6 Nov 2021 | Collegamento
181 Vescovi amici dei Focolari di 45 Paesi del mondo e di 70 Chiese e comunità ecclesiali hanno partecipato, in presenza e via zoom, al convegno “Dare to be one. The gift of unity in a divided world” svoltosi dal 23 al 25 settembre 2021. La genesi ed il significato di questo incontro attraverso le interviste a cinque dei Vescovi partecipanti. https://vimeo.com/620772805 (altro…)
5 Nov 2021 | Cultura
Sophia Web Academy (SWA) è un modo originale di formare alla cultura dell’unità, un esperimento nato nell’ambito dello IUS (Istituto Universitario Sophia) che si propone di rispondere alle necessità di questo tempo. Un corso di alta formazione e un duplice percorso nell’ambito della cultura e della leadership dell’unità, rivolto al Movimento dei Focolari e non solo. Ce ne parla il professor Michele Zanzucchi, docente di comunicazione a Sophia, coordinatore di SWA. Quale la mission di Sophia Web Academy? Sophia Web Academy (SWA) si propone di indagare e presentare le principali declinazioni concettuali e operative del carisma dell’unità, esplicitando così il tentativo di confrontarsi con quanti hanno dato avvio a una riflessione culturale a partire dall’intuizione mistica di Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari. Come è nata l’idea di crearla? È nata durante la pandemia, vedendo che aumentava la domanda di formazione sui fondamenti del carisma dell’unità e verificando che era possibile dare insegnamenti soddisfacenti online. Nel Movimento dei Focolari si avverte in effetti la necessità di un duplice percorso di formazione per i quadri dirigenti, sia a livello centrale che locale; percorsi che possano conferire ai partecipanti da una parte un’adeguata preparazione alle sfide dei tempi attuali, per poter dar conto del dono ricevuto del carisma dell’unità e, dall’altra, attrezzare culturalmente alcuni suoi membri a gestire gruppi di entità più o meno grande. Come si articola? Il corso di specializzazione comincia nel primo anno on line con 700 ore complessive – 180 frontali, 60 ore di lavoro sotto la guida di tutor o di dialogo coi docenti, e 460 di studio personale – corrispondenti a circa 30 crediti accademici, ripartiti su 8 mesi, dal 28 novembre 2021 al 3 luglio 2022. Partendo da una base comune di circa 44 ore di insegnamento frontale comuni, altre 120 ore frontali si articoleranno secondo un duplice percorso: “Cultura dell’unità” e “Leadership dialogica”. Mentre, in una “tre giorni” finale verranno date le 16 ore conclusive, con un carattere risolutamente interdisciplinare. Quali i requisiti per poter accedere? L’iscrizione al corso può essere fatta in qualità di studenti o uditori. I primi hanno bisogno di una laurea, anche breve, partecipano ai corsi, hanno diritto a un tutor, sostengono gli esami e ricevono una certificazione universitaria. Gli uditori, invece, possono iscriversi senza titoli di studi particolari, partecipano ai corsi, non hanno diritto a un tutor, non sostengono gli esami e ricevono un attestato di partecipazione di estensione universitaria. In qualità di uditori è possibile iscriversi a singoli moduli. Il ciclo completo di studi come studenti può essere completato in uno o due anni. Uno dei due percorsi che SWA propone riguarda la “cultura dell’unità”. Quali gli obiettivi da raggiungere? Una delle qualità di un leader in un mondo che cambia rapidamente è la sapienza. Compito