Movimento dei Focolari
La santa Russia

Dobro Pozhalovat’ – Benvenuti a Mosca

13 maggio. Una festa significativa per la cattolicità: la madonna di Fatima. 13 maggio. Una data altrettanto simbolica per il Movimento dei focolari: la notte di “stelle e lacrime”, così è noto quell’episodio della vita di Chiara Lubich quando a causa del bombardamento di Trento aveva dovuto lasciare la sua casa per rifugiarsi nel bosco di Goccia d’oro. Piangendo per ore aveva osservato il muoversi delle costellazioni e aveva capito che solo l’amore poteva vincere quell’immane tragedia. 13 maggio, stavolta del 2011. Maria Voce e Giancarlo Faletti sono atterrati a Mosca per una visita alla comunità del Movimento dei focolari in Russia. Un viaggio che Chiara Lubich avrebbe voluto fare già negli anni ’60 come testimonia un suo discorso di quel periodo, ma che di fatto non ha poi potuto realizzare, anche se tante delle sue prime compagne e compagni hanno qui seminato la spiritualità dell’unità fin dagli anni ’70. All’atterraggio all’aeroporto di Sheremet’evo un timido raggio di sole prova a sfidare un cielo incerto, a tratti piovigginoso.  Lo scalo, modernissimo e luminoso, si confonde tranquillamente con quello delle metropoli occidentali: le griffes che ne popolano negozi e punti ristoro sono le stesse. Superati i controlli di routine, un po’ più serrati dopo l’ultimo attentato, si può esclamare: eccoci arrivati a Mosca! Un piccolo gruppo dei Focolari accoglie con fiori e sorrisi e tre abbracci i nuovi arrivati. Una brigata osservata a distanza dai giovani agenti del controllo, presto distratti dalle incombenze. Sulla superstrada per raggiungere Mosca ci sono grandi cantieri, segno di una città in crescita dal punto di vista commerciale e abitativo: sempre più russi vi si trasferiscono e la popolzione si attesta già sui 15 milioni di abitanti. «Affidiamo a Maria, in questo giorno, il viaggio a Mosca, le persone che incontreremo, tutti quelli che stanno pregando per quest’appuntamento» è stata la preghiera espressa coralmente da Maria Voce e Giancarlo Faletti, davanti ad un’icona della Madonna, mentre si celebrava la messa dedicata proprio alla Madre di Dio. Attesa per l’incontro del 14 maggio con tutti i membri dei Focolari del grande territorio russo. Dagli inizi del Movimento in queste terre è la prima volta che da Celjabinsk, Novosibirsk,  Krasnojarsk , San Pietroburgo, si ritroveranno cattolici e ortodossi a testimoniare una presenza viva, gioiosa, attiva, che sa vincere diffidenze, diversità e distanze notevoli che mettono in discussione gli otto fusi orari della nazione. Qualcuno, però, ha voluto anticipare questo momento di “a tu per tu” con la presidente: le più piccole, infatti, si sono ritratte come tante matrioske colorate, un benvenuto insieme tradizionale e festoso che ben esprime le tante anime della città, connubio di modernità e storia, di orgoglio nazionale e mondialità ineludibile. Dall’inviata Maddalena Maltese

[Russia]

(altro…)

La santa Russia

Silvana Veronesi in Argentina

Silvana con Gustavo Clariá della Redazione Web

Quali sono state le tue impressioni sulla società argentina? “Ho trovato un continente dove il cristianesimo è vivo, è la radice culturale di questo popolo. Le Messe, ad esempio, sono molto frequentate, con tanti giovani, e la domenica è tanto considerata anche civilmente. Si potrebbe dire che è un continente (per quanto è vasta l’Argentina!) nuovo e giovane. C’è un’apertura e una libertà che li rende particolarmente adatti ad accogliere la spiritualità dell’unità che nasce dal carisma di Chiara. Sappiamo che sei stata invitata dalle numerose comunità dei Focolari in quella terra…

