«Il motivo principale della lettera è attirare l’attenzione sull’Anno della Vita Consacrata che inizia domenica 30 novembre. Da varie parti ci arrivano notizie di iniziative locali, diocesane e nazionali. Siamo sicuri della vostra adesione a queste iniziative sulla base delle possibilità che ogni singolo o gruppo ritiene opportuno». È l’invito che parte dai centri internazionali dei religiosi e delle religiose a quanti, di varie famiglie religiose nel mondo, condividono la spiritualità dei Focolari, in sintonia con quantoscrive papa Francesco nella sua lettera a tutti i consacrati.C’è un pullulare di iniziative, e ne portano alcuni esempi: nella diocesi di Homa Bay (Kenya) il vescovo ha affidato ad un gruppo di religiosi, suore e sacerdoti, guidato da Fr. Leo van de Weijer CMM, il coordinamento delle iniziative riguardanti la Vita Consacrata di quest’anno. Il 24, 25 e 26 novembre a Nairobi, come debutto, si tiene un seminario, dove sono invitati tutti i gruppi delle altre diocesi. Questi giorni di riflessione e studio si concludono il 27 novembre con una celebrazione inaugurale presieduta dal cardinale e dal nunzio. Anche la stampa, e soprattutto le riviste della vita consacrata, parlano di quest’Anno speciale: su Vida Religiosa di novembre si legge che «Papa Francesco ha lanciato l’Anno della Vita Consacrata perché percepisce come la Chiesa e l’umanità intera abbiano bisogno della fedeltà, dell’allegria e della capacità di ristoro che il Signore ha posto nella vita religiosa. E lui crede in questo. Ci invita a essere fedeli al progetto in cui il Padre ci ha coinvolti per il bene di tutta l’umanità»; Unità e Carismi, nelle varie edizioni linguistiche, dedicherà all’argomento un numero del 2015. Anche su www.focolare.org una rubrica seguirà con attenzione gli appuntamenti principali di quest’anno, dando spazio soprattutto alla vita di tanti religiosi e religiose che nel mondo testimoniano scelte coraggiose.Nella lettera si pone poi la domanda su quale potrebbe essere «il contributo specifico che lo Spirito Santo suggerisce per quest’Anno della Vita Consacrata» ai religiosi e alle religiose che conoscono e vivono la spiritualità dell’unità. Questo specifico è indicato attraverso due sfide che richiedono nella risposta «inventiva e creatività, nella concretezza della vita del singolo o di gruppo, con una particolare attenzione per i giovani religiosi». Si tratta di «dare nuovo slancio alla spiritualità di comunione indicata da S. Giovanni Paolo II nella “Novo Millennio Ineunte”, e poi dare «un ulteriore contributo, forse più nascosto ma sicuramente più efficace e apprezzato» entrando «in tutte le piaghe della vita consacrata di oggi» riconoscendovi una presenza di Gesù nel suo Abbandono, «per abbracciarLo e farlo proprio». In questo momento, in cui tutto il Movimento dei Focolari è inviato – secondo gli orientamenti dell’Assemblea generale e l’invito di papa Francesco – ad essere in uscita, insieme e opportunamente preparati, i religiosi si accingono a vivere con questo spirito la tappa di quest’anno. «Vorremmo iniziare con quest’anima – conclude la lettera – partecipando all’apertura dell’Anno della Vita Consacrata con un cuor solo, come un solo corpo». (altro…)
«Le persone consacrate sono segno di Dio nei diversi ambienti di vita, sono lievito per la crescita di una società più giusta e fraterna, sono profezia di condivisione con i piccoli e i poveri. Così intesa e vissuta, la vita consacrata ci appare proprio come essa è realmente: è un dono di Dio, un dono di Dio alla Chiesa, un dono di Dio al suo Popolo! Ogni persona consacrata è un dono per il Popolo di Dio in cammino». Così, Papa Francesco, all’Angelus del 2 febbraio scorso. L’Anno della vita consacrata, «un tempo di grazia per la vita consacrata e per la Chiesa», è stato pensato nel contesto dei 50 anni del Concilio Vaticano II; e più in particolare nella ricorrenza dei 50 anni dalla pubblicazione del Decreto conciliare Perfectae caritatis sul rinnovamento della vita consacrata. Nella presentazione alla stampa, il Card. João Braz de Aviz, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, spiega come il «Concilio abbia rappresentato un soffio dello Spirito non soltanto per l’intera Chiesa ma, forse in modo particolare, per la vita consacrata. Siamo pure convinti che in questi 50 anni essa ha percorso un fecondo cammino di rinnovamento, non esente certamente da difficoltà e fatiche, nell’impegno di seguire quanto il