10 Lug 2014 | Cultura, Sociale, Spiritualità
Educazione fa rima anche con pace: il prossimo Forum Mondiale organizzato dalla Fondazione Schengen per la Pace si terrà nella primavera del 2015 al Cairo. Merito del progetto Living Peace, che ha proprio al Cairo la sua “centrale operativa”. L’annuncio è stato dato nel corso dell’ultimo Forum, a giugno, contestualmente al conferimento di una medaglia come “Premio della Pace di Lussemburgo 2014” a Carlos Palma, promotore di Living Peace. Si tratta di uno dei progetti presentati, insieme alle “buone pratiche”, nel corso di «Learning Fraternity» (imparare la fraternità), meeting internazionale promosso nel settembre 2013 dalle varie agenzie educative dei Focolari, tra cui AMU, ente accreditato presso il Ministero dell’Istruzione in Italia. Esperti del settore, insegnanti, giovani e famiglie si sono confrontati sul tema della globalizzazione e di come sia quindi necessario pensare l’educazione in una prospettiva planetaria e solidale. Sono poi proseguite e continueranno nell’anno a venire le attività della Nuova Rete Progetto Pace, avviata in Italia nel 1990, e che ad aprile 2013 ha visto la firma del protocollo di cooperazione nazionale con l’AMU. I circa 5000 studenti di classi che aderiscono in maniera continuativa – mentre altrettanti si associano per le singole iniziative – portano avanti attività quali corsi di formazione per genitori, adulti e studenti, concorsi artistici, attività sportive che evidenzino i valori di lealtà e rispetto dell’avversario, gemellaggi con scuole italiane e straniere, visite a comunità di recupero o per disabili; il tutto nell’ottica di creare una rete che non solo sensibilizzi i giovani, gli insegnanti e le famiglie su temi come l’interculturalità e l’integrazione, ma anche promuovere il confronto e valorizzare i loro talenti.
Anche il percorso iniziato con «Learning fraternity» prosegue: in quest’ambito l’Amu organizza per il prossimo anno scolastico in Italia dei percorsi di cittadinanza attiva suddivisi in quattro filoni (Globalizzazione e fraternità, Intercultura, Economie e cultura del dare, Ambiente e consumi responsabili). Globalizzazione e fraternità è anche la tematica centrale del Campus di Cittadinanza planetaria che si terrà all’interno di una giornata nel periodo aprile-maggio 2015 alla cittadella internazionale di Loppiano (Firenze), destinato a studenti delle scuole secondarie di 1° e 2° grado e ai loro insegnanti. A questi si aggiungono la prosecuzione di progetti già avviati, sia in Italia che all’estero, o altri di nuovi lanciati sulla scia dei precedenti. Come il gemellaggio «Una scuola sulle Ande» per sostenere il centro educativo di Bolìvar in Perù, o il progetto «Schoolmates», in cui i ragazzi partecipano ad una rete mondiale tra le classi, per scambiarsi reciproche ricchezze, condividendo culture, lingue, tradizioni e iniziative già in atto. I progetti e le iniziative sono comunque numerosi: vi invitiamo a continuare a seguirci durante l’estate, per poterli conoscere più in dettaglio e a consultarli nell’area “Educazione allo sviluppo” del sito AMU. (altro…)
9 Lug 2014 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
http://vimeo.com/album/2915095/video/98153073 L’imprenditore è uno che insegue un’idea produttiva. Quella di John Mundell, di Indianapolis (USA), è piuttosto originale. L’azienda di questo ingegnere civile, nella quale lavorano 19 collaboratori, aderisce al progetto dell’Economia di Comunione (EdC). Nel mondo ci sono circa un migliaio di aziende che aderiscono a questo modo di agire evangelico nell’ambito economico, con una forte presenza in Europa e con una notevole crescita nelle regioni dell’America Latina e dell’Africa. La semplice ma vincente idea lanciata da Mundell si chiama “The Company Cube” (Dado per le