Linguaggio e Fraternità: il contributo di Chiara Lubich
Il Seminario, alla sua seconda edizione dopo la prima realizzata nel 2017 presso l’Università Federale di Paraiba a Joao Pessoa, ha riunito 15 lavori accademici realizzati da ricercatori di sei università, attorno alla Cattedra Chiara Lubich di Fraternità e Umanesimo presso l’Università Cattolica di Pernambuco (Unicap). Sono stati due giorni di presentazioni e dialogo, introdotti da un caloroso saluto del Vice-Rettore prof. Delmar Araújo Cardoso, e seguiti da una diretta streaming per un’audience complessiva di circa 350 persone.


L’evento, realizzato con il sostegno del Centro Chiara Lubich, si è svolto prevalentemente in lingua portoghese ed è stato apprezzato in modo particolare per l’apertura a una dimensione internazionale; per il consistente e qualificato contributo di relatori; per la prospettiva interdisciplinare che ha riunito, attorno al tema del linguaggio, relazioni non solo nell’ambito della linguistica ma anche del diritto, della pedagogia, della comunicazione, della sociologia, dell’architettura.
Ne emergeva, in estrema sintesi, come un linguaggio ispirato dall’amore, di cui Chiara Lubich ha saputo realizzare un modello efficace, può contribuire a costruire un mondo di pace e fraternità.
Anna Maria Rossi
(1) La Scuola Abbà è un Centro di vita e di studio voluto e fondato da Chiara Lubich nel 1990. E’ composto da membri del Movimento dei Focolari, uniti nel nome di Gesù ed esperti in varie discipline, il cui scopo è l’enucleazione e l’elaborazione della dottrina contenuta nel carisma dell’unità.
Link al II Seminario Linguistico, Filologia e Letteratura:
12/08/24 – Mattina: https://www.youtube.com/watch?v=W7bZbiZz_T4
12/08/24 – Pomeriggio: https://www.youtube.com/watch?v=R65O526wQCE
13/08/24 – Mattina: https://www.youtube.com/watch?v=JTnP2OF87xY
13/08/24 – Pomeriggio: https://www.youtube.com/watch?v=rGtpHakqrvs
Verso la celebrazione della Pasqua insieme
“Siamo convinti che la cooperazione del mondo cristiano sia essenziale. La celebrazione comune della Pasqua del 2025 da parte di tutti i cristiani, insieme agli eventi dell’anniversario del Primo Concilio di Nicea, possa servire come punto di partenza significativo per assumere insieme le sfide dell’umanità e promuovere azioni congiunte. Ci auguriamo di poter organizzare un incontro di rappresentanti del mondo cristiano, con la vostra presenza, nel luogo in cui originariamente si tenne il concilio di Nicea”.
È con queste parole che il gruppo ecumenico “Pasqua Together 2025” (PT2025), che riunisce realtà e comunità di diverse confessioni cristiane, si è recato prima ad Istanbul (Turchia), in udienza dal Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, poi in Vaticano da Papa Francesco, rispettivamente il 14 e il 19 settembre scorsi.
Ai due leader cristiani il gruppo ha chiesto che la celebrazione comune della Risurrezione il prossimo anno non sia un’eccezione, ma diventi consuetudine per tutte le Chiese cristiane: un passo ulteriore verso l’unità, in preparazione al prossimo Secondo Millennio della Redenzione nel 2033, in cui ricorreranno i 2000 anni della risurrezione di Cristo.
“Pasqua Together 2025” è nato proprio in vista della prossima eccezionale ricorrenza che, nel 2025, vedrà la data della Pasqua coincidere sui calendari Gregoriano e Giuliano: cristiani delle chiese d’Occidente e ortodossi, quindi, la celebreranno nello stesso giorno. Inoltre, si ricorderanno i 1700 anni del Concilio Ecumenico di Nicea che ha promulgato il Simbolo della fede (il Credo) e trattato il tema della data della Pasqua.

Il gruppo è composto da rappresentanti di diverse chiese cristiane e movimenti politici e sociali cristiani, come l’Assemblea Interparlamentare Ortodossa (I.A.O.) che ne è stata la promotrice; il progetto “Insieme per l’Europa”, il movimento “Jesus Christ 2033” e il “Centro Uno” del Movimento dei Focolari. Da due anni il gruppo sta percorrendo una strada comune che li ha portati a firmare una dichiarazione congiunta che sancisce l’impegno a lavorare affinché tutte le chiese cristiane arrivino a celebrare insieme l’evento pasquale. Oltre al Patriarca di Costantinopoli e al Santo Padre, il documento è stato precedentemente consegnato al Segretario generale del Consiglio Ecumenico delle Chiese, il Rev. Jerry Pillay e al già Segretario generale della Alleanza Evangelica Mondiale, il Vescovo Thomas Schirrmacher. Contatti con altri leader cristiani sono in preparazione.
Il Patriarca Bartolomeo I ha annunciato che una commissione congiunta composta da quattro membri ortodossi e quattro cattolici-romani sta già lavorando alla stesura del programma per la celebrazione del 1700° anniversario del primo Concilio ecumenico proprio ad Iznick – il nome turco dell’antica Nicea – dove si è già recata per esaminarne la fattibilità. Ha informato che il sindaco della città è favorevole e pronto a collaborare. Naturalmente l’invito è stato esteso a Papa Francesco e questo sarebbe il loro tredicesimo incontro.
Il Patriarca ha anche sottolineato che la data della Pasqua non è una questione di dogma o di fede, ma è frutto di un calcolo astronomico.


Anche Papa Francesco, nel suo intervento ha ribadito che “la Pasqua non accade per nostra iniziativa o per un calendario o un altro. L’evento Pasquale è avvenuto perché Dio “ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna”. Non dimentichiamo il primato di Dio, il suo ‘primerear’, il suo aver fatto il primo passo. Non chiudiamoci nei nostri schemi, nei nostri progetti, nei nostri calendari, nella “nostra” Pasqua. La Pasqua è di Cristo!”
Anche il Papa invita a condividere, progettare e “camminare insieme” e lancia un invito: quello di “ripartire, come gli apostoli, da Gerusalemme, luogo dal quale l’annuncio stesso della Risurrezione si è diffuso nel mondo”. Il Papa esorta a tornare lì “a pregare il Principe della Pace perché ci doni, oggi, la sua pace”.
Un invito che fa eco a quanto già aveva espresso il Patriarca ecumenico Bartolomeo I che aveva esortato il gruppo PT2025 a promuovere azioni per difendere i diritti umani e una convivenza pacifica per tutti i popoli, pregando così: “Imploriamo il Signore di illuminare i cuori dei responsabili e di guidarli sulla via della giustizia e dell’amore, affinché possiamo sanare queste divisioni e ristabilire l’unità che è al centro della nostra fede”.
Stefania Tanesini
Foto: © Vatican Media e Centro Uno