specifico di Sophia, secondo Chiara Lubich, è proprio quello di “insegnare la sapienza” che si acquisisce anche ascoltando le voci − ed entrando in dialogo con esse − di chi lungo i secoli ha cercato la verità. Per un leader, questo significa acquisire la capacità di vedere lontano e pensare anche strategicamente ai processi da mettere in atto oggi per preparare un domani più umano. Una parte essenziale del percorso è dedicata all’esperienza e pensiero di Chiara Lubich nel contesto del Movimento dei Focolari, validissimo contributo alla formazione integrale dei leader. In che modo il termine “leadership” può legarsi a quello di unità? SWA offre uno spazio di conoscenza e apprendimento di una leadership con spiccate caratteristiche di dialogicità e servizio, attenzione agli ultimi, comunione, coinvolgimento attivo e flessibilità; il tutto in grado di portare a decisioni e scelte strategiche, team work e comunicazione. Il percorso in Leadership è basato su 5 unità didattiche che si completano tra di loro in maniera organica, combinando aspetti teorici e pratici.“Fondamenti della leadership”, “Gestione del gruppo”, “Sviluppo personale”, “Flexible Work”, “Tipi e modelli di leadership” sono infatti le tappe di questo percorso innovativo ed avvincente. Per iscrizioni e informazioni: https://swa.sophiauniversity.org
a cura di Maria Grazia Berretta
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4 Nov 2021 | Cultura
Inaugurato nella cittadella dei Focolari di Loppiano (Italia) il nuovo Anno accademico dell’Istituto Universitario. Al centro del dibattito l’ecologia integrale e le sue implicazioni per l’università. L’Istituto Universitario Sophia ha un’ambizione: riproporre nel sistema pedagogico universitario il modello usato dai filosofi greci prima di Cristo, tipo Ginnasio o Liceo, dove la convivenza tra docenti e discenti era la molla educativa fondamentale, ma introducendovi i valori cristiani della persona e della comunione. Impresa non da poco, in un luogo di ricerca e di “ecologia integrale”. Dice Federico Rovea, un ex studente di Sophia, ora docente: “Sophia vuol dire fare università, cercare la verità in un clima di amicizia”. Tutto ciò lo si è sperimentato il 29 ottobre 2021, a Loppiano (Italia), all’Istituto Universitario Sophia, durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2021-2022. Tema: “Quali implicazioni per l’università nell’epoca dell’ecologia integrale?”.
La Presidente dei Focolari, Margaret Karram, che è vice-gran cancelliere dell’Istituto ha ribadito nel suo intervento che “gli obiettivi che Sophia si propone sono alti e coinvolgenti, richiedono a tutti di dare il meglio di sé in una continua apertura al dialogo e all’ascolto, un luogo in cui l’impegno intellettuale è sempre alla ricerca di vie nuove per rispondere alle esigenze culturali del nostro tempo”. Emozione anche nelle parole del nuovo rettore, Giuseppe Argiolas, che ha ripercorso il grande travaglio legato alla pandemia: “Abbiamo realizzato ciò che avevamo immaginato, in passato, di fare in diversi anni: 1) completare via Internet l’anno accademico 2019/20; 2) creare le condizioni per un’offerta di livello, con una piattaforma professionale; 3) offrire un diploma specifico per coloro che desiderano studiare a Sophia ma non hanno la possibilità di venire a Loppiano. Ecco Sophia Web Academy: Cultura dell’unità e Leadership dialogica”.
