Movimento dei Focolari

Unita’ dei cristiani oggi: “amatevi come io ho amato voi”

Convegno internazionale online 28-29 maggio 2021 – ore 13,30 -17 (ora italiana)  60 anni di dialogo tra fedeli di molte Chiese: un contributo, quello del Movimento dei Focolari per l’unità dei cristiani che genera accoglienza, giustizia e pace tra comunità e popoli. Al convegno si approfondirà il “dialogo della vita” che viene dalla prossimità e dalla condivisione tra cristiani di Chiese diverse. Interverranno: Card. Kurt Koch, Presidente Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani (Vaticano) Margaret Karram, Presidente del Movimento dei Focolari Rev. Prof. Dr. Ioan Sauca, Segretario generale ad interim Consiglio Ecumenico delle Chiese (Svizzera); Prof. Dr. Piero Coda, Istituto Universitario Sophia (Italia) Prof. Dr. Stefan Tobler, Università Sibiu (Romania); Prof. Dr. Mervat Kelly, Pontificia Università Lateranense (Italia) Mons. Juan Usma, Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani (Vaticano) Pastore Giovanni Traettino, Fondatore della chiesa evangelica della riconciliazione (Italia) Pastore Joe Tosini, Fondatore del Movimento John 17 (USA) Rev. Dr. Jesùs Moran, Copresidente del Movimento dei Focolari “Concentrandosi sulla spiritualità dell’unità, Chiara Lubich ebbe un profondo impatto sul movimento ecumenico e diede un significativo contributo per alimentare autentici rapporti tra Chiese e tradizioni cristiane diverse”. Si esprime così Olaf Fykse Tveit, già Segretario Generale del Consiglio ecumenico delle Chiese. Sono migliaia i cristiani che si riconoscono nel carisma di Chiara Lubich e nel primato della parola evangelica in cui Gesù prega il Padre: “Che tutti siano uno” (cf Gv 17,21). “Unità” è la parola chiave del Carisma dei Focolari ed anche del percorso di dialogo in atto; una strada che non annulla le diversità, ma che sa riconoscere proprio lì una ricchezza. Il convegno promosso dai Focolari, dal titolo “Amatevi come io ho amato voi” (cf. Gv 15,13) che si svolgerà online il 28 e 29 maggio prossimi non poteva arrivare in un tempo più propizio, in cui il riaccendersi di guerre e conflitti – oltre alla piaga della disuguaglianza sociale aggravata dalla pandemia – richiedono un contributo personale e globale per curare le fratture e le ferite che l’umanità sta affrontando oggi. Sarà duplice il focus del convegno: si approfondiranno il “dialogo della vita” – lo straordinario punto di vista in base al quale Chiara Lubich iniziò nel 1961 a percorrere con cristiani di Chiese diverse un cammino di comunione – e lo scambio di “doni spirituali”. Il “dialogo della vita” o “dialogo del popolo” come altresì lo definì Chiara Lubich, non si contrappone a quello dei responsabili delle Chiese, bensì lo accompagna e lo testimonia. Sono i cristiani stessi che vivono, operano e lavorano insieme nella quotidianità e, immersi nelle sfide della storia, alimentano un clima di fiducia reciproca, di stima e rispetto vicendevole che fa cadere barriere e pregiudizi di secoli. Molte le testimonianze di questo dialogo che arricchiranno il convegno, come quella di Lina, cattolica, e Roberto della chiesa Pentecostale, entrambi di Agrigento (Italia), impegnati in un progetto di solidarietà comune nei confronti della loro città, basato sul Vangelo, valorizzando quello che unisce e non quello che divide. Oppure quelle dalle Filippine, dove cristiani di molte Chiese collaborano per sollevare insieme situazioni di emergenza scoprendo come siano occasioni fruttuose per camminare, lavorare e pregare insieme. Nicole invece è della Chiesa greco-cattolica mentre Garo è armeno ortodosso; sono libanesi e collaborano con la Federazione Mondiale degli Studenti Cristiani (WSCF) presente in tutti i Paesi del Medio Oriente. Dalla loro partecipazione sta nascendo una rete di rapporti che crea comunione: “e di questa – spiegano Nicole e Garo – abbiamo tanto bisogno nei nostri Paesi”. Il Convegno internazionale si colloca nel 60° anniversario del Centro “Uno” per l’unità dei cristiani la segreteria per il dialogo tra cristiani di diverse Chiese fondato da Chiara Lubich il 26 maggio 1961. Si svolgerà dalle ore 13.30 alle ore 17.00 (ora italiana), verrà trasmesso dal Centro Mariapoli di Castel Gandolfo (Roma, Italia) e tradotto in 20 lingue. Per seguire l’evento: http://live.focolare.org l’Invito in PDF

