11 Feb 2019 | Cultura
Si chiama “Together fo a new Africa” la prima scuola di leadership per giovani leader del continente africano organizzata dai Focolari. Hanno partecipato in più di cento da 12 Paesi. “Trova la tua passione, qualunque essa sia, assumila e fa che essa diventi te e vedrai accadere grandi cose per te, a te e grazie a te”. Questa citazione di Allan T. Armstrong riassume bene il senso della scuola di leadership a cui hanno partecipato oltre 100 giovani leader provenienti da 12 paesi dell’Africa dell’Est e della Repubblica Democratica del Congo agli inizi di gennaio. Il corso si è svolto alla Mariapoli Piero, la cittadella dei Focolari in Kenya e si tratta della prima di una serie di Summer School dal nome promettente “Together for a new Africa”, insieme per un’Africa nuova.
Melchior Nsavyimana, giovane politologo burundese e ora docente e coordinatore pressol’Institute for Regional Integration/Catholic University of Eastern Africa è uno dei pionieri del corso. Spiega che lo scopo di questo primo appuntamento è “approfondire e sperimentare un’idea di leadership che, radicata nei valori del continente africano, risponda alle sfide di oggi. Una leadership che si esprima in modi comunitari e costruisca comunità, con gli strumenti e i linguaggi della fraternità universale: Se questa è la domanda che interroga il nostro futuro, questo dev’essere il nostro impegno oggi. Facendo tesoro dei fondamenti della cultura dell’unità”. Ad organizzare questo primo appuntamento, un vero e proprio network composto dall’Istituto Universitario Sophia, con il supporto del Movimento politico per l’unità, con l’Ong New Humanity e la cooperazione dell’Unesco, e il sostegno di Caritas e Missio. Tutto è cominciato alcuni anni fa per iniziativa di un gruppo di studenti africani dell’Istituto Universitario Sophia che hanno deciso di impegnarsi per un’Africa nuova, partendo dalla trasformazione e dal rinnovamento culturale della sua leadership. Venti docenti dell’Africa orientale, della Repubblica Democratica del Congo e di Sophia hanno dato il via al primo ciclo di una formazione triennale interdisciplinare e interculturale sui temi della cittadinanza responsabile, della leadership e di una cultura di fraternità, per affrontare con lucida consapevolezza le ferite del continente. “Il viaggio è appena agli inizi”, si legge sulla pagina Web della scuola, dove i giovani promotori spiegano l’intento del progetto: “L’Africa (in particolare quella orientale) è sottoposta a una serie di cambiamenti demografici, politici, sociali e culturali molto complessi. Uno degli effetti è il clima di incertezza che incalza. Ai giovani spesso mancano gli strumenti necessari per comprendere i cambiamenti in corso e restano passivi di fronte alle domande confuse di politici, gruppi armati, multinazionali, ecc. È per questo che noi giovani africani, diplomati dell’Istituto Universitario Sophia abbiamo capito che è nostra responsabilità, insieme ai giovani africani, decidere quale Africa vogliamo per il futuro, come proposto dall’Agenda dell’Unione Africana per il 2063. Vogliamo dare ai giovani africani una formazione integrale sulla leadership responsabile e creare una rete tra di loro per agire insieme per l’africa che vogliono”.
