28 Ago 2014 | Chiesa, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Senza categoria
“Networking – Chiesa nei rapporti”: quattro giornate di vita insieme, incontri, confronti, testimonianze, laboratori dedicati a giovani sacerdoti e seminaristi che vogliono essere uomini di Dio partecipi e attivi nelle sfide della gente e del proprio tempo. Don Justin Nary ha 42 anni e viene dalla Repubblica Centrafricana. Inizia a parlare con calma e sembra si riferisca a qualcun altro quando racconta di quegli oltre 2.000 musulmani a cui ha dato ospitalità per salvarli dalla violenza omicida che ha insanguinato recentemente il suo Paese, a rischio della sua stessa vita. Poco prima è stata la volta di don Josef Pal, rumeno, che ha raccontato uno dopo l’altro fatti del dialogo che ha saputo intessere nella sua città a livello ecumenico, sociale, con persone di convinzioni non religiose, sia nelle comunità parrocchiali che con le istituzioni civili. Sono brani di vita, storie di sacerdoti “appassionati di umanità”, col desiderio di contagiare i 268 partecipanti di “Net-working – Chiesa nei rapporti”, l’appuntamento che si è tenuto a Loppiano dal 19 al 22 agosto scorso per sacerdoti, seminaristi e persone orientate al sacerdozio. “Ci siamo rivolti alla nuova generazione sacerdotale – spiega don Alexander Duno del Centro sacerdotale dei Focolari, per i sacerdoti e seminaristi diocesani, organizzatore dell’evento – e la risposta è stata massiccia: i partecipanti provenivano da 38 Paesi in maggioranza europei, con rappresentanze da Africa, Asia, Americhe e parlavano 12 lingue. Grandi le aspettative su questa quattro giorni all’insegna dell’immagine della “rete”: desiderio di comprendere, partecipare e condividere vita e drammi della gente e dei propri popoli.
Caratteristica dell’intero meeting è stato il binomio dialogo – comunione, sostenuto anche dal Centro internazionale di Loppiano che ha accolto i partecipanti e che da 50 anni fa della fraternità il proprio segno distintivo. Si è così dato vita ad un cantiere in cui esperti, docenti e partecipanti costituivano un unico team di lavoro che, oltre alle plenarie, ha affollato i 27 workshop tematici animati da professionisti internazionali. Si sono affrontate tematiche come famiglia, economia, politica, pluralismo culturale e religioso, dialogo con l’Islam e le grandi religioni. Ci si è confrontati su di una Chiesa “in uscita verso le periferie esistenziali e sul profilo della parrocchia oggi come “rete di comunità”. Grande l’attenzione a questioni cruciali per la vita dei sacerdoti oggi: equilibrio della vita, il dono e la sfida del celibato, solitudine e forme di vita comune, capacità di dialogo nei conflitti e sfide sociali. Una prima serie di questi laboratori ha messo a fuoco gli scenari del mondo di oggi scoprendovi, al di là delle crisi, squarci di fraternità già in atto e abbozzi di risposte carichi di speranza. Molto partecipati anche i laboratori successivi sulle diverse realtà dell’attualità ecclesiale. Si è così stagliata l’immagine di una Chiesa vivace, dialogante, che non indietreggia di fronte alle novità della contemporaneità, ma penetra nei punti di snodo della storia, per illuminarla dalla prospettiva della Parola evangelica dell’unità, vissuta attraverso rapporti e comunità che fanno della comunione il proprio punto di forza.
