9 Apr 2014 | Chiesa, Focolari nel Mondo, Sociale, Spiritualità
Rio Tercero è una graziosa città della provincia di Cordoba, in Argentina. Situata in una zona agricola e di allevamento di bestiame, verso la metà del 900 ha visto un moltiplicarsi di industrie (tra le più importanti la Fabrica Militar Rio Tercero, tristemente famosa per le esplosioni dolose che vi si sono verificate nel 1995) che ha portato con sé un incremento demografico notevole. Non mancano le sfide sociali soprattutto nei quartieri periferici dove la violenza è all’ordine del giorno per mancanza di lavoro e istruzione. Estela, dentista di professione, ha avuto, 6 anni fa, il compito dal suo parroco di occuparsi della Caritas, con la richiesta precisa di far conoscere la spiritualità dell’unità in questa struttura della Chiesa. Ha iniziato chiedendo la collaborazione di persone di buona volontà all’uscita della Chiesa. Se lo faceva lei, che di tempo ne aveva poco, tra lavoro, figli e nipoti…. altre avrebbero potuto farlo. Con l’equipe che si è costituita va a visitare le famiglie dei quartieri più poveri: in genere giovani mamme con figli o mariti alcolizzati o drogati. Si comincia con la “Tienda”, una boutique dove poter prendere capi di vestiario per tutta la famiglia. Arrivato l’inverno, tutte cercavano coperte calde… ma non erano sufficienti. Si decide di fabbricarle. È iniziato così un laboratorio con 28 giovani mamme. I rapporti sono cresciuti, le donne si sentivano valorizzate e stimate. Estela ha proposto a tutte di cominciare a meditare e vivere ogni mese una parola del Vangelo. Finito l’inverno, nessuno voleva andare via. Che fare? «È venuta l’idea di fare del pane, racconta Estela. Abbiamo iniziato con un forno domestico. Ognuna portava la farina, il lievito e si faceva insieme il pane per la propria famiglia, con alcuni pezzi da vendere, il cui ricavato andava a ciascuna di loro. Ma era troppo poco. Ho informato dell’attività il consiglio pastorale della parrocchia e mi hanno incoraggiata, non solo con le parole, ma con una somma di denaro per comperare un forno più grande. L’iniziativa è stata comunicata a tutti i parrocchiani e la gente ha cominciato a portare la farina. Si è costruito così un ponte di unità tra la gente della parrocchia che sta al centro della città e le donne che vengono dai rioni periferici con i figli perché non avevano dove lasciarli». Ma andare a vendere il pane con i figli dietro non era possibile.
Sono nate così attività per i bambini, con programma di appoggio extra curriculare e con attività ricreative svolte dai giovani della parrocchia. «Con il tempo, il rapporto tra mamme e figli è cambiato. Cercavamo di fare apprezzare ai figli il lavoro delle mamme e d’altro canto, anche i figli erano spronati a studiare meglio vedendo lo sforzo della mamma per guadagnare qualcosa». Col tempo l’attività è diventata pubblica: il pane si vende a vari negozi in città e il comune si è interessato, volendo partecipare con un progetto di sviluppo. Risultato: un vero panificio, con 4 grandi forni, le attrezzatture necessarie e una grande quantità di farina. Si dà il via a una micro azienda, dove le stesse lavoratrici ne diventano imprenditrici. Attualmente ce ne sono 4 con la responsabilità del panificio, che serve regolarmente scuole, pizzerie e altri panifici. «Anche se si tratta di una piccola attività – commenta Estela – è comunque una fonte di lavoro; ma la cosa più importante è la formazione integrale fatta con ciascuno e con le loro famiglie». Un lavoro che continua a contagiare altri. (altro…)
4 Apr 2014 | Centro internazionale, Chiesa, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Sociale, Spiritualità
