28 Dic 2020 | Chiara Lubich, Cultura
Qual è l’idea di fondo del TV Movie “Chiara Lubich, l’amore vince tutto”? Cos’ha da dire a questo tempo il racconto degli inizi dei Focolari? Presentato oggi alla stampa, andrà in onda su RAI Uno il 3 gennaio prossimo, in prima serata. Un film di grande attualità, che parla a tutti noi, offrendo la fraternità universale portata da Chiara Lubich come antidoto al male di questo tempo. E’questo, in estrema sintesi, il messaggio emerso oggi durante la conferenza stampa di presentazione del TV Movie “Chiara Lubich, l’amore vince tutto” in onda su Rai Uno (primo canale nazionale italiano) il 3 gennaio prossimo, in prima serata. Presenti i vertici di Rai Uno e Rai Fiction, Stefano Colletta e Maria Pia Ammirati, il produttore di Eliseo Multimedia Luca Barbareschi, la protagonista Cristiana Capotondi e l’attrice Aurora Ruffino. È intervenuto anche Maurizio Fugatti, presidente della Provincia Autonoma di Trento dove è stato girato il film. “È un film che in questo periodo così sofferente, così duro per noi come quello del Covid, diventa una grande metafora di speranza, di coraggio. Un gruppo di ragazzi che decidono di credere in un sogno. Quando? Durante la guerra”. Per Luca Barbareschi è questa la scommessa su cui ha deciso di puntare, producendo la storia di Chiara Lubich – “Spero che questo film venga visto in questa chiave in cui la figura di Chiara (…) diventi un simbolo di semplicità e di passione, di coraggio, di voglia di riunire le persone insieme. Il simbolo del focolare, stare intorno al fuoco, attorno a una luce”.

Foto di Federica Di Benedetto
Concorda Giacomo Campiotti, ma confida anche che questa è stata per lui la sceneggiatura più difficile fino ad ora, anche se un’impresa esaltante. “Ho cercato di dare il mio contributo raccontando una storia per tutti”, ha spiegato. “Chiara Lubich non è assolutamente un racconto solo per il mondo cristiano, ma la sua idea era quella di parlare a chiunque”. Ricordando che il motto di Chiara era la frase del Vangelo “Che tutti siano uno” (cf. Gv 17,21), ha aggiunto: “Chiara non voleva fondare niente, ma ognuno di noi ha un potere incredibile. Quando una persona inizia a realizzare quello in cui crede, crea un magnetismo intorno a sé che cambia il mondo. Questo hanno fatto i grandi personaggi. E questi personaggi possono essere di grande aiuto, di grande ispirazione per tutti” 
Foto di Marco Bellucci
“Io mi porto a casa un’esperienza molto bella, di grande spiritualità, totalizzante come forse poche cose sono state”, confida Cristiana Capotondi. Per la protagonista, Chiara Lubich è un personaggio che è sempre rimasto giovane, “perché ha avuto la forza di scardinare delle convenzioni, degli stereotipi, di aprire delle porte, di parlare con il mondo ebraico, di parlare con il mondo islamico, di parlare con la Chiesa ortodossa. È come se non avesse memoria, come se non avesse sovrastrutture. Io questo lo trovo molto giovane. Poi quando cresciamo ci strutturiamo, abbiamo paura, timori. Era una donna senza paure. In questo momento storico credo che il suo messaggio sia di una forza politica straordinaria”. 
Foto di Federica Di Benedetto
Aurora Ruffino che ha un ruolo importante tra le prime compagne della Lubich, racconta che di Chiara e delle sue compagne l’ha colpita come anche loro vivessero nell’incertezza del domani: “Una situazione come la nostra di oggi. Nonostante ciò lei aveva l’assoluta certezza che le cose sarebbero andate bene, che in qualche modo Dio per lei avrebbe trovato la strada per far sì che le cose andassero bene. Questo mi ha molto colpito. (…) Quando tu fai del bene ti ritorna sempre indietro. E lei viveva nell’assoluta certezza di questo”. Per Stefano Coletta non ci sono dubbi sul motivo per il quale RAI Uno abbia scelto di aprire l’anno 2021 proprio con questo progetto: “Il film condensa in maniera molto dritta e senza retorica la storia di Chiara Lubich, una donna che aveva veramente incontrato Dio e lo aveva incontrato nell’azione, più che nella mistica e nell’attività contemplativa. Era una donna molto pratica che ha vissuto in un momento complicatissimo come la guerra con la convinzione quasi politica che ogni incontro meritava attenzione, curiosità e intelligenza. Non a caso è stata segno del dialogo ecumenico fino alla fine; ha incontrato spiritualità estremamente diverse, senza alcun pregiudizio.”. Per Maria Pia Ammirati la storia raccontata dal film ha un carattere agiografico, ma non nel senso inteso comunemente. “Come tutte le agiografie, quelle vere, i santi sono prima di tutto uomini e donne normali. Per questo si comincia bene, si comincia benissimo questo 2021. È un viatico questa storia, e un inizio positivo in una situazione che sappiamo tenebrosa, che ci allontana. Il disegno di Chiara era quello dell’avvicinamento, del cominciare dalle piccole società, dalla solidarietà, dal bene comune, dall’amore, come dice il sottotitolo”.
