29 Feb 2020 | Vite vissute
Il 5 febbraio 2020 il focolarino colombiano Juan Carlos Duque, è morto per un incidente avvenuto nel Centro “Fiore” a Lima (Perù) dove viveva in focolare. Pochi giorni prima, preparandosi al sacerdozio, era stato ordinato diacono attorniato dalla comunità in festa. Vi riportiamo una lettera di saluto scritta da Gustavo Clariá, un suo compagno di focolare Carissimo Juan Carlos, come avevo fatto tante volte, ti avevo chiesto di aiutarmi, questa volta per entrare nel mio account di posta elettronica per rispondere ad alcuni messaggi. Avevo la password, ma da solo non riuscivo. Come sempre, e nonostante che ci avessero chiamato a pranzo, ti sei fatto carico del mio problema e l’hai risolto, con la tua abituale velocità. Il pranzo è stato come ogni giorno: discorsi seri mescolati a battute scherzose, la tua inconfondibile risata, felici di stare tutti insieme.
Sei stato il primo ad alzarti per portare i piatti a lavare. E poi sei partito di corsa verso il “tuo” Centro Fiore, per cercare di riattivare la grande cisterna d’acqua, inutilizzata da tempo. Io, invece, sono andato a riposare. Dopo alcuni minuti è suonato il mio cellulare. Era Pacho: “Juan Carlos ha avuto un grave incidente … ha fatto un passo falso sul tetto ed è precipitato giù … è morto sul colpo …”. Non riuscivo a credere a ciò che mi si diceva, tutto me stesso rifiutava ciò che le mie orecchie avevano sentito. Sono solo riuscito a dire “Dio mio”, “Dio mio”, “Dio mio” … non so quante volte l’ho ripetuto e ho continuato a farlo, in silenzio, mentre correvamo con Mario diretti al vicino Centro Fiore. Increduli, abbiamo costatato con i nostri occhi quanto era successo … Quel giorno, 5 febbraio alle ore 15:15, ha cambiato la nostra vita. Niente era più come prima e occorreva accettare la realtà. Io, lo sai, sono andato per tre volte in cappella, confuso, chiedendo qualche spiegazione: “Com’è possibile?”, “Abbiamo donato la nostra vita per seguirti e Tu, da che parte stai …?”. Silenzio. Alla terza volta mi hai risposto: “Tu hai ancora tante cose da perdere”. Sono uscito quasi umiliato, perché ho capito che ero molto lontano da dove, invece tu, Juan Carlos, eri arrivato. Credevamo che ti stessi preparando al sacerdozio … in realtà ti preparavi per l’incontro più importante della Vita. Con il trascorrere delle ore e a forza di chiedere “aumenta la nostra fede”, quella tragica caduta che avevamo costatato con i nostri poveri occhi, si è man mano trasformata, con gli occhi della fede, in un magistrale “volo” verso l’Alto. Sì, amico e fratello, non è stata una caduta ma un VOLO. Ce l’avevi già annunciato il 25 gennaio, nella tua ordinazione diaconale. Ci avevi ricordato S. Filippo Neri, quel geniale santo toscano che, quando venne nominato monsignore, buttò in aria il cappello esclamando “Paradiso, Paradiso”. A lui non interessavano i titoli, soltanto l’incontro con Dio … là dove ora sei, insieme a quanti ti hanno preceduto. Addio (= A Dio), caro Juan Carlos! Finché Dio vorrà che ci raduniamo ancora, tutti insieme, per mai più separarci. Ci mancherà la tua gioia, le tue sonore risate, le arepas e il pollo al sale … la tua disponibilità e premura verso ciascuno di noi, la tua capacità di risolvere i problemi e di “dare sapore alla vita”, la tua trasparenza e radicalità di semplice focolarino, amico di Gesù. Resti nella nostra vita come un faro di luce che ci accompagna e ci guida.
Gustavo E. Clariá
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28 Feb 2020 | Chiesa
A Castel Gandolfo un laboratorio di speranza fra diversi carismi per favorire la comunione tra le famiglie religiose, attraverso la spiritualità dell’unità di Chiara Lubich.