Mariapoli Lia

Sì. Il Movimento in Argentina si presenta molto diffuso e ricco delle varie vocazioni dell’Opera di Maria e di testimoni in diversi campi. Ad esempio, nella “Cittadella Lia”, che è un po’ il cuore dei Focolari per il Cono Sud, ci sono tanti giovani che lasciano tutto per un anno, per “fare l’esperienza” – come dicono loro. Cioè per formarsi ad una ‘vita nuova’ fondata sul Vangelo. Per quanto i sudamericani siano i più numerosi, ci sono ragazze e ragazzi dell’Europa e di tutto il mondo, e l’impegno con cui vivono questo periodo suscita grande ammirazione. Già Chiara Lubich evidenziava il protagonismo dei giovani nella cittadella argentina come una sua caratteristica. Ho visitato tutte le realtà della Cittadella e mi sono incontrata con i focolarini, le scuole dei giovani e con la comunità del territorio circostante. Sono rimasta colpita dall’armonia e dai rapporti d’unità che ho trovato fra tutti. Vi trionfa quell’amore reciproco che Lia Brunet e Vittorio Sabbione – pionieri del Movimento in Argentina – hanno improntato in essa e che Chiara nella sua storica visita del 1998 ha caldamente sottolineato. Posso dire d’aver sperimentato la presenza spirituale di Maria Santissima.  E di Lei ho parlato in una mia conversazione a tutti presentandola come si è manifestata nella nostra storia: modello nel vivere la Volontà di Dio. Ho anche visitato il Polo industriale “Solidaridad”, dove ci sono alcune aziende che s’ispirano ai principi dell’Economia di Comunione. Sono ancora piccole, ma c’è purezza e coerenza con i valori evangelici, che assicurano un futuro promettente. Il ‘socio nascosto’, come chiamano loro l’intervento della Provvidenza di Dio, è tenuto molto presente e con fedeltà interviene. Hai vissuto la Pasqua in Argentina…! L’ho trascorsa nel Centro Mariapoli a Josè C. Paz, nei pressi di Buenos Aires. Sono stati giorni intensi, di grande spiritualità, insieme alle focolarine, circa 90, comprese quelle sposate. Poi si sono aggiunti i focolarini e altri delle comunità vicine, circa 400 persone. In mezzo a loro mi è venuto tanto di sottolineare come avevamo compreso nei primi tempi con Chiara le realtà di Gesù in mezzo a noi e quella di Gesù abbandonato. Sono stata commossa della riconoscenza e dall’amore  che mi hanno espresso in tanti modi. Posso dire di essere rimasta molto impressionata per l’armonia che vi regna e contenta per l’unità che ho trovato fra tutti. Per quanto sempre si può migliorare e crescere, penso che Chiara dal Cielo sarà contenta. (altro…)

La santa Russia

Settimana Mondo Unito 2011: bilancio di un cambiamento visibile

Di più! Coinvolgendo con le sue iniziative e progetti migliaia di giovani di qualsiasi cultura e tradizione, ha saputo mostrare quel mondo unito che è l’obiettivo fondamentale dei Giovani per un Mondo Unito (Gmu), e che durante questa Settimana – dal ’95 in poi – vuole uscire maggiormente allo scoperto. Descrivere, anche solo brevemente, ogni iniziativa sarebbe come fare un giro virtuale di tutto il mondo. Appassionante sicuramente, ma troppo lungo da riassumere in un articolo. Le centinaia di eventi sono rimbalzate da un social network all’altro, moltiplicando la visibilità e le persone coinvolte. Ci limitiamo qui a qualche accenno, rimandando al blog www.mondounito.net per un approfondimento. Iniziamo dalle tante SMU che si sono svolte in Medio Oriente, proprio dove si sta vivendo un momento di particolare risveglio e desiderio di cambiamento, a partire dai giovani. Ricco di significati, dunque, il titolo del video che i Gmu dell’Egitto hanno preparato riprendendo il titolo del recente meeting che si è svolto nei giorni scorsi e ha dato il via alla Settimana Mondo Unito: “Make visible change”. I giovani del Libano hanno invece animato l’intera Settimana con un progetto ecologico, un cineforum interreligioso, una giornata di sport ed una di attività nel sociale. E sul sociale si è puntato anche in tutta l’America Latina. Per esempio a l’Avana, durante la SMU, i giovani di Cuba hanno visitato i bambini di una baraccopoli che è nata sotto un ponte della città. In Guatemala, invece, ogni giorno aveva una sfumatura diversa e un’attività correlata: Dare, Amare per primo, Pace, Morire per la propria gente, Perdonare, Ecologia e Intessere rapporti, i titoli delle varie giornate. Un ultimo esempio da questo continente: Rosario, in Argentina. Qui, divisi in due gruppi di 25 giovani ciascuno, i Gmu hanno rappresentato vari sketch sul Mondo Unito…ai passaggi pedonali davanti alle persone in attesa ai semafori! In varie parti del mondo ci si è impegnati per il Giappone, colpito nel mese di marzo dalla grave catastrofe naturale. A Los Angeles, negli USA, durante la SMU è stata lanciata la campagna “Hike a thon!”, una camminata per raccogliere fondi in favore della popolazione di Fukushima. A Firenze si è svolta una maratona di ballo e la piazza principale di Frascati (RM) è stata animata da un open workshop alla scoperta della cultura nipponica. A Goa, nella parte sud- occidentale dell’India, un’intera giornata è stata dedicata a Chiara Luce Badano. Per presentare la giovane dei focolari beatificata lo scorso 25 settembre, i Gmu dell’India hanno preparato canti, coreografie, danze tipiche indiane, esperienze e video sulla vita della giovane. E proprio a Sassello, infine, paese natale di Chiara Luce, davanti a 1200 giovani, e con una diretta internet, si è conclusa ufficialmente la sedicesima Settimana Mondo Unito. Un musical, Living the dream, realizzato da un gruppo di ragazzi di Genova dopo l’entusiasmante esperienza vissuta nel workshop col Gen Rosso, e ispirati dall’esempio di due giovani genovesi, anche loro avviati verso la beatificazione: Alberto Michelotti e Carlo Grisolia. E un tour speciale, con Ruggero e Maria Teresa Badano, i genitori di Chiara Luce, a visitare la sua casa. Per ascoltare cosa loro stessi hanno raccontato, il replay della diretta è disponibile su: http://media.focolare.org/ClSMU2011.wmv. In conclusione il grande annuncio: Genfest 2012 – 1 e 2 Settembre a Budapest. Ma di questo vi parleremo la prossima volta. (altro…)