Stefania Tanesini 

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Perù: operazione salvataggio

Perù: operazione salvataggio

Il racconto di Alex, addetto alla sicurezza, salute ed ecologia in un’azienda che opera nel lavaggio delle strade: con il suo lavoro cerca di avere cura del pianeta e di ogni specie vivente. Alex lavora presso un’azienda che svolge operazioni di lavaggio delle strade con delle cisterne di 5000 galloni (circa 19.000 litri) di capienza. Raccolgono l’acqua dalle piscine di salamoia e bagnano i diversi territori di una grande miniera nel nord del Perù. L’azienda si muove spinta da alcuni valori come: la vita prima di ogni cosa, agire nel modo giusto, crescere ed evolvere insieme, valorizzare chi fa parte dell’azienda, avere cura del pianeta ed ogni specie vivente. “Faccio il supervisore della sicurezza, salute ed ecologia e sono sempre attento alla salute del personale, avendo come obiettivo: ‘zero incidenti’. – racconta – Stiamo anche attenti all’impatto del nostro lavoro sull’ambiente, affinché la nostra flora e la fauna siano protette, giacché noi siamo degli intrusi e dobbiamo rispettare il loro habitat senza deteriorarlo. Succede spesso che nelle piscine muoiano degli animali che credono di trovare acqua dolce. Scendono dal ripido pendio e scivolano, cadendo in acqua: capre, mucche e volpi… Oggi abbiamo trovato una piccola volpe che lottava per non affogare e non aveva alcuna speranza di farcela da sola. Nell’impresa che ci subappalta c’è un numero di “Emergenze Salvataggio”. Ma, siccome non rispondeva nessuno, ho deciso di agire per salvarla. Con un tubo di aspirazione, sorretto da una corda, mi sono messo all’opera. Ho lanciato la corda dentro la piscina perché la piccola volpe si potesse aggrappare, ma …le mancavano le forze per salire. Allora sono sceso nella piscina con l’aiuto di due colleghi che reggevano la corda, riuscendo così a prenderla. Era infreddolita, l’ho subito coperta con il mio maglione e l’abbiamo portata all’Ufficio Salvataggio”. Queste parole di Alex fanno pensare alla Laudato Sì di Papa Francesco quando parla di San Francesco che entrava in comunicazione con tutto il creato e predicava perfino ai fiori invitandoli a lodare il Signore, perché per lui qualsiasi creatura era una sua sorella, unita a lui da lacci di affetto. Per cui si sentiva chiamato alla cura di tutto ciò che esiste. Alex continua: “quando gli addetti sono rientrati e hanno visto la volpe, in malo modo mi hanno detto di toglierla perché bagnava il mobile sul quale l’avevo appoggiata. Ho risposto che anche i miei vestiti si erano bagnati e che avevo usato il maglione per riscaldarla. Allora hanno cambiato atteggiamento e uno di loro si è messo a riscaldare la volpe con il tubo di scarico del camion. Ho saputo, in seguito, che uno dei responsabili aveva fatto un richiamo negativo su di me per essermi esposto troppo. Ma non mi sono scoraggiato. La piccola volpe non ha mai tentato di attaccarmi, anzi, si fidava di me. È riuscita a riprendersi e poco dopo l’abbiamo potuta liberare”.

Gustavo E. Clariá

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Settimana ‘Laudato Si’’ 2021