“Chiesa in uscita”, “ospedale da campo”. Papa Francesco ha più volte sottolineato come vorrebbe vedere la Chiesa oggi: capace di riscaldare i cuori dei fedeli, di curare le ferite e di uscire verso le periferie esistenziali. Ma per poter rispondere bene alle esigenze del mondo frammentato e ferito di oggi, la Chiesa deve unire le proprie forze e mettere insieme i propri talenti. Questo vale in modo particolare per i carismi, cioè le forze rinnovatrici che lungo la storia sono nate nella Chiesa in risposta ad esigenze storiche precise e che poi hanno trovato una forma duratura nelle varie “famiglie” religiose. Ma come trovarsi, stare insieme ed agire uniti tra realtà che lo Spirito Santo ha creato distinte? Il convegno dell’8 e 9 febbraio scorsi al Centro Mariapoli di Castel Gandolfo (Roma, Italia), dal titolo “Carismi in comunione: la profezia di Chiara Lubich” ha voluto evidenziare che la spiritualità dell’unità di Chiara Lubich può offrire qualche strumento in questa direzione. 400 partecipanti – religiosi/e, consacrati/e e laici cattolici con una rappresentanza ortodossa – provenienti da 100 famiglie religiose e 33 Paesi si sono ritrovati per confrontarsi, dialogare e mettere in comunione le proprie identità – per formare insieme una Chiesa più bella, più ricca e più attraente. Il titolo del convegno “stimola a vivere nell’ascolto e nel dono reciproco – ha affermato Maria Voce, Presidente del Movimento dei Focolari nel suo intervento – perché offrendo la ricchezza degli specifici carismi si realizzi un’autentica esperienza di condivisione (…) per dare alla Chiesa un volto credibile di fronte al mondo”. “Le persone consacrate, venendo a contatto con il Movimento dei Focolari – sostiene il Card. João Braz De Aviz, prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica – hanno trovato una spinta e un aiuto a valorizzare l’originalità dei propri specifici carismi, a rinnovare i rapporti di fraternità nei loro Istituti, ad apprezzare ed amare gli altri carismi come il proprio”. Nei due giorni di incontro si è attivato un laboratorio vivo, per far vedere in che maniera questa ricchezza della Chiesa può diventare bella, fruttuosa nell’insieme, nell’annuncio del Vangelo e nella credibilità della Chiesa. La significativa presenza di una cinquantina di laici di diverse famiglie religiosi ha contribuito non poco a questa prospettiva. “I carismi sono fonte di gioia ed espressione dell’estetica della Chiesa – sostiene Padre Fabio Ciardi, Oblato di Maria Immacolata, teologo della vita consacrata –. Fanno esclamare: ‘Che bella cosa!’”. “Quando da novizia ho ascoltato Chiara che ci incoraggiava “ad amare la congregazione dell’altra come la propria”, ho capito che davvero l’unità è un valore fondamentale” afferma Sr Tiziana Merletti, delle Francescane dei poveri, canonista. “Non si tratta più di accordare l’insostituibile contributo delle realtà carismatiche alla missione della Chiesa, ma di metterne in circolo i doni a tutti e per tutti (…) al discernimento dei sentieri più adatti a servizio dell’annuncio del Vangelo” ribadisce Piero Coda Preside dell’Istituto Universitario Sophia di Loppiano e aggiunge che bisogna “arrivare con una conversione radicale, sino ad amare l’altro, il suo carisma, la sua famiglia religiosa, più del proprio carisma e della propria famiglia religiosa. Solo così si è Chiesa carismatica e missionaria”!
Lorenzo Russo
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26 Feb 2020 | Centro internazionale
Con una lettera del 1 febbraio Maria Voce, Presidente dei Focolari, ha convocato per il 31 agosto 2020 l’inizio della prossima Assemblea generale del Movimento dei Focolari. Che cos’è? Come sarà composta? Quali sono i suoi compiti? Come viene preparata? https://vimeo.com/388691723 L’atto di convocazione in formato pdf (altro…)
24 Feb 2020 | Chiesa
L’intervento di Maria Voce al Congresso Internazionale di pastorale degli anziani “La Ricchezza degli anni”
Riconoscere che l’altro, con la sua diversità, è un dono per me. E costruire rapporti di fraternità fondati sull’ascolto autentico, che mette da parte stereotipi e pregiudizi e si apre a percorsi nuovi. Sono questi i presupposti per coltivare il dialogo fra le generazioni e stabilire fra giovani e adulti un rapporto di amore reciproco. È questo il cuore del messaggio che Maria Voce, Presidente del Movimento dei Focolari, ha inteso offrire col suo intervento al primo Congresso internazionale di pastorale degli anziani, promosso dal 29 al 31 gennaio dal Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, presso l’Augustinianum di Roma (Italia). Di fronte a circa 550 esperti e operatori pastorali provenienti da 60 Paesi, Maria Voce ha proposto una riflessione sul tema del dialogo fra le generazioni. Cogliendo nell’attualità di oggi, a livello globale, “un’atmosfera di nuova intesa tra le generazioni”, Maria Voce prende ad esempio manifestazioni pacifiche che recentemente hanno visto la mobilitazione di giovani, adulti e anziani, per evidenziare che ad accomunarli è stata la volontà di incontrarsi e di creare connessioni dirette, per esprimere ciascuno il proprio pensiero e chiedere un rinnovato impegno “per il bene comune, i diritti umani, la solidarietà e la pace”. Se in questi contesti i giovani si sono fatti promotori di un messaggio di rinascita, i più maturi, trainati dal loro entusiasmo, hanno scelto di condividerne le sfide e l’impegno. Sui frutti che nascono dall’alleanza fra le generazioni, Maria Voce lascia la parola a Chiara Lubich, fondatrice dei Focolari: “Fin dall’inizio – raccontava Chiara – abbiamo avvertito con i giovani un rapporto che non esiterei a definire trinitario. Constatavamo nella nostra generazione di adulti tutto il peso, il valore dell’incarnazione e della concretezza. Nella generazione dei giovani invece tutta l’idealità, l’autenticità, la forza rivoluzionaria, la certezza della vittoria. Se la prima generazione ci sembrava a mo’ del Padre, la seconda ne era la bellezza, lo splendore e quindi a mo’ del Figlio, Verbo del Padre. E tra le due un rapporto di amore reciproco, quasi una corrente di Spirito Santo che dà al mondo una grande testimonianza”. Quindi la Presidente dei Focolari traccia alcune vie da percorrere per riprodurre questa alleanza fra le generazioni. Anzitutto sottolinea la necessità di un ascolto profondo e cioè “liberare le menti e i cuori da pregiudizi e stereotipi”. Poi è necessario abbandonare la rappresentazione statica dell’altro per cui l’adulto sarebbe noioso e fermo al passato, e il giovane verrebbe sottovalutato e giudicato negativamente. Infine, è decisiva la disponibilità ad aprirsi a nuovi schemi per superare insieme le difficoltà. Maria Voce conclude riproponendo l’immagine della Chiesa tratteggiata da un giovane durante il Sinodo a loro dedicato: “La Chiesa è una canoa, in cui gli anziani aiutano a mantenere la rotta interpretando la posizione delle stelle e i giovani remano con forza immaginando ciò che li attende più in là”.