La santa Russia

Meeting Giovani per un Mondo Unito: si riparte!

“Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero”. L’impressione conclusiva di uno dei 500 GMU presenti al meeting 2011 è chiara: i Giovani per un Mondo Unito non ci stanno a credere alle utopie, piuttosto in un Ideale per il quale vale la pena di spendere la propria vita! Una gioia generale e esplosiva. «Ci vuole un grande cuore per credere in questo ideale e mi ci avete fatto credere anche a me!», «Basta guardarci in faccia: tutta gente che ora è davvero felice!», «Non vedo l’ora di irraggiare il mondo intero di questa luce, torno a casa solo per questo!»;…solo alcune, queste, delle tantissime impressioni raccolte. L’ultima mattina di programma, prima che la festa continuasse a Roma con la veglia serale al Circo Massimo e la cerimonia di domenica a S. Pietro per la beatificazione di papa Wojtyla, è stata l’occasione per sperimentare la natura propria dei Giovani per un Mondo Unito, e cioè puntare lo sguardo al mondo intero. Piero Coda, preside dell’Istituto Universitario Sophia (a Loppiano, Firenze), assieme a due dei suoi studenti, ha guidato la riflessione sull’importanza dialogo in ogni situazione, specie oggi che le civiltà – dopo essersi sviluppate per secoli isolatamente – sono chiamate dalla storia ad un confronto continuo, ad uno scambio, ad una interdipendenza. Emblematiche alcune sue parole: «La storia è fatta di alcune figure profetiche che sanno illuminare l’agire umano sempre verso nuovi orizzonti, ma è allo stesso modo fondamentale che vi siano quotidianamente anche tanti costruttori di ponti, come potete essere voi, che insegnino con la loro vita l’arte del dialogo ». Presente anche una delegazione di giovani del movimento buddista giapponese Rissho Kosei-kai che hanno presentato la loro associazione, – da anni in dialogo e stretta amicizia con il Movimento dei focolari – (con l’azione Arms Down) e le attività svolte l’anno scorso in favore del disarmo nucleare e recentemente delle vittime del terribile terremoto che ha sconvolto il nord del Giappone l’11 marzo scorso. Limpida testimonianza la loro, di come quel ‘costruire ponti’ tra movimenti, culture ed esperienze differenti porti i frutti più inattesi. Dicevano i giovani della Rissho Kosei-kai al termine del meeting: «Da questo momento di confronto con i GMU ci portiamo dietro soprattutto una cosa, la certezza che ognuno di noi è diverso dall’altro, ma allo stesso tempo che è bellissimo giocare con queste differenze fino ad arrivare all’unità tra tutti!». Sul Meeting dei Giovani per un Mondo Unito leggi anche:

Fino all’8 maggio 2011 segui la Settimana Mondo Unito su: www.mondounito.net   [nggallery id=35] (altro…)