a cura di Stefania Tanesini
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11 Feb 2019 | Centro internazionale
Quest’anno il Consiglio Generale dei Focolari ha scelto per il suo ritiro annuale un luogo di grande valore simbolico: Gerusalemme e la Terra Santa. L’istituto ecumenico Tantur, situato al confine della Città Santa con Betlemme, vuole essere una oasi di ospitalità e comunione per chi desidera immergersi nella realtà assai complessa di Gerusalemme, con il suo intreccio di culture, popoli, religioni e confessioni. È per questo che si presenta adatto per il ritiro annuale del Consiglio Generale del Movimento dei Focolari, in corso, dal 10 al 17 febbraio. “Il pr
ogramma di questi giorni comprende, in un certo senso, il passato, il presente e il futuro”, spiegano Friederike Koller ed Ángel Bartól, delegati centrali del Movimento e coordinatori di questo ritiro. “Un viaggio in Terra Santa è sempre un pellegrinaggio che invita a guardare il passato, e cioè i luoghi storici della fede cristiana e le sue radici nella religione ebraica. Il presente si toccherà nei momenti di lavoro su uno dei temi principali dell’anno 2019: l’aspetto ‘comunione dei beni, economia e lavoro’. L’intento è di recuperare nel Movimento una radicalità di vita evangelica rispetto alla comunione dei beni, anche materiale, e, a partire da uno stile di vita alternativo impregnato dal carisma dell’unità, trovare risposte alle sfide economiche di oggi. Volgeremo poi lo sguardo al futuro trattando due argomenti importanti: il lavoro per e con le nuove generazioni e la preparazione della prossima Assemblea Generale del 2020”. Ángel Bartól sottolinea quanto sia esigente applicare il metodo di lavoro scelto, considerato il numero dei partecipanti (62 persone): “Sia che lavoriamo in plenaria o in piccoli gruppi, siamo in pellegrinaggio; ci sentiamo sempre in cammino con Gesù che vuole essere presente, vivo e attivo in mezzo a noi. Ciò è possibile quando ognuno di noi è pronto ad offrire il suo punto di vista senza esservi attaccato”. E Friederike Koller aggiunge: “In questo modo possiamo dare anche noi un piccolo contributo alla pace, alla quale ci invita la Parola di Vita di questo mese e di cui il mondo, e soprattutto questa città, hanno tanto bisogno”.
Joachim Schwind
Qui il saluto di Maria Voce, presidente dei Focolari, in partenza per Gerusalemme. (altro…)
8 Feb 2019 | Vite vissute
Mite ma deciso, con la convinzione che il Vangelo è una delle pagine più rivoluzionarie della storia, capace di cambiare il mondo. Per questo ha vissuto Marco Aquini. Ci ha lasciati un mese fa, il 4 gennaio scorso. L’incontro con Marco lasciava un segno: era una di quelle persone di rara schiettezza che con lo sguardo profondo si rivolgeva direttamente al tuo cuore, e con poche parole, senza divagare, rispondeva con gesti concreti alle tue necessità, ti dava un consiglio ma senza importi niente, anzi, suscitandoti la risposta dal di dentro. Nato nel 1958 è stato uno dei primi giovani della sua regione, il Friuli, ad aderire ai Focolari; una terra dove la gente è tutta d’un pezzo: seria, laboriosa, disciplinata. Conosce presto la crudezza che a volte ti consegna la vita quando gli viene tolto il padre in seguito a un grave incidente. Ma l’incontro con la spiritualità dei Focolari dà una svolta alla sua storia. Durante un campus con i Gen (i giovani dei Focolari) nel 1978, avverte la chiamata a donarsi a Dio come focolarino e aderisce all’invito di Chiara Lubich di sottoscrivere un impegno di fedeltà a Dio fino alla morte. Si tratta del “Patto del fino alla fine”, rimasto storico e scrive a Chiara in quell’occasione: “Prima di conoscere l’Ideale* ero chiuso nel mio mondo dorato. Vivendolo sto uscendo da me stesso. Torno conscio di avere la forza potenziale di cambiare il mondo in cui vivo”. Offre con passione il suo contributo prima in Germania, poi di nuovo in Italia, al centro del Movimento dei Focolari, specialmente nella fondazione di due organismi a servizio degli ultimi e della pace: l’AMU, “Associazione Mondo Unito”, e “New Humanity”, la ONG del