Claudia Di Lorenzi
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22 Feb 2020 | Sociale
Con un comunicato del 1 marzo il Comitato Organizzatore di “The Economy of Francesco” ha rimandato l’evento a novembre. Il Side Event, prefissato a Perugia per fine marzo, slitterà, dal 20 al 22 novembre.
Perché un evento parallelo? Quando si ha a che fare con “appuntamenti con la storia”, la missione in qualche modo va sostenuta! Dietro ai CV dei giovani che hanno risposto con entusiasmo all’invito del Papa non ci sono solo profili brillanti, ricerche e progetti innovativi, ma anche il chiaro obiettivo di ridisegnare, insieme, teoria e prassi del sistema economico, invertendo trend mondiali. E ciò rappresenta una sfida globale troppo seria ed importante per restare spettatori passivi. L’ incontro parallelo che si svolgerà a Perugia dal 20 al 22 novembre 2020, è dunque una possibilità per tutti coloro che non possono partecipare direttamente a “The Economy of Francesco” (per limiti di età e logistica) ma vogliono esser parte di questo processo innescato, seguendo e sostenendo da vicino il lavoro degli under 35 riuniti ad Assisi. Si manterrà la stessa struttura prevista per marzo, riprogrammando l’incontro, a sostegno del lavoro dei giovani, da venerdì 20 novembre a domenica 22 novembre 2020 (dalla notte del giovedì 19 al pranzo di domenica 22): sono nuovamente aperte le iscrizioni, per procedere al meglio con l’organizzazione dei lavori e proseguire nel nostro cammino con l’energia e la responsabilità riposte finora. Promosso dall’Economia di Comunione, il Side Event è uno spazio aperto a chiunque crede nella necessità di un’economia diversa: un luogo, inclusivo, portavoce di molteplici realtà. Nella consapevolezza che l’economia attuale spesso fallisce, poiché può funzionare bene per alcuni, ma non funziona affatto per (molti) altri, minacciando l’ecosistema sociale ed ambientale, si dialogherà tra giovani e senior, tra culture ed ambiti diversi, vivendo 3 dimensioni generative: sentire-ideare-agire. Alternando momenti di plenaria a sessioni parallele / di gruppo, si vuole testimoniare quanto sia importante lasciar fiorire reti, imparare dai fallimenti, convertire idee in azioni. Sotto la guida di facilitatori (in maniera simile a quanto accadrà ad Assisi) e con il contributo di alcuni importanti keynote speakers, si affronteranno i 12 macrotemi su cui lavoreranno in contemporanea i giovani nella città Francescana, ponendo il focus su alcuni concetti chiave in tensione tra loro, quali ricchezza/povertà ed altri. Come per Assisi, anche i giorni a Perugia vogliono far incontrare visioni, desideri, competenze ed impegno: personale e collettivo. Sì, perché l’economia, prima che di profitto, è fatta di vocazione e se si crede in qualcosa di alternativo, va fatta sentire la propria voce, poi messa in relazione -potenziandola- con quella di altri. Affinché essa si converta in collaborazione e crei, a sua volta, comunità. Una comunità in grado di generare impatto, avviando un processo necessario: a questo si punta con Economy of Francesco ad Assisi, è questa la causa che si sostiene a Perugia. E per raggiungere l’obiettivo, non basta far diventare di moda parole come etica e sostenibilità, ma occorre compiere un passo di discontinuità con ciò che è il pensiero dominante. Economy of Francesco lascerà il segno per la sua natura giovane, ma attorno ad essa ci sarà un’eco eterogenea che rafforza l’apertura del varco, alimentando, tutti insieme, il terreno del cambiamento.
di Francesca Giglio
fonte www.edc-online.org
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Per maggiori informazioni: edcperugia2020@gmail.com
Per richieste di iscrizione: Richieste di iscrizione Side-Event EoF Perugia 2020
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