3 Dic 2022 | Chiesa, Ecumenismo
Il 21 novembre 2022 presso il Centro Internazionale del Movimento dei Focolari (Rocca di Papa- Italia) si è tenuto l’incontro dal titolo “Popolo di Dio, crocevia delle diversità. Tanti nodi, una sola rete” che ha riunito insieme le diverse realtà ecclesiali legate al carisma dell’unità. “Siamo una porzione di Chiesa con colori diversi, con sfumature di colore diversi; tanti colori quanti sono i carismi, i ministeri, i territori di provenienza, i popoli. Il nostro compito è quello di creare in questa diversità l’unità, soprattutto creare comunità nelle quali si viva il Vangelo in maniera piena”. Sono le parole di Suor Tiziana Longhitano, della congregazione delle francescane dei poveri, responsabile del Centro delle consacrate aderenti al Movimento dei Focolari, una tra i tanti partecipanti presenti all’incontro “Popolo di Dio, crocevia delle diversità. Tanti nodi, una sola rete”, che si è tenuto il 21 novembre scorso e che ha riunito persone provenienti da vari Paesi e diverse vocazioni, una quarantina in presenza e circa 600 collegate via zoom. Un momento di condivisione per capire quali sono i passi da compiere, guardando insieme al bellissimo cammino di questi anni, cominciato nell’aprile del 1982, in Aula Nervi, in Vaticano, con il congresso “Il Sacerdote oggi, il religioso oggi”. Quell’appuntamento vide la partecipazione di circa 7000 tra presbiteri e religiosi che, attraverso testimonianze da ogni parte del globo, evidenziarono i frutti dell’incontro del carisma dell’unità e il rinnovamento portato in tante comunità religiose e parrocchie. Oggi tantissime realtà continuano a raccogliere quei frutti, sintomo di un processo in atto, non solo all’interno del Movimento dei Focolari, ma in tutta la Chiesa; realtà illuminate da una “profezia”, come la definisce Margaret Karram, Presidente del Movimento dei Focolari, nel suo intervento, “una profezia che si è fatta strada e continua a maturare per divenire sempre più realtà (speriamo) condivisa e praticata in tutta la Chiesa”. Nell’arco di questi 40 anni, diocesi, parrocchie, presbiteri e varie comunità carismatiche hanno condiviso esperienze, generato comunità alla luce del carisma dell’unità, presentandosi non più come singoli pezzi di Chiesa ma come un unico corpo, un popolo che vive la cultura della comunione, si ascolta e cammina insieme. Basti pensare all’ importante sviluppo che ha avuto il Movimento Parrocchiale e il Movimento Diocesano in questi ultimi anni e l’impegno di sacerdoti, religiosi, consacrati e laici nel Cammino Sinodale. Tante le esperienze raccontate durante questo evento. Dal Brasile Desi, Focolarina sposata, e Matheus, seminarista, raccontano come l’appello alla sinodalità e la chiamata a lavorare in sinergia con tutte le realtà del Movimento dei Focolari hanno portato alla nascita di vari Congressi pastorali che hanno messo al centro l’ascolto, la conoscenza e la formazione: “i nostri cuori si stanno allargando verso ciò a cui siamo chiamati: ‘Perché tutti siano UNO’- dice Desi. Dall’Equador giunge invece la testimonanza del Nunzio Apostolico, Mons. Andrés Carrascosa, e di alcuni sacerdoti dell’Arcidiocesi di Quito i quali, a seguito di alcuni esercizi spirituali hanno maturato il desiderio di dare vita a un gruppo per poter meditare la Parola di Vita: “ho fatto una esperienza più profonda della Parola- dice Padre Ramiro Ramirez- l’ho fatta più viva in me, ho imparato a capire meglio il Vangelo (…) e ciò anche con i miei confratelli sacerdoti (…). Padre Charles Serrano aggiunge: “Sapevo che ci sarebbe stato un incontro di circa 15 sacerdoti e che ci sarebbe stato anche il Nunzio, ma quando sono arrivato ho trovato sacerdoti bisognosi di guarigione, con fragilità, con dolori e con il cuore spezzato. Sono arrivato anche io così (…). Anche se la prima volta che ho partecipato ho detto che non sarei tornato nemmeno se fossi stato pazzo, ora penso di essere pazzo, perché il secondo martedì di ogni mese non vedo l’ora di tornare (…). Una Chiesa, quella di oggi, che ha bisogno di vivere la fraternità per rafforzarsi “formando, di fatto, un popolo al servizio del Regno di Dio, a favore della vita, là dove essa grida di più”, come racconta Suor Maria Inês Vieira Ribeiro, collegata da Aparecida (Brasile). Ecco, dunque, che la diversità di ciascuna realtà diventa la vera ricchezza della Chiesa che, nonostante le fatiche di questo tempo, guarda ai suoi figli come i possibili santi di domani. È l’esperienza dei giovani del Movimento Carismi per l’unità che, che dopo aver conosciuto l’ideale di Chiara Lubich, vogliono porre il carisma di ciascuno a contatto con quello dell’altro. Da questo, durante la pandemia, nasce “Santi insieme, come in Cielo così in Terra”, una serie di incontri via zoom, un laboratorio, per condividere esperienze, mettere in pratica il Vangelo e incoraggiarsi vicendevolmente a vivere con entusiasmo ciascuno la propria consacrazione.
