13 Nov 2018 | Cultura
Le comunità, le associazioni, i movimenti, le istituzioni e le imprese vivono grazie a molte forme di capitali. Una di queste è il capitale narrativo, una risorsa preziosa in molte organizzazioni, che diventa essenziale nei momenti di crisi e nei grandi cambiamenti dai quali dipendono la qualità del presente e la possibilità del futuro. È quel patrimonio fatto di racconti, storie, scritti, a volte poesie, canti, miti: un autentico capitale ché, come tutti i capitali, genera frutti e futuro. Se gli ideali di una organizzazione o di una comunità sono alti e ambizioni, come accade in molte Organizzazioni a Movente Ideale (OMI), anche il suo capitale narrativo è grande. L’economista Luigino Bruni, dopo La distruzione creatrice (2015) e Elogio dell’autosovversione (2017), continua ad approfondire il grande tema delle Organizzazioni a Movente Ideale. Città Nuova Ed.
13 Nov 2018 | Chiesa, Dialogo Interreligioso, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Un lago talmente limpido, con il fondo ben visibile, da poterne bere l’acqua con le mani a conca, direttamente dalla canoa. Un mondo perfetto, all’apparenza. Eppure, qua e là, qualche bottiglia di plastica è incastrata a riva, trattenuta da rami bassi. Un pugno nell’occhio in un paesaggio di straordinaria bellezza. Il racconto di Alek, tra i quattro componenti dell’esperienza di “focolare temporaneo” realizzato a Whatì, in Canada, dal 19 luglio al 20 agosto scorso, è ricco di immagini come questa. «Stiamo parlando del grande nord, quasi al circolo polare artico. E di una cittadina di 800 abitanti. Ma sembravano di meno, perché si era da poco concluso il raduno del popolo Tlicho (Tłı̨chǫ nella lingua originale), e per questo motivo molti degli abitanti erano partiti per un periodo di vacanza. I Tlicho appartengono ai Nativi americani (le cosiddette “First Nations”, come vengono chiamate in Canada) sparsi in tutto il Nord America. Fanno parte dei Dene, “Associazione degli Indiani dei Territori del Nordovest”, e abitano un territorio chiamato Tlicho Land, costituito da quattro cittadine, con una popolazione complessiva di quasi 2 mila abitanti. Whatì, nella lingua originale Wha Ti, è una di queste, sul bellissimo lago La Martre, che nel punto di massima estensione misura ben 70 km».
Con un gruppo di ragazzi, Alek e fr. Alain hanno organizzato la pulizia di un tratto delle sue sponde: «Come azione dimostrativa. Ma dopo abbiamo saputo che un abitante del posto ha sensibilizzato il capo villaggio, perché l’azione di ripulitura diventi stabile, lungo tutto l’anno». Anche questo è stato un frutto dell’esperienza del “focolare temporaneo” a Whatì. Il gruppo, oltre che da Alek (italiano, in partenza per Birmingham, Alabama) e da fr. Alain, sacerdote di Montreal, era costituito anche da Lioba, coreana, dal focolare di Vancouver, e Ljubica, da quello di Toronto. Motivo del viaggio: la richiesta del vescovo di Yellowknife, capoluogo dei Territori del Nordovest, di poter avere sul posto (coprendo anche le spese relative) alcune persone della comunità dei Focolari per dare agli abitanti, almeno un mese l’anno, la possibilità di una vicinanza spirituale e di una formazione alla vita evangelica. Contemporaneamente, per una analoga esperienza, un altro gruppo si è diretto nel villaggio di Fort Resolution.
«I primi giorni siamo stati a Yellowknife, provenendo ognuno dalle nostre città, dopo viaggi abbastanza avventurosi a causa del maltempo. Qui abbiamo avuto la possibilità di conoscerci tra di noi e ricevere la benedizione del vescovo. Arrivati insieme a Whatì, vi siamo rimasti in tutto quattro settimane, per rinnovare i rapporti già costruiti l’anno precedente in occasione di un’altra esperienza analoga, conoscere le autorità locali e impegnarci in alcune iniziative del governo della tribù. La seconda settimana abbiamo organizzato un “Bible Camp” per i bambini, e la terza, accogliendo la richiesta dei responsabili del posto, siamo andati a trovare alcuni anziani del villaggio. Con loro è stato molto toccante pregare insieme. Avevamo l’impressione di una comunicazione che andava al di là della difficoltà di comprensione della loro lingua».