Movimento accreditata presso l’ONU. Per anni opera anche in qualità di consigliere centrale per l’aspetto della “Comunione dei beni, Economia e Lavoro”; diventa corresponsabile del movimento Giovani per un Mondo Unito. Dall’anno 2000 è accanto a Chiara e a Eli Folonari nella conduzione del Collegamento CH, la video-conferenza che dal 1980 raccoglie periodicamente la famiglia dei Focolari nel mondo. Ma la vita gli riserva un’altra inaspettata esperienza, l’inspiegabile scomparsa della sorella Chiara, già fragile di salute. Soffre molto insieme alla mamma, mentre si susseguono le ricerche fino al ritrovamento del corpo. In questa tragedia Marco riesce a cogliere l’amore di Dio che gli dà la forza di sostenere la sua famiglia. Con la mamma Franca, Marco collabora poi alla nascita di una casa d’accoglienza intitolata alla sorella, per l’inserimento sociale dei disabili fisici e psichici e, seppur a distanza, mantiene sempre i rapporti con l’associazione. Si dedica anche all’insegnamento accademico presso la Pontificia Università di San Tommaso d’Aquino di Roma e sempre nell’ambito dell’economia all’interno dei Focolari assume la carica di membro dell’attuale Consiglio di amministrazione della rivista Città Nuova. Il suo amore verso gli ultimi lo impegna pure nell’offrire un’assistenza competente presso un gruppo di ascolto della Caritas. Nel novembre 2018 condivide con i tanti amici la scoperta di una grave malattia e affronta questa nuova tappa con una rinnovata scelta di Dio, che gli dà profonda gioia, nonostante le forti sofferenze fisiche. Maria Voce, nel telegramma inviato alle comunità dei Focolari nel mondo, mette in risalto la sua vocazione di focolarino, il suo stile sobrio, chiaro e diretto che si rispecchia nella parola del Vangelo che gli propone Chiara da vivere: “Sia il vostro parlare: «Sì, sì», «No, no»” (Mt 5,37), e di come abbia vissuto in maniera straordinaria la malattia. L’ultimo tratto di vita di Marco ha lasciato tutti senza parole, nell’apparente impossibilità di stare al passo con il rapido peggioramento della salute che in soli due mesi lo ha portato, la mattina del 4 gennaio, a raggiungere la meta del Cielo. Al suo funerale c’erano persone di ogni genere, tutti legati a lui e tutti, in qualche modo, “in cordata” con lui a scalare non più solo le sue amate montagne, ma le vette della vita, accompagnati dal suo esempio autentico e luminoso.
Patrizia Mazzola
*La spiritualità dei Focolari (altro…)
4 Feb 2019 | Focolari nel Mondo
Molti progetti umanitari cercano di alleviare le difficoltà della popolazione. Dal 2012, anche il Movimento dei Focolari offre sostegno e assistenza attraverso il lavoro delle onlus AMU e AFN. Forte svalutazione della moneta, aumento inarrestabile del costo della vita a fronte di una costante contrazione dei servizi pubblici. Sono solo alcune delle voci che vanno a comporre il bilancio sociale e civile di sette anni di guerra in Siria. Tra la popolazione gli effetti sono sempre più pesanti. Chi ha perso il lavoro è stato costretto a spendere tutti i propri risparmi per sopravvivere e curarsi, in un Paese dove medici, insegnanti e molti professionisti sono dovuti emigrare all’estero. In questa situazione di estrema difficoltà, come scrivono i referenti dei progetti portati avanti in Siria dalla comunità dei Focolari, attraverso le onlus AMU e AFN fioriscono “valori meravigliosi come la solidarietà, l’accoglienza, la generosità, la fraternità. Dio è all’opera portando ad ognuno sostegno e coraggio”. Grazie al progetto “Emergenza Siria”, più di 200 famiglie sfollate di Damasco, Homs, Aleppo, Kafarbo e del litorale, sono state visitate con regolarità da “squadre” di volontari che nei vari momenti, dalle nascite ai compleanni e alle varie fasi della vita scolastica, hanno fatto arrivare il loro sostegno, sempre nel rispetto della loro sensibilità e dignità. Con l’aiuto del progetto, hanno potuto pagare le spese scolastiche, acquistare degli elettrodomestici necessari, coperte, cibo. Ma soprattutto si sono sentite accompagnate in questa difficile fase della loro vita.
