27 Dic 2021 | Chiara Lubich
In questo tempo di Natale, la Parola di Vita di dicembre 2021, ci invita a vivere parole dedicate a Maria: “ “E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto” (Lc 1,45). Anche il testo che segue è dedicato alla Madre di Dio, in esso Chiara Lubich ci invita ad avere, come Maria, totale disponibilità a credere e mettere in pratica quanto annunciato dal Signore. C’è uno stretto legame, in Maria, tra fede e maternità, come frutto dell’ascolto della Parola. E Luca qui ci suggerisce qualcosa che riguarda anche noi. Più avanti nel suo Vangelo Gesù dice: “Mia madre e i miei fratelli sono coloro che ascoltano la Parola di Dio e la mettono in pratica” (Lc 8, 21). Anticipando quasi queste parole, Elisabetta, mossa dallo Spirito Santo, ci annuncia che ogni discepolo può diventare “madre” del Signore. La condizione è che creda alla Parola di Dio e che la viva. (…) Maria, dopo Gesù, è colei che meglio e più perfettamente ha saputo dire “sì” a Dio. È soprattutto questa la sua santità e la sua grandezza. E se Gesù è il Verbo, la Parola incarnata, Maria, per la sua fede nella Parola è la Parola vissuta, ma creatura come noi, uguale a noi. Il ruolo di Maria come madre di Dio è eccelso e grandioso. Ma Dio non chiama solo la Vergine a generare Cristo in sé. Seppure in altro modo, ogni cristiano ha un simile compito: quello di incarnare Cristo fino a ripetere, come san Paolo: “Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me” (Gal 2, 20). Ma come attuare ciò? Con l’atteggiamento di Maria verso la Parola di Dio, e cioè di totale disponibilità. Credere dunque, con Maria, che si realizzeranno tutte le promesse contenute nella Parola di Gesù e affrontare, come Maria, se occorre, il rischio dell’assurdo che alle volte la sua Parola comporta. Grandi e piccole cose, ma sempre meravigliose, accadono a chi crede nella Parola.
Chiara Lubich
(Chiara Lubich, in Parole di Vita, a cura di Fabio Ciardi, Opere di Chiara Lubich, Cittá Nuova, 2017, pag. 610-612) (altro…)
25 Dic 2021 | Spiritualità
Accogliere Gesù bambino nella grotta fredda del nostro cuore; dare ospitalità a quella Luce che non aveva trovato posto altrove e decide di splendere su di noi rendendo nuove tutte le cose. Igino Giordani, in poche parole, ci racconta il Natale. Gesù nacque in una stalla, per dimostrarci che può nascere anche nel cuore nostro, che è un locale non dissimile. E quando nasce nel cuore nostro, come sulla grotta, si levano a cantare gli angeli, splende nella notte la luce, e piove in terra la pace. Gesù, col suo Natale, iniziò una Rivoluzione: prese l’uomo dalle stalle e lo innalzò alle stelle. Schiavo del più forte, ne fece il fratello, l’eguale. Non si può ridurre tutto a canzoncine e candelette. Dio non si prende in giro. Il Padre nostro in cielo reclama il pane nostro in terra. E’ chiaro: permane l’azione di chi vuol renderci schiavi di nuovo; riprenderci la libertà. E questo con pressioni di vario genere (…). Si decade dalla libertà e si decade dalla carità: e così si vive secondo la carne, e invece che servi volontari del fratello diveniamo suoi sfruttatori. E invece questa è la legge, questa la giustizia: trattare il fratello come tratto me. Servizio reciproco, dove giustizia e carità sono tutt’uno. Sono Dio che vive in noi: il Verbo – la Ragione – che si incarna fra noi, e fa fiorire sulle stalle le stelle.