aziende). Si tratta di un simpatico strumento che aiuta a vivere in modo pratico lo stile di vita proprio dell’Economia di Comunione. The Company Cube, è un modo pratico per ricordare i valori che creano un ambiente di lavoro fondato sul mutuo rispetto, sull’impegno e la responsabilità condivisa. Non solo, punta più in alto, e cioè si propone come un quotidiano “modus operandi” per attuare dei cambiamenti sociali mediante decisioni centrate sulla persona. E come funziona? “Prendi il dado e… gettalo – spiega John Mundell –. Leggi la faccia che esce e prova a viverlo nel tuo posto di lavoro. A fine giornata pensa a come è cambiato il tuo agire e condividi la tua esperienza: Gettalo, Leggilo, Vivilo, Condividilo. Sperimenta i risultati sorprendenti!”. Ma cosa c’è scritto sulle facce del dado? Costruisci (rapporti ogni giorno!), Aiuta (con azioni, non solo parole!), Condividi (conoscenze, tempo, te stesso!), Valorizza (ogni persona, ogni idea!), Sii Primo (ad aiutare gli altri!), Controcorrente (possono essere amici!). A proposito di “Controcorrente”, una collega racconta: “Quando ho scoperto che una mia concorrente aveva vinto un progetto per il quale tutti e due avevamo mandato una proposta, l’ho chiamata per complimentarmi con lei. È stata molto sorpresa della telefonata. Durante la conversazione mi ha spiegato quello che aveva preparato, fornendomi così un utile suggerimento per un mio nuovo progetto”. Nell’agosto del 2013, durante un congresso internazionale dell’EdC svolto a Città del Messico, dal titolo “Persona e comunione, per una rifondazione dell’Economia”, John Mundell ha lanciato “The Company Cube” nella sua versione in spagnolo: “El cubo de la Compañía”. Per saperne di più: The Company Cube (altro…)
8 Lug 2014 | Chiesa, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
«La solitudine, nel silenzio, non spaventi: essa è fatta per proteggere, non per spaurire. Comunque, si sfrutti anche un tal soffrire. La grandezza massima del Cristo è la croce. Mai fu tanto vicino al Padre e tanto vicino ai fratelli come quando nudo, ferito, gridò dal patibolo: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. Con quella sofferenza redense: in quella frattura ricongiunse gli uomini con Dio. Quindi non si pensi che le sofferenze, immancabili anche in questa fase di sosta, siano d’intralcio: sono di stimolo. Quindi […] ascolta quella Voce, per avviarti a colloquiare: una Voce che sale dal profondo della tua anima e cala dall’altezza dei cieli. Non sei assuefatto ad ascoltarla e perciò, nei primi incontri, ti parrà che sfugga, quasi vi s’interponga una parete spessa o una lontananza cosmica. Ed è che viene dall’intimo tuo e tu sei abituato ai rumori che vengono dal di fuori. Viene dai pianeti, dal sole, dalla natura […] e trasporta una voce profonda: quella dell’autore del cielo e della terra. […] Mettiti ad ascoltare. Mettiti a contemplare, dentro il silenzio nel quale Dio parla. È questa, nella giornata della vita, l’ora serale della contemplazione, quando le creature si raccolgono a fare il bilancio del lavoro compiuto e predispongono l’azione del domani: un domani affondato nell’eternità. […] Distacco dal mondo, dunque, e attacco a Dio: non separazione perciò dagli uomini, in quanto fratelli, componenti della stessa famiglia divina e umana. Ad essi giova il tesoro d’esperienze di chi ha passato l’esame della vita: ma sopra tutto giova quella saggezza, che in religione si chiama santità. Il mistico immette per le arterie del Corpo mistico le virtù della contemplazione: germi di divino, che si espandono per il corpo sociale. Questo ne ha bisogno come non mai. […] Allora ci […] si distacca dalle creature per ritrovarle in Dio, dove non si separano più. Messo il Signore – la Trinità – a vivere in te, col suo amore ami le creature: e amarle