Ultima tappa del viaggio nel nord est del Brasile, per la presidente e il copresidente dei Focolari, prima di proseguire per Belem: è il CEU, Condominio Espiritual Uirapuru, nel cuore di Fortaleza, capitale del Cearà. Nella hall dell’hotel che sorge nel Ceu, gestito dalle Suore dorotee, ad accogliere Maria Voce e Giancarlo Faletti, ci sono Moises di Shalom, Nelson fondatore – insieme a Frei Hans – della Fazenda da Esperança, don Renato Chiera, della Casa do Menor, la superiora del convento delle Carmelitane e la priora delle Benedettine. Per citare solo alcuni dei fondatori e responsabili delle comunità che hanno costruito loro case su una vasta area che ha il nome di Fazenda Uirapuru. È il nome della proprietà donata dall’imprenditore Benedito Macedo, che sognava di contribuire alla soluzione delle piaghe sociali della regione. Noto per le sue bellezze naturali, il Cearà non è dissimile da tanti altri Stati del Brasile per il grave squilibrio sociale, che significa povertà, servizi carenti per sanità e istruzione. Fattori che favoriscono spaccio di droga, prostituzione, violenza, abbandono. Al Ceu ha sede il “Cammino” che apre prospettive di integrazione agli ex detenuti; i malati di Aids scoprono una possibilità di futuro col “Sole Nascente”; bambine e adolescenti vittime di violenza riacquistano dignità nella “casa di Santa Monica”. Giovani scoprono il fascino della contemplazione nella via aperta dal Carmelo o dal Monastero benedettino. L’elenco sarebbe lungo. “Tutti noi siamo qui in risposta ad una doppia chiamata – ci dice la superiora del Carmelo, Madre Bernadete – la chiamata del nostro carisma e ad essere una immagine viva della Chiesa dell’unità, per testimoniare la fecondità e ricchezza della comunione tra i vari carismi”.

Video di presentazione del CEU (C – CEU)
È quanto viene in luce dalle testimonianze che si susseguono nell’auditorium, gremito dagli abitanti del Ceu, presente l’arcivescovo di Fortaleza, José Antônio Aparecido Tosi Marques. Un incontro tanto atteso, contrassegnato da un dolore: due giorni prima Frei Hans, primo a dar vita a questa esperienza di comunione, e tra i primi promotori dell’invito a Maria Voce, è stato colpito da un infarto. Ha voluto ugualmente dare il suo benvenuto ai due ospiti, con un breve messaggio video. Subito dopo Moises, nel suo intervento ha definito il Ceu “frutto di un piano di Dio”, “un polmone spirituale” per la città di Fortaleza. “Qui ho visto qualcosa di grande”, ha detto commossa, Maria Voce. Anche lei, come già aveva fatto Frei Hans nel suo messaggio, ha richiamato un fatto storico che aveva dato inizio al cammino di comunione tra movimenti: il loro incontro in piazza s. Pietro a Roma, nel 1998. La presidente dei Focolari ha riconosciuto nel Ceu “un’attuazione di quell’invito all’unità lanciato da Papa Giovanni Paolo II e della promessa di impegno di Chiara Lubich“. E qui ha evidenziato un altro aspetto della novità che presenta il CEU: il fatto che tante comunità, ciascuna col proprio carisma, trovano nello spirito di unità del Movimento dei Focolari alimento per la propria comunità e desiderano attingervi anche e soprattutto per vivere il cammino non facile di comunione tra i diversi carismi. questo il motivo dell’invito. “In questa esperienza – ha aggiunto Giancarlo Faletti – c’è una forza particolare, la forza dell’unità” e ha definito l’esperienza del Ceu “un modello per la Chiesa”. L’ultima parola all’arcivescovo di Fortaleza: “Questo è un cammino di unità che Dio vuole per il bene della nostra Chiesa e della società”, ha detto. E ha invocato da Dio “tanta forza per quanto state operando”. Approfondimenti su varie tappe del viaggio su Area Riservata – Notiziario Mariapoli Website: www.focolares.org.br/sitenacional (altro…)
2 Apr 2014 | Chiara Lubich, Chiesa, Ecumenismo, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo

Il Patriarca Zakka I Iwas. Incontro ecumenico Vescovi 2008
«Ho avuto la grande fortuna di salutare questo grande Patriarca varie volte, sopratutto ultimamente quando ero in Libano. Andavo alla Divina Liturgia ad Atsciane dove si trovava in quel tempo Sua Santità. Sempre ci dava la sua benedizione e varie volte ci ha detto: «Chiara Lubich è una grande donna, un grande dono di Dio». Era una gioia per lui poter salutare tutti i partecipanti alla Divina Liturgia e ci accoglieva nel salone della Chiesa.
