28 Gen 2014 | Parola di Vita
“Beati i puri di cuore perché vedranno Dio Anzitutto, secondo Gesù, vi è un mezzo sovrano di purificazione: “Voi siete già mondi in virtù della Parola che vi ho annunziato” (Gv 15,3). Non sono tanto degli esercizi rituali a purificare l’animo, ma la sua Parola. La Parola di Gesù non è come le parole umane. In essa è presente Cristo, come, in altro modo, è presente nell’Eucaristia. Per essa Cristo entra in noi e, finché la lasciamo agire, ci rende liberi dal peccato e quindi puri di cuore. Dunque la purezza è frutto della Parola vissuta, di tutte quelle Parole di Gesù che ci liberano dai cosiddetti attaccamenti, nei quali necessariamente si cade, se non si ha il cuore in Dio e nei suoi insegnamenti. Essi possono riguardare le cose, le creature, se stessi. Ma se il cuore è puntato su Dio solo, tutto il resto cade. Per riuscire in questa impresa, può essere utile, durante la giornata, ripetere a Gesù, a Dio, quell’invocazione del Salmo che dice: “Sei tu, Signore, l’unico mio bene!” (Cf Sal 16,2). Proviamo a ripeterlo spesso, e soprattutto quando i vari attaccamenti vorrebbero trascinare il nostro cuore verso quelle immagini, sentimenti e passioni che possono offuscare la visione del bene e toglierci la libertà. Siamo portati a guardare certi cartelloni pubblicitari, a seguire certi programmi televisivi? No, diciamogli: “Sei tu, Signore, l’unico mio bene” e sarà questo il primo passo che ci farà uscire da noi stessi, ri-dichiarando il nostro amore a Dio. E così avremo acquistato in purezza. Avvertiamo a volte che una persona o un’attività si frappongono, come un ostacolo, fra noi e Dio e inquinano il nostro rapporto con Lui? E’ il momento di ripeterGli: “Sei tu, Signore, l’unico mio bene”. Questo ci aiuterà a purificare le nostre intenzioni e a ritrovare la libertà interiore. “Beati i puri di cuore perché vedranno Dio” La Parola vissuta ci rende liberi e puri perché è amore. E’ l’amore che purifica, con il suo fuoco divino, le nostre intenzioni e tutto il nostro intimo, perché il “cuore” secondo la Bibbia è la sede più profonda dell’intelligenza e della volontà. Ma c’è un amore che Gesù ci comanda e che ci permette di vivere questa beatitudine. E’ l’amore reciproco, di chi è pronto a dare la vita per gli altri, sull’esempio di Gesù. Esso crea una corrente, uno scambio, un’atmosfera la cui nota dominante è proprio la trasparenza, la purezza, per la presenza di Dio che, solo, può creare in noi un cuore puro (Cf Sal 51,12). E’ vivendo l’amore scambievole che la Parola agisce con i suoi effetti di purificazione e di santificazione. L’individuo isolato è incapace di resistere a lungo alle sollecitazioni del mondo, mentre nell’amore vicendevole trova l’ambiente sano, capace di proteggere la sua purezza e tutta la sua autentica esistenza cristiana. “Beati i puri di cuore perché vedranno Dio Ed ecco il frutto di questa purezza, sempre riconquistata: si può “vedere” Dio, cioè capire la sua azione nella nostra vita e nella storia, sentire la sua voce nel cuore, cogliere la sua presenza là dove è: nei poveri, nell’Eucaristia, nella sua Parola, nella comunione fraterna, nella Chiesa. E’ un pregustare la presenza di Dio che comincia già da questa vita “camminando nella fede e non ancora in visione” (2 Cor 5,7) fino a quando “vedremo faccia a faccia” (1 Cor 13,12) eternamente.