è unirsi a loro. […] E siccome Dio è nella quiete, questa si raggiunge più facilmente nella distensione di spirito e possibilmente di corpo di questo periodo, cercando la distensione nello stabilir pace con tutte le creature, perdonando e dimenticando, sì che il pensiero su nessuna si fermi turbandosi, ma tutte aduni nella casa del Signore comunicandosi. […] In questa stazione ci s’incontra con animosi compagni di viaggio, i quali, messi di fronte al dilemma: l’Eterno o il mondo?, scelsero, con sbalordimento di parenti e scandalo di conoscenti, l’Eterno. Essi fecero dell’opera assegnata loro nel tempo una marcia d’appressamento – quasi d’assalto – all’Eterno e strapparono brani di cielo: così diedero alle generazioni una idea dell’Infinito. Paolo, Agostino, Bernardo, Francesco. Tommaso, Dante, Caterina… E poi Giovanni della Croce e Teresa e Pascal e Newman e Manzoni…[…] La meditazione dei loro scritti – sino all’assimilazione – avvia l’anima alla divinità. Si scala la vetta con loro, che sanno la strada, e forniscono strumenti. E la vetta è il soggiorno della pace e anche della gioia, perché sfiora il paradiso». (Stralci da “Città Nuova” XXIII/13 10 luglio 1979, pp.32-33) (altro…)
7 Lug 2014 | Chiara Lubich, Chiesa, Cultura, Ecumenismo, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
“La Bibbia che il mondo più legge è quella che vede in noi”. Con queste parole, il vincitore del Premio “Luminosa per l’Unità 2014”, il Rev. John Armstrong, ha sfidato il pubblico nel corso di una tavola rotonda il 21 giugno presso la Mariapoli Luminosa (Hyde Park, NY). “Come si può capire la Bibbia quando i cristiani sono divisi tra loro? – ha insistito –. Se la gente potesse leggere in noi cristiani, il messaggio fondamentale del Vangelo, “Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi” (Gv 13,34), ne capirebbe la sua essenza”. Il Rev. John Armstrong è il fondatore della ACT3network (Advancing the Christian Tradition in the Third Millennium). Il suo ministero ha avuto inizio con un focus sul rinnovamento spirituale, ma poi si è aperto a ciò che egli chiama “ecumenismo missionario”, soprattutto tra i cristiani evangelici. Nel discorso di accettazione del premio, ha citato la fondatrice dei Focolari, Chiara Lubich: “Nel cristianesimo, l’amore è tutto”. E ha aggiunto che “Se i cristiani credono veramente a questo amore puro, la conseguenza è la presenza di Gesù in mezzo a loro (Mt 18,20)”. Secondo lui è in questa ottica che si può sperare nel rinnovamento non solo della teologia e dell’ecumenismo, ma anche dei vari ambiti dell’attività umana. “Il nostro business – ha affermato – è quello di vivere il Vangelo in comunità; di essere uniti dallo Spirito per mezzo del vincolo della pace”. Nella tavola rotonda, “Come possiamo testimoniare il comandamento nuovo?”, i quattro relatori hanno condiviso le loro storie personali nel campo ecumenico. Padre John Crossin, direttore del Segretariato per gli affari ecumenici e interreligiosi della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti, ha invitato a concentrarsi sulla missione che accomuna i cristiani, piuttosto che guardare alle cose che ci dividono. La Rev. Elizabeth Nordbeck, ministro della Chiesa Unita di Cristo e docente della “Andover Newton Theological School” (Massachusetts), ha condiviso quattro storie ecumeniche. Tutti sottolineavano che l’amicizia e la fiducia precedono il dialogo ecumenico e che molto spesso questi rapporti fraterni aiutano a “portare avanti insieme delle iniziative condivise”. “Tendiamo spesso a rifiutare le cose che non conosciamo o ci suscitano paura – ha affermato Nordbeck –. Invece, abbiamo bisogno dell’altro per imparare ad aprire la mente”. Il Rev. Bud Heckman, direttore della Fondazione El Hibri ed ex direttore esecutivo delle Religioni per la Pace degli