21 Ago 2015 | Ecumenismo, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo

Fot AP/Raad Adayleh
Il 7 agosto scorso, la chiesa cattolica in Giordania ha voluto ricordare, con una serata ecumenica di preghiera, il tragico fatto avvenuto un anno fa, con il conseguente sfollamento di più di 100.000 cristiani. «Più di 2000 fedeli, in maggioranza iracheni rifugiati, hanno pregato con solennità e con un dolore profondo nel piazzale della chiesa di Fuheis», scrivono da Amman. «È stata di grande consolazione la lettura della lettera scritta da Papa Francesco, ma anche la notizia dell’aiuto concreto che la Conferenza Episcopale Italiana (CEI) ha deciso di far arrivare e che permetterà a 1400 bambini iracheni di andare a scuola quest’anno». Alla serata di preghiera erano presenti il Segretario Generale della CEI, Mons. Galantino, accompagnato da P. Ivan Maffeis; il Patriarca caldeo dell’Iraq Mons. Louis Sako, con i suoi vicari Mons. Salomone Warduni e Mons. Basil Yaldo; il Patriarca dei latini, Mons. Fuad Twal; l’attuale vescovo dei latini in Giordania, Mons. Marun Lahham; ed il vescovo emerito dei latini Mons. Salim Sayegh. Presente anche il Segretario della Nunziatura, Mons. Roberto Cona, con alcuni sacerdoti di vari riti, anche della Chiesa Ortodossa, presenti in Giordania ed Iraq, con alcune personalità civili. Un evento all’insegna dei cristiani che si radunano per pregare insieme.
«Dopo la preghiera – scrivono le focolarine di Fheis – era prevista una cena per le autorità religiose presenti, presso le suore del Rosario, offerta dalla Caritas locale. Ma, inaspettatamente, il vescovo latino di Amman, d’accordo con il Segretario della Nunziatura, ha desiderato che questa cena avvenisse a casa nostra! Quindi, sono scattati i preparativi all’ultimo momento, ma sempre con grande gioia ed emozione per questa inattesa benedizione di Dio di poter diventare una casa accogliente per la Chiesa». «Sono venuti circa 40 persone,tra cui anche il Sindaco della città con alcune personalità civili. I cardinali, patriarchi e vescovi hanno voluto pregare nella nostra cappella: un momento sacro». «In questo tempo di sospensione e di grande minaccia per la pace e per la presenza dei cristiani in Medio Oriente, è stato un forte richiamo questa preghiera dei cristiani insieme, in un’atmosfera di pace e di unità. Un sollievo per queste terre martoriate». (altro…)
19 Ago 2015 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
«Mi chiamo Marco e ho 35 anni. Dal 2008 svolgo – come supplente – il lavoro di insegnante di religione cattolica. Purtroppo – per situazioni burocratiche – sono chiamato a lavorare in modo sporadico e saltuario: tre giorni in una scuola, poi passano mesi, e vengo chiamato altrove per una settimana. Poi, qualche giorno da una parte e qualche giorno da un’altra. Insegno mediamente circa due mesi l’anno. In qualità di dipendente dello Stato non posso avere due lavori e devo essere sempre disponibile quando mi chiamano ad insegnare, altrimenti – se rifiuto – vengo superato da altri. Avendo tempo a disposizione mi dedico a varie mansioni in casa, vivo con i miei, poi alcuni impegni in parrocchia, dalla formazione dei giovani e adulti di un oratorio al coordinamento della Parola di Vita una volta al mese; faccio volontariato in una casa di cura per anziani e sono un componente dell’ufficio diocesano per l’ecumenismo ed il dialogo interreligioso. Tutte attività, le mie, che mi tengono impegnato e attivo. Ma quando manca il lavoro, inizia a crescere un velato senso di inadeguatezza, bassa autostima e tutto ti sembra sempre e gradualmente più difficile. Un giorno, un amico, sapendo della mia situazione lavorativa, mi telefona per dirmi che aveva conosciuto un ragazzo del Liceo classico che aveva bisogno di ripetizioni private di latino e di greco. Il mio amico confidava sulla mia