Movimento dei Focolari
Sulle orme di Maria

Sulle orme di Maria

«Oggi la Chiesa più che mai insiste a proporre l’imitazione di Maria mediante l’ascolto della parola di Dio e la sua pratica in ogni situazione. L’imitazione di Maria si riassume in quel suo atteggiamento tipico dinanzi alla volontà di Dio e alle parole di Gesù: «conservava con cura tutte queste cose, meditandole in cuor suo» (Lc. 2, 19). Faceva del cuore un paradiso di cose divine: una stanza del Verbo incarnato e parlato. Ella era colei che, come teneva Gesù nel seno, teneva la sapienza nel cuore. Si fece capace di accogliere in sé Dio perché s’era abituata a vuotarsi di sé per colmarsi della mente di lui. Maria operò nel mondo menando «una vita comune», quella dei più, oberata di «sollecitudini familiari e di lavoro», come capita ai più. Per farsi tutta a tutti tradusse in materia prima della santità le vicende della vita di tutti i giorni, mostrando che si può salire a Dio senza uscire dall’ambito d’una esistenza comune. Per tal modo ella è modello ai viventi tutti, e i viventi tutti sono in condizione di riprodurre – prolungare – la missione di lei nell’umanità, e riprodurla da qualsiasi condizione umana. Ogni anima può copiare Maria. Deve solo comportarsi in maniera che chi vede le sue espressioni riconosca Maria, o scopra Maria: e cioè colei che dà al mondo il Redentore.  In Maria si ritrovano i poveri, gli operai, i malati, i vecchi; in Lei si ritrovano con la stessa facilità anche i dotti, gli scienziati, gli statisti: si pensi a Bernardo, a Tommaso d’Aquino, a Dante, a Milton, a Manzoni… Molti non sanno definire il cristianesimo, ne ignorano anche le formulazioni secondarie. Ma dalla mamma, dalla scuola hanno tratto e custodiscono una immagine di Maria. In lei capiscono che il cristianesimo è una raccolta di cose buone: amore, pietà, solidarietà, forza, innocenza, gioia, bellezza… È l’insieme delle virtù più desiderate con in più questo: che esse sono vissute in una semplicità che li rende accessibili a tutti: basta come lei appoggiarsi a Dio, mettersi nelle sue mani; farsi sua volontà. Se guardi coi tuoi occhi il prossimo e se consideri con la tua mente la politica, l’economia, le forme tutte della convivenza, ne ritrai forse amarezza. Ma se guardi persone e cose con gli occhi di Maria, esse ti si riempiono certo di pietà. Le loro lacrime s’impregnano d’amore, e nella luce divina ciò che pare grandioso o terribile o mortale si sgonfia, e i gesti rientrano nella misura della loro piccolezza. Tutto quel poco che resta, che merita di restare, si convoglia verso la pace di Dio come materia prima della sua azione sull’uomo. Se guardi il mondo con gli occhi di Lei, dai volti anche più tetri, dai fatti anche più neri, vengono fuori scintille d’umanità, di simpatia, di poesia. Viene fuori il divino che l’incarnazione ha inserito nell’umano. Maria è la creatura semplice, imitarla comporta uno smantellamento di parole difficili, di gesti studiati, di rapporti tessuti in chiave di diplomazia, con sottintesi e boria di casta; insomma il lavaggio di tutti i trucchi appiccicati all’anima, sì da riscoprire il proprio sé, quello che Dio ha fatto. Si obietterà che così ci si espone alle insidie della gente astuta o sofisticata. Ma di fronte a tale gente forse la difesa – quasi l’astuzia maggiore – sta nella semplicità, che la smonta. La verità è la più sottile diplomazia. Maria va diritta per la sua strada, dice quel che pensa, fa quel che deve. In Maria si ritrovano tutte le anime che impiegano le armi di bene della preghiera, del pentimento, del perdono. Imitando Maria, o meglio, unendoci a Maria, la marcia dell’esistenza diventa una scalata al Cielo. Le asprezze della vita si fanno dolcezza se ci si lascia prendere per mano da Lei, la sua mano pura di madre che non conosce stanchezza». Igino Giordani in Maria modello perfetto, Città Nuova, 2001 (1967). www.iginogiordani.info (altro…)