“In questi giorni – commentava don Stefano Isolan, giovane sacerdote di Fiesole – abbiamo vissuto la bellezza di essere presbiterio e non individui isolati pieni di impegni e riunioni: di essere davvero nodi di una rete, importanti l’uno per l’altro”. “Ho sperimentato – così un pastore evangelico della Serbia – la gioia di avere tanti fratelli e di sentire l’amore che ci lega pur di Chiese diverse”. “L’idea della comunione non resta nella testa ma entra nella vita”, ha affermato un giovane avviato al seminario. E un altro: “Pur diversi fra noi, c’è stata fra noi grande confidenza. I workshop ci hanno veramente aiutati”. Nota comune, la gioia e la rinnovata speranza per aver vissuto, come augurato da Papa Francesco ai Vescovi dell’Asia nel recente viaggio in Corea del Sud, un’esperienza di “dialogo autentico”, quello che nasce da “una capacità di empatia (…) frutto del nostro sguardo spirituale e dell’esperienza personale, che ci porta a vedere gli altri come fratelli e sorelle”. Ora, a convegno concluso, la sfida continua su scala nazionale, europea ed extra continentale: nelle parrocchie, nelle comunità, a fianco della gente, nelle città in cui i sacerdoti e seminaristi sono tornati col desiderio di continuare a concretizzare il motto paolino scelto per il convegno: «Accoglietevi gli uni gli altri come Cristo ha accolto voi». Visita sito web networking2014.focolare.org Fotogallery: Loppiano (altro…)
19 Ago 2014 | Chiesa, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Seoul, 14 agosto 2014. Da oggi il Papa è in terra coreana. Fin dal suo arrivo ha dato a tutti l’impressione di una persona che vive profondamente quello che dice. Lungo la strada verso la Nunziatura, un mondo di gente. C’eravamo anche noi, circa un centinaio del Movimento dei Focolari, e ne abbiamo riportato una emozione profonda. In Nunziatura, un piccolo fatto ci colpisce: “Lasciando una sala dove non rimaneva più nessuno, spegne lui le luci…”. All’omelia della messa celebrata in forma privata, parla del perdono come condizione necessaria per costruire rapporti fraterni e risolvere conflitti anche su larga scala. Nella residenza della Presidente parla al corpo diplomatico sulla pace e della necessità della riunificazione della Corea. Domani lo aspetta la messa nel grande stadio dei mondiali di Daejeon, poi il dialogo con i giovani della “Giornata asiatica della Gioventù” (AYD). Si respira ovunque un clima di gioia per la sua presenza e di grande attesa per la svolta che può dare alla società tutta. Daejeon, 15 agosto 2014. A causa dell’instabilità del tempo il Papa arriva in treno ed esce dalla stazione come un normale viaggiatore, sulla scala mobile, tra la sorpresa e la gioia di tutti. Come prima cosa incontra alcuni superstiti e parenti delle vittime del naufragio del traghetto Sewol, dove nell’aprile scorso morirono più di trecento persone. Quindi la messa dell’Assunta alla presenza di 50.000 fedeli che riempiono il World Cup Stadium. Le sue parole suonano con forza: «Respingano i modelli economici disumani che creano nuove forme di povertà ed emarginano i lavoratori, e la cultura della morte che svaluta l’immagine di Dio, il Dio della vita, e viola la dignità di ogni uomo, donna e bambino”. E chiede “un’intensa sollecitudine per i poveri, i bisognosi e i deboli in mezzo a noi”. I coreani sono sempre più conquistati da questo Papa che li capisce ed indica loro motivi concreti di speranza. Nel pomeriggio l’atteso dialogo con i giovani all’AYD. Al Santuario di Solmoe 6.000 giovani arrivati da 23 Paesi dell’Asia lo accolgono con canti, danze, rappresentazioni teatrali e le loro testimonianze. Francesco li esorta: “Insieme ai giovani di ogni luogo, voi volete adoperarvi ad edificare un mondo in cui tutti vivano insieme in pace ed amicizia, superando le barriere, ricomponendo le divisioni, rifiutando la violenza e i pregiudizi”, e invita a “pregare insieme in silenzio per l’unità delle due Coree”. Dopo la preghiera afferma a braccio: “La Corea è una, è una famiglia, voi siete fratelli che parlate la stessa lingua”. Adesso fervono i preparativi per la messa di domani alla Porta di Gwanghwamun, a Seul, per la beatificazione di Paul Yun Ji-Chung e 123 compagni martiri. In soli due giorni il Papa ha infiammato il cuore di tutti i coreani, non solo cattolici.
