6 Lug 2015 | Chiesa, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
«Voglio essere testimone della gioia del Vangelo e portarvi la tenerezza e la carezza di Dio, nostro Padre, specialmente ai suoi figli più bisognosi, agli anziani, ai malati, ai detenuti, ai poveri, a quanti sono vittime di questa cultura dello scarto». Papa Francesco si rivolge col cuore nel video messaggio ai “cari fratelli e sorelle di Ecuador, Bolivia e Paraguay” alla vigilia del viaggio che dal 5 al 13 luglio lo porta nelle tre nazioni sudamericane, nella preghiera che «l’annuncio del Vangelo giunga alle periferie più lontane e continui a far sì che i valori del Regno di Dio siano fermento della terra anche ai nostri giorni». https://www.youtube.com/watch?v=A5QEBJ8-IJw «Già dalla preparazione abbiamo intuito che questa visita sarebbe stata una grazia provvidenziale per il popolo di Dio in questa terra», scrivono Bernadita e Fabián, responsabili del Movimento dei Focolari in Ecuador. Inés Lovato è nella commissione organizzatrice. Pensa con gratitudine al cammino intrapreso nei soli due mesi di preparazione: «è stata una nuova scoperta conoscere membri di altri Movimenti e comunità ecclesiali, una ricchezza impressionante. Tutti ci sentiamo veri fratelli». In questo periodo hanno cercato di «testimoniare questo amore come preparazione per la grazia che sicuramente riceveremo». Tanti altri sono impegnati come volontari, migliaia in tutto il Paese: «Gioia, umiltà e amore, sono le tre consegne che la Chiesa ci ha dato per il volontariato», spiega Adriana Guallasamín, giovane volontaria, coordinatrice nel settore della formazione. Una missione di «annuncio, porta a porta, a contatto con tante persone lontane dalla Chiesa, ma che piano piano hanno aderito all’invito di aiutare nella logistica». «Sono grata a Dio – conclude – per questa opportunità unica di servizio alla Chiesa». Ad attendere la fitta agenda del papa, nella prima tappa in Ecuador (http://papafranciscoenecuador.com/) ci sono le due messe oceaniche a Guayaquil e Quito, un incontro con il mondo dell’educazione, con i rappresentanti della società civile, una visita alla casa di riposo delle Suore di Madre Teresa, un incontro con sacerdoti, religiosi, religiose e seminaristi e con i Vescovi del Paese. Oltre al saluto al Presidente Correa e alle visite alla cattedrale di Quito e alla chiesa della Compagnia. In Bolivia (http://www.franciscoenbolivia.org/) col motto di “rinnovamento e riconciliazione” lo aspetta invece – tra gli altri appuntamenti – il 2° Incontro Mondiale dei Movimenti Popolari e la visita ai detenuti del Centro di Rieducazione di Palmasola. In Paraguay (https://franciscoenparaguay.org/) la visita ad un ospedale pediatrico e alla popolazione di un barrio della capitale, Asunción. E conclude con un incontro con i giovani sul lungofiume Costanera, “messaggero di gioia e di pace”, o per dirla in guaranì, lingua ufficiale del Paraguay insieme allo spagnolo, a sottolineare la varietà e preziosità culturale: Oguerúva vy’a ha py’aguapy. (altro…)
4 Lug 2015 | Centro internazionale, Chiara Lubich, Spiritualità
«Il mondo moderno, con il suo laicismo, ha voluto allontanarsi da Dio perché […] non gli è stato detto abbastanza che lui era Dio, che era stato divinizzato, che non era solo un dipendente da un essere estraneo e lontano: era in maniera misteriosa un altro piccolo Dio, perché partecipava della natura divina attraverso la vita di Gesù, in modo particolare attraverso l’Eucaristia. Quando ripenso a certe pagine di Marx, nelle quali egli nega il valore della religione proprio perché aliena l’uomo, perché lo rende estraneo a se stesso, proprio perché lo fa dipendere da qualche cosa che è al di fuori di sé: io penso che se avesse saputo che l’uomo trova la sua divinizzazione e quindi la sua autonomia, intesa in senso trinitario, quelle cose non le avrebbe mai pensate. […] Lo stesso si può dire anche di Hegel, dal quale Marx è stato generato; lo stesso si può dire di tutti gli immanentisti, tutti quelli che hanno negato Dio per mettere in luce