Chiara Lubich
26 Gen 2014 | Centro internazionale, Chiara Lubich, Cultura, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Chiara Lubich ha ravvisato sempre in Pasquale Foresi un particolare ruolo nello sviluppo del Movimento dei Focolari: quello dell’incarnazione del carisma dell’unità, e per questo lo considera, insieme a Igino Giordani, cofondatore del Movimento. Pasquale Foresi nel 1949, anno della sua conoscenza di Chiara e del Movimento, era un giovane alla ricerca. Dopo aver sentito la vocazione al sacerdozio, frequentava il seminario di Pistoia e il Collegio Capranica a Roma. Racconta: «Ero contento, soddisfatto della mia scelta. Ad un dato momento però, ho avuto non una crisi di fede, ma un semplice ripensamento. (…) Mi è sorto così il dubbio di potermi avviare al sacerdozio con queste difficoltà in cuore e ho sospeso momentaneamente lo studio. È stato a quel tempo che ho conosciuto il Movimento dei Focolari (…). Notavo, nelle persone che vi appartenevano, una fede assoluta nella Chiesa cattolica e contemporaneamente una vita evangelica radicale. Ho capito così che quello era il mio posto e ben presto l’idea del sacerdozio è ricomparsa». Sarà il primo focolarino sacerdote. Dopo di lui, altri focolarini sentiranno questa particolare chiamata al servizio del Movimento. Pasquale riconosce nei primi passi mossi da Chiara Lubich e le sue compagne “una polla evangelica sgorgata nella Chiesa”, ed inizia un sodalizio che lo conduce, rivestito del ministero sacerdotale, a dare un fondamentale contributo allo sviluppo del Movimento come stretto collaboratore della fondatrice. Riguardo ai principali comp
iti a lui affidati, scrive lo stesso Foresi: «Perché sacerdote, sono stato incaricato di tenere i primi rapporti del Movimento dei Focolari con la Santa Sede. Altro mio compito particolare, nel tempo, è stato quello di seguire, lo sviluppo del Movimento nel mondo e di collaborare, direttamente con Chiara, alla stesura dei vari Statuti. Ho ancora potuto dar vita e seguire opere concrete al servizio del Movimento, quali il ‘Centro Mariapoli’ per la formazione dei membri a Rocca di Pappa, la cittadella di testimonianza a Loppiano, la casa editrice Città Nuova a Roma e altre opere che si vennero poi moltiplicando nel mondo». Ma c’è ancora un aspetto particolare della sua vita accanto a Chiara, che forse rappresenta meglio degli altri il suo particolare apporto allo sviluppo del Movimento. Scrive: «È nella logica delle cose che ogni nuova corrente di spiritualità, ogni grande carisma, abbia dei risvolti culturali a tutti i livelli. Se si guarda la storia si constata come ciò si è sempre avverato, con influssi nell’architettura, nell’arte, nelle strutture ecclesiali e sociali, nei vari settori del pensiero umano e, specialmente, nella teologia». Infatti, egli è intervenuto innumerevoli volte con la parola e con lo scritto a presentare la teologia del carisma di Chiara nella sua dimensione sociale, spirituale, sottolineandone con autorevolezza la novità, sia in ordine alla vita che al pensiero. Dalle sue pagine scaturisce “un acume di analisi, un’ampiezza di vedute e un ottimismo nel futuro, resi possibili dalla sapienza che proviene da una forte e originale esperienza carismatica, oltre che da quegli abissi di luce e di amore, di umiltà e fedeltà, che solo Dio può scavare nella vita di una persona”. (dalla Prefazione di “Colloqui”, domande e risposte sulla spiritualità dell’unità). (altro…)
22 Gen 2014 | Chiara Lubich, Spiritualità
«Oggi compio 46 anni. Il doppio di quando ho iniziato a vivere l’Ideale [la spiritualità che emana dal carisma dell’unità, ndr]. Sono contenta perché d’ora in poi sarà più il tempo vissuto con l’Ideale che quello senza. Ma ho bisogno, o mio Dio, di ributtare la mia vita nel tuo cuore. Ho bisogno di incenerire il mio essere nelle fiamme ardenti dello Spirito Santo che, per tutta l’eternità e fin d’ora, dobbiamo ringraziare per averci indicato questa via dell’amore: amare, amare sempre, amare tutti. Alla fine di ogni giornata poter dire: ho sempre amato». (Diario del 22 gennaio 1966) «Parlando di Gesù, san Paolo scrive: «e ha dato se stesso per me» (Gal 2, 