Igino Giordani, «La Via», 24.12.1949
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22 Dic 2021 | Centro internazionale
La Presidente dei Focolari, incontrando i gen, giovani del Movimento, ha rivolto a tutti un saluto augurale per le prossime festività. https://www.youtube.com/watch?v=gokyRGwXl2E (altro…)
22 Dic 2021 | Collegamento
Lorna Gold, presidente del Movimento Laudato Si’, e Martin Palmer, fondatore e presidente di Faith Invest, spiegano come le grandi religioni del mondo possono essere una forza trainante per la società civile a riguardo del cambiamento climatico. Durante la conferenza COP26, i leader religiosi presenti hanno partecipato a vari eventi, occasioni di conoscenza reciproca e di dialogo. Tra questi, un evento tenutosi alla Moschea e uno ospitato dal Movimento dei Focolari. Martin Palmer (Inghilterra) ha trascorso tutta la sua vita lavorativa impegnandosi con le principali religioni di tutto il mondo sulle questioni ambientali. Questo iniziò nel 1986, quando il principe Filippo (il Duca di Edimburgo) – che era presidente internazionale del World Wildlife Fund (WWF) – gli chiese di riunire i rappresentanti di cinque delle principali religioni del mondo per esaminare i modi in cui in queste fedi veniva compreso il loro posto nella natura. Hanno creato un programma completo per portare le fedi a collaborare con i principali gruppi ambientali, l’ONU, la Banca Mondiale e altri organismi. Lorna Gold è vicepresidente del consiglio del Global Catholic Climate Movement e presidente del Movimento Laudato Si’. Coordina il loro lavoro sull’azione per il clima all’interno delle comunità di fede e ha guidato il lavoro per far sì che la Chiesa cattolica in Irlanda e a livello globale disinvesta dai combustibili fossili. Nelle nostre interviste, abbiamo parlato di molti argomenti riguardanti la COP26, la crisi climatica e la situazione attuale… Naturalmente, non è stato possibile includere tutto nel servizio trasmesso durante il Collegamento. Per esempio, Martin Palmer ci ha parlato del periodo particolare che stiamo attraversando dicendo: “Penso che siamo all’apice di un grande cambiamento. Il grande cambiamento è che, invece di aspettare che siano i governi a dare l’esempio, è la società civile, sono i giovani e gli anziani a farlo. Ho lavorato a questo da 40 anni. Penso all’ascesa delle organizzazioni femminili, che semplicemente non c’erano nel 1997. Penso a tutto il ruolo degli indigeni, penso a tutto il ruolo delle comunità di fede, del mondo delle ONG, del mondo educativo. Vedo che, ora, siamo in un momento di svolta. Ci sono ancora molte persone che pensano che se protestiamo, possiamo influenzare i governi… Devo dire che non ci credo”. “Le fedi si stanno incontrando con il mondo finanziario, con il mondo dell’educazione e stanno dicendo: come possiamo creare delle partnership? Dove abbiamo i soldi, possiamo influire. Abbiamo le strutture. Abbiamo i mezzi per generare un cambiamento…”. E dopo abbiamo avuto uno scambio molto interessante con Lorna Gold su ciò che ha definito “ansia da clima”, dove ha detto: “Penso sia qualcosa che tutti noi affronteremo, in una misura o nell’altra, perché una volta che accetti che c’è una crisi climatica e che tutto non sarà così ‘roseo’ nel futuro – come forse avremmo voluto – la prospettiva di un mondo unito è abbastanza lontana se il cambiamento climatico non può essere risolto… “(…) Cerco di gestire quest’ansia. Un modo è trascorrere del tempo nella natura. La natura è un grande guaritore. Stare all’aperto, meditare nella natura, trovare Dio nella creazione. Ti fa capire che la natura è abbastanza resiliente. La vediamo rigenerarsi intorno a noi”. “Credo veramente che questo momento che stiamo vivendo sia una crisi, ma può essere anche un kairos. Un kairos, come dice Papa Francesco, è un’opportunità, un momento, un momento opportuno per ripensare, per convertirci, per subire quella profonda conversione ecologica e iniziare a muoversi in una direzione diversa.” https://www.youtube.com/watch?v=dLt4AqX6LPE (altro…)
20 Dic 2021 | Chiara Lubich
Chiara Lubich in questo brano ci invita a condividere con il prossimo quanto gli manca per avere una vita degna. E’ il miglior modo di prepararci al Natale che festeggeremo tra pochi giorni. La conversione del cuore, richiesta per andare incontro a Gesù, non consiste in belle parole e slanci sentimentali, ma nel fare la volontà di Dio e soprattutto nell’amare il nostro prossimo, nel solidarizzare concretamente con lui e condividere con lui, quando manca del necessario, i nostri beni: cibo, vestito, alloggio, assistenza, ecc. È quanto Gesù insegna. La vita cristiana, infatti, non consiste principalmente in lunghe preghiere e penitenze estenuanti; non domanda di cambiare mestiere o professione – a meno che questa non sia cattiva in se stessa –, bensì di vivere, nell’attività e nello stato di vita a cui apparteniamo, l’amore del prossimo. “Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto” (Lc 3,11). (…) Siamo nel mese in cui si celebra la festa del Natale. Il Natale per la Chiesa non è semplice commemorazione di un avvenimento passato, ma è la celebrazione di un mistero sempre presente, sempre attuale: la nascita di Gesù in noi e in mezzo a noi. Come allora prepararci a Natale? Come fare in modo che Gesù nasca o rinasca in noi e fra noi? Con l’amare concretamente. Stiamo attenti che il nostro amore al prossimo non si fermi alle dichiarazioni o al sentimento, ma passi sempre all’azione, alle opere piccole e grandi.
Chiara Lubich
(Chiara Lubich, in Parole di Vita, a cura di Fabio Ciardi, Opere di Chiara Lubich, Cittá Nuova, 2017, pag. 422-423) (altro…)