Seoul, 16 agosto 2014. Oggi giornata intensissima. Un milione di persone capaci di restare in silenzio assoluto dopo l’omelia e la comunione, inchinandosi all’unisono al suono del gong. Papa Francesco si sofferma in particolare sul ruolo dei laici, che in Corea hanno diffuso il cristianesimo anticipando i missionari. «I martiri ci richiamano a mettere Cristo al di sopra di tutto – ricorda – e a vedere tutto il resto in relazione a Lui e al suo Regno eterno. Essi ci provocano a domandarci se vi sia qualcosa per cui saremmo disposti a morire». La visita pomeridiana al centro per disabili “House of Hope”, a Kkottongnae, è forse il momento più commovente del viaggio. Anche il Papa ha lo sguardo lucido, mentre i bimbi cantano e danzano per lui fino a circondario e ad abbracciarlo. Nell’incontro con i religiosi e le religiose coreane ringrazia «…i superiori generali perché hanno parlato chiaramente del pericolo che la globalizzazione e il consumismo rappresentano per la vita religiosa». Infine, l’incontro con i leader dell’Apostolato laico, al quale partecipiamo anche alcuni membri del Movimento, tra cui due focolarini sposati i quali rivolgono delle parole al Santo Padre a nome di tutti. Domani il Papa si trasferisce ad Haemi per l’incontro con i vescovi dell’Asia; quindi, la messa conclusiva della 6° Giornata asiatica della Gioventù, che i giovani aspettano con cuore trepidante. Seoul, 17 agosto 2014. “Spero fermamente – dice Francesco ai vescovi asiatici – che i Paesi del vostro continente con i quali la Santa Sede non ha ancora una relazione piena non esiteranno a promuovere un dialogo a beneficio di tutti. Non mi riferisco solo al dialogo politico ma anche al dialogo fraterno”. Poi, nel pomeriggio, l’attesa messa conclusiva dell’AYD in un’atmosfera di entusiasmo giovanile e caloroso slancio. Il Papa mette “fuoco sul fuoco”, spingendo con vigore i giovani a “non dormire, a svegliarsi ed andare verso il mondo”. Il Papa è partito, lasciando nei cuori un grande calore, speranza e coraggio nuovissimi. Si può dire che la Chiesa e tutta la società coreana hanno avuto una salutare scossa, il “wake up” rivolto ai giovani è sentito da ciascuno rivolto a se stesso ed i coreani non vogliono deludere la fiducia di questo Papa, che, hanno capito, li ama molto. Dalla Corea, Won-Ju Moon e Alberto Kim (altro…)
17 Ago 2014 | Chiesa, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Chiara Lubich [L’attrattiva del tempo moderno] parla del singolo cristiano, ma parla anche, anzi ancor di più, della Chiesa. Oggi più che mai la Chiesa viene pesata in base a una duplice domanda: da una parte si chiede: è la Chiesa totalmente impregnata dal Vangelo? è la Chiesa il luogo in cui la vicinanza di Dio viene testimoniata, vissuta, sperimentata? E dall’altra parte: è la Chiesa vicina all’uomo? cerca l’incontro con lui? è vero che le speranze e le tristezze, le gioie e i dolori degli uomini sono lo stile e il ritmo della sua vita? Comunione con Cristo in mezzo a lei e concreto rivolgersi di Dio verso l’umanità: questo è il suo incarico. E il suo compimento dipende decisivamente dalla misura in cui il Testamento di Gesù, contenuto nella sua Preghiera Sacerdotale, viene realizzato: “Che tutti siano uno!” (cfr. Gv 17, 21 ss.). Gesù Cristo è presente infatti nella Chiesa in modo tale da poterlo sperimentare, lì dove i credenti sono una cosa sola nel suo nome, dove