Movimento dei Focolari
Anne: la mia notte non ha oscurità

Anne: la mia notte non ha oscurità

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Anne insieme alla mamma, Eleanor.

«Nata prematura di 14 settimane, alla nascita pesavo meno di un chilo. I medici dissero che avrei avuto soltanto una piccola possibilità di sopravvivenza, così mia madre chiamò un sacerdote per battezzarmi. Sono stata nell’incubatrice per quattro mesi e, a causa dell’eccessiva esposizione all’ossigeno, il mio udito ha subito una perdita dell’80% in entrambe le orecchie. Durante l’adolescenza ho cominciato a domandarmi il perché non fossi subito morta, tanta era la sofferenza che questa grave perdita uditiva mi provocava. I miei genitori che vivono la spiritualità dei Focolari, mi davano sempre la stessa risposta: “Anne, Dio ti ama immensamente e ha un piano speciale per te”. Questa frase mi faceva nascere il desiderio di scoprire il progetto che Lui aveva riservato per me. A 18 anni ho iniziato a lavorare presso l’ufficio postale. Il mio compito era quello di rispondere al telefono e questo mi risultava difficile perché era molto problematico per me riuscire a capire le varie richieste. Molte volte le persone all’altra estremità del telefono mi prendevano in giro dicendo che ero stupida e così tornavo a casa piangendo, gridando a mia mamma perché la vita doveva essere così difficile per me! IMG_1265La sua risposta mi ha colto alla sprovvista: “Prova a fare tu il primo passo. Quando domani rispondi al telefono, spiega con semplicità a chi ti ascolta che hai una perdita uditiva e invita le persone a parlare lentamente e chiaramente”. Per me è stato affrontare soprattutto me stessa, perché non volevo si sapesse della mia sordità; volevo infatti apparire “normale” come tutti gli altri. Il giorno dopo al lavoro ho sentito squillare il telefono e, nello stesso tempo, quella voce nel mio cuore mi diceva “fa il primo passo”. Per la prima volta nella mia vita, ho risposto al telefono invitando a parlare in maniera chiara poiché avevo un deficit uditivo. Con mia sorpresa la persona all’altro capo del telefono è stata molto gentile e comprensiva e questo mi ha incoraggiato, da quel momento in poi, a svolgere il mio lavoro con più sicurezza. I miei colleghi, vedendo le mie difficoltà e gli sforzi per superarle, hanno anche loro cercato di aiutarmi, rispondendo subito alle chiamate. È stato come se avessi gettato un sassolino nell’acqua provocando un effetto a catena. Ricordo di essere andata a casa dicendo alla mamma: “Ha funzionato!” Quel giorno ha segnato un punto di svolta nella mia vita: ho capito che dovevo accettare i miei limiti giorno dopo giorno e, cercando di fare il primo passo, di “amare per prima” gli altri come Dio ha fatto con noi, avrei trovato un rapporto con il mondo e con le persone, insieme alla pace interiore e ad una nuova libertà.
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Anne a Melbourne con le focolarine con cui abita.

La sofferenza mi ha portata più vicina a Dio che sempre mi aiuta a mettermi a disposizione degli altri. Nel tempo, ho sentito il desiderio di donarGli la vita nella strada del focolare. Le difficoltà non sono mancate, come quella di imparare la lingua italiana per ricevere la formazione. Ma ho sperimentato che nulla è impossibile a Dio. Ancora oggi non è semplice: per esempio, con le amiche con cui abito in focolare abbiamo dovuto fare dei piccoli passi quotidiani. Come chi parlava quasi borbottando ora si sforza di scandire bene le parole in modo che possa leggere le labbra. Alla fine vince l’amore reciproco! Ho ricevuto da mio padre, scomparso nove anni fa, un messaggio personale da aprire dopo la sua morte, in cui c’era scritta solo una frase: “La mia notte non ha oscurità”. È la mia esperienza quotidiana: ogni volta che scelgo di amare e di servire chi mi sta vicino, non ci sono più tenebre e sperimento l’amore che Dio ha per me». (altro…)

Gemma Galgani: Nell’abisso del mondo

Gemma Galgani: Nell’abisso del mondo

Nell'abisso del mondo 1La freschezza di un’esistenza centrata in Dio. Le due opere principali di Gemma Galgani – Diario e Autobiografia – vanno a comporre il dittico più significativo attorno al quale ruota la nostra conoscenza della sua vita e della sua spiritualità (1878-1903). Due libretti essenziali, centrati su una sola idea: Cristo come punto focale dell’esistenza attorno al quale tutto ruota. Attraverso queste pagine Gemma non smette di essere ancora oggi una provocazione per la nostra cultura: la sua vicenda alle soglie del nostro secolo ribadisce con le sue visioni e i suoi “colloqui” che il mondo di Dio cammina accanto a quello dell’uomo in un modo assolutamente reale, tangibile. Gemma Galgani nasce in provincia di Lucca nel 1878. Di indole sensibilissima, fu provata fin dall’infanzia da lutti e dolori. Nel Natale del 1896 si consacra a Dio con il voto di castità e nel 1899 riceve il dono delle stimmate. Nel 1902 si ammala gravemente e muore a Lucca nel 1903. Nel 1940 Pio XII la proclama santa. Natale Benazzi (1961), teologo e saggista, ha pubblicato diverse opere sulla storia della Chiesa. Da anni si dedica all’approfondimento dei temi e delle figure della spiritualità cristiana. Ha collaborato con la C.E.I nell’ambito dell’arte sacra e fa parte del Consiglio di amministrazione della Fondazione Sant’Ambrogio per la cultura della Diocesi di Milano. Per Città Nuova ha curato: “La vita comunitaria dei cristiani” di Dietrich Bonhoeffer (2015). LA COLLANA – MINIMA le più belle opere della spiritualità e del pensiero cristiano in edizione economica, formato tascabile. Città Nuova Ed.

30° anniversario del “Centro Mariapoli” di Castel Gandolfo

30° anniversario del “Centro Mariapoli” di Castel Gandolfo

Un po’ di storia. Nel 1982, Giovanni Paolo II mise a disposizione del Movimento dei Focolari la sala delle udienze papali a Castel Gandolfo (Roma). A partire da quella grande e vuota struttura, è stato realizzato, con il contributo di tutti i membri del Movimento (anche dei più piccoli), l’attuale  Centro Mariapoli Internazionale che, dal 1986, accoglie ogni anno migliaia di persone. Arrivano dalle più varie provenienze, giovani e adulti, raccolti in congressi, simposi, corsi di formazione  e di ogni genere, anche con spazi qualificati di dialogo ecumenico e interreligioso. Tutti accomunati dallo stesso obiettivo: concorrere a realizzare e rendere visibile la fraternità; vivere, alla luce dei valori universali del Vangelo, laboratori di fraternità; “una città-casa”, come scriveva allora Chiara Lubich.   invito 30 anni Centro Mariapoliinvito (altro…)