Stefania Tanesini
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28 Dic 2020 | Collegamento
Dal Collegamento CH “Unità” – Rocca di Papa, 26 settembre 1996. https://vimeo.com/490174628 (altro…)
26 Dic 2020 | Vite vissute
Il periodo che don Lucio Dalla Fontana doveva trascorrere al centro del Movimento dei Focolari per lavoro, si è trasformato in una esperienza di comunione profonda con la sua comunità vivendo insieme gli ultimi mesi della sua vita terrena. Era proprio contento don Lucio Dalla Fontana al suo arrivo nell’ottobre 2019 presso il Centro dei presbiteri diocesani focolarini di Grottaferrata (Roma-Italia). Il suo Vescovo, Mons. Corrado Pizziolo, gli aveva infatti concesso un periodo di tre anni da dedicare al Movimento dei Focolari. Proveniva da San Polo di Piave, una comunità di 5000 abitanti, nella vasta pianura veneta, nel nord Italia. Per dieci anni ne aveva condiviso la vita, facendosi apprezzare per la sua cultura, la sua capacità di creare relazioni, l’efficacia delle sue omelie. In precedenza aveva vissuto alcuni anni nelle comunità di Francoforte e di Bad Homburg, in Germania, come missionario fra gli emigrati italiani. Don Lucio aveva conosciuto i Focolari a 16 anni. Da allora l’ideale dell’unità aveva animato la sua vita. Era stato ordinato presbitero il 3 maggio 1986. Arrivato a Grottaferrata si era inserito con naturalezza nella vita del nostro focolare sacerdotale, una delle piccole comunità di vita composte da sacerdoti diocesani e diaconi permanenti che si impegnano a vivere un’esperienza di fraternità alla luce del carisma di Chiara Lubich. In coincidenza con l’inizio della pandemia, però, una notizia inaspettata: si sono presentati i segnali di una grave malattia che lo condurrà in pochi mesi a “traslocare” nell’altra vita. Visite, cure, ricoveri: anche i programmi del focolare e della comunità dovevano cambiare. E non sono mancate le difficoltà. Come assisterlo il meglio possibile? Come avere notizie nell’impossibilità di visitarlo in ospedale? Un dono è stato poter crescere nell’ascolto reciproco in focolare, nel rispetto delle diversità, anche culturali, che portavano ad approcci diversificati di fronte ai problemi che via via si affacciavano. E passo dopo passo, abbiamo potuto costatare che è stato Gesù in mezzo a noi a guidarci. Qualche spavento ci è venuto, ma ci siamo ricordati della “lavanda dei piedi” che Chiara Lubich ci ha affidato come simbolo del nostro vivere. Con l’aiuto di tanti amici abbiamo potuto velocemente attrezzare e adattare due stanze per il suo ritorno dall’ospedale. Tutto è diventato un’opportunità. Bisognava sostenerlo nei primi passi? Si creava la possibilità perché Lucio diventasse la nostra palestra. C’era bisogno di andare in ospedale o in farmacia? Tutto era occasione per belle camminate che servivano al fisico, ma anche allo spirito e alla mente. Si rendeva necessario preparare cibi secondo la sua dieta? Era il modo per aggiornarci dal punto di vista gastronomico. Ci è capitato a volte di dover passare dalla sua stanza alla cappella: era l’occasione per vivere la prossimità e la cura del fratello alle quali ci orientava la celebrazione eucaristica. Dall’esperienza vissuta con don Lucio il nostro focolare ha imparato a vivere “in uscita”, in un momento come quello della pandemia, in cui sarebbe stato facile chiuderci in noi stessi. Man mano che passavano i giorni la situazione si è aggravata. A volte non era facile trovare le giuste soluzioni, ma cercavamo di fare ogni cosa come un rituale ricco di attenzioni per lui. Don Lucio ci ha abbondantemente ripagato, anche negli ultimi giorni della sua vita terrena, offrendoci in tante occasioni un sorriso che aveva il timbro dell’eternità.
Don Natale Monza
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23 Dic 2020 | Centro internazionale
La Presidente dei Focolari affida alla società GCPS Consulting l’indagine indipendente relativa al caso di abusi compiuti da un ex membro consacrato in Francia Il 23 dicembre 2020 Maria Voce e Jesús Morán, rispettivamente Presidente e Copresidente dei Focolari, hanno affidato alla società GCPS Consulting, con sede nel Regno Unito, l’indagine relativa agli abusi sessuali compiuti da J.M.M., francese, ex membro consacrato del Movimento. Insieme all’immenso dolore, in particolare per le vittime, e all’incondizionata collaborazione dei Focolari affinché venga fatta piena luce su questo caso, espressi dalla Presidente, era stata annunciata nel comunicato stampa del 22 ottobre u.s. la decisione di affidare a un organismo indipendente i lavori di inchiesta ed accertamento delle responsabilità. GCPS Consulting è una società di consulenza specializzata nell’aiutare le organizzazioni a garantire la sicurezza dei bambini, dei gruppi vulnerabili o “a rischio” e a migliorare i loro sistemi di prevenzione e segnalazione degli abusi. Si occupa dell’identificazione dei rischi e dei problemi legati alla salvaguardia, con vasta esperienza e competenza nello sviluppo di politiche, nella formazione, nella revisione, nella valutazione, nonché nelle indagini. Compito della GCPS Consulting sarà quindi l’ascolto delle vittime e la raccolta di ulteriori testimonianze, nonché stabilire, per quanto possibile, il grado di conoscenza di questi eventi da parte dei responsabili dell’epoca, e successivamente valutare il modo con cui sono stati affrontati dai responsabili. Inoltre, si incaricherà di accogliere altre segnalazioni che potrebbero venire alla luce. L’inizio dell’inchiesta è previsto per gennaio 2021. La commissione indipendente, dopo un tempo necessario per stabilire i termini della procedura, a marzo 2021 inizierà a raccogliere le storie delle vittime. Entro dicembre 2021 verrà redatta una relazione pubblica che illustrerà in dettaglio i risultati e le raccomandazioni della commissione d’indagine.
Stefania Tanesini
———————————– Contatti GCPS Consulting per il presente caso: inquiry@gcps.consulting info@gcps.consulting (Media) (altro…)