si amano come Lui ci ha amato (cf 13, 34 s.). Il mondo potrà credere quando vedrà che la Chiesa vive l’unità così. Ed è proprio questo lo scopo del sacerdote: essere vincolo vivo di comunione. Ma un tale servizio all’unità e per l’unità, il sacerdote non lo può fare se vive isolato. Oggi, come forse mai prima, la credibilità del servizio sacerdotale dipende da come il singolo sacerdote vive radicato in un’unità vissuta, in una forma di vita nella quale il servizio sacerdotale riesce ad essere una testimonianza comune, con il Signore stesso, unico Sacerdote, in mezzo. Il sacerdote, se deve essere specialista, lo deve essere nella communio, nell’unità. La spiritualità e la forma di vita del sacerdote sono quelle dell’unità. L’uomo di oggi, dicevamo, cerca la mistica e l’impegno concreto. Ebbene, vivere insieme, con lo sguardo diretto costantemente sul Signore in mezzo a noi, nel costante impegno di averLo in mezzo a noi e portarLo così ai vicini e ai lontani: questo significa essere sacerdote oggi. Il sacerdote oggi. Ma non è troppo poco dire così? Forse è meglio dire: i sacerdoti oggi, uno fra loro, e in mezzo a loro Gesù». Klaus Hemmerle : Il sacerdote oggi/1 /2 /3 Il sacerdote oggi (testo integrale in pdf) Prossimo evento per il mondo sacerdotale: Loppiano – “Networking “ 19 agosto 2014 – 22 agosto 2014 Appuntamento con giovani sacerdoti e diaconi, seminaristi e giovani orientati al sacerdozio, promosso dal Movimento dei Focolari. (altro…)
14 Ago 2014 | Chiesa, Cultura, Focolari nel Mondo
Una nuova generazione nella Chiesa cattolica a cui i Vescovi hanno affidato i luoghi di formazione: sono giovani sacerdoti (nati nella seconda metà degli anni ’70 e primi anni ’80), molto preparati, qualcuno alla fine degli studi a Roma destinati alla formazione nei seminari. 23 sacerdoti da undici Paesi – Thailandia, Congo, Kenia, Argentina, Brasile, Colombia, Ecuador, Croazia, Ungheria, Irlanda e Italia – hanno partecipato al Corso 2014 per Formatori dei seminaristi (14-26 luglio 2014), promosso dal Centro di spiritualità di comunione per sacerdoti e seminaristi diocesani “Vinea mea” di Loppiano (FI), insieme all’Istituto Universitario Sophia (Loppiano) e con il Movimento Sacerdotale del Movimento dei Focolari.
«Qualcuno parlava di un ritiro spirituale, o di una conversione; qualcun’altro di una sintesi tra lo studio e la vita» – dichiara il direttore del corso, don Silvestre Marques – «Tutti concordavano che la comunione e l’unità nella diversità si toccavano con mano e diventavano esperienza vissuta da portare come testimonianza di vita nei loro seminari». Il corso – giunto alla 9ª edizione – è rivolto a rettori, direttori spirituali e formatori che lavorano a tempo pieno in seminario per proporre percorsi e paradigmi per il discernimento e la formazione delle vocazioni al ministero presbiterale, adeguati a rispondere alle sfide dei mutamenti socio-culturali e della loro incidenza nella condizione giovanile. Si articola in un percorso biennale: due settimane per ciascun anno, con relazioni di esperti, gruppi di lavoro e plenarie di condivisione, unite alle celebrazioni liturgiche. Al percorso di studio, che ha il beneplacito della Congregazione per il Clero e della Congregazione per l’Educazione Cattolica, sono legati dei crediti formativi conferiti dall’Istituto Universitario Sophia, dietro presentazione a fine corso di un elaborato scritto.