Ai programmi nei campi dell’assistenza sanitaria, dell’istruzione e del sostegno al reddito famigliare, già attivi da oltre sei anni, altri si sono aggiunti più recentemente, specie nel settore della formazione professionale e dell’istruzione. “Questo impegno nasce, oltre che per venire incontro alle necessità materiali urgenti delle persone assistite, anche per offrire occasioni di lavoro a tante altre, specialmente giovani che, altrimenti, nell’attuale situazione del Paese sarebbero disoccupate”. A Dueilaa, durante lo scorso anno, oltre 90 bambini hanno frequentato il dopo scuola conseguendo ottimi risultati. Nei mesi estivi, il centro è rimasto aperto per accogliere fino a 115 bambini. “Alcune mamme ci dicono che i loro figli, anche se sono malati o hanno un altro programma famigliare, preferiscono venire qui”. A Homs un altro centro per bambini e ragazzi ha preso il nome “Generazione della speranza”. Gli studenti che lo frequentano hanno superato brillantemente gli esami nelle loro scuole di provenienza. Qui viene offerta anche la possibilità di un accompagnamento psicologico rivolto sia ai bambini che ai loro genitori. “Lavoriamo in particolare sui traumi subiti a causa della guerra. Questi momenti aiutano a far rinascere la fiducia e a trovare soluzioni a tanti problemi”. Sempre a Homs, ma anche a Kafarbo, da più di due anni un progetto di assistenza sanitaria ha consentito di avvicinare finora oltre un centinaio di persone con necessità di cure mediche specialistiche. “Cerchiamo di collaborare con altri organismi per poter aiutare i pazienti anche quando il costo delle cure o degli interventi chirurgici supera le nostre possibilità”.
Chiara Favotti
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24 Gen 2019 | Cultura
L’iniziativa è stata promossa dalla «Cattedra Ecumenica Internazionale Patriarca Athenagoras-Chiara Lubich», istituita a seguito del dottorato honoris causa conferito allo stesso Patriarca Bartolomeo nel 2015. “Continuate il percorso che avete intrapreso sulla via del dialogo, perché esso è riconciliazione, è incontro, è capacità di comprendere, è filantropia divina, è accoglienza del diverso, è trasfigurazione del mondo, è accogliere Dio nella storia umana. Portate questo messaggio a tutti coloro che a qualsiasi titolo partecipano alla opera del Vostro Istituto, abbracciando fraternamente la Presidente del Movimento dei Focolari, Maria Voce e tutti i fratelli e sorelle del Movimento. Il Patriarcato Ecumenico è anche la Vostra casa, questa città di Costantino è anche la vostra città, perché non siete stranieri ma siete amici per noi”. È l’augurio finale che il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, ha rivolto a 30 tra docenti e studenti dell’Istituto Universitario Sophia (Loppiano) di diversi Paesi che, insieme al preside, Mons. Piero Coda, si sono recati alla sua sede al Fanar (Istanbul – Turchia).
La visita della delegazione di Sophia al Patriarcato ecumenico si è svolta dall’8 al 12 gennaio ed è stata promossa dalla “Cattedra ecumenica internazionale Patriarca Athenagoras – Chiara Lubich”, istituita a seguito del dottorato h.c. conferito al Patriarca Bartolomeo il 26 ottobre 2015 per “far memoria e rilanciare lo spirito profetico che animò la straordinaria sintonia di cuore e di mente tra il Patriarca Athenagoras I e Chiara Lubich, a ridosso del Concilio Vaticano II e dello storico incontro del Patriarca con Papa Paolo VI”. La trasferta accademica prevedeva tra l’altro, insieme all’udienza col Patriarca, l’incontro col Metropolita Gennadios Zervos, presente in questi giorni a Istanbul per il Santo Sinodo, e col Metropolita Elpidophoros di Bursa presso il Monastero della Santa Trinità nell’isola di Halki (Turchia), avvenuta il 10 gennaio. Da questo incontro sono nate feconde prospettive di cooperazione tra il Seminario e l’Istituto Universitario Sophia, tra cui una Summer School, da realizzarsi probabilmente nella tarda primavera del 2020. La visita ha assunto particolare rilievo nel delicato momento di tensione che attraversa oggi il mondo ortodosso, perché intende riproporre l’impegno a percorrere con tenacia la via della reciproca conoscenza e del reciproco scambio di doni per promuovere la fraternità e la comunione. (altro…)