l’uomo, fino a Sartre, fino a Camus, fino agli ultimi. È Sartre che dice: «Non può esistere Dio perché, allora, non esisterei io», proprio perché mi schiaccerebbe. E questo non è possibile proprio perché quel Dio, che si è fatto uomo, ti ha fatto Dio, ti ha fatto partecipe della natura divina. […] Tutti i giorni constatiamo come non esiste più problema dell’umanità che si possa risolvere singolarmente, né come gruppi particolari, né come gruppi nazionali. I problemi si devono risolvere ormai collegialmente, dando vita all’unità che Gesù ha portato. E noi sappiamo che raramente si può creare questa unità se non c’è una vita spirituale. Insomma, non è che si crea una comunità di corpi, si crea una comunione di persone, e queste persone, se non sono nutrite da qualche cosa che le amalgami, non lo faranno mai. Questo qualcosa può, in un senso lontano, essere la scienza, può essere la ricerca posta in atto dall’uomo. Ma ciò che per eccellenza crea l’unità è l’Uomo per eccellenza, cioè Gesù, è Lui che ci rende uomini e ci rende comunità. […] L’Eucaristia da una parte è un grandissimo mistero, dall’altra è un convito, cioè è un centro di fraternità umana naturale. […] L’Eucaristia è l’anima, deve diventare l’anima di questa socialità». Tratto da: Luce che si incarna, commento ai 12 punti della spiritualità, Pasquale Foresi, Città Nuova 2014, pp. 107-109 (altro…)
4 Lug 2015 | Chiesa, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
La “minga” è un’attività comunitaria che fa parte integrante della cultura andina. Consiste nel lavorare insieme, amici e vicini, per uno scopo solidale. La proposta quindi del sindaco di Quito, Mauricio Rodas, rivolta ai cittadini della capitale ecuadoriana, di fare una minga per abbellire la città in vista dell’arrivo del Santo Padre, ha incontrato un’immediata adesione. Così sabato 27 giugno, mentre gli operatori comunali pulivano il centro storico della città, dichiarata dall’Unesco già nel 1978 patrimonio culturale dell’umanità, i cittadini dipingevano le case, mettevano fiori sui balconi, abbellivano i marciapiedi. Anche questo è un modo per dire al Papa che gli ecuadoriani lo aspettano con gioia. Intanto sono migliaia, giovani e meno giovani, le persone coinvolte nell’organizzazione dei vari eventi. Scrive Catalina Hinojosa, giovane quiteña del Movimento dei Focolari: «Da quasi due mesi siamo impegnati nella commissione preapratoria. Apparteniamo a vari movimenti e a diverse parrocchie e all’inizio non era affatto facile lavorare insieme. Le difficoltà che abbiamo dovuto affrontare erano quelle tipiche di tutte le persone che si trovano ad interagire: la diversità di idee, il sentire che le proprie proposte non vengono prese in considerazione, l’aspettarsi dagli altri un certo tipo di impegno, ecc. Insomma, correvamo il rischio di trasformare le nostre riunioni in quelle tipiche dei condomini. Invece siamo riusciti a far salire il termometro dell’amore, anche spinti dal desiderio che il Santo Padre trovi già qui, fra noi, quella gioia che lui si è impegnato a portarci: “Voglio essere testimone della gioia del Vangelo e portarvi la tenerezza e la carezza di Dio” ci ha detto nel suo videomessaggio. Ci ha anche chiesto di pregare per lui, cosa che facciamo sempre, all’inizio e alla fine di ogni riunione. Ora possiamo dire che abbiamo fatto l’esperienza di costruire una vera famiglia, una grande famiglia. Siamo veramente pronti a vivere e ad offrire ogni cosa l’uno per l’altro. “La speranza non delude” ha detto il Papa nel suo videomessaggio. E noi l’abbiamo sperimentato».
2 Lug 2015 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Anche quest’anno i Ragazzi per l’Unità del Movimento dei Focolari, in tutta Italia e all’estero, danno spazio alla fantasia per appuntamenti rivolti ai loro coetanei, e vivere alcuni giorni all’insegna della Regola d’Oro: Fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te. Natura, azioni sociali, approfondimenti tematici e tanti giochi sono le caratteristiche comuni. Di seguito le date e i luoghi di questi appuntamenti.