Sulle orme di Maria

Giordania, Iraq e l’esempio dei più piccoli

Dove arrivano i cerchi di un sassolino gettato nel lago? Riportiamo alcuni flash, che mettono in evidenza come l’amore vissuto porta ad un cambiamento radicale nella vita anche nei piccoli e come l’impegno ad amare tutti li sostiene nella loro crescita rimanendo, poi, come un segno distintivo. “Mi chiamo Karam e ho 12 anni. Quando ho conosciuto il Focolare avevo 5 anni e sono stato un gen 4. Tra le più belle cose che ho imparato mi viene in mente il “dado dell’amore”. Ogni giorno giocavo con il dado e cercavo di vivere la faccia che ne usciva. Tra le mie prime esperienze, mi ricordo quando un giorno a scuola, c’era un bambino che nessuno voleva bene e c’erano tre altri bambini che lo prendevano in giro, ed io ero uno di questi tre. Un giorno ho gettato il dado ed era uscita la frase: “amare il nemico”. Allora sono andato a scuola e mi sono riconciliato con quel bambino. Gli altri due che lo prendevano in giro si sono stupiti per quello che avevo fatto. Ho parlato loro del dado dell’amore e di come tante cose erano cambiate nella mia vita dopo che ho cominciato a vivere il Vangelo attraverso questo strumento. Ogni giorno allora lanciamo il dado insieme e cerchiamo di vivere la frase che esce. E insieme a noi c’era anche quel bambino che prendevamo in giro. Adesso sono un gen 3 e ancora oggi ogni giorno gioco con il dado dell’amore e questo mi aiuta tanto da ragazzo a vivere il vangelo il modo concreto negli ambienti in cui mi trovo. Dopo una carrellata di testimonianze dai ragazzi, anche i bambini, (i gen4), hanno dato il loro contributo. Tutti loro sono venuti con le proprie famiglie per i vari incontri con la presidente ed il copresidente dei Focolari durante la loro recente visita in Giordania. “Mi chiamo Marian e insieme a Fadi mio fratello, abbiamo fatto una piccola esperienza. Ci piace tanto guardare in tv il cartone animato che si chiama “Barni”. Un giorno, mentre lo guardavamo, abbiamo visto che “Barni” doveva venire qui ad Amman per fare una serata di festa per i bambini ed eravamo entusiasti di poter partecipare a questa festa. Il biglietto però era un po’ costoso. Allora insieme alla mamma e altre due sorelline, ci siamo messi d’accordo di non andare a questa serata di festa per vedere “Barni”, e dare ai poveri gli stessi soldi che avremmo speso per i biglietti”. Uno di loro poi prova a chiedere a Maria Voce: “Cosa possiamo fare noi gen 4 della Giordania per fermare i problemi politici del mondo e così lasciarlo più pulito e più bello?” E Maria Voce risponde: «Potete fare tantissimo, perché il mondo non è solo quello lontano, il mondo è anche quello della nostra casa, della nostra scuola, nei posti dove andiamo a giocare, nelle piazze… Allora se noi curiamo questi posti, curiamo il mondo. Se quando qualcuno viene a vedere dove noi giochiamo e trova un posto bello e armonioso, pensa: “si vede che le persone che giocano qui si vogliono bene, guarda come è bello, tutto ordinato, perché non facciamo anche noi cosi?”  e così fanno anche loro, e poi altri.. altri… Voi siete come quelli che gettano un sassolino in un lago. Ci si può chiedere: “Che cos’è un sassolino? È niente”. Però, dove cade quel sassolino si forma un cerchio, poi intorno a quel cerchio, un altro più grande, poi un altro più grande, fino ad arrivare a tutto il mondo. Quindi questo è importantissimo. Se voi non cominciate, gli altri non cominciano”. (altro…)