propensione allo studio ed era certo che io potessi farcela benissimo. In effetti dopo il liceo non ho mai abbandonato del tutto le lingue antiche. Anzi, per guardare meglio anche l’Antico Testamento, negli ultimi tempi studiavo pure l’ebraico biblico. Tuttavia, a quella proposta, il mio primo stato d’animo è stato quello del rifiuto. Avrei avuto 10 giorni per decidere che cosa fare. Poi, il ragazzo si sarebbe rivolto ad altri professori privati. Chi ha familiarità con l’arte della traduzione e delle lingue antiche, sa bene che una cosa è tradurre per se stessi o divertirsi a tradurre per gioco, ben altra cosa è dare lezioni private a qualcuno che ha bisogno di progredire e che deve portare profitti in pagella. Avevo bisogno di lavorare, anche se significava per me dover riprendere le regole grammaticali della lingua greca e della lingua latina in dieci giorni, ricomprenderle e saperle comunicare. Avrei dovuto mollare tutti i miei impegni per sette giorni e studiare dalle 8 alle 10 ore al giorno, seduto davanti ai libri per farcela. Dovevo fare un salto nel buio. E così è stato: ho iniziato a studiare come un forsennato. E dopo qualche giorno lo stesso amico mi offre lo spazio della sua abitazione, dandomi pure le chiavi di casa. Un altro amico che è venuto a sapere del mio “nuovo lavoro”, mi fa presente che anche suo figlio ha bisogno di ripetizioni, ma più che un professore ha bisogno di un precettore: non solo ripetizioni di latino e di greco, ma anche di filosofia, letteratura italiana e inglese, coprire insomma tutta l’area umanistica. Il suo era un caso disperato. Non solo, infatti, si tratta di un ragazzo molto problematico dal punto di vista relazionale, all’ultimo anno delle superiori e in tutte le materie a fine gennaio aveva avuto un “non classificato”. Mi sono affidato a Dio e ho risposto positivamente. Oggi il ragazzo ha cominciato a collezionare diversi 8 e mezzo e 9 e ci ha preso gusto. Anche i suoi rapporti personali stanno cominciando a migliorare. Di recente ho fatto un mese intero di supplenza, ho continuato a dare ripetizioni private il pomeriggio e a mantenere gli impegni che avevo prima». (altro…)
18 Ago 2015 | Focolari nel Mondo
“Contemplar, Sair e Inovar – O carisma de Chiara Lubich a serviço da Igreja e da humanidade”. É o título programático do primeiro Congresso Nacional para bispos, padres, religiosos e diáconos organizado pelo Movimento dos Focolares. “A escolha do título é inspirada pelo Papa Francisco” – explica dom Francisco Biasin, entre os promotores desse evento. “As três palavras que serão o fio de ouro que liga todo o congresso, são tiradas da mensagem que o Papa Francisco dirigiu ao Movimento dos Focolares, na audiência concedida aos membros da Assembleia geral em setembro de 2014. O Papa, reconhecendo em Chiara Lubich “a fonte geradora de um carisma do Espirito Santo para a Igreja e para o mundo”, impulsionou a oferecer, “com responsabilidade e criatividade, a sua peculiar contribuição a esta nova etapa da evangelização”. O Congresso quer ser uma resposta a este pedido. O evento será realizado na Mariapolis Ginetta (Vargem Grande Paulista – SP), a cidadezinha do Movimento dos Focolares, nos dias 21-25 de setembro próximo. No programa: experiências pastorais, testemunhos concretos de vida, aprofundamentos históricos, teológicos e espirituais. • 22.9: CONTEMPLAR – As palavras do Papa Francisco na Assembleia dos Focolares; experiências: dom Alberto Taveira, arcebispo de Belém do Pará; Ir Maria Inês presidente da CRB nacional. • 23.9: SAIR. As primeiras focolarinas com os pobres de Trento; experiências a partir da realidade de conflito social e respostas à luz do Carisma com os testemunhos de Pe Vilson Groh, Pe Renato Chiera e Frei Hans Stapel. • 24.9: INOVAR. O segredo: Jesus Abandonado e a unidade. Experiências no âmbito eclesial e na sociedade, na economia, política e educação. • 25.9: FORMAR. A Cultura que brota do carisma da unidade. Inscrição: www.cmginetta.org.br Mais informações: Pe Antonio Capelesso – E-mail: pe.capelesso@uol.com.br – Tel.: (11) 4158-3580 e (11) 98538-8145 Pe Fabiano Almeida: E-mail: fabianodigesu@ig.com.br – Tel.: (11) 4158-3580 e (11)98465-1655 Pe. Dionísio Zamuner: E-mail: difoza@hotmail.com – Tel.: (11)94992-0759 Ver também o site: www.focolares.org.br