Settimana ‘Laudato Si’’ 2021

Dal 16 al 25 maggio 2021 l’evento vedrà la partecipazione di oltre 1 miliardo di persone nel mondo per dare testimonianza che si può ancora fare qualcosa per il pianeta. Il 9 maggio scorso, a conclusione della Settimana Mondo Unito, i Giovani per un Mondo Unito dei Focolari per il prossimo anno 2021-2022 hanno lanciato una nuova azione: #daretocare per le persone e per il pianeta, proponendo una “conversione ecologica” attraverso iniziative che possano coinvolgere associazioni, enti, Istituzioni, ma anche attraverso i nostri semplici gesti quotidiani, per spezzare la logica della violenza, dello sfruttamento, dell’egoismo, tipica della cultura dello scarto. Il Movimento dei Focolari è partner del Global Catholic Climate Movement (Movimento Cattolico Globale per il Clima) e collabora con associazioni, enti, organizzazioni, istituzioni, movimenti di Chiese diverse e con varie religioni e culture per la cura del pianeta. Una rete globale di persone che hanno a cuore la cura del pianeta. Lo scorso anno Papa Francesco aveva lanciato la Settimana Laudato Si’ in occasione del 5° anno dell’enciclica sull’ambiente. Al termine Francesco ha indetto l’Anno Speciale Laudato Si’ per approfondire l’enciclica sull’ecologia, dando appuntamento alla prossima “Settimana Laudato Si” dal 16 al 25 maggio 2021, che coincide con il sesto anniversario (24 maggio) dell’enciclica. L’evento è organizzato dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano e Integrale insieme a Renova, CIDSE, Caritas Internationalis, Gesuiti – Compagnia di Gesù, Unione Internazionale Superiore Generali, GPIC – Curia Generale Francescani OFM, Unione Superiore Generali. U.S.G. e facilitato dal Movimento Cattolico Mondiale per il Clima in collaborazione con circa 150 organizzazioni cattoliche tra cui i Focolari. L’obiettivo è quello di far maturare una conversione ecologica soprattutto attraverso il dialogo ed è previsto anche un evento dove ci saranno testimonianze di leader religiosi in paesi di tutto il mondo, compresi quelli devastati dalla pandemia COVID-19, come India, Stati Uniti, e le Filippine. La “Settimana Laudato Si’” servirà anche per pianificare ulteriori azioni in vista della Conferenza delle Nazioni Unite sulla Biodiversità (COP15), la 26esima Conferenza delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (COP26), e per il decennio a venire. La “Settimana Laudato Si’”  avrà un programma ricco di azioni, webinar e testimonianze per dialogare, scambiarsi opinioni, proporre azioni concrete per il pianeta. Il tema è “Poiché sappiamo che le cose possono cambiare” (Laudato Si’ 13), per mettere in luce la speranza nel mondo che ancora qualcosa si può fare per invertire la rotta. La Settimana mostrerà anche l’impatto trasformativo della “Laudato Si’” sull’educazione mondiale e prevederà il festival “Canzoni per il Creato”, la giornata di azione mondiale ed il lancio della Piattaforma di Iniziative “Laudato Si’”. Tutti gli eventi mondiali saranno tradotti simultaneamente in inglese, spagnolo, italiano, portoghese, polacco e francese. Leader di varie religioni da tutto il mondo, relatori e autori di fama mondiale, più di un miliardo di persone si riuniranno per celebrare anche la conclusione dell’Anno Speciale Laudato Si’ alla fine di questo mese. “In un momento in cui il grido della terra e il grido dei poveri diventano sempre più intensi, la ‘Settimana Laudato Si’’ è l’opportunità perfetta per prenderci cura della nostra casa comune – afferma Tomás Insua, Direttore Esecutivo dal Movimento Cattolico Mondiale per il Clima -. Il tempo scorre. Tutti sono invitati e desiderati a partecipare alla celebrazione e all’azione, attraverso attività locali, eventi online e tanto altro”.

Lorenzo Russo

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La perdita dell’udito e la nuova avventura musicale

La perdita dell’udito e la nuova avventura musicale

Per Oscar, appassionato di canto e musica è stata dura accettare la notizia che sarebbe potuto diventare sordo. Ma con l’aiuto dei giovani dei Focolari in Bolivia è iniziata una nuova avventura che lo ha aiutato a superare questa difficoltà. Nel 2014 ho attraversato un periodo molto difficile, fino al punto di pensare al suicidio. Tutto è cominciato una mattina, quando mi sono svegliato con un forte ronzio nella testa. Con il trascorrere dei giorni il ronzio è diventato insopportabile. Stavo impazzendo? Un giorno nel quale non riuscivo più a sopportare il rumore, sono andato al Pronto Soccorso. L’otorino mi ha spiegato che il ronzio sarebbe rimasto per sempre, anzi, che sarei diventato sordo… È stato molto duro per me! Ho cercato di affrontare la situazione con decisione, ma, in alcuni momenti, la disperazione sembrava vincere. Ho chiesto aiuto alla comunità dei Focolari e credo che siano state le loro preghiere a salvarmi. Un pomeriggio sono riuscito ad accettare questa situazione e ho trovato la forza per andare avanti. Continuare a lottare per Carminia, mia moglie, e i nostri 6 figli, diventava una forte sfida. Ho iniziato ad abituarmi al ronzio e, pensando a Gesù abbandonato, mi sono visto simile a Lui, vicino a Lui. Ogni mattino lo salutavo con un “Ciao, Gesù”. Quel periodo è stato bellissimo. Può suonare strano, ma è stato proprio in quel dolore che ho sentito più vicina la presenza di Dio! Dopo tanti consulti medici e le tante medicine prese mi sono stabilizzato, ma il ronzio continua ad accompagnarmi. Una sera, ho pensato: arriverà il momento in cui non riuscirò più né a cantare né a suonare… È stato difficile da accettare, ma ho detto un altro “sì” a Dio, anche se ho messo delle condizioni: “Accetto di non cantare più su questa terra, ma Ti chiedo di far parte, in Paradiso, del Tuo coro”. Abitavamo a El Alto (La Paz, capitale della Bolivia), a 4.150 metri di altitudine! I medici mi hanno consigliato di spostarmi in una città più bassa. Nel 2015 ci siamo trasferiti a Cochabamba (2.500 metri) e la comunità locale del Movimento ci ha accolti a braccia aperte. È stata l’occasione per conoscere più da vicino i e le Gen, i giovani dei Focolari e, con loro, è iniziata un’avventura musicale che non avrei mai immaginato. Io, che ormai davo per perso il mio sogno di continuare a cantare, mi sono trovato in mezzo all’energia e alla vita dei Gen fatta musica. Un giovane mi ha proposto di organizzare un complesso musicale. Ero contento, ma preoccupato per il mio udito che già non funzionava bene come prima. Ma la vitalità dei Gen, la mia esperienza con dei gruppi musicali di giovani, oltre agli strumenti che avevamo in famiglia perché 4 dei nostri figli sono musicisti, mi hanno convinto. Un giorno ci è arrivata in regalo una batteria ed è stata una grande festa. I giovani erano pieni di doti: chi cantava bene, chi suonava gli strumenti con passione, chi era un genio dell’informatica e un altro del suono… Abbiamo così suonato in 6 manifestazioni organizzate dal Movimento dei Focolari. Che bello vedere i giovani così felici e gli adulti contagiati dalla loro vitalità! Dio, alla fine, non si è lasciato vincere in bontà, perché sono riuscito a continuare a cantare e continuo a farlo.