Maria Grazia Berretta
Per vedere l’incontro completo clicca su: (3) POPOLO DI DIO, CROCEVIA DELLE DIVERSITA’ – YouTube (altro…)
25 Nov 2022 | Nuove Generazioni, Testimonianze di Vita
Questa è una delle pagine del diario di Irene, una giovanissima redattrice di Teens, rivista del gruppo Città Nuova, fatta dai ragazzi per i ragazzi. Attraverso i suoi occhi e le sue parole il racconto di un viaggio in una terra segnata dalle divisioni e l’incontro con il progetto “Armonia tra i popoli”, che grazie all’arte e la danza diffonde bellezza e speranza alle nuove generazioni di Betlemme. https://www.youtube.com/watch?v=MhwctaMl0ng (altro…)
24 Nov 2022 | Sociale, Testimonianze di Vita, Vite vissute
Nei mesi scorsi il Pakistan è stato colpito da alluvioni che hanno provocato numerose morti e distrutto moltissime strutture. Il Coordinamento Emergenze del Movimento dei Focolari, con AMU (Azione per un Mondo Unito) e AFN (Azione Famiglie Nuove), si è attivato subito per assicurare una prima assistenza e beni di prima necessità. La forza distruttrice dell’acqua ha provocato ingenti danni alle comunità del Pakistan coinvolte dalle alluvioni che hanno iniziato a scatenarsi su questo territorio già da metà giugno 2022 e hanno messo in ginocchio un terzo del Paese.
Molte sono le conseguenze che ancora oggi colpiscono la popolazione. Per questo il Coordinamento Emergenze del Movimento dei Focolari, con AMU e AFN, non appena saputo dell’emergenza, ha lanciato una raccolta fondi per sostenere la fornitura di pacchi alimentari, vestiario e prodotti sanitari a circa 500 famiglie nelle località di Nowshera a nord del Pakistan, Tando-Alla-Yar e Kotri nel Sindh, Sangar a sud del Pakistan ed altre località in corso di valutazione. In tanti si sono mobilitati per rispondere alle prime richieste di aiuto e per valutare sul campo le necessità più urgenti. A fronte del numero di sfollati sempre crescente, fin dalle prime settimane si sono organizzate delle spedizioni di aiuti, che continuano ancora oggi, pur considerando la precarietà dei trasporti, e la maggior parte di queste famiglie sono già state raggiunte. Inoltre, alcuni membri del Movimento dei Focolari presenti sul posto sono coinvolti direttamente non solo nella preparazione e distribuzione dei pacchi, ma anche nell’assistenza medica per coloro che hanno bisogno di cure e medicine per combattere soprattutto tifo, dengue, colera, malaria, come ci racconta Fabian Clive, membro della comunità dei Focolari di Karachi: “Il 16 ottobre 2022 ci siamo recati in un villaggio a Haji Hafiz Shah Goth, a circa un’ora di viaggio dalla città di Kotri e lì abbiamo allestito un campo medico. I medici presenti hanno visitato 200 persone tra bambini, donne e uomini.