USA, ha evidenziato la necessità di sapere dialogare con chi non si identifica con una chiesa particolare. I tempi sono cambiati: “Quando sono cresciuto in una piccola cittadina dell’Ohio, eravamo tutti cristiani – ha ricordato -. Un ragazzo dall’altra parte della strada non è venuto alla mia chiesa: ‘Sei cristiano?’, gli chiesi. ‘No, io sono cattolico’, è stata la sua risposta”. Avere un cattolico come amico era un’eccezione. Nel 1990, l’86% della popolazione degli Stati Uniti si diceva cristiana; nel 2001, questo numero è sceso al 76%. Entro il 2050, meno della metà della popolazione sarà cristiana. Il gruppo di chi non ha una fede particolare è, invece, in crescita. “C’è bisogno della testimonianza dell’amore reciproco anche tra le religioni, con i fatti, e non solo a parole – ha incalzato –, perché sono l’esperienze vissute quelle che incidono su di noi”. Ha ricordato, poi, il congresso nel 2004 del Parlamento delle Religioni per la Pace in Spagna, quando la comunità Sikh ha offerto ai presenti dei piatti vegetariani: “Alla fine ognuno ricordava l’ospitalità, la costruzione di relazioni, anziché i discorsi fatti”. Le diversità di opinioni e convinzioni, secondo Armstrong, non dovrebbero impedire il dialogo: “Non pretendo che l’altro sia d’accordo con me, altrimenti non sarebbe dialogo. Si tratta, invece, di tenere le porte aperte all’altro e allo Spirito che lavora”. Con il Premio Luminosa per l’Unità, dal 1988 i Focolari mettono in evidenza persone o associazioni che hanno dato un contributo significativo all’unità tra le chiese cristiane, tra le grandi religioni e con le persone di buona volontà. Fonte: Living City (altro…)
7 Lug 2014 | Cultura
Un percorso critico e analitico che combina elementi di analisi empirica e spunti di teoria normativa, con un costante riferimento agli eventi della politica internazionale. Dalla caduta del Muro di Berlino (1989) ad oggi, passando per l’attacco alle Torri Gemelle (2001), lo scenario politico internazionale è cambiato profondamente. Da un assetto “bipolare” si è passati ad un contesto “multipolare” segnato dalle grandi incongruenze globali come le sperequazioni economiche a livello mondiale (e all’interno degli Stati), il cambiamento climatico, il grande tema «bio-politico» delle risorse alimentari ed idriche e delle malattie endemiche. Di fronte a tale scenario occorre elaborare un nuovo progetto politico internazionale, una nuova alleanza più inclusiva e paritaria, che vada ben oltre le alleanze militari ed economiche esistenti. Punto di sintesi e di connessione è la «comunità planetaria», intesa in un modo strutturalmente plurale, cioè come «comunità di comunità», come un sistema complesso ed interrelato di cerchi concentrici all’interno dei quali si svolgono, purché in modo del tutto libero e non esclusivo, diversi livelli di appartenenza politica e di partecipazione. Frutto di una trentennale esperienza di diplomatico di professione, Ferrara si propone una riflessione interdisciplinare sulle dinamiche della politica internazionale nel quarto di secolo seguito alla liquidazione della Guerra fredda. Pasquale Ferrara è Segretario Generale dell’Istituto Universitario Europeo di Firenze. Diplomatico di carriera, ha svolto incarichi a Santiago del Cile, Atene, Bruxelles, Washington; a Roma è stato Portavoce e Capo dell’unità di analisi della Farnesina. Affianca al servizio diplomatico l’ attività accademica. È docente di “Teoria politica della comunità internazionale” presso l’Istituto Universitario “Sophia” e di questioni di politica internazionale e diplomazia presso la LUISS. La collana – Per-corsi di Sophia. Manuali di studio per i corsi dell’Istituto Universitario Sophia. Si tratta di un contributo originale che l’Istituto offre agli studi accademici nelle varie discipline in cui opera.