Concilio ha chiesto loro: fedeltà al Signore, alla Chiesa, al proprio carisma e all’uomo di oggi (cf. PC 2)». È proprio sul rinnovamento che, alla vigilia dell’apertura dell’Anno, insiste papa Francesco rivolgendosi ai religiosi: «Non dobbiamo avere paura di lasciare gli “otri vecchi”: di rinnovare cioè quelle abitudini e quelle strutture che, nella vita della Chiesa e dunque anche nella vita consacrata, riconosciamo come non più rispondenti a quanto Dio ci chiede oggi per far avanzare il suo Regno nel mondo». Quali gli obiettivi? Innanzitutto, «Vogliamo che sia un’occasione per fare “memoria grata” di questo recente passato – continua il cardinale – (…); riconoscere e confessare la nostra debolezza, ma anche ‘gridare’ al mondo con forza e con gioia la santità e la vitalità che sono presenti nella vita consacrata». Secondo obiettivo: «Abbracciare il futuro con speranza. Siamo ben coscienti che il momento presente è delicato e faticoso (…) ma vogliamo assumere questa crisi come un’occasione favorevole per la crescita in profondità (…). Di fronte a tanti “profeti di sventura”, vogliamo rimanere uomini e donne di speranza». Terzo obiettivo: «Vivere il presente con passione. La passione parla di innamoramento, di vera amicizia, di profonda comunione (…). Di testimoniare la bellezza del seguire Gesù nelle molteplici forme in cui si esprime la nostra vita. In quest’Anno i consacrati vogliono “svegliare il mondo” con la loro testimonianza profetica, particolarmente con la loro presenza nelle periferie esistenziali della povertà e del pensiero». Mons. José Rodríguez Carballo, segretario della Congregazione, ha illustrato alcune iniziative che si terranno durante l’anno: «Diversi incontri internazionali a Roma, per giovani religiosi e religiose, incontro dei formatori e formatrici; congresso internazionale di teologia della vita consacrata, con la collaborazione delle Università Pontificie, sul tema: “Rinnovamento della vita consacrata alla luce del Concilio e prospettive di futuro”; mostra internazionale su: “La vita consacrata e Vangelo nella storia umana”, con diversi stand secondo i vari carismi; un simposio sulla gestione dei beni economici e patrimoniali da parte dei religiosi; anche per le suore contemplative proporremo una “Catena mondiale di preghiera fra i monasteri”». I religiosi e le religiose del Movimento dei Focolari, invitano attraverso una lettera, a «vivere con un cuor solo, come un solo corpo, affinché quest’Anno possa segnare un’ulteriore tappa verso l’ut omnes», l’unità chiesta da Gesù al Padre. La chiusura dell’Anno è prevista per il 2 febbraio 2016, Giornata mondiale della vita consacrata. Programma(altro…)
“L’incontro con altri carismi è qualche cosa che mi affascina, e realizzarlo nei luoghi dove Chiara Luce Badano ha vissuto con radicalità il Vangelo, gli ha dato una sfumatura di novità e giovinezza”. Così scrive Alessandro, giovane religioso degli Oblati di Maria Immacolata, uno dei 22 giovani, che si sono dati appuntamento a Sassello, paese natale della giovane beata, dal 19 al 23 agosto. Il meeting“Di Luce in Luce – Chiara Luce per i giovani consacrati” è stato uno spazio per giovani religiosi e religiose di diversi carismi; un laboratorio in cui i partecipanti hanno scoperto ciò che li accomuna e si sono interrogati sulla loro vocazione, di volto giovane, della vita consacrata. Presenti da 7 congregazioni: Frati Minori, Oblati di Maria Immacolata, Suore Francescane dei Poveri, Missionarie di Santa Paola Frassinetti, Fratelli e Sorelle Francescane Missionarie, Piccoli Fratelli di Gesù Risorto di Nuovi Orizzonti e i Missionari della Gioia. “È stata un’esperienza forte – scrive Fra Andrea –; ci siamo lasciati ‘travolgere dallo Spirito’ che ci spingeva a far comunione tra i nostri carismi per far risplendere di nuova bellezza il volto giovane della Chiesa”. “Una splendida occasione di scambio, come giovane consacrata vicina alla spiritualità dei Focolari – commenta Suor Cinzia, delle Francescane dei Poveri –. Una ricchissima esperienza di comunione e un’ottima formazione, un’occasione per riflettere sulla santità del quotidiano cui tutti siamo chiamati. Ho veramente sperimentato che se tra diversi carismi si vive in relazione di amore e conoscenza reciproci, ci si avvicina a Dio”. L’incontro si è strutturato sulle tre parole che hanno costituito lo slogan della beatificazione di Chiara Luce: life, love, light.Nella giornata Life, P. Theo Jansen, ha illustrato