L’ultima volta ho accompagnato il vescovo Armando Bortolaso dal Patriarca per invitarlo al convegno dei Vescovi amici del Movimento dei Focolari del Medio Oriente. Il Patriarca stava molto male, ma ha voluto accoglierci ugualmente. Con fatica ha aperto gli occhi e ha detto: «Salutami tanto il Santo Padre, prego per lui». Ci è tornato alla mente quel settembre 2008, quando 30 vescovi di 13 Chiese, amici del Movimento, si erano radunati per il loro 27° convegno ecumenico in Libano. Erano andati a visitarlo, e lui li aveva accolti con squisita ospitalità. Aveva espresso il suo amore per il Focolare e per Chiara Lubich dicendo: «Noi diciamo beata questa donna. Vediamo che il suo lavoro è proprio benedetto dallo stesso Spirito Santo».

Il Patriarca Zakka I Iwas nel focolare di Córdoba (Argentina)
Nei suoi viaggi nel mondo, il Patriarca Zakka I Iwas si è incontrato varie volte con persone del Movimento dei Focolari. Nel 1984 quando è venuto per firmare la Dichiarazione comune con Giovanni Paolo II l’ha salutato anche i componenti del “Centro Uno”, la segreteria dei Focolari per il dialogo ecumenico. Nel 1992, durante un viaggio in Argentina, ha desiderato visitare il focolare di Córdoba .
Tra i fedeli della nostra Chiesa era molto amato e stimato, conosciuto per la sua sapienza. Con la sua mitezza e amore ha lavorato instancabilmente per costruire la Chiesa nel vero senso della parola. Ha scritto più di 30 libri sui Padri della Chiesa, sui dogmi della Chiesa e sulla liturgia. In 8 tomi sono raccolti i suoi più celebri insegnamenti e omelie dette in varie occasioni. Era davvero un grande apostolo e maestro.
Nato a Mussul nel 1933 è entrato nel 1946 nel convento di Mar Afram, per poi diventare sacerdote nel 1954. Con un’anima accesa per l’ecumenismo ha partecipato al Concilio Vaticano II nel 1962 come osservatore.
È stato eletto Patriarca all’unanimità dal Santo Sinodo nel 1980. Aveva tanto a cuore la Chiesa. Quando ha incontro Papa Giovanni Paolo II nel 1984, sono stati fatti passi storici, in particolare sulla cristologia.
Il suo corpo è stato accompagnato per l’ultimo saluto il 28 marzo 2014 a Damasco.
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31 Mar 2014 | Chiesa, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Erano 57 i partecipanti appartenenti a 24 realtà ecclesiali laicali, arrivati da diversi luoghi del Brasile. Tema centrale dell’incontro:“come lavorare insieme” per promuovere la fraternità umana. Per prima cosa, è stata svolta una breve relazione introduttiva dell’argomento principale della prossima Assemblea Generale dei Vescovi in Brasile, che si terrà ad Aparecida (SP), in maggio, il cui titolo provvisorio è: “Laici cristiani una vita per la Chiesa in Brasile”. Il tema è stato presentato da mons. Severino Clasen, Vescovo di Caçador (PR) e Presidente della Commissione Episcopale Pastorale per il Laicato (Settore Laici della CNBB), che ha tratteggiato il quadro dell’Organizzazione del Laicato in Brasile, nella dimensione storica e teologica, basata sui Documenti del Concilio Vaticano II. Il prof. Antonio Geraldo Aguiar (Responsabile del Settore Laici della CNBB), ha delineato la storia del Consiglio Nazionale del Laicato del Brasile (CNLB), mentre l’attuale presidente del CNLB, Marilza José Lopes Schuina, ha presentato l’organizzazione e le associazioni dei laici aderenti al Consiglio. Nella relazione conclusiva Maria Rosa Moralla ha comunicato un’esperienza di adesione e appartenenza della sua associazione, l’Istituzione Teresiana (i laici dell’opera di Santa Tereza d’Ávila) alla CNLB. I rappresentanti dei movimenti, associazioni e servizi hanno avviato un fecondo dialogo sul processo storico e attuale dell’attività del laicato nei diversi ambiti e sulle azioni intraprese. Nella preghiera di apertura, la riflessione, incentrata sul Comandamento nuovo di Gesù, è stata presentata dalla delegata del Movimento dei Focolari, Gehilda Cavalcanti, e commentata brevemente con parole piene di sapienza, come una “reazione di comunione”, dal vescovo emerito di Catanduva (SP), mons Celso Queiroz, un assiduo sostenitore e partecipante di questi convegni annuali. “Stiamo preparando gradualmente nella vita del mondo il ‘circuito