In un apprezzato discorso, Valeria Garré, in rappresentanza degli studenti, ha messo l’accento su tre parole: cammino, impegno e apertura: “Sophia è casa mia ogni volta che mi rendo conto che l’ecologia è realmente integrale laddove lo è anche quando non è facile, dalla relazione, alla cura degli spazi, all’essere fedele nel portare a termine un compito”. Infine, il cardinal Giuseppe Betori, Arcivescovo di Firenze (Italia) e gran cancelliere di Sophia, si è concentrato sull’incontro, previsto a Firenze nel prossimo febbraio, di alcuni Vescovi e di altrettanti Sindaci dei Paesi del Mediterraneo. “Le nostre Chiese sentono il bisogno di riscoprire la propria identità, a partire da una comune appartenenza mediterranea. E da quest’ultima che ogni Chiesa locale e ogni governo può mettersi in quell’atteggiamento di ascolto e di accoglienza del grido dell’umanità, senza aver paura di riconoscere, proprio in questo grido di natura politica, religiosa, sociale, culturale, economica, sanitaria, alimentare, idrica ed ecologica, il grido di Cristo, il suo ‘perché?’». Il focus della cerimonia è stata dunque l’ecologia integrale. Il prof. Sergio Rondinara ha voluto raccogliere la sfida ecologica collegandola ad una più profonda e più invasiva sfida antropologica: “Se nel recente passato il rapporto tra persona umana e natura è stato un rapporto equilibrato e spesso di collaborazione (basti pensare alla società agricola e contadina) oggi esso ha assunto una configurazione critica alla quale comunemente diamo il nome di crisi ambientale”. Ed ha spiegato come uscire da una tale crisi, lavorando a quattro livelli: “Livello antropologico culturale, livello del pensiero, livello etico e livello religioso, cioè altrettanti sentieri di un percorso educativo personale e sociale”. Nel dibattito, il prof. Mario Taccolini, dell’Università Cattolica di Milano (Italia), ha sottolineato l’esperienza fatta dalla sua università per mettere al centro dell’interesse la necessità di un’ecologia integrale, mentre la prof. Stefania Papa, dell’Università campana Vanvitelli (Italia), ha messo l’accento sulla necessità di programmi universitari che siano animati da una tale cultura vitale. Resta una convinzione: l’ecologia integrale non è un obiettivo solo scientifico o politico, ma un modo di “essere al mondo”.
Michele Zanzucchi
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1 Nov 2021 | Chiara Lubich
Nella festa di Tutti i Santi, Chiara Lubich ci invita a cercare la santità insieme per testimoniare l’amore reciproco anche oltre il limite della nostra vita terrena. Si è capito che noi siamo chiamati ad amare i fratelli, ma che essi si possono amare poco o molto. Ama poco colui che si limita a farlo durante la sua vita terrena; ama molto, invece, chi trova il modo di amarli anche dopo, negli anni e nei secoli perché, vivendo in lui Cristo, rimane qui in terra come modello che molti possono imitare. Così hanno fatto i santi. Si medita sulla loro vita, sui loro scritti e sulle loro opere, anche dopo secoli e secoli dalla loro “partenza”. Sul loro esempio, anche noi possiamo far questo: farci santi per amore dei nostri contemporanei e di quelli che verranno, per dar loro luce e sprone nella via della vita per lungo tempo, e infondere nei loro cuori la fiamma dell’amore. Farci santi non quindi e non certo per la nostra soddisfazione, ma – oltre che per la gloria di Dio – per i nostri fratelli.
Chiara Lubich
(Chiara Lubich, in Conversazioni in collegamento telefonico, a cura di Michel Vandeleene, Opere di Chiara Lubich, Città Nuova, 2019, pag. 430-431) (altro…)
29 Ott 2021 | Famiglie
“L’Amore familare: Vocazione e via di Santità” è il tema del X Incontro Mondiale delle Famiglie che si terrà a Roma dal 22 al 26 giugno 2022. Marcelo Chávez e Pia Noria, focolarini sposati cileni, responsabili del Movimento Famiglie Nuove del Cono Sud (Argentina, Cile, Uruguay e Paraguay), raccontano la loro storia e l’attesa di questo evento. “Fin da bambino, sentivo che Dio mi chiamava a seguirlo, malgrado non sapessi bene ancora quale fosse il cammino da intraprendere. Dopo un periodo di discernimento ho capito che la mia strada era il matrimonio”. Sono le parole con le quali Marcelo Chávez, marito di Pia e papà di tre splendide figlie, racconta del meraviglioso disegno che Dio aveva in mente per entrambi. Una