La maggior parte delle persone non ha la possibilità di sottoporsi a visite mediche regolari sia perché sono piuttosto costose sia perché, a causa di questa emergenza non hanno accesso alla città. Il nostro obiettivo è allestire campi medici nelle diverse aree del Sindh che ancora non hanno avuto questo tipo di assistenza. Una chiamata alla responsabilità e la volontà grande di dare un contributo”. A distanza di settimane la situazione resta dunque allarmante e man mano che le acque scendono di livello, emerge l’enorme gravità delle devastazioni, aggravate dalla malnutrizione e dalle malattie. Le necessità delle comunità aumentano, cambiano ogni giorno, per questo portare avanti azioni di risposta, continuando ad abbracciare questo Paese, è un desiderio condiviso. Se anche tu vuoi contribuire alla raccolta fondi del Coordinamento emergenze del Movimento dei Focolari per il Pakistan puoi donare su:
| Azione per un Mondo Unito ONLUS (AMU) |
Azione per Famiglie Nuove ONLUS (AFN) |
| IBAN: IT58S 05018 03200 000011204344 presso Banca Popolare Etica |
IBAN: IT92J 05018 03200 000016978561 presso Banca Popolare Etica |
| Codice SWIFT/BIC: ETICIT22XXX |
Codice SWIFT/BIC: ETICIT22XXX |
| CAUSALE: Emergenza Pakistan |
| I contributi versati sui due conti correnti con questa causale verranno gestiti congiuntamente da AMU e AFN. Per tali donazioni sono previsti benefici fiscali in molti Paesi dell’Unione Europea e in altri Paesi del mondo, secondo le diverse normative locali. I contribuenti italiani potranno ottenere deduzioni e detrazioni dal reddito, secondo la normativa prevista per le Onlus, fino al 10% del reddito e con il limite di € 70.000,00 annuali, ad esclusione delle donazioni effettuate in contanti. |
Maria Grazia Berretta
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7 Nov 2022 | Dialogo Interreligioso, Testimonianze di Vita
A 25 anni dall’apertura del Focolare a Chiangmai (Thailandia), l’intervista a Metta Surinkaew, tra i primi membri buddisti del Movimento dei Focolari, oggi collaboratrice per il dialogo interreligioso. “Le religioni sono una variegata qualità di piante che sbocciano di continuo, conferendo bellezza e produttività in un equilibrio e un’armonia per tutta la terra”.
Un’immagine bellissima che ci conduce tra le vette della Thailandia e di cui ci fa dono Preyanoot Surinkaew, soprannominata Tom, ma meglio conosciuta come Metta, che nella lingua Buddha significa “compassione”. “Sono nata in una famiglia del nord del Paese. Qui il buddismo è la radice della nostra cultura e fin da piccola ho vissuto in una comunità basata sullo stile di vita buddista proprio vicino ai monaci del tempio del nostro villaggio”. Metta, quando è avvenuto l’incontro con la spiritualità del Movimento dei Focolari? Ho conosciuto il Movimento dei Focolari nel 1993. All’età di 19 anni vedevo il mio villaggio spopolarsi e la società cambiare radicalmente. Il tempio, che durante l’infanzia era un posto dove poter correre, giocare liberi e osservare gli anziani partecipare alle cerimonie si era trasformato in un luogo dove ‘cercar fortuna’ e chiedere un numero buono per la lotteria. Mi chiedevo: “come posso, nel mio piccolo, aiutare la società?”. Proprio nel periodo in cui quelle domande sorgevano nella mia mente, ho avuto l’opportunità di frequentare un campo giovanile con tanti ragazzi del Movimento dei Focolari. Ciò che mi ha colpito di più è stato il clima di armonia e il rapporto fraterno che si era creato tra tutti, anche se di religioni diverse. Ogni parola che udivo si trasformava in vita vera per quei giovani e immediatamente decisi che anche io avrei seguito quello stile di vita. Inoltre, scoprivo sempre di più con gioia che alcuni degli insegnamenti proposti dal Vangelo erano simili anche nel buddismo e che anche tra noi di religioni diverse era possibile stabilire quell’unità.