«Sono state due settimane vissute nel clima di Sophia: una piena circolarità tra vita, pensiero e preghiera», dichiara ancora don Silvestre. «In tutti la gioia di aver potuto fare l’esperienza che speravano e cercavano e che vogliono adesso proporre alle loro comunità educative». «Non ho potuto seguire bene l’Italiano ma ho capito un’altra lingua, quella della comunità», scrive uno dei partecipanti. E un altro: « È una sfida da vivere; abbiamo visto le nostre difficoltà in una luce nuova». Appuntamento per il 2015 per la seconda parte del corso, dove si approfondiranno le 4 dimensioni fondamentali della vita sacerdotale: umana, spirituale, intellettuale e pastorale. Per i formatori dei seminari, arrivederci a Loppiano dal 13 al 25 luglio 2015, presso la sede della “Vinea mea”. (altro…)
13 Ago 2014 | Chiesa, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Spiritualità
«Avevo scritto una lettera a papa Francesco già all’inizio del suo pontificato […]. Poi sono andato alla Gmg di Rio de Janeiro con 350 ragazzi coreani, e lì lui ha detto a tutti i giovani di andare in tutto il mondo per servire i fratelli. Allora ho scritto un’altra lettera, per dirgli quanto sarebbe stato bello averlo fisicamente tra noi in occasione dell’incontro coi giovani dell’Asia. Quando ad aprile l’ho incontrato a Roma, il Papa mi ha detto che mentre leggeva la mia lettera ha sentito una voce nel petto che gli diceva: dobbiamo andare in Corea». A parlare è, in un’intervista a Vatican Insider, Mons. Lazzaro You Heung-sik, vescovo di Daejeon, la diocesi che accoglierà la Giornata asiatica della gioventù e l’incontro di papa Francesco con i vescovi dell’Asia,. “La venuta del Santo Padre in Corea è un evento straordinario per il popolo coreano che suscita una grande aspettativa anche negli ambienti fuori della Chiesa Cattolica”, affermano Alberto Kim e Maris Moon, delegati del Movimento dei Focolari in Corea. A loro abbiamo chiesto anche di spiegarci il significato della Giornata Asiatica della Gioventù (AYD), in corso dal 10 al 17 agosto, e che avrà come momento centrale l’incontro dei giovani col Papa.
Scrivono: “Quest’esperienza di una settimana consente ai giovani di riunirsi in programmi di formazione e pianificare la loro vita spirituale futura. Allo stesso tempo, il raduno ha lo scopo di fornire un’opportunità per i giovani cattolici di esplorare e rinnovare la loro fede, in modo che possano condividere il Vangelo con gli altri, inclusi giovani di altri gruppi religiosi”. Come tema della giornata è stato scelto il titolo “Asian Youth, wake up! The glory of the Martyrs shines on you” [«Gioventù dell’Asia, alzati! La gloria dei martiri brilla sopra di te»], per “proporre l’esempio e lo spirito dei martiri ai giovani di questa generazione – continuano Alberto e Maris – che deve vivere in mezzo a tante tentazioni e valori anti-cristiani, in modo che possano ottenere il coraggio di vivere secondo i valori del Vangelo”. Ai giovani dei Focolari coreani è stata affidata la preparazione di due ore di preghiera per la conclusione del secondo giorno della AYD. “Il 16 agosto – concludono – saremo presenti al Centro di recupero per disabili di Kkottongnae, per l’incontro del Santo Padre con i responsabili dei laici coreani. Paolo Kwon, dei Focolari, e presidente dell’associazione dei laici in Corea, gli darà il benvenuto a nome di tutti laici coreani”. Una visita, quella del Papa, che pone l’attenzione sul martirio, dalla beatificazione di Paul Yun Ji-Chung e 123 compagni martiri, al tema della Giornata dei Giovani. «Un terzo dei martiri coreani venivano dalle terre della mia diocesi – dichiara ancora il vescovo Lazzaro You Heung-sik a Vatican Insider -. Per loro la fede e la vita erano la stessa cosa. E rimangono per sempre un modello per tutti. I giovani che verranno qui da tutta l’Asia, sul loro esempio potranno riscoprire il dono che può rendere avvincente il cammino delle loro vite».
