura al futuro”. Il “patto” che i Vescovi hanno stretto a Loppiano, in seno alla Chiesa della Madre di Dio, era stato sottoscritto, proprio nello stesso luogo, anche da Papa Francesco insieme agli abitanti della Cittadella durante la sua visita a Loppiano. Si tratta di un patto che, sottoscritto con il sostegno del Popolo di Dio che lo attua e trae continuamente forza da esso, può essere anche per i Vescovi un inizio, un punto di partenza, una ouverture che fa intravedere l’accendersi di nuove note nel cammino del dialogo, di nuove armonie sulla strada della comunione della Chiesa del futuro.