dell’amore’ – ha spiegato -, riflesso della vita di Dio, uno e trino, il cui amore è stato riversato nei nostri cuori perché così noi potessimo vivere”. Da qui l’esperienza di quei due giorni: vivere insieme come fratelli. Positivamente sorprendente è stato il constatare come i movimenti e associazioni realizzano, seppur timidamente, ma generosamente, azioni congiunte tra due o più, o con pastorali e istituzioni, che vanno dalla CNLB alle ONG e con istituzioni pubbliche e private. Sono iniziative di evangelizzazione, servizio concreto. Riguardano la formazione di giovani, bambini e coppie, di dirigenti della società, in settori che vanno dalla catechesi alla politica. La gioia e la serenità vissuta dai presenti conferma che gli obiettivi della condivisione e della prospettiva di azioni congiunte e programmate tra i movimenti sono stati raggiunti. È sembrato un concreto inizio per muoversi in comunione. E sviluppare la “cultura della fraternità”. Ciascun movimento o associazione si coordinerà con la CNBB e con le altre organizzazioni della società civile in vista in particolare: della Campagna della Fraternità 2014; della Celebrazione della giornata del Laico; ma soprattutto dell’impegno nella campagna per una riforma politica in Brasile, con la raccolta di firme, già in corso, per raggiungere il traguardo del milione e mezzo. Queste saranno inviate alla Camera Federale con un disegno di legge di iniziativa popolare per richiedere ed esigere comportamenti conformi all’etica civica e cristiana dei politici, modalità coerenti sul governo della nazione inteso come un servizio alla comunità. Altra importante decisione: la pubblicazione di un libro con una sintesi storica del processo di formazione in ciascuna di queste realtà ecclesiali. L’opera si propone di evidenziare la comunione tra gli attori stessi di queste realtà, di come ogni associazione o movimento incoraggi i suoi membri, in base al proprio carisma ad evidenziare quel “qualcosa” che hanno in comune, per andare verso le “periferie esistenziali”, come chiede Papa Francesco portando Gesù vivo. Il libro mostrerà al mondo la forma di attuazione di questo progetto di trasformazione della realtà contemporanea, a partire dalla vita e dal modo di relazionarsi nel mondo, secondo la proposta di Gesù, con le relazioni trinitarie.
I prossimi impegni urgenti: comunicare questa esperienza di comunione a tutti i membri dei rispettivi movimenti e associazioni per accrescere la coscienza di vivere gli uni per gli altri: “tutti per tutti”, e la necessità di partecipare al Sesto Incontro Nazionale dei Laici promosso dalla CNLB, che si terrà sempre nella Mariapoli Ginetta, durante la festa del Corpus Christi del 2015. Per questa occasione sono previsti circa 500 rappresentanti dei laici, compresi i movimenti e le associazioni, già pronti per allargare la comunione e l’azione dei laici cattolici in Brasile. “Questa comunione può essere sempre più visibile se uniamo le mani. Mani di tutti i cristiani nella loro diversità”, così simbolicamente ha illustrato la preghiera di ringraziamento e di missione al termine della riunione. Mani unite per lavorare al disegno di comunione della famiglia umana, corrispondente al sogno di Gesù che è lo scopo specifico di tutte le comunità presenti e la meta programmatica di tutta la Chiesa di Cristo: “che tutti siano uno” (Gv 17,21) Mons. Severino ha concluso: “Notevole questo nuovo vigore che prorompe, una nuova speranza, una luce. Percepiamo una grande unità. I presenti sembrano “una cosa sola”. Ognuno nel suo carisma, nella sua identità, ma una sola Chiesa”. Di Euclides Lins (traduzione nostra) Pubblicato in sito ufficiale brasiliano (altro…)
14 Mar 2014 | Chiara Lubich, Chiesa, Dialogo Interreligioso, Ecumenismo, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Un’ampia riflessione sta attraversando l’attuale dibattito sul contributo che la donna può e deve dare alla vita della Chiesa. È a questo proposito che viene spesso chiamata in causa Chiara Lubich, per il suo patrimonio di spiritualità, di pensiero e di opere. Oggi, nel 6° anniversario della sua scomparsa, in molte città del mondo la si ricorda in tanti modi, confrontandosi con la sua eredità.