18 Ago 2015 | Chiara Lubich, Chiesa, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Scrutando la composizione della sala del centro Chiara Lubich, a Trento, quest’anno, potremmo stupirci di una certa sua bizzarra eterogeneità: 250 giovani dai 16 ai 30 anni provenienti da più di 20 nazioni, 70 tra sacerdoti e seminaristi e una ventina di adulti che si impegnano a vivere la spiritualità dei Focolari a livello parrocchiale o diocesano. Quale idea c’è dietro quest’incontro previsto dal 2 al 7 agosto a Trento? Cosa lega così tante realtà culturali differenti? Una prima risposta la troviamo nel titolo dell’incontro: “Anche adesso come ieri”. Ed una seconda nella stessa città di Trento. Questi giovani, adulti e sacerdoti si riuniscono per riflettere sul primo nucleo generativo del proprio carisma spirituale e per ripercorrere (anche fisicamente) il cammino che dal 1943 ha ispirato ed informato il Movimento dei Focolari. «Abbiamo iniziato l’incontro in un clima esplosivo di gioia – raccontano Ludovico e Eleonora –. Il programma vuole essere un immersione nella vita dei primi tempi, con la radicalità del vivere la Parola».
Il programma si è alternato tra argomenti tematici e gite sui posti dove i Focolari hanno percorso i primi passi: Piazza Cappuccini, Fiera di Primiero, Tonadico, Goccia d’Oro … «Durante la Messa nella Chiesa dei Cappuccini – scrive Zbyszek – ci siamo dichiarati pronti, con la grazia di Cristo, a dare la vita l’uno per l’altro, a cominciare dalle piccole cose nel quotidiano. In quel luogo dove Dio ha sigillato il patto d’unità tra Chiara e Foco (Igino Giordani), anche noi abbiamo voluto rinnovare quell’amore reciproco, che “Anche adesso come ieri” vogliamo vivere». C’è stata, poi, l’opportunità di arricchirsi attraverso l’intervento di esperti della comunicazione, del dialogo interreligioso, anche di cooperazione e sviluppo dell’AMU (Azione Mondo Unito). Con il loro contributo abbiamo riflettuto sulla comunicazione e le sfide della nostra società multietnica e multi-religiosa. Molto spazio è stato inoltre dedicato all’approfondimento del tema dell’immigrazione e dell’accoglienza attraverso la preziosa collaborazione offerta dal “Progetto Cinformi”, che ha presentato il modello di accoglienza proposto ed applicato dalla città di Trento, mettendosi anche a disposizione con laboratori attivi realizzati tramite due visite ai campi d’accoglienza. Momenti indimenticabili di incontro con un centinaio di rifugiati che sono in attesa di un futuro.
Alcuni di loro sono venuti a trovarci alla scuola. Rita confida: «Mi ha molto colpito Lamin, un giovane musulmano del Ghana che ha scritto una poesia alla sua mamma e ce l’ha voluta leggere a tutti. Una poesia piena di nostalgia ma anche di speranza. Gli occhi di queste persone dicono tutto, non si possono dimenticare». A conclusione due mete, una a breve e altra a lungo termine: appuntamento alla Giornata mondiale della gioventù (GMG) che il prossimo anno si farà a Cracovia (Polonia); e l’unità del mondo come obiettivo – secondo la preghiera di Gesù “Che tutti siano Uno” –, per il quale siamo convinti che vale la pena spendere la vita. «Partiamo con l’impegno di essere “Parola viva” – scrivono Danilo e Emanuele – e di portare questa “acqua pura di sorgente” nei nostri paesi e nella quotidianità delle nostre periferie, donandoci ad ogni prossimo che ci passerà accanto». (altro…)