come la vita di Cristo, che anima la Chiesa, sia fiorita nei vari carismi e come li spinga ora alla comunione e all’amore reciproco. Nei laboratori ci si è interrogati su come i carismi rispondano alla missione di Gesù: «Sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza» (Gv. 10,10). Di fronte al disagio giovanile e alla crisi economica, due esperienze illuminanti: Matteo Zini (Nuovi Orizzonti), ha mostrato come il carisma della gioia, come vita in pienezza, porti la risurrezione negli inferi della strada (droga, alcool, prostituzione, delinquenza…); e Livio Bertola, imprenditore di EdC, come la vita del Vangelo rinnovi anche il mondo dell’economia. Alla sera, sfogo ai talenti: un simpaticissimo talent show, fatto di giochi, canzoni e cabaret. Nella giornata Love, Fra Andrea Patanè, ha parlato della scoperta dell’amore e delle sue implicazioni, così come intuito e vissuto da Chiara Lubich e dalle sue compagne; P. Jacopo Papi, ha cercato di attualizzare l’esperienza di Chiara Luce nella vita di giovani consacrati; e P. Donato Cauzzo, segretario del Prefetto della Congregazione dei Religiosi, ha evidenziato la forza dello Spirito che spinge i carismi alla comunione per far risplendere ancora di più il volto di Cristo. Nella giornata Light, la testimonianza di Silvia, che ha vissuto l’esperienza gen con Chiaretta; di Lorenza, del gruppo delle famiglie nuove; e di Giuliano, barista, grande suo amico. Un momento forte: la visita a Sassello guidati da Simona, compagna di scuola di Chiara, e l’intenso momento di preghiera davanti alla tomba della giovane beata. Fra Andrea, dei Fratelli Francescani Missionari, riassume gli intensi 5 giorni vissuti insieme: “Un momento di Cielo, al di là di ogni aspettativa. Come ci hanno trasformati il Signore e Chiara Luce in questi giorni! E come era viva la comunione fra noi, pur nella diversità delle nostre chiamate!”. Sono partiti con questo desiderio di comunione, per portare a tanti la “fiaccola” che Chiara Luce ha voluto passare ai giovani. Prossimo appuntamento: Loppiano 2014. (altro…)
Radicalità, comunione e spiritualità. E’ quanto desiderano i giovani religiosi per la loro futura vita di consacrazione. Emerge da un’inchiesta promossa alla vigilia del V Convegno sulla vita consacrata che si è tenuto a Roma il 3 dicembre scorso su iniziativa di consacrate e consacrati di Roma del Movimento dei Focolari, in collaborazione con l’Istituto di teologia Claretianum. Due punti costruivano lo zoccolo dell’inchiesta; uno positivo e l’altro negativo della Vita Consacrata: “Vorrei che la vita consacrata che vivo fosse più …Vorrei che la vita consacrata che vivo fosse meno …”. Riguardo alla dimensione negativa sono emersi il rifiuto del formalismo e la denuncia dell’attivismo. Partendo dai risultati dell’inchiesta si è scelto il tema del Convegno – “Santi Insieme” – proponendo come via di santità comune la spiritualità di comunione. Vari sono stati gli interventi in sala: hanno preso la parola l’arcivescovo João Braz de Aviz, prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e Società di Vita Apostolica, il Rettore della Pontificia Università Urbaniana, padre Fabio Ciardi dei Missionari Oblati di Maria Immacolata al quale è stato affidato il tema: «La spiritualità di Comunione, via di santità». Sono seguite una serie di esperienze vissute raccontate da religiosi e religiose. E infine è intervenuta Lucia Abignente del Centro Chiara Lubichche ha presentato un breve excursus storico del pensiero sulla santità di popolo in Chiara Lubich e introdotto due brevi filmati. La seconda parte del Convegno è stata introdotta da una testimone d’eccezione, Chiara Luce Badano, proclamata beata il 25 settembre dello scorso anno. A presentarla sono state le Gen, giovani del Movimento dei focolari. Nata nel 1971 Chiara Luce è stata una contemporanea: “con la sua vita – spiega Tiziana Longhitano sfp – ci ha detto che la santità è possibile anche oggi, che è possibile anche per noi. Chiara Luce ci sembra l’espressione di un cammino condiviso. Lei non si è fatta santa da sola; i genitori l’hanno accompagnata. Il suo è stato un cammino partecipato anche ad altri amici che si sono lasciati coinvolgere nella reciprocità dell’Amore trinitario”. «Voi siete un segno vero di Dio al mondo e a tutti noi consacrati – ha detto un partecipante alla fine del convegno –. La vostra testimonianza contagia i giovani e tutti coloro che hanno l’opportunità di conoscervi». (altro…)