La popolazione del posto soffre del difficile passaggio dalla tradizione alla modernità. «Nel giro di una generazione – spiega Alek – si è trovata privata delle radici che ne avevano costituito l’identità più profonda, probabilmente per migliaia di anni. La generazione dei miei coetanei è nata e vissuta nel “teepee” (la tipica tenda costituita da pali, in numero variabile a seconda della grandezza, con una copertura di pelli e un’apertura superiore per consentire la fuoriuscita del fumo) e parla il Tlicho. I loro nipoti non conoscono più la lingua tradizionale, usano il cellulare, sono attratti dal consumismo e da tutte le sue conseguenze, compreso l’uso di alcol e droghe. Tuttavia, la comunità è animata da una fede semplice e profonda, basata sulla lettura della Bibbia e sulla naturale religiosità del suo popolo, ancora sensibile al soprannaturale. Da parte mia, è stata l’occasione per incontrare, faccia a faccia, alcune di queste storie. Tra loro mi sono sentito “al mio posto”, forse come mai prima, anch’io espressione di una carezza di Dio». Chiara Favotti (altro…)
13 Nov 2018 | Chiara Lubich, Cultura
Unity and Jesus Forsaken, the twin themes of this book, are two sides of the same coin. They sum up the core of the Christian message. Exploring them is to explore the richness found in the person of Jesus. Available from New City Press (UK)
12 Nov 2018 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Con un bilancio provvisorio di 31 vittime, l’enorme incendio che si è sviluppato in California ha raggiunto il triste primato del peggiore rogo della storia del Golden State. Altre 220 persone risultano disperse. Il principale degli incendi, quello sviluppatosi a Nord della capitale Sacramento, è in parte ancora fuori controllo. In questa zona della Sierra Nevada la devastazione è gravissima: la cittadina di Paradise, 27 mila abitanti, è stata spazzata via dalle fiamme, con un tributo altissimo di vittime, almeno 14. Più al sud, tra la contea di Los Angeles e quella di Ventura, a imperversare sono altri due fronti di fuoco, di dimensioni più ridotte. In totale, dal nord al sud del Paese, gli sfollati sono oltre 300 mila. Nelle aree più colpite la scena appare spettrale, con boschi e villaggi ridotti a cumuli di cenere, e le poche zone risparmiate dal fuoco completamente deserte. I forti venti, fino a oltre 110 chilometri orari, generano spettacolari quanto devastanti “fire tornado”, tornado di fuoco che inceneriscono ogni cosa al loro passaggio. L’ennesimo dei disastri ambientali che purtroppo si succedono in tutto il mondo, causati dai cambiamenti climatici ma anche dalla mancanza di cura dell’ambiente. (altro…)
12 Nov 2018 | Chiara Lubich, Dialogo Interreligioso, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
La sfiducia e la diffidenza nascono spesso dalla paura e dalla scarsa conoscenza. Di fronte a tensioni identitarie sempre più forti che minano la coesione sociale, sono numerose e fruttuose le occasioni di dialogo e condivisione spirituale create da associazioni o istituzioni religiose. È il caso di “Ensemble avec Marie”, nata da una esperienza in Libano e diffusa in Francia, Belgio e diversi Paesi dell’Africa, allo scopo di facilitare e promuovere, “con un approccio spirituale e popolare”, una società più fraterna. Aperta a tutti i cittadini che cercano modi di convivenza pacifica, rispettosa della libertà di culto e del diritto di essere diversi, “Insieme con Maria” parte proprio dall’unica donna menzionata per nome, 34 volte, nel Corano (un’intera sura, ognuna delle 114 ripartizioni del testo sacro, le è dedicata) e dal racconto dell’Annunciazione, riconosciuto come vero momento di contatto tra il Corano e il Vangelo. Entrambe le tradizioni, cristiana e musulmana, riconoscono infatti la concezione verginale di Gesù nel seno di Maria (Mariam), seguita all’annuncio dell’angelo Gabriele (Jibril). La giornata di Losanna si è aperta con la lettura in arabo e francese della sura su Maria, seguita dal racconto biblico. «Collaboriamo alla costruzione di una civiltà dell’amore e della pace, nel rispetto dell’identità di ciascuno», afferma il presidente dell’associazione, Gérard Testard. Anche il Movimento dei Focolari, attivo nel dialogo ecumenico e interreligioso a livello locale e internazionale, partecipa all’iniziativa. «Le parole dialogo, incontro, comunione sono essenziali per me. Sul piano verticale come su quello orizzontale. Questo è il motivo per cui mi impegno a tutto ciò che contribuisce all’unità e al rinnovamento della Chiesa» afferma Martin Hoegger, membro della comunità dei Focolari, pastore della Chiesa evangelica riformata del Cantone di Vaud, in Svizzera, tra i partecipanti all’incontro.
E Gwenaelle Dalalande, impegnata nel dialogo interreligioso: «Parlare di Maria come modello era un argomento molto vasto. Ho fatto una scelta e sottolineato solo alcuni aspetti. Alcuni momenti della sua vita possono arricchire anche le tappe della nostra. Riguardo all’Annunciazione ho chiesto: “Non ci sono forse anche nella nostra vita dei momenti di annunciazione?”. Sono quelli nei quali Dio si manifesta e noi siamo chiamati a rispondergli. Chiara Lubich sottolinea il legame tra la Parola di Dio e Maria, presentandola come colei che è “tutta rivestita di Parola”. Alla fine ho condiviso anche un’esperienza personale. L’esempio di Maria e la sua perseveranza nel dolore mi hanno aiutata a superare un periodo molto difficile. Rinnovando il mio sì a Dio, come ha fatto lei, ho ritrovato una nuova vita». Naceur Ghomraci, Imam e assistente spirituale nel carcere del cantone Vaud: «La forza e l’impegno di Chiara Lubich sono una grande scoperta per tutti i fedeli. Il suo invito a mettere alla base dell’agire la regola d’oro (“fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te”, presente in tutte le religioni), mi ha colpito molto. È un progetto di Dio al quale tutti devono contribuire». Nella sua comunità è in fase di costruzione una nuova moschea. «Vorrei dedicarla a Maria», afferma l’Imam, che ha partecipato anche al congresso internazionale di musulmani e cristiani organizzato dal Movimento dei Focolari, lo scorso mese di aprile. «Un mistero, un oceano senza fondo» definisce Maria il responsabile del centro che ospita l’incontro, l’Imam Abdel Ahid Kort, esprimendo l’opinione di tanti esegeti musulmani: «Una profetessa e una donna realizzata, che ci porta da una spiritualità individuale, la sua comunione con Dio, a una spiritualità impegnata, l’incontro con gli altri. Sempre animata dall’amore. Come ha superato le sue prove? Nel silenzio, nella preghiera e nell’altruismo. Ha vissuto il vero digiuno: quello del cuore, delle parole e delle vanità mondane». Chi è per l’Imam suo figlio, Gesù? «È il sorriso e l’umiltà dei miei fratelli cristiani. Mi insegna il perdono e l’amore per il nemico». A cura di Chiara Favotti (altro…)