Óscar Condori (Bolivia)

Vedi qui un piccolo video coll’esperienza di Óscar:   (altro…)

Arthur George Baum: per tanti, tutti, un fratello speciale

Arthur George Baum è partito per il Paradiso il 4 febbraio 2021 all’età di 92 anni, ad Ausburg in Germania. Era nato il 18 maggio del 1928 a Hinckley, una città della contea del Leicestershire, nel cuore dell’Inghilterra. Celibe, Volontario di Dio e componente del Centro Internazionale dei Volontari dei Focolari, ha lavorato molti anni alla Radio Vaticana, lasciando un bel ricordo di sé. Nell’ultimo mese della sua vita terrena, si trovava in una residenza sanitaria in quanto operato al femore, fratturato a seguito ad una caduta. Fu uno dei primi Volontari di Dio e compose il primo nucleo al Centro internazionale dei Volontari. La sua particolarità era l’humour di tipo, ovviamente, inglese, ma era anche molto ordinato, potremmo dire alla tedesca e preciso come uno svizzero ma soprattutto riusciva a superare gli ostacoli con il genio italiano. A proposito dell’humour, Hèctor Lorenzo (Volontario di Dio e amico di Arthur) racconta che, anche in situazioni fisiche tragiche, una sera dopo le 23,00, riceve una telefonata: “Sono Arthur, ho una emorragia nella gamba”. Con la moglie e il figlio, Hèctor si precipita nell’appartamento di Arthur e dopo una prima assistenza, chiamano subito l’ambulanza. Sceso in strada sul lettino e prima di montare sul mezzo, Arthur si scopre la bocca dalle coperte che lo riparavano dal freddo, e confida ad Hèctor: “Sai, mi manca una cosa”. Hèctor gli domanda cosa? E lui: “il mio cappello!”. Da circa dieci anni si era trasferito felicemente in Germania. Chi conosce Arthur sa che lui amava i venti forti dell’Irlanda e del nord dell’Inghilterra, si emozionava davanti un fiore, cantava le canzoni del Tirolo e alcuni temi di Elvis Presley, gioiva del silenzio delle chiese gotiche o del canto gregoriano, apprezzava il vino caldo di inverno e produceva una piccola quantità di bevanda ‘idromele’ che non poteva non condividere con i suoi amici. Condivideva anche il gulasch caldo e parte della cucina orientale. Era molto esigente nel costruire una forte unità nel nucleo dei Volontari: cominciava sempre per primo a voler bene tutti per generare l’Amore reciproco, trovando sempre un dialogo intimo di misericordia. Hèctor racconta: “Essendo stato compagno di nucleo al Centro dei Volontari e abitando con la mia famiglia accanto all’appartamento di Arthur, siamo stati arricchiti dalla sua singolare personalità e testimonianza evangelica. Nostro figlio Julián, dice: “Arthur è il suo nome, ma lo si potrebbe chiamare Umiltà, Generosità, Accoglienza”. Arthur è stato un uomo distinto, di parole essenziali, d’intima religiosità. Sapeva passare da riflessioni serie alla sana ironia per distinguere attitudini costruttive da quelle inutili o nocive. Il suo sorriso eloquente esprimerà comunque e sempre gratitudine.

Lorenzo Russo

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