Sul contributo da lei dato all’incremento del dialogo ecumenico si riflette a Pretoria (Sudafrica) con il Dr Kobus Gerber, Segretario Generale della Dutch Reformed Church, come pure a Melbourne e a Perth (Australia). Il tema della famiglia, una delle passioni di Chiara, è al centro di diverse manifestazioni, come a Lussemburgo e Siviglia (Spagna), in preparazione anche al prossimo Sinodo straordinario di ottobre in Vaticano. A Perugia (Italia), il sindaco Waldimiro Boccali dedicherà una via alla beata Chiara Luce Badano, figlia spirituale della Lubich, e alla stessa Chiara sarà dedicata una strada di Porto Alegre in Brasile, dove – nella sala del Consiglio comunale – si tiene l’esposizione “Chiara Lubich, protagonista di tempi nuovi”. E poi eventi di carattere culturale, presentazioni di libri, concerti… Saranno moltissime le comunità dei Focolari, in piccoli centri come nelle metropoli, che si raccoglieranno a ringraziare Dio per aver dato Chiara Lubich come dono all’umanità; spesso insieme ai vescovi, come a Sidney (Australia) con il cardinale George Pell, a Wellington (Nuova Zelanda) con l’Arcivescovo John Dew, a Olomuc (Cechia) con l’arcivescovo Jan Graubner. Del suo contributo al dialogo interreligioso si parla al Noor Center, Centro Islamico di Toronto (Canada), in città dell’Europa, Medio Oriente e Africa. “Chiara e le Religioni. Insieme verso l’unità della famiglia umana”, sarà invece il tema del convegno di giovedì 20 marzo a Roma, presso l’Aula Magna della Pontificia Università Urbaniana. Un ricordo di Chiara Lubich tracciato da personalità di varie religioni, che hanno avuto un contatto personale con lei. Si terrà a conclusione di un simposio interreligioso, a Castelgandolfo, con la partecipa
zione di cristiani e fedeli di altre tradizioni religiose, quali ebraismo, islam, induismo, buddhismo, shintoismo, sikhismo. Questo 6° anniversario porta in filigrana lo svolgersi delle fasi preliminari alla causa di beatificazione per Chiara Lubich, dopo che il 7 dicembre 2013, Maria Voce, attuale Presidente dei Focolari, ha firmato la richiesta formale di avvio al vescovo di Frascati, mons. Raffaello Martinelli. Un atto – aveva detto allora Maria Voce rivolgendosi al Movimento – che «invita tutti noi a una santità ancora più grande, a costruirla giorno per giorno nella nostra vita, per contribuire a far emergere quella “santità di popolo” a cui Chiara tendeva». (altro…)
13 Mar 2014 | Chiesa, Focolari nel Mondo
Ad un anno dalla nomina di papa Francesco come vescovo di Roma, alcuni suoi testi e discorsi si presentano come un vero e proprio programma del pontificato: il messaggio per la Giornata della pace, la conversazione con i Superiori religiosi e, in particolare, la sua esortazione apostolica Evangelii Gaudium. L’impronta di papa Francesco è fortemente pastorale, eppure sorretta da una cultura solida e provata; il suo fine è di arrivare a tutti, in particolare alle periferie esistenziali; il suo linguaggio semplice, il suo guardare in faccia le persone, il suo accarezzare bambini e malati sono sostanziali; la sua proposta è non giudicare ma servire. Per Francesco è responsabilità della Chiesa lavorare per la pace nel mondo. Di pari passo con le sue sempre brevi e affettuose omelie lavora senza sosta alla riforma della Curia e per la trasparenza economica della banca vaticana. Preferisce una Chiesa ferita, perché è uscita con audacia, ad una Chiesa chiusa e sulla difensiva, per la paura di sbagliare. Scarica il pdf con l’articolo completo su Nuova Umanità n. 212 (altro…)