Cosa è necessario affinché questo avvenga anche nel quotidiano? Avere una mente aperta, desiderosa di accogliere l’identità altrui e imparare dalla bellezza degli insegnamenti e delle pratiche di altre religioni, con amore e rispetto. Questo fa nascere la consapevolezza che è possibile vivere insieme come “fratelli e sorelle”, superando le barriere che esistono tra le religioni stesse. L’evento organizzato il 12 e il 14 agosto 2022 per celebrare il 25° anniversario dall’apertura del primo Focolare a Chiangmai è stata un’ulteriore occasione per farne memoria. Che momento è stato? Una grande festa. Abbiamo organizzato un tour insieme alla nostra comunità composta da persone cristiane e buddiste nei posti visitati da Chiara Lubich nel 1997, un momento decisivo che ha aperto la strada per il dialogo interreligioso con gli amici buddisti in Thailandia. Fu durante quel viaggio, infatti, e grazie all’incontro con il Gran Maestro Phra Ajahn Thong, che Chiara Lubich intuì l’importanza che avrebbe avuto l’apertura del focolare: continuare a vivere e lavorare per il dialogo interreligioso. È stato bello durante quei giorni di festa vedere ciascuno pregare secondo la propria religione e, nel segno del rispetto, assistere alla preghiera dell’altro. È la conferma che quel legame di profonda amicizia nato tra Chiara e Phra Ajahn Thong e stato consegnato a tutti noi e, come un filo d’oro, continua ancora oggi a tenerci uniti. Papa Francesco nel suo recente viaggio in Kazakhstan ha affermato: “Abbiamo bisogno della religione per rispondere alla sete di pace del mondo”. Cosa ne pensi alla luce della tua esperienza? Ogni religione, diversa dalle altre e a seconda della cultura e dell’origine, mira a consentire agli esseri umani e alla società di raggiungere l’obiettivo finale della verità e della pace, ma gli insegnamenti e le varie pratiche devono trasformarsi in vita per essere una testimonianza affidabile. Il significato chiave dell’esistenza umana è questo: “Pace nel cuore delle persone e pace nella società”. La vera via del dialogo è prima di tutto comprendere appieno gli insegnamenti della propria religione per poi lavorare insieme agli altri, fraternamente, ad un progetto di vera pace.
Maria Grazia Berretta
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26 Ott 2022 | Testimonianze di Vita
Andare incontro al prossimo, amarlo nella pienezza, vuol dire spesso ritornare sui nostri passi, anche quando pensiamo che le nostre ragioni meritino di essere ascoltate. Vuol dire riporre le armi e sfoderare atti di gentilezza. Il ritorno di papà Per motivi di lavoro mio marito si era assentato un’intera settimana, per cui mi ero trovata a gestire da sola quattro figli a casa in seguito alla chiusura delle scuole per il Covid-19. Scontenta, andavo rimuginando: “Era giusto per lui assumersi tante incombenze?”. E dentro di me montava l’ansia di sfogarmi al suo ritorno. A un certo momento però mi sono accorta che la più piccola dei bambini stava preparando con cura un disegno da regalare al papà al suo ritorno. Quel gesto gentile mi ha fatto riflettere, è stato per me un vero esame di coscienza. “Ed io? Che accoglienza gli farò? Lo assalirò con le mie recriminazioni elencando i pesi di cui mi sono dovuta sobbarcare?” mi sono detta. Quel disegno è stata l’occasione per cambiare direzione e per decidere – stavolta insieme ai figli, entusiasti all’idea – di accogliere il papà con una festa, preparando cose buone da mangiare e decorando gli ambienti. Quando mio marito è arrivato, è stato colto di sorpresa. Stanco, ma felice di essere a casa, ha commentato: “Voi non sapete cosa significhi per me avere una famiglia così!”. (M.S. – Ungheria) Ricucire i rapporti Anni fa il mio rapporto con un vicino di casa si è rotto. Inutili i miei sforzi per riconciliarci con lui. Di recente, vedendo il nome del suo santo sul calendario, mi è venuta un’idea. Prima però, avendo lui traslocato, ho dovuto fare qualche ricerca per rintracciarlo. La mattina del suo onomastico mi sono presentato a casa sua con un certo tremore e un cesto di doni. Ad aprirmi è la moglie, che mi accoglie cordiale: “Chi si vede! Mi scusi, ma non l’avevo riconosciuta”; e annuncia l’arrivo di suo marito. Mi chiedevo come avrebbe reagito. Mai però avrei immaginato il grande abbraccio con cui mi ha accolto, ripetendo: “Che regalo mi ha fatto venendo a trovarmi! Sono stato cattivo, ma sai, molto dipende dal mio caratteraccio!”. In salotto, ci siamo intrattenuti in cordiale conversazione per circa due ore. E al momento dei saluti, ha voluto offrirmi alcuni prodotti dei suoi campi. Per quest’incontro che ha recato gioia ad entrambi ho ringraziato Dio: solo lui poteva infondermi il coraggio per osare e credere di più al bene che si nasconde in fondo al cuore di ogni uomo. (E.B. – Italia)
A cura di Maria Grazia Berretta
(tratto da Il Vangelo del Giorno, Città Nuova, anno VIII, n.2, settembre-ottobre 2022) (altro…)