20). Ognuno di noi può ripetere quanto dice l’Apostolo: per me. Mio Gesù, se sei morto per me, per me, come posso dubitare della tua misericordia? E se a quella posso credere con la fede che m’insegna che un Dio è morto per me, come posso non rischiare ogni cosa per contraccambiare questo amore? Per me. Ecco la formula che annulla la solitudine dei più soli, che india ogni povero uomo svalutato dal mondo intero, che riempie ogni cuore fino al limite e lo fa traboccare su chi non sa o non rammenta il lieto Annunzio. Per me. Per me, Gesù, tutti quei dolori? Per me quel grido? Oh! Tu certo non lascerai perdere la mia e tante povere anime, ma tutto farai se non altro… perché troppo ti siamo costati. Tu mi hai generato al Cielo come mia madre alla terra. Tu pensi sempre e solo a me come a ciascun altro. Tu mi dai il coraggio della mia vita cristiana più che se avessi l’universo intero alle spalle che mi spinge. Per me. Sì, per me. Ed allora, Signore, lascia che ti dica anch’io, soprattutto per gli anni che mi rimangono: per Te». (Chiara Lubich, L’essenziale di oggi. Scritti spirituali/2, Città Nuova, Roma 1997, p. 11). _ (altro…)
20 Gen 2014 | Cultura
Gen Verde Music Made To Be Played La prima novità del 2014: il 66° album. 14 canzoni e un pezzo strumentale. Fa da protagonista la contemporaneità e le sue grandi sfide, descritte e raccolte con uno sguardo lucido e positivo. Al centro rapporti umani, integrazione, dolore e paura del diverso, speranza in un futuro di dignità e pace. In poche parole: la nostra quotidianità. (altro…)
18 Gen 2014 | Ecumenismo, Focolari nel Mondo, Spiritualità

Vancouver. Preghiera nella Chiesa anglicana
A Vancouver, in un contesto ricco di comunità cristiane di diverse Chiese, la Settimana di preghiera per l’unità si costruisce insieme. Avviare rapporti di reciproca conoscenza e collaborare in azioni concrete, vedendo in ogni esponente di un’altra Chiesa un fratello o una sorella da amare: nasce da questa esigenza il percorso di Marjeta Bobnar, incaricata dal 2012 di coordinare le relazioni ecumeniche e interreligiose dell’Arcidiocesi di Vancouver, Canada. Il territorio affidatole è costellato dalla presenza di comunità cristiane di numerose Chiese: anglicani, pentecostali, luterani, mennoniti e non solo. “I primi passi – racconta – si sono diretti sia nell’allacciare rapporti nuovi con le diverse comunità, sia nella sensibilizzazione ecumenica tra i cattolici”. In questo cammino determinante e costante è stato il sostegno dell’Arcivescovo J. Michael Miller e della comunità dei Focolari cui Marjeta appartiene. Già durante la preparazione della Settimana Ecumenica dello scorso anno, si sono colti alcuni frutti di questo rinnovato slancio: “La maggioranza delle parrocchie cattoliche – prosegue – non aveva contatti con le altre chiese ma hanno comunque mostrato il desiderio di raggiungere ed invitare i membri delle altre comunità cristiane presenti nei loro quartieri. Così ad esempio si è stabilito il contatto con un pastore luterano molto aperto al dialogo ecumenico”. 
Vancouver. Preghiera nella Chiesa cattolica
Durante i momenti di preghiera proposti molti testimoniavano la gioia di essere insieme, ed il desiderio di dialogare e conoscersi di più. Tanti hanno voluto mantenere i contatti per approfondire i rapporti e coinvolgere più persone per i successivi incontri. “Per la Settimana di preghiera che è ormai alle porte – continua Marjeta –, insieme alla diocesi anglicana abbiamo programmato alcuni incontri che daranno la possibilità di riunire anglicani e cattolici per condividere le esperienze ma anche per porsi interrogativi. Dall’inizio del 2013 si è formato un gruppo misto di preparazione composto da 3 anglicani e 3 cattolici: è stata una bellissima esperienza costruire i rapporti del gruppo, ascoltandoci fino in fondo. Inoltre, siamo in contatto costante con i responsabili delle Chiese e comunità ecclesiali luterana, United Church of Canada, mennonita, pentecostale e Chiesa apostolica armena. Nel collaborare a costruire i vari momenti di preghiera o di approfondimento, riceviamo risposte molto entusiaste ed anche gratitudine per l’unità sperimentata”. (altro…)