vocazione, la loro, nata da un’amicizia decennale vissuta condividendo lo stesso ideale di vita; un bellissimo viaggio di fidanzamento che ha dato inizio ad una nuova grande avventura nel matrimonio. La loro è una famiglia che oggi si fa “Chiesa viva” attorno a molte altre, tutte protagoniste del X Incontro Mondiale delle Famiglie “L’Amore familare:Vocazione e via di Santità” che si terrà a Roma (Italia) dal 22 al 26 giugno 2022. Come vi state preparando a questo evento che, come Papa Francesco ha scritto nel suo messaggio di presentazione, data la pandemia assumerà una forma “multicentrica e diffusa”? Quando Papa Francesco ha inaugurato l’anno Amoris Laetitia nel marzo 2021, indicando che si sarebbe concluso con il X Incontro Mondiale delle Famiglie a Roma, ci siamo subito sentiti chiamati a partecipare all’evento in presenza. Poi, a luglio 2021, quando il Papa ha invitato tutti a vivere insieme questo evento attraverso una nuova modalità, ognuno con le proprie diocesi, abbiamo sentito che si trattava di vedere Roma che allargava le braccia verso il mondo, andando incontro a tutte le famiglie, fino alle periferie, affinchè nessuno rimanesse fuori. Abbiamo intuito che potevamo vivere questo miracolo dell’unità familiare essendone protagonisti, e non solo guardandolo da lontano. Per questo vivremo l’incontro dal luogo in cui siamo, aderendo alle iniziative che scaturiranno dall’Arcidiocesi di Santiago del Cile insieme ad altri movimenti. Cosa vuol dire, da famiglia, percorrere una via verso la santità? Il 6 settembre del 2021 abbiamo festeggiato 18 anni di matrimonio e, anche nei momenti difficili, non ci sono stati dubbi: la nostra chiamata è ed è sempre stata amare l’altro come vuole Dio. Dio ha preso in parola il nostro “sì” e ci ha aiutato ad andare avanti. Questo cammino di santità nel matrimonio, lo intendiamo come un cammino condiviso, fatto insieme, uniti, in cui ciascuno contribuisce anche alla santificazione dell’altro. In che modo Gesù è sostegno nella vostra vita e che ruolo ha giocato la preghiera soprattutto in questo tempo di pandemia? In questi 18 anni, giorno dopo giorno, ci siamo accorti che la misura dell’amore coniugale era davvero dare la vita per l’altro. Renderci disponibili a questo con la grazia di Cristo ci ha permesso di cogliere quanto le nostre differenze potessero assumere una dimensione diversa. Naturalmente ci sono state situazioni in cui non è stato facile affrontare i conflitti, alcuni più difficili di altri, ma è stato in quei momenti che abbiamo sentito il desiderio forte di essere fedeli al sacramento del matrimonio e continuare ad amare Gesù anche nella difficoltà. Questo richiede ed esige coraggio ed è con grande forza di volontà che ci affidiamo a Dio, alla Sacra Famiglia per affrontare le complesse situazioni che le sfide di oggi comportano. La preghiera ci ha sostenuti e ci sostiene in questo viaggio, ci dà forza e la certezza che tutto è Amore di Dio. In questo periodo di pandemia, in particolare, la preghiera in famiglia è stata importante quanto quella con la comunità dei Focolari e con le altre famiglie. Anche se non potevamo ricevere Gesù nell’Eucarestia, abbiamo capito che questo incontro con Lui sarebbe avvenuto comunque e che il Suo amore si sarebbe manifestato tra noi. Durante la conferenza stampa di presentazione dell’Incontro il Card. Kevin Farrell, Prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita ha detto: “Le famiglie sono il seme che può fecondare il mondo. Sono loro gli evangelizzatori che testimoniano al mondo la bellezza della vita familiare”. Come portare questa testimonianza fuori dalle mura domestiche? Questa realtà la troviamo riflessa nella Santa Famiglia di Nazareth. È questa la grandezza e l’importanza di essere famiglia anche oggi: essere il luogo dove Gesù nasce e viene donato al mondo. Noi sperimentiamo che l’amore di Dio che si è manifestato nella nostra vita non può rimanere solo nella nostra famiglia, ma deve irradiarsi ed essere la base per incontrare altre famiglie, coppie, fidanzati. Tutto è un’opportunità per amare e per donare l’amore di Dio. Camminare insieme ad altre famiglie significa fare comunità, condividendo i beni, le necessità, le preoccupazioni e facendo attenzione ai bisogni di tutti.
Maria Grazia Berretta
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