- 2-5 luglio Arcinazzo (FR) – Stop’n Go
- 2-5 luglio Palermo – Tabor Beach
- 13-22 luglio Arco Iris, Lisbona – Cantiere organizzato dai Ragazzi per l’Unità della Lombardia
- 17-21 luglio Vitorchiano (VT) – Stop’n Go Lazio in Progress
- 19-24 luglio Brendola (VI) – Coloriamo la città
- 22-26 luglio Alatri (FR) – Stop’n Go
- 9-14 agosto Csobánka,Ungheria – Teens for Unity táborba! -Teens for Unity camp!
Per info sui campi contattare le regioni di riferimento su: https://www.focolare.org/focolare-worldwide/europa/italia/ www.run4unity.net https://vimeo.com/29361955
2 Lug 2015 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
https://vimeo.com/132331626 Chi ne sperimenta gli effetti afferma che l’Economia di Comunione (EdC) sia un modo di vivere, oltre che un modo di gestire un’azienda. E forse è proprio per questo che imprese, le più varie, decidono di amministrare la propria attività in pieno spirito EdC. Complex Projekt, il cui business è la progettazione e la costruzione di strade, autostrade, ponti, è una di queste. Quando agli inizi degli anni ’90 in Brasile è nata l’EdC, l’azienda polacca era in una situazione molto difficile. L’uscita dal regime comunista generava forti dubbi e incertezze e la transizione al sistema capitalistico suscitava continue domande e sfiducia. Lo stesso concetto di proprietà creava negli imprenditori inquietudine e disagio interiore. Andrzej Miłkowski, presidente di Complex Projekt, ha trovato nell’EdC la risposta al suo bisogno di «liberarsi dalla pressione della proprietà», come lui stesso l’avvertiva. Grazie all’EdC egli ha scoperto di essere «semplicemente un amministratore» e che – sono ancora parole sue, comprensibili in tale contesto – «il proprietario della ditta era Dio». Da qui Milkowski si è reso conto che nell’impresa ciò che più conta è il capitale umano. E che una buona gestione dipende dai valori in cui si crede. Nel suo caso si trattava di quelli evangelici, messi in pratica applicando l’insegnamento di S. Giovanni Paolo II: “essere più che parlare”. Un linguaggio questo che può sembrare lontano dal mondo dell’impresa, ma che a lungo andare in Complex Project ha davvero fatto la differenza.
«Il nostro lavoro consiste nel realizzare progetti infrastrutturali complessi e ciò comporta un’elevata responsabilità – spiega Milkowski. Nella proposta EdC ho trovato la necessaria libertà interiore e la distanza da me stesso, valori questi che mi hanno portato a prendere decisioni non più solo mie, ma frutto di intese condivise. Decisioni che poi si rivelavano quelle giuste per lo sviluppo della ditta». Milkowski racconta che con i colleghi e il personale cercano di vivere sulla base del reciproco rispetto, cercando di diffondere un clima di fiducia e mettendo al primo posto le relazioni interpersonali. Sul regolamento interno infatti è ripresa la Regola d’Oro presente in quasi tutti i testi sacri delle varie religioni: ‘Tutto quello che volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro’, «come un’opportunità – spiega il presidente – data a ciascun dipendente per fare delle scelte in libertà». Da 2 anni Andrzej Miłkowski ha cominciato a consegnare gradualmente la gestione della ditta a suo figlio Stanisław: anche questo passaggio generazionale sta avvenendo alla luce dei valori acquisiti in questi anni. «Penso – riflette Andrzej – che ciò sia un risultato dello stile di vita lavorativo che tutti in azienda, il personale e l’amministrazione, riceviamo da Dio. Se ogni giorno facciamo un tentativo, anche piccolo, di vivere i valori evangelici praticando la preghiera e accostandoci all’Eucaristia – conclude l’imprenditore polacco – riceviamo dal Creatore un ‘di più’ di capacità anche di fronte ai problemi di progettazione, come pure nel risolvere questioni professionali e famigliari; per ascoltare e per parlare. Così costruiamo il Regno di Dio… e il resto ci sarà dato in aggiunta. Questo lo sperimentiamo ogni giorno. Infatti, nonostante la crisi, la ditta continua a svilupparsi e a crescere». (altro…)