Quali le attese? «La visita del Papa durerà quattro giorni, ma poi passerà. Con noi rimarrà Gesù, e questa è la cosa importante. Per Gesù e con Gesù posso incontrare chiunque e andare dovunque. Papa Francesco non fa che indicarci questo cammino, e per questo ci spiazza tutti: ci aiuta a non accomodarci nei nostri conformismi. È uno stimolo ad affidarsi a Dio in tutto quello che facciamo». (altro…)
12 Ago 2014 | Chiesa, Focolari nel Mondo, Spiritualità

Mons. Lazzaro You Heung-sik
Alla vigilia del primo viaggio di papa Francesco in Asia e mentre il 50° dell’enciclica “Ecclesiam Suam” ne ripropone contenuti e novità, 52 vescovi di 25 nazioni si sono incontrati a Trento dal 29 luglio al 7 agosto all’insegna della spiritualità dell’unità. Questa volta l’Asia era rappresentata unicamente dall’arcivescovo di Bangkok, Thailandia, e dall’arcivescovo di Pune, India, giacché altri vescovi interessati all’appuntamento sono impegnati nelle proprie diocesi a preparare il viaggio papale (14-18 agosto) in Corea. Tra questi mons. Lazzaro You Heung-sik, vescovo di Daejeon, la cui diocesi accoglierà la Giornata asiatica della gioventù e l’incontro di papa Francesco con i vescovi dell’Asia. La ragione dell’annuale appuntamento dei vescovi amici dei Focolari si trova in linea con il richiamo del Santo Padre nella sua visita a Caserta (Italia) il 26 luglio scorso, in cui affermava che «noi vescovi dobbiamo dare l’esempio dell’unità che Gesù ha chiesto al Padre per la Chiesa (…), un’unità nella diversità di ognuno». E anche nel corso del presente incontro si è verificata l’esperienza affettiva ed effettiva di unità fraterna realizzata fra i vescovi presenti, la reciproca condivisione delle rispettive attività apostoliche che ha portato ciascuno a comprendere meglio come servire insieme la Chiesa e andare verso le periferie.
Questo 38° incontro dei vescovi ha trovato ulteriore fondamento in quello che ne è stato il tema centrale, “Eucaristia, mistero di comunione”, alla cui riflessione ha portato un particolare contributo Maria Voce, Presidente dei Focolari, a partire dall’esperienza e dalla dottrina spirituale di Chiara Lubich. È emerso così quanto gli sviluppi del Movimento siano stati intimamente legati al sacramento istituto da Cristo all’Ultima Cena, tanto da far affermare più volte alla stessa Lubich che l’Opera che ne è nata “è un affare tra me e Gesù Eucaristia”. La forza del sacramento dell’unità è apparsa radice e alimento della Chiesa, causa della comunione tra fratelli, origine della famiglia dei figli di Dio, sprone per andare incontro al mondo in dialogo profondo con tutti, credenti e non. A colloquio con Maria Voce e il copresidente Giancarlo Faletti, i presuli hanno avuto modo di approfondire le principali tematiche che saranno oggetto della prossima Assemblea generale dei Focolari, in calendario per il prossimo settembre a Castelgandolfo (Roma). Ampi spazi nel programma sono stati destinati alla riflessione sulle attuali sfide della Chiesa e alla condivisione dei volti che esse assumono nei diversi continenti di provenienza.
Evocativa la concelebrazione dell’Eucaristia dei 52 vescovi nella cattedrale di Trento assieme all’arcivescovo del posto, Luigi Bressan, il quale ha evidenziato che «non si riscontrava nel nostro Duomo un tal numero di vescovi e di cardinali dai tempi della conclusione del Concilio di Trento, il 4 dicembre 1563». L’incontro s’inserisce nell’iniziativa, con ormai 38 anni di storia, avviata da Chiara Lubich e da mons. Klaus Hemmerle, vescovo di Aquisgrana. Attualmente ne è moderatore mons. Francis Xavier Kriengsak Kovithavanij, Arcivescovo di Bangkok. La città scelta questa volta è stata Trento, che diede i natali alla fondatrice dei Focolari e vide nascere il Movimento dei Focolari durante i terribili anni della 2° guerra mondiale. Nello scenario drammatico dei molti conflitti in corso nel mondo, il ritorno alle origini della spiritualità dell’unità, hanno sottolineato i presuli provenienti da regioni martoriate, è risultato motivo di speranza e di conferma “che